Gabriele Del Pizzo: “Sono in via Toti e mi vedo spuntare un’antenna molto alta, verso via san Giuseppe! Sapete dirmi di cosa si tratta?” Sara Donzelli: “Nel dubbio è stata messa quasi a fianco di un asilo. No comment”. Simone Reverzani: “Si trova nel sito vicino al residence i Cormorani”. Maria Grazia Di Vuolo: “Comunque trovo che messa in mezzo ad un ampio complesso di abitazioni si poteva evitare ed eventualmente metterla più a monte. A livello paesaggistico é un obbrobrio…chi ha autorizzato di sicuro non vive qui!”
di Belfagor

L’assessore GB Cepollina, fede in Forza Italia e Forza Loano. Infaticabile braccio destro del sindaco leghista Lettieri, ex AN, promotore della svolta generazionale: rinnovamento politico-amministrativo della sua città. E’ solo 21 anni che l’amministra e tra qualche lustro avrà un successore al quale ha insegnato che un pubblico amministratore di affermata competenza, possa portare in dote, seguendo il suo esempio, una città sviluppata a ‘misura d’uomo‘. Che ha saputo valorizzare, forse unica in Riviera, il turismo di qualità. Mentre altri longevi occupanti il Palazzo Comunale, si sono fatti trascinare in un ‘mare di seconde case’. Con Lettieri la musica è cambiata.
A Loano il vero motore del ‘bene sociale‘ e del cattolico praticante è sempre stato quello di anteporre il bisogno di case, a prezzo calmierato, per i residenti. Per chi non può permettersi, anche con una vita di lavoro e sacrifici, di comprare un alloggio per se, o per i figlio, o per i nipoti.
E’ la missione ispiratrice che anima, da anni, chi governa; eletto con fede da ‘Loano che legge’. E la prova del nove? Gli elettori si sono sempre resi conto del disinteresse al bene personale di chi è stato ‘invocato’ ad amministrare il denaro pubblico. A chi per l’elevata qualità manageriale non si è limitato al presente, ha seguito l’esempio dei nostri avi che hanno governato per non compromettere il benessere delle future generazioni.
Si potrebbe maliziosamente credere che si tratta di una presa per i fondelli di chi non la merita. E chi scrive ha le pezze nel sedere. Un seguace di Brì Brì, loanese, che le nuove generazioni non hanno conosciuto. Nessuno di chi non disdegna di metterci la faccia, in ogni circostanza propizia e non già per vanità, nessuno dicevamo per un senso di modestia ammetterà che dopo aver dato prova di eccellente amministrazione (fatti e non parole, risultati), ha rinunciato a ruoli di ‘manager’ in importanti aziende private liguri.
Con quale coraggio si può criticare gli ultimi quattro sindaci e collaboratori che hanno scongiurato la ‘strage di hotel‘ che ha invece colpito duro in altre località anche più blasonate. Con quale coraggio si può criticare che un piano regolatore sempre in itinere non rappresenti un oculato sviluppo del territorio. Suvvia Loano si distingue perchè può disporre persino di un surplus di verde pubblico, aiuole sempre fiorite, in centro ancora più curate. E poi una viabilità scorrevole, sotto la costante presenza di guardie municipali in occasione di intasamenti, ingorghi, a evitare che durante il mercato settimanale pedoni e auto non si ostacolino a vicenda ogni minuto. In centro c’è abbondanza di posti auto adeguati alle presenze turistiche, a chi arriva dalla periferia, Boissano, Verzi.
Solo ‘personaggi manager’ di tale statura potevano concorrere, per fare un esempio, alla Finlandia che si è confermata al primo posto per il nono anno consecutivo, paese più felice al mondo nel 2026, guidando le classifiche qualità della vita, equilibrio vita-lavoro e felicità. A Loano alzi la mano chi non è ‘felice’ grazie ad amministratori lungimiranti e riservati nelle opere di bene. Ed è anche per questo che la città non ha risentito della crisi di arrivi e presenze di ospiti stranieri. Turisti che girano il mondo e sanno valutare.
Dimenticavamo, pane al pane. Loano ha una cittadella portuale modello in Liguria e in Italia, come si legge su IVG.it che non sia può additare come asservito a questa o quella giunta o boss immobiliare. Persino la mitica Autofiori ha voluto uno spazio pubblicitario giornaliero. Chi si mette in viaggio può sempre sintonizzarsi con un ‘leader’ del giornalismo savonese.
Come dimenticare il ‘Palazzo di vetro’ e della trasparenza. Quasi sempre le maggiori scelte amministrative sono precedute da un’analisi- confronto- dibattito con i cittadini. Anche per quanto riguarda la dislocazione delle ‘antenne story’ c’è stata una doverosa e capillare linea di informazione, a cui hanno contribuito, negli approfondimenti, i mass media che non fanno sconti. Non si vendono e non si fanno comprare. E la maturità complessiva di un popolo si misura proprio, come accade a Loano, dal fattore ‘cittadino informato‘.
