PIETRA LIGURE: Lo stravolgimento edilizio di via Torino. Il caso della deviazione della via: da via rettilinea a strada con curve! E della ZTL “fantasma”, successiva alla colata di cemento! Una distrazione? Un abuso? O, semplicemente, un compiacente, connivente trattamento di favore per qualcuno?
di Mario Carrara*
Sono le domande, per alcuni versi, paradossali a causa delle cose che stanno accadendo in una via di Pietra Ligure, la quale sta assumendo aspetti “emblematici“. Si tratta di via Torino; una strada elegante, fino a pochi anni fa, prevalentemente, costituita da palazzine e alberghi, con tanto verde, alberi e giardini che la costeggiavano. Ma le cose belle qui non sono destinate a durare a lungo. Specie quelle che sono a poca distanza dal mare; per quest’ultimo motivo, oggetto dell’attenzione di chi vuole far investimenti nell’unica risorsa che ne garantisca un sicuro ritorno economico molto ben remunerato, cioè: l’edilizia. E qui c’è da intenderci: idonee aree fabbricabili in via Torino non ne esistevano più da tempo, così il nuovo “sistema” applicato per fare tanto cemento “dove c’è già” e l’ambiente costruibile risulta “saturo“, è quello di demolire e, successivamente, ricostruire con tutte le incentivazioni premiali, in termini di nuovi metri cubi in più di fabbricato, derivanti da “piani casa“, “trasferimenti di volumi” e/o “accorpamenti di volumi”, questi ultimi derivanti da volumi “sparsi“, quali casotti, magazzini, garage, locali commerciali, ecc., magari a suo tempo “condonati” o trasformati con cambio di destinazione d’uso, in edilizia civile.
E così, il gioco è fatto! A forza di “ristrutturazioni” e di demolizioni e ricostruzioni “premiate” con gli aumenti di volume, quella che era un strada “graziosa” di palazzine, verde e giardini sta diventando una delle tante vie piene di mega palazzi, come ce ne sono, purtroppo, tante, in questa nostra Liguria devastata in passato dalle colate di cemento. Quanto succede in via Torino, che si accinge a diventare l’esempio di come si possa abbruttire il territorio con politiche urbanistiche dissennate, è accaduto “prima” nella sua parte “a monte“, ma, ora, si sta ponendo all’attenzione di tutti, in termini eclatanti, nella parte “a mare” della stessa strada.
Infatti, qui sta succedendo di tutto e di più.-Abbiamo già parlato, in un recente passato, del fatto che un edificio destinato ad albergo, presente sulla strada, sia stato oggetto di un intervento edilizio che con gli aumenti di volume previsti dalle “premialità” delle leggi, sia di fatto diventato un mega palazzo, fatto “a metà” da camere d’albergo e metà da nuovi appartamenti. Questa nuova costruzione conta ben otto piani (compreso il pianterreno).


Di fronte ad esso, dall’altra parte della strada, là dove c’erano volumi di “casette”, ora è sorto un altro palazzotto di quattro piani (pianterreno compreso). Ma, in questo contesto, ciò che ora sta destando maggior scalpore è quanto si sta attuando nel tratto di strada proprio antistante i due nuovi edifici.
Allora, andiamo con ordine: via Torino era una strada “dritta“, perpendicolare sia a viale della Repubblica, che alla sottostante viale Europa. Ora, invece, con perplessità e sgomento della maggior parte dell’opinione pubblica, per passare da “monte a mare“, visto che la stessa via è a senso unico in questa direzione, la strada non è più “dritta“, “rettilinea“, ma è stata trasformata in strada “a curve“: ce ne sono ben due! Come nelle strade di montagna! Come nella via per Ranzi o in quella per il Passo del Melogno!
Da che mondo è mondo, si tende sempre a raddrizzare le strade storte ed a eliminare le curve per farle diventare rettilinee.
Qui a Pietra Ligure succede il contrario! Un caso da Guinness dei Primati e per la ipotetica redazione di un manuale che ben potrebbe intitolarsi: “Nuove frontiere dell’Urbanistica e della viabilità: come rendere curvilinee le linee rette in una geometria obliqua“!
In tanti anni, mai vista una cosa del genere!
Ma non è finita qui.
Infatti, da circa UN MESE, la porzione di via Torino di fronte ai due nuovi palazzi, che era già stata pavimentata con basoli e per la quale è stata fatta la “deviazione” della strada con le due curve, è stata delimitata da transenne dissuasive per il passaggio automobilistico, corredate da esplicita segnaletica di divieto che la proclama interdetta o limitata al traffico, come area “ZTL“, e, pure, come zona di “Sosta vietata“, o meglio, “Limitata a 30 minuti”!



