Passano gli anni, chi non ha più la verde età ricorderà che Ormea – ha conosciuto lo sviluppo, la valorizzazione turistica e immobiliare- era la culla della ‘buona cucina’ nell’alta val Tanaro. Sei ristoranti negli anni ’70, poi è stata la volta delle pizzerie. La vigilia di Natale ha riaperto il ‘Ristorante dell’Olmo’. Solo la cucina e non il servizio alberghiero.

Una nuova gestione. Anzi nuovissima visto che il ‘ristorante albergo’ era chiuso da parecchi anni, o perlomeno ha avuto qualche occasionale apertura solo come ristorazione. Per Ormea è una bella notizia, un’iniezione di fiducia e soprattutto di speranza. Il paese era rimasto con il mitico albergo-ristorante Italia (di cui Trucioli.it ha scritto…. con 5679 visualizzazioni), dopo la chiusura de Il Borgo Taverna Pub. Restano due pizzerie aperte solo di sera.
L’oste, quasi a sorpresa, ma non troppo come vedremo, è Patrizia Gorlero, 61 anni. Tra le persone rivierasche che si sono innamorate di Ormea dove si è trasferita da tempo. Negli anni ’80 aveva un negozio. Ha chiuso per dedicarsi come ‘informatore scientifico’.
“Era da tempo – racconta la neo ristoratrice – che mi riproponevo di sfruttare la mia passione per la cucina e così durante il Covid ho frequentato l’Accademia. Un’esperienza l’ho fatta anche al ristorante San Carlo, un’eccellenza sotto ogni aspetto. Finchè ho scelto di mettermi alla prova, in proprio. Ovviamente non sono mancate e non mancano le difficoltà iniziali. Intanto ho dovuto rinnovare in toto la cucina, della vecchia non è rimasto più nulla, tenendo conto che l’attrezzatura deve essere quella di una sala ristorante che può ospitare fino a 120 persone e 25-30, con la buona stagione, all’esterno. L’arredamento in sala, per ora, è rimasto con qualche miglioria”.
Ai fornelli c’è solo lei, in sala il suo compagno. “Nessuna cucina rivoluzionaria – commenta Patrizia -, direi quella classica seppure rivisitata. E a giorni si serve pure il pesce, ma l’obiettivo principale è offrire pasti ‘leggeri’, puntando sulla qualità del prodotto, della materia prima. Sfruttando ciò che offrono le varie stagioni. Ora, ad esempio, c’è il tartufo nero ottimo con i primi piatti. La pasta è quella casalinga, ma faccio ricorso anche al pastificio per alcune specialità come i ravioli al plin. Credo che meriti di essere assaporato anche la specialità degli ossibuchi”.
I primi riscontri, secondo Patrizia, sono positivi. C’è stato molto lavoro in occasione delle festività e dell’ultimo dell’anno. “Mi sono resa conto – aggiunge- che chi è venuto una volta ritorna, apprezza. E manco a dirlo occorre tenere in considerazione la capacità di spesa del cliente, ovvero tenere prezzi moderati. Non parlo dei 15 euro per il menù degli operai. E anche interessante constatare che c’è un ritorno dei giovani al ristorante mentre ero convinta sull’abitudine a frequentare la pizzeria. Comunque è un mestiere di sacrificio e non bisogna farsi illusioni. Mi dicono che sia importante fare ricorso a facebook, ai social, a chi naviga su internet. Un passo alla volta. Voglio mettermi alla prova come si faceva all’antica quando non c’erano ancora i social”.
Patrizia resta convinta che anche Ormea abbia sofferto e soffra la crisi della chiusura di tante, troppe attività commerciali. La loro presenza va a beneficio di tutto il paese e richiamano gente, visitatori, offrono delle opportunità, quasi uno svago, meta di una gita. Un paese morto o moribondo non ha futuro. “Cercherò – conclude Patrizia – di fare la mia parte ed non limitarsi a dire che ‘bisogna fare’ ma si sta alla finestra. E’ anche uno strumento per creare le condizioni affinchè i giovani restino, si dia loro un avvenire che non sono le rituali promesse”.
Un’ultima annotazione. Trucioli.it, blog montanaro-rivierasco si è sempre battuto affinchè per la montagna sia applicata una legge speciale sulla detassazione delle attività, tenendo conto che per via del clima e della collocazione geografica ci sono maggiori spese da affrontare. Non solo detassazione complessiva, investimenti pubblici strategici capaci di attrarre imprese private e posti di lavoro. La Regione Liguria sta incentivando l’apertura di attività nei paesi montani contribuendo per 300 euro al mese, per 5 anni, quale contributo all’affitto. E ancora finanziamenti agevolati per il rinnovo delle attrezzature. In realtà non è granché, c’è da sperare che sia solo l’inizio di una politica più lungimirante verso l’economia montana, delle valli, dell’entroterra, quantomeno un freno allo spopolamento, all’abbandono del patrimonio immobiliare e alla conseguente perdita di valore.
A domanda risponde. Patrizia: ‘Io non ho ricevuto contributi e non mi risulta che la Regione Piemonte lo preveda’
2/“In riferimento ad alcune notizie circolate oggi sul ponte ‘Uveghi’ situato nel comune di Pieve di Teco lungo la strada statale 28 “del Colle di Nava”, Anas precisa che la struttura è oggetto di costante monitoraggio nell’ambito delle ispezioni ordinarie periodiche svolte dall’Azienda su tutti i ponti della propria rete stradale“. Così Anas in risposta alla circolazione via social di messaggi vocali che nelle ultime ore paventavano un’imminente chiusura al traffico veicolare del viadotto Uveghi.
“Già nell’ottobre 2025 – prosegue Anas -, a seguito di una di queste verifiche programmate, è stato riscontrato un peggioramento delle condizioni di alcune parti della struttura, dovuto sia all’aggravamento di difetti già noti sia alla comparsa di nuovi fenomeni di degrado.
In particolare, su alcune travi laterali del ponte sono emersi segni di deterioramento che interessano i materiali interni di rinforzo. Questi fenomeni, pur non compromettendo la sicurezza immediata del transito, richiedono maggiore attenzione e controlli più approfonditi.
Per questo motivo, a scopo precauzionale, Anas ha disposto:
- una limitazione al transito dei mezzi con peso superiore a 7,5 tonnellate
- l’istituzione del senso unico alternato
Il traffico viene indirizzato nella parte centrale del ponte, evitando le zone laterali che presentano maggiori segni di usura.
Per ridurre al minimo i disagi alla circolazione, Anas ha effettuato una serie di verifiche urgenti tra il 15 e il 19 dicembre 2025, che hanno permesso di valutare con maggiore precisione le condizioni della struttura.
Parallelamente, da metà gennaio 2026 Anas ha avviato controlli più approfonditi su tutte le parti del ponte, comprese le fondazioni. Al termine di queste verifiche saranno definiti gli interventi di manutenzione necessari e i relativi tempi di esecuzione“.