Diamo voce dunque anche ad una praticante ‘avvocato’ che ‘esaurientemente’ spiega con quanto scrupolo e impegno – in assenza di un piano antenne causa l’assessore competente gravato di impegni ed appuntamenti – si sia costantemente anteposto il bene e la salute comune. Pensate che è stato sventata un’altra mega antenna dopo che maggioranza e minoranza consiliare hanno scoperto, loro e non i giudici del Tar, che gli uffici competenti della Regione Liguria hanno condiviso che il basamento (5X5X 3) su cui doveva insistere la sventata attena, anche in zona soggetta a vincolo, è stato considerato (il basamento) “‘opera amovibile” (vedi la sentenza del Tar che solo Trucioli.it del 25 settembre 2025 e 5.835 lettori). (Altro articolo di Trucioli.it del 2 ottobre 2025….con 1.295 lettori) (E il 10 luglio 2025 proprio il caso dell’antenna di via San Giuseppe che hanno letto 1.872 cittadini)
Ci hanno sorpreso nella marmellata. Gli unici a nascondere la notizia, curiosa? è stato proprio Trucioli.it. Ma diamo atto agli uffici comunali competenti che l’ultima parola era della Regione. Loro non c’entrano.
Quanto si legge dai commenti social dimostrebbe che loanesi e non, non devono seguire Trucioli.it: ‘voce del padrone’, ma l’informazione indipendente. Trucioli.it è scritto solo da volontari e l’unico di Loano è ormai un vecchietto giornalista forse un po rimbambito che pensate, pensate è l’unico poverette che coltiva quasi due mila metri di orto alberato unico rimasto nel centro di Loano. “Vendi per fare un parcheggio fuori terra e box interrati, tanti soldini e sarai ammirato per l’opera di bene a favore della città alla ricerca di parcheggi in centro“. Impara da….
Belfagor
Maria Grazia Di Vuolo: Comunque io trovo che questa antenna messa in mezzo ad un ampio complesso di abitazioni si poteva evitare,ed eventualmente metterla più a monte, oltretutto è vicino ad un asilo ed a livello paesaggistico e’ un obbrobrio…chi ha autorizzato questo di sicuro non vive qui!
Simone Reverzani: Sapete dov’è esattamente ? Scendendo da via Matteotti sulla destra in quella zona abbandonata ?
Nota di Trucioli.it- Sicuramente l’assessore Cepollina sa di chi è il terreno dove sorge l’atenna, ma per motivi di privacy non lo rivela, cos’ come non è stato reso noto sempre per motivi di privacy chi si è aggiundicato il Palazzetto dello Sport e Piscina Eliodoro Garassini (di proprietà comunale e della collettività).
Alessandro Gandolfo a Giovanni Battista Cepollina una gestione così è certamente unica e irripetibile. Tra l’altro, oltre all’imbarazzo amministrativo per la procedura “particolare”, c’è anche quello di immagine. Ci si fa eleggere facendo campagna elettorale sulla tutela del paesaggio, dell’ambiente, del valore del paese mentre in qualche modo si è protagonisti di un affare che danneggia ambiente paesaggio e valore del paese. Molto discutibile, secondo molti. Lei che ne pensa? Chi utilizza la connessione ottiene un vantaggio, chi offre il servizio svolge la propria attività e il proprietario del sito su cui avviene l’installazione trae un beneficio rilevante. Diversamente, tutti i soggetti circostanti subiscono le conseguenze negative: un paesaggio compromesso e la perdita di valore degli immobili, per i quali continuano, peraltro, a pagare imposte come se tale valore fosse rimasto invariato. In presenza di interessi contrapposti, è compito di chi amministra la cosa pubblica individuare il giusto punto di equilibrio.Vi sono tuttavia casi in cui chi trae il vantaggio rilevante coincide con chi dovrebbe tutelare i soggetti che subiscono il danno.Sul tema esiste un’ampia trattazione; qui un esempio:https://rivista.camminodiritto.it/articolo.asp?id=11252
COMMENTI SOCIAL – GB. Cepollina (assessore comunale, ex presidente del consiglio): Sull’argomento è bene fare un po’ di chiarezza: Gli impianti di telefonia sono classificati servizi di interesse pubblico. La sicurezza sanitaria è garantita da ARPAL, che verifica il rispetto dei limiti elettromagnetici previsti dalla legge. Non possono essere bloccati per motivi generici o pregiudizi. In sintesi: Le antenne devono rispettare norme tecniche e ambientali rigorose, la sicurezza è controllata da enti pubblici, e servono per garantire un servizio essenziale a cittadini e imprese.