Dall’altra parte della strada, prospiciente viale Europa, compare lo stesso cartello inibitorio o limitatorio, quindi non si è trattato di un errore.
Chi ha deciso queste “estemporanee” limitazioni alla viabilità?
Poiché un provvedimento del genere può essere assunto solo tramite un atto amministrativo, e noi non sapevamo di determine od ordinanze comunali in questo senso, abbiamo chiesto al Comando della Polizia locale di Pietra Ligure, notizie in merito. Anche perché avremmo voluto sapere a “beneficio di chi“, circa sua accessibilità, la “ZTL” sarebbe stata istituita: di tutti i residenti a Pietra Ligure? Dei SOLI residenti in tutta via Torino? Dei SOLI residenti in via Torino, compresi tra viale della Repubblica e viale Europa? O, meglio ancora, dei SOLI abitanti delle case di via Torino prospicienti la stessa zona “ZTL”, escludendo tutti gli altri?
La sorpresa, tuttavia, è stata grande nell’apprendere che allo stesso Comando NON RISULTA di nessuna “zona ZTL” istituita per via Torino! E allora? Chi ha messo quei segnali stradali? Non può averlo certo fatto il Comune senza un atto amministrativo precedente. Possibile che i nuovi cartelli siano stati collocati da “qualcuno” SENZA AUTORIZZAZIONE? E se, com’è vero, sono stati messi lì, qualcun altro li ha, forse, autorizzati in via confidenziale, ritenendo che, per una sorta di “benevola connivenza“, nessuno avrebbe “alzato gli occhi” per controllare? E com’è stato possibile che, visto che gli stessi segnali sono stati collocati già da circa un mese, nessuna pattuglia della Polizia locale si sia accorta o abbia rilevato quella nuova “zona ZTL” in via Torino, a tutti gli effetti “abusiva“?
Ma le cose paradossali aumentano perché, come si vede benissimo dall’ultima foto scattata alcuni giorni fa (mentre tutte le altre sono del 14/1), all’interno della zona “interdetta“, è stato contrassegnato, con la segnaletica bianca, un parcheggio pubblico ove sono posteggiate diverse automobili.
Se la zona era “limitata” al traffico, “chi” ha potuto entrare nella zona ZTL così tranquillamente? E, visto che è stato pure posto un cartello di “divieto di sosta”, limitata a 30 minuti massimi, la stessa domanda si pone per quelli che, con serenità, hanno parcheggiato a tempo indefinito. Forse tutti pensavano che l’avrebbero, comunque, “fatta franca” impunemente? Infatti: non avrebbero dovuto essere presi provvedimenti di contravvenzione nei confronti degli automobilisti entrati nella zona “ZTL“, se essa fosse stata effettivamente autorizzata?
Ma, la domanda fondamentale da porsi, al di là di tutte le considerazioni fatte, è la seguente: che senso ha o avrebbe una zona “ZTL” per quella parte limitata della strada? Aveva, forse, una ragione logica, la decisione di far “deviare” la strada “dritta“, trasformandola in una con delle curve? E creare una zona, di fatto, “esclusiva“, con una pavimentazione diversa, tale da delimitarla chiaramente? Forse, un “maligno” avrebbe ben ragione a pensar male e sospettare che tanta attenzione e cura potrebbe essere solo preordinata a creare una zona, appunto, “esclusiva“, di maggior pregio, per la tranquillità dal rumore del transito vietato di ogni tipo di traffico, spostato più distante! Con conseguente aumento di valore dei nuovi immobili da porre in vendita e di quelli già venduti! Ad un sospetto del genere, che può essere considerato solo un sospetto, non vogliamo credere. Se fosse vero, ma non pensiamo che lo sia, sarebbe la prima volta in cui si assisterebbe a tanta sfacciata compiacenza nei confronti di un’operazione di edilizia privata!
Per adesso, limitiamoci alla constatazione che, se è così facile installare dei segnali stradali, per di più di limitazione o divieto, a proprio “comodo” per crearsi delle tranquille zone dove si escluda il traffico, senza autorizzazioni e giustificativi, e, per di più, senza che nessuno se ne accorga, fintantoché la cosa non venga “messa in piazza“, rendendola di pubblico dominio, allora c’è da aspettarsi che di zone ZTL come quella di via Torino, probabilmente, ne sorgeranno altre. Basta solo spendere i soldi per comprare i segnali. Tanto non c’è nessuno che controlli… Meno noi…! D’altronde, la legge assegna espressamente ai consiglieri dell’opposizione proprio la specifica funzione “di controllo“, nell’interesse pubblico! Sennò cosa ci stiamo a fare?
*Mario Carrara
(consigliere comunale di opposizione)
15 Gennaio 2026

