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Lettera 2 / ‘Mi sarei aspettato da Trucioli.it un articolo su Riviera Trasporti. Le accuse della Corte dei Conti’


A Trucioli.it- Mi sarei aspettato un articolo. Sulla RT trasporti e sulla richiesta danni ai vari amministratori sulla questione “autobus idrogeno” pazienza. .. sono ingenuo ! Non si sparla degli amici ! Lo comprendo ! Seguo la vostra faziosità ! E ne sorrido!  Maurizio Sasso (Ormea).

Piccola osservazione, il nostro blog non è stato messo in rete nelle feste natalizie ed ha ripreso il primo gennaio. Comunque accettiamo il personale giudizio del lettore che ci rimprovera perché “seguo la vostra faziosità e ne sorrido”. Riteniamo utile alla corretta informazione aggiungere che dopo le richieste di condanna della Procura della Corte dei conti (che costituiscono la domanda giudiziale), segue il giudizio di primo grado (in Sezioni Giurisdizionali Regionali), e in caso di soccombenza, la possibilità di impugnare la sentenza tramite appello (presso le Sezioni Riunite della Corte dei Conti), e infine, in casi specifici, un ricorso in Cassazione. Un chiarimento utile per potrebbe dichiararsi garantista.

1/Il titolo de La Stampa del 10 dicembre 2025-  Riviera Trasporti, ecco le colpe dei dirigenti secondo la Corte dei Conti- Bus a idrogeno: la Corte attribuisce agli amministratori quattro diverse gravi responsabilità. Dagli accordi svantaggiosi al depauperamento patrimoniale fino all’uso deficitario dei mezzi e “al caso” Carige. di MATTIA MANGRAVITI……

2/IMPERIA POST- 8 dicembre 2025-  Doccia fredda per tutti i direttori generali e amministratori della Riviera Trasporti che si sono succeduti alla guida della società dal 2013 ad oggi. La Procura della Corte dei Conti ha chiuso le indagini, delegate al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Imperia, riferite al flop dei famosi bus a idrogeno, sollevando una richiesta complessiva di danni erariali per oltre un milione e 52 mila euro.

Nei guai direttori generali e amministratori dal 2013 a oggi, per il danno erariale creato dai bus a idrogeno rimasti praticamente inutilizzati

La relazione della Guardia di finanza era stata depositata alla Procura della Corte dei Conti nel settembre dello scorso anno e dopo una lunga serie di ulteriori accertamenti, è ora in fase di notifica ai diretti interessati la richiesta di memorie difensive in merito a danni erariali già quantificati dal PM Roberto Leoni. Le controdeduzioni dovranno essere presentate entro il 31 gennaio 2026 e molti non passeranno un Natale e Capodanno sereni.

Ad essere chiamati in causa sono Enzo Teodoro Amabile, Sandro Corrado, Federico Fontana, Giancarlo Ghinamo, Gianfranco Benzo, Roberto Barla, Katia Giordano, Marina Avegno, Marcello Moraldo, Pellegrina Marenco, Riccardo Giordano, Paola Castelli, Andrea Piana, Giovanni Barbagallo, John Pasqui, Sara Lercaro, Nicoletta Cristiani, Maurizio Temesio e Valerio Zanin.

Nel 2010 l’Unione Europea aveva avviato il progetto “HIGH V. LO CITY” per l’adozione sperimentale di nuove tecnologie ambientalmente sostenibili e per l’utilizzo dell’idrogeno per la mobilità collettiva. Riviera Trasporti s.p.a. era stata ammessa al progetto e l’Unione Europea aveva stabilito di assegnarle 5 autobus con annesso impianto di produzione e distribuzione dell’idrogeno. Il progetto venne formalmente avviato il 1° gennaio 2012 e avrebbe dovuto concludersi entro quattro anni, ma la scadenza venne poi prorogata al 31 dicembre 2019. Per il finanziamento del progetto la Società pubblica aveva preventivato di ricevere dall’Unione Europea oltre 4milioni e 800mila euro, un altro milione e mezzo dalla Regione 3,5 milioni dalla Fondazione Carige. La Fondazione doveva anche riconoscere a Rt il diritto di superficie per 40 anni per la stazione di rifornimento in Valle Armea.

Fondazione Carige si ritirò quasi subito dal progetto in quanto contrario al proprio statuto, ma in capo a Rt rimase l’affitto dell’area di Valle Armea, pari a 45mila euro annui. Ben presto sorsero anche problemi con i fornitori delle apparecchiature e RT si trovò con un aggravio di spesa di oltre 86mila euro per fatture non onorate nei tempi previsti. Insomma una vicenda partita male fin dalle prime mosse.

Nel 2015 l’Unione Europea, verificati ritardi nell’esecuzione del progetto e in assenza di alcuna esperienza operativa maturata dai cinque autobus acquisiti, ne ha consigliata la riduzione a tre, prorogando il termine di completamento del progetto al 31 dicembre 2019. Riviera Trasporti ha, dunque, rimodulato il progetto, prevedendo l’utilizzo di tre autobus, anziché di cinque e cedendone due all’impresa fornitrice.

Il finanziamento europeo fu quindi ridotto da oltre 4 milioni e 800mila euro a 3 milioni e 400mila euro. Dal documento della Corte dei Conti emerge anche che “un dirigente della Società, in servizio al momento d’esecuzione dell’attività d’indagine, ha riferito che i veicoli non erano mai stati usati per il servizio di linea tra il 2013 e il 2018, limitandosi a percorrenze dimostrative, d’addestramento e per verifiche tecniche”.

Nel 2015 RT rinunciò a 14 nuovi autobus per proseguire nello scellerato progetto dei bus a idrogeno, dirottandovi un finanziamento regionale

Nel settembre 2015, il Direttore Generale di Riviera Trasporti chiede e ottiene dalla Regione di dirottare un finanziamento di un milione e 940mila euro, che avrebbe consentito l’acquisto di 14 nuovi bus a gasolio, per sostenere il progetto dei bus a idrogeno, già scesi da 5 a tre e sempre rimasti fermi.

Gli autobus a idrogeno vengono finalmente messi a disposizione della linea dal terzo trimestre 2018 fino a tutto il 2019, come si legge negli atti della Corte dei Conti, “percorrendo rispettivamente 20.722, 1.208 e 32.416 chilometri”. Poi si fermano di nuovo e in via definitiva per problemi legati alla stazione di rifornimento.

ARTICOLO DEL SECOLO XIX  DEL 10 OTTOBRE 2021

 


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