Giovanni Battista Cepollina a Giorgio Iuone: “Retorica pura”? No, qui si parla di leggi, non di slogan.Le antenne non si installano per capriccio del Comune:
Piero Dacquino a Giovanni Battista Cepollina: da “vicino di casa” di Boissano, Comune toccato dal tema, qualche spunto di riflessione e qualche domanda in più, con la speranza che la chiarezza possa essere ancora maggiore.
Giovanni Battista Cepollina a Martina: Capisco il disagio, ma è giusto chiarire come stanno realmente le cose. Gli impianti di telefonia non dipendono dalla volontà del Comune: sono opere di interesse pubblico regolate da normative nazionali che prevalgono sulle scelte locali. Il Comune partecipa al procedimento, ma non può bloccarli arbitrariamente. Inoltre: i limiti elettromagnetici sono fissati per legge e controllati da ARPAL. L’autorizzazione segue una procedura tecnica precisa, non discrezionale. Sul tema del rumore: le stazioni radio base normalmente non producono suoni percepibili all’esterno. Se si avverte qualcosa, è corretto segnalarlo per una verifica, ma non si può dare per scontato che sia l’antenna senza riscontri tecnici. In sintesi: Comprensibile non essere contenti dal punto di vista estetico, ma non è una scelta “a piacere” del Comune. Ci sono regole precise, controlli pubblici e un servizio essenziale da garantire.
Martina Stellinanera Burastero a Cepollina: giuro su Dio che io sento continuamente questo suono e lo sento da quando è comparsa quest’ antenna prima vi posso assicurare che non c’ era e abito lì in zona quindi non mi sto inventando le cose davvero. È una specie di vibrazione leggera tipo il suono di un mini motore quasi impercettibile, non so come descriverlo correttamente, di giorno non si sente perché ci sono suoni e rumori ovunque ma nel silenzio della notte si sente benissimo.
Luca Mattei a Martina Stellinanera Burastero: Le antenne telefoniche (stazioni radio base, SRB) e i relativi apparati elettronici generano calore durante il funzionamento, specialmente con l’adozione delle tecnologie 5G e Massive MIMO, che richiedono sistemi di gestione termica per garantire efficienza e affidabilità. In poche parole puo’ essere anche il rumore del sistema di raffredamento degli impianti.
Maria Felice Mariuccia Guglielmi a Cepollina: cambio argomento nella rotonda tra via Alfieri via Foscolo dove sono stati tagliati i due bei pini cosa avete intenzione di fare? In via Alfieri stanno sparendo le piante : 2 anni fa avete tagliato 2 eucalipti e appena più su vicino alla panchina poco tempo fa tagliato una thuia credo si chiami così stiamo aspettando altre belle piante ,direi che il verde sia necessario per la salute.
Alessandro Gandolfo a Lorenzo Ossum: Mi auguro che l’amministrazione di Loano si sia schierata coi residenti a tutela dell’ambiente e del paesaggio e non contro come accaduto Boissano in un contesto alquanto imbarazzante.
Ivano Rozzi (ex sindaco di Giustenice): Di certo non fanno bene alla salute e alla lunga fanno male , molto male. Da quanto si apprende leggendo la casistica i più esposti sono i bambini, ma dato che siamo un paese di vecchi non ci interessa.
Giovanni Battista Cepollina a Ivano Rozzi: No, questa non è un’opinione: è disinformazione. I limiti sulle emissioni sono tra i più severi in Europa e vengono verificati da ARPAL. Gli impianti possono funzionare solo se rispettano quei valori, che sono fissati proprio per tutelare la salute, soprattutto delle fasce più sensibili come i bambini. Dire “fanno molto male” senza dati, senza misurazioni e contro quanto stabilito dalle autorità competenti non è prudenza: è allarmismo. Se ci sono dubbi si chiedono verifiche, si leggono i dati ufficiali, si confrontano studi seri. Ma diffondere paure generiche non aiuta nessuno. Le soglie non sono “livelli sotto cui fanno meno male”: sono limiti di sicurezza, fissati con ampi margini proprio per evitare effetti sulla salute. E vengono controllati da ARPAL, non stabiliti a caso. Dire che “fanno male comunque” significa ignorare completamente come sono costruite le norme e le verifiche scientifiche. Se non si superano i limiti, non c’è evidenza di danno. Il resto è una percezione, non un dato.
Ivano Rozzi a Cepollina: so bene come funziona e allora confidiamo in Arpal per il rispetto dei limiti e dei valori di riferimento del campo elettromagnetico definiti dalla normativa per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici, che nel caso di luoghi con permanenza superiore alle 4 ore è adesso di 15 V/m, e poiché in quel luogo pare che vi siano meno dei 70 metri e che la permanenza è decisamente superiore alle 4 ore il controllo suppongo sarà quotidiano.
