Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, regalo di Natale “sorpresa”: Lokkio (destra) ora si schiera: “Ferrovia a monte, opera da miliardi che allontana la Riviera dal mare”


La scelta della data di pubblicazione forse non è stata casuale. Il giorno di Natale. LOKKIO, quotidiano online di Albenga, che ha conquistato, in quasi due anni, un crescente successo di lettori, non solo ingauni, ha messo a frutto, almeno per una volta, ciò che le grandi firme del giornalismo hanno sempre sostenuto e praticato. 2/Leggi anche espropri raddoppio Andora-Finale: Ape Confedilizia apre uno sportello per gli indennizzi ai proprietari immobiliari.

di Luciano Corrado

La libera stampa, libera da interessi di parte (editore incluso), deve dare voce a tutti, nel rispetto dei principi fondanti del giornalismo democratico, ma ha il dovere di prendere posizione, indicare la sua linea editoriale, quando sono in ballo tematiche di ampio e vitale interesse socio-economico.

Ecco il progetto che prevede un nuovo tracciato ferroviario, a 5-6 chilometri dall’attuale sede, con nuove stazioni (anzi fermate, Albenga esclusa) e la soppressione di altre, segnerà una storica svolta per la Riviera delle Palme. Messi sul piatto della bilancia benefici: eliminare sei passaggi a livello a Loano, uno sui confini di Borghetto, uno a Borgio, uno Pietra, uno ad Albenga, uno ad Alassio, oltre beneficiare molte decine di palazzi sorti a pochi metri dalla line ferrata). I danni dai quali si ha un’idea chiara e concreta sulla ‘bontà’ della scelta. Basterebbe leggere le 25 pagine di osservazioni-criticità elencate e documentate dall’Ufficio Ambiente e dall’Arpa della stessa Regione Liguria. Purtroppo pubblicate solo da Trucioli.it, come pure quelle, davvero allarmanti, dell’Ufficio tecnico (e non politico) del Comune di Ceriale. Qui addirittura, nel silenzio generale, c’è il rischio di danneggiare irreparabilmente le sorgenti che alimentano (nella Riserva Regionale del Torsero) il Parco Acquatico le Caravelle, 50 dipendenti, attrazione turistica e non solo, unica in Liguria. E come non bastasse, stesso rischio, indicato dalle osservazioni dei due enti regionali, corre l’unica sorgente che alimenta Ceriale nel fabbisogno invernale, in bassa stagione, quella del Cuore, a ridosso della periferia del centro urbano.

Quanti e quali sono gli altri elementi negativi per la comunità (in chiave sociale) e al turismo, principale traino economico, se non esclusivo in alcuni casi, della Riviera ponentina. Non favorisce i pendolari ed pendolarismo di chi lavora, di chi non sceglie l’auto per vacanze e week end, degli studenti (drammatico il calo che registra l’imperiese con stazioni e binari a monte). Sono stati pubblicati dati di Diano Marina dove emerge che la soppressione della stazione in centro città ha avuto effetti negativi su arrivi e presenze. Dunque se da una parte di ‘reclamizza’ il potenziamento della rete ferroviaria, dall’altra si depotenzia sottraendo agli utenti stazioni in centro città, in balia di probabili interconnessioni con il Trasporto urbano e di un’Aurelia che sarà ancora più intasate e caotica di quanto sia tuttora.

C’è un altro aspetto che non può essere considerato marginale. La Liguria, il savonese come l’imperiese, può consegnare un futuro di prosperità alle prossime generazioni, così come è toccato a molti di noi ancora in vita, se si salvano – ormai siamo a questi punti – le ultime aziende produttive agricole dell’unica pianura del ponente ligure e della Liguria, segue a molte distanze la val Magra nello spezzzino. Economia che già deve far fronte al crescente abbandono di terreni fertili. Gli addetti al settore, confermano le statistiche, sono meno della metà rispetto agli anni dello sviluppo, della corsa alle serre ed investimenti.

