Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Sanità e ospedali: ieri e oggi. Quando gli amministratori non vivevano di privilegi, ma di onestà! In qualunque azienda privata sarebbero cacciati a calci nel sedere, mentre nel pubblico fanno carriera.


Il post di Gino Rapa – Mi scuso in anticipo perché solitamente non parlo di cose personali, ma la Sanità è un tema che mi sta molto a cuore e vederla ridotta nelle attuali condizioni è davvero una tristezza.

Mio padre, classe 1921, era un semplice contadino. Aveva frequentato la scuola sino al ginnasio con buoni risultati, ma i suoi genitori lo costrinsero a interrompere gli studi per lavorare nei campi: un dolore che si portò dietro per tutta la vita. Tuttavia riuscì ad avere una buona formazione da autodidatta leggendo molto e tenendosi sempre informato sui fatti. Fu anche persona stimata e ottenne diversi incarichi pubblici. Tra questi venne scelto come Amministratore dell’Ospedale di Albenga insieme ad altri esponenti espressi dai vari partiti locali. Ricordo benissimo la serietà e l’impegno che tutti mettevano nel loro compito affinché ogni cosa funzionasse nell’interesse comune.

Un esempio apparentemente futile, ma significativo: a volte facevano una improvvisata nei reparti, all’ora dei pasti, per verificare che il cibo servito ai pazienti, e preparato dalla cucina interna, fosse di buona qualità. Oppure, se la memoria non mi tradisce, arrivarono a denunciare un primario che risultava presente in Ospedale, mentre in realtà operava in una clinica privata.

In quegli anni l’Ospedale di Albenga funzionava benissimo e attirava medici e pazienti da ogni parte della Liguria e non solo. Si dotò, spesso primo in Liguria, di strumenti all’avanguardia come la telecobalto terapia. Per gli Amministratori era motivo di orgoglio essere al servizio dei loro concittadini. Non credo fossero neppure retribuiti, forse nemmeno un gettone di presenza o rimborso spese.

Oggi la Sanità è diventata, mi spiace davvero dirlo, una macchina da soldi. Abbiamo manager pubblici con stipendi d’oro, scelti dalla politica, che da anni ottengono risultati disastrosi: in qualunque azienda privata sarebbero cacciati a calci nel sedere mentre nel pubblico fanno carriera.

Assistiamo con frequenza quasi quotidiana a inaugurazioni, aperture, passerelle, rinfreschi, tappeti rossi, foto di gruppo, mentre i comuni mortali, veri “poveri cristi”, affrontano vicissitudini sanitarie che sarebbero comiche se non fossero drammatiche.

Per questo ritorno spesso col pensiero a quegli uomini normali e semplici di un tempo che sapevano fare funzionare le cose meglio dei super pagati politici e dirigenti di oggi. Erano persone comuni, ma rispettavano seriamente l’incarico avuto dai cittadini. Non facevano gli interessi di gruppi potenti o di amici e amichetti. Usavano la ragione e il buonsenso e ascoltavano i bisogni della gente, perché anche loro stessi erano la gente. Non vivevano di privilegi, ma di onestà!


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