Giovanni Battista Cepollina: No, non è così. Il valore di 15 V/m è un limite cautelativo, non una soglia di pericolo. E i controlli non sono quotidiani: si fanno in fase autorizzativa, a campione o su segnalazione. La distanza da sola non significa nulla: contano potenza e direzione del segnale. ARPAL misura con strumenti, non “si confida”. Se ci sono dubbi si chiedono verifiche, non si fanno supposizioni.
Ferrari Giovanni: Loano: splendido-rinomato-ambito centro turistico-aspettiamoci di tutto !
Eduardo Stella: Pensare che è esattamente davanti la porta di casa mia , non ne siamo entusiasti neanche noi , ma a quanto pare Loano non prevede un piano regolatore antenne quindi bisogna sorbirsi questo obbrobrio davanti casa.
Giovanni Battista Cepollina a Eduardo Stella: Capisco perfettamente il disagio, avere un impianto davanti casa non è mai piacevole. Detto questo, è importante chiarire un punto: non è l’assenza di un piano antenne a determinare queste installazioni. Anche nei Comuni che lo hanno, gli impianti di telefonia restano opere di interesse pubblico e non possono essere vietati in modo assoluto.Inoltre: l’impianto deve rispettare limiti molto rigorosi sulle emissioni, verificati da ARPAL; le autorizzazioni seguono norme nazionali, non discrezionali del singolo Comune. In sostanza, non è una scelta “a piacere” del Comune, ma l’applicazione di una normativa precisa che vale in tutta Italia. Comprensibile non esserne entusiasti, ma non è corretto dire che dipenda dal fatto che Loano “non ha un piano”: la situazione sarebbe sostanzialmente la stessa anche con un piano “restrittivo”.
Giovanna Ingaliso: Nel terreno confinante con il mio è installato un apparato simile per le telecomunicazioni, ovviamente non mi preoccupa più di tanto, L’ARPAL fa controlli periodici e se si vuole si possono richiedere i risultati degli esiti, che spesse volte mi sono stati inviati con una mail. È lo scotto da pagare per un selfie.
Giovanni Battista Cepollina Qui non siamo nel campo delle opinioni, ma della normativa vigente. I limiti ai campi elettromagnetici sono fissati dallo Stato sulla base di evidenze scientifiche e con margini cautelativi molto ampi. Non possono essere modificati dai Comuni, né direttamente né indirettamente. Gli impianti possono funzionare solo se rispettano questi valori, che vengono misurati e verificati da ARPAL, con controlli tecnici reali, non teorici. Inoltre, la legge è altrettanto chiara su un punto: le infrastrutture di telecomunicazione sono servizi di interesse pubblico essenziale. Questo significa che i Comuni possono regolare l’inserimento urbanistico, ma non possono impedire la copertura del servizio o introdurre vincoli tali da renderla impossibile.Di conseguenza: un piano comunale “più restrittivo” non può bloccare gli impianti; non si può decidere sulla base di percezioni personali o timori non supportati da dati; eventuali criticità si affrontano con verifiche tecniche, non con divieti generici. Continuare a sostenere il contrario significa ignorare sia la normativa sia il funzionamento reale dei controlli. Le regole sono queste. Il resto è opinione.
La regolamentazione delle antenne telefoniche in Italia non è frutto di un unico intervento, ma si basa su una normativa quadro nazionale che è stata evoluta e modificata nel corso degli anni da diversi governi per adattarsi alle nuove tecnologie (dal 3G al 5G) e semplificare le procedure di installazione.NPA – Sistema nazionale protezione ambiente +1
- Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D.Lgs. 259/2003): Emanato sotto il Governo Berlusconi II, ha riformato il settore definendo le antenne come infrastrutture di interesse pubblico e regolamentando le procedure autorizzative.
- Semplificazioni 5G (Governo Draghi, 2021): Sono state introdotte norme per semplificare l’installazione su impianti esistenti (basta una comunicazione al Comune) e per il posizionamento di piccole antenne (small cells).
- Innalzamento Limiti Elettromagnetici (Governo Meloni, fine 2023): È stato approvato l’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici da 6 V/m a 15 V/m, per favorire lo sviluppo delle reti 5G.
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- Nessuna distanza minima: La normativa nazionale vigente (post-2003) non prevede più distanze minime di sicurezza tra antenne e abitazioni, concentrandosi sul rispetto dei limiti di esposizione.
- Ruolo dei Comuni: I Comuni non possono vietare l’installazione delle antenne in modo generalizzato, ma possono adottare regolamenti per localizzarle in siti idonei, purché non ostacolino la rete.
- Vincoli: L’installazione può essere bloccata o limitata solo in presenza di vincoli ambientali, paesaggistici o architettonici specifici