Come tacere che proprio Albenga, profondamente ferita nel suo assetto urbano dalla perdita della stazione in centro, debba sacrificare, immolare parte della sua ricchezza agricola. Quel mondo contadino che aveva contribuito a fare di Albenga la ‘capitale’ di sportelli bancari in provincia di Savona e di Imperia. Certamente ha contribuito la cementificazione di vaste aree agricole, tra la frazione di Leca e il capoluogo, con insediamenti commerciali e artigianali, ma non quell’hotel a 4 stelle previsto inizialmente con immancabile risonanza mediatica. Come ignorare che il settore alberghiero vede proprio Albenga fanalino di coda quanto a presenza di strutture e investimenti, in buona compagnia di Borghetto S. Spirito (rimasta senza hotel) e Ceriale (tre strutture di cui due, una in periferia, mini mini).

6 giugno 2024 vigilia elezioni comunali: “Illuminiamo Albenga con menti brillanti per portarla al successo che merita e migliorare la qualità della vita dei cittadini” l’appello al voto di Roberto Tomatis (FdI) in sostegno del candidato sindaco Nicola Podio

LOKKIO nel suo  articolo del ‘no ai binari a monte‘, non fa cenno ai danni, che nessuno mette in discussione (si preferisce parlare di ‘ristori’), a decine di aziende agricole di cittadini albenganesi. E qui non c’è il rischio, come accade per i Bagni Marini, che arrivino investitori interessati a rilevare, gestire, una ‘gallina dalle uova d’oro’ come sono sempre state considerate le concessioni balneari (vedi a quali prezzi venivano cedute fino a due anni fa). Qui si tratta di accompagnare alla morte aziende produttive primarie, posti di lavoro. Disintegrare la storia di famiglie di agricoltori, i loro sacrifici di adeguarsi ai tempi, alle regole del mercato anni 2000 e della concorrenza. Decine e decine di attività agricole che farebbero volentieri a meno di espropri ed indennizzi tutti da verificare (vedi l’imperiese).

Cairo Montenotte: il ministro Paola De Micheli e l’avv. on Franco Vazio affrontano il tema tuttora irrisolto delle “funivie” 
L’ultima missione dell’ing. Macello ad Albenga, con il sindaco Tomatis che, con varie contorsioni, cerca di convincere i suoi concittadini della bontà complessiva del progetto. Ovvero più benefici per la comunità, che svantaggi. Forse, novello urbanista illuminato, ritiene che trasferire la ferrovia, struttura portante di ogni città, alla sua periferia, rappresenti una conquista economica e sociale, strategica  e progresso civile, secondo il leitmotiv del ‘clan Scajola’ (il potente zio e il rampante nipote). Non si dubiti della buona fede del sindaco nei panni di ‘agnello sacrificale’

LOKKIO ha pure taciuto che il centro destra, a livello locale e regionale, con il sottosegretario leghista Rixi a trazione Salvini premier, fa coppia perfetta con il centro sinistra. Centro destra significa Forza Italia e Fratelli d’Italia.  L’editore imprenditore de LOKKIO, Roberto Tomatis, è capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, ha preferito che non si firmasse l’articolo di cui scriviamo. Temeva la reazione del partito? che non fa sconti a chi non è allineato almeno pubblicamente?

C’è, tra l’altro, una strategia informativa che si specchia di fronte ad alcune realtà taciute, in particolare dalla Rai regionale ‘governativa’ che si adegua alla lottizzazione da sempre attuata (con l’esclusione ai tempi del Pci del terzo canale, definito Tele Kabul) da chi è al governo del Paese. Nessun approfondimento sulle prese di posizione (le loro motivazioni) delle tre associazioni che rappresentano il mondo agricolo. Solo Coldiretti, inizialmente favorevole, da ultimo tenacemente contraria al ‘progetto Macello-FS‘.  Di parere opposto la Cia (vicino alla sinistra) e Confagricoltura (emanazione della Confindustria). Si tace che la triade sindacale, in particolare la CGIL, è favorevole al trasferimento dei binari. I lavori, per 5-6-7 anni, occuperanno centinaia di lavoratori (meglio se tutelati e iscritti al sindacato). E ancora, un’opera che, va da se, coinvolgerà importanti colossi imprenditoriali e a ruota imprese locali con i subappalti, l’immancabile indotto.

Una ricaduta a pioggia, dunque, ben venga, ma il nodo centrale come ripropone LOKKIO e non solo. Ci sono schieramenti minori a destra e a ‘sinistra. Il Comitato Territoriale intercomunale. L’Assoutenti con il presidente onorario Gian Luigi Taboga. Molto attivo il gruppo della minoranza pietrese con Mario Carrara. La tenace presa di posizione del WWF Savona che ha presentato formale denuncia alla Commissione Europea. L’alternativa può essere saggiamente sintetizzata: serve davvero spostare la ferrovia dalla costa, sacrificando paesaggio, turismo e qualità della vita per un’opera che potrebbe costare quattro volte di più di una soluzione sostenibile?

Il centro sinistra ingauno è solo a trazione Pd. Lo stesso partito che quando era al governo della nazione, con il parlamentare ingauno, l’avv. Franco Vazio, già vice sindaco, era schierato e sponsor del progetto ‘trasferimento dei binari e stazione a Bastia d’Albenga‘. Il governo che ha scelto Vincenzo Macello, ingegnere e manager ferroviario, nominato Commissario Straordinario dal ministro Paola De Micheli (PD), durante il Governo Conte II (2019-2021). Una coalizione formata principalmente da Movimento 5 Stelle (M5S) (PD), con l’appoggio esterno di Liberi e Uguali (LeU), contava anche su esponenti tecnici e il sostegno di piccoli gruppi come il MAIE, il PSI.

L’ing. Macello che era stato invitato per la prima volta ad Albenga, nel febbraio 2022, con il governo Draghi, sostenuto da una supermaggioranza parlamentare eterogenea, che includeva quasi tutte le principali forze politiche italiane: Partito Democratico, Lega, Forza Italia, Movimento 5 Stelle (M5S), Italia Viva (IV), Azione (Az), +Europa, Articolo Uno, Insieme per il Futuro (IpF) e altri partiti minori, oltre a numerosi esponenti tecnici; l’unica forza di rilievo all’opposizione fu Fratelli d’Italia (FdI). Che all’epoca, almeno livello locale e regionale, non condivideva la ‘devastazione’ di aree agricole, né cancellare le piccole stazioni lungo la Riviera.

L’ex vice presidente della Regione, presidente Claudio Burlando, l’on. Raffaella Paita, già  Presidente della IX Commissione Trasporti,  ora capogruppo al Senato di Italia Viva, dichiarava il 18 febbraio 2022: “Il mio lavoro è stato quello di inserire quest’opera nell’elenco delle opere commissariate, che hanno priorità su tutte le altre. E’è stato necessario individuare un bravissimo commissario che il Governo ha voluto, identificato in Vincenzo Macello: posso dire che la scelta non sarebbe potuta essere migliore. Abbiamo aggiornato il progetto, che era datato (2011) e aveva bisogno di un aggiornamento tecnico. Ora il lavoro che ci aspetta è duplice: recuperare il finanziamento, e siamo molto positivi in merito, ma anche mettere insieme lo sviluppo dell’infrastruttura con il recupero di una zona agricola importantissima (sic!) come quella di Albenga. La vecchia ferrovia è diventata un vero e proprio patrimonio dal punto di vista naturalistico sia in Italia che a livello europeo”.

Luciano Corrado

2/ARTICOLO INTEGRALE DE LOKKIO- Ferrovia a monte, un’opera da miliardi che allontana la Riviera dal mare. Otto stazioni soppresse, costi in crescita e un tracciato tutto in galleria, il raddoppio della Ventimiglia–Genova rischia di cancellare il legame tra ferrovia e territorio

Otto stazioni cancellate, quaranta chilometri di binari dismessi e oltre 2 miliardi e mezzo di euro di spesa prevista. È quanto prevede il progetto di raddoppio e arretramento a monte della linea ferroviaria Ventimiglia–Genova, che promette modernità ma rischia di trasformarsi in un danno per la Riviera di Ponente.

Le nuove stazioni, solo quattro, saranno tutte più lontane dai centri abitati e dal mare. Delle quattro fermate previste dal nuovo tracciato, solo Albenga sarà una vera stazione, le altre saranno semplici fermate, con pochi treni e capacità ridotte. Pietra Ligure addirittura sarà classificata come fermata di servizio, inutilizzabile dai viaggiatori, nonostante l’intero Consiglio comunale si sia espresso contro questa scelta.

Una soluzione che potrebbe provocare più traffico su strada, minore accessibilità turistica e svalutazione degli immobili nelle località oggi servite dal treno, da Laigueglia ad Albenga, fino a Pietra Ligure e Borgio Verezzi.

Il nuovo tracciato prevede 64 chilometri di binari, di cui 50 in galleria, per un’infrastruttura imponente ma disconnessa dal territorio. Gli esperti segnalano che l’opera contrasta con gli indirizzi di mobilità sostenibile e intermodale promossi a livello europeo, che puntano invece a integrare treno e mobilità attiva, come nel recente modello lombardo.

Un confronto tecnico propone un’alternativa definita “variante ambientalista”, nessuna stazione chiusa, due nuove fermate in galleria tra Laigueglia e Alassio, e un raddoppio più leggero a costo stimato di 450 milioni di euro.  Meno della sesta parte del progetto ufficiale, con minore impatto sul territorio e tempi di realizzazione più brevi.

Davanti a numeri così diversi, la domanda resta aperta: serve davvero spostare la ferrovia dalla costa, sacrificando paesaggio, turismo e qualità della vita per un’opera che potrebbe costare quattro volte di più di una soluzione sostenibile?

3/Espropri raddoppio Andora-Finale: “attivo lo sportello Ape Confedilizia per gli indennizzi ai proprietari immobiliari. Lo sportello mira a informare sui diritti, per tutelare la proprietà e il benessere dei cittadini. Un’opera strategica in fase di progettazione avanzata”.

Paolo Pratp presidente Confedilizia Liguria

La Confedilizia Liguria ha avviato un’attività di consulenza dedicata ai proprietari di immobili vicini alle nuove opere pubbliche che subiranno l’esproprio dei propri beni oppure saranno interferiti dalle immissioni di rumore, vibrazioni e polvere provenienti dai cantieri, nonché quelli che sebbene non espropriati formalmente subiranno una forte svalutazione commerciale in via permanente a causa della messa esercizio della nuova opera.

Molti proprietari non conoscono ancora l’impatto che le opere avranno sulla loro proprietà, non conoscono appieno i loro diritti e non sanno ancora se riceveranno proposte di indennizzo dai soggetti attuatori competenti.

L’obiettivo del servizio di sportello è quindi quello di fornire un’informativa adeguata ai proprietari di immobili sui loro diritti al fine di tutelare la loro proprietà e il loro benessere come, per esempio:

– il Diritto alla trasparenza: I proprietari devono essere informati dai soggetti attuatori preventivamente sui lavori di cantierizzazione, inclusi i tempi, la durata e gli impatti ambientali ed economici previsti;

– il Diritto all’indennizzo: anche i proprietari di immobili non espropriati, se subiscono disagi non marginali rispetto alle condizioni ante operam, hanno diritto a richiedere i danni temporanei conseguenti alla cantierizzazione oppure i danni permanenti da svalutazione economica appena l’opera entra in esercizio.

– il Diritto a discutere e non accettare l’offerta di indennizzo proveniente dai soggetti attuatori della nuova opera pubblica. La pubblica amministrazione infatti non ha il diritto di autodeterminare gli indennizzi che spettano ai privati, i quali possono rivolgersi all’autorità giudiziaria.

– il Diritto alla sicurezza: I cantieri devono rispettare le normative di sicurezza per proteggere i residenti e le loro proprietà. Questo include le misure per ridurre il rumore, le vibrazioni, le polveri e ogni altra interferenza ambientale.

– il Diritto alla partecipazione: I proprietari possono partecipare a incontri con enti pubblici o consultazioni per esprimere le loro preoccupazioni e influenzare le decisioni relative ai lavori di costruzione.

– il Diritto alla mitigazione e al monitoraggio costante dei potenziali disagi: al di fuori degli indennizzi che spettano ai proprietari, i soggetti attuatori e le imprese di costruzione devono adottare misure di mitigazione per minimizzare i disagi, come – ad esempio – l’installazione di barriere antirumore o la limitazione degli orari di lavoro.

Per Paolo Prato, presidente della Federazione Ligure Confedilizia: “Non è accettabile che la soddisfazione dell’interesse generale passi per il sacrificio dell’interesse o del diritto del singolo, senza che quest’ultimo venga proporzionalmente e interamente indennizzato , come ormai sancito dalla consolidata giurisprudenza in materia”.


L.Corrado

L.Corrado

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