Ho visto, leggendo Il Secolo XIX, che a Savona il 27 marzo 2026, c’è stato un seminario di Ansfisa su infrastrutture e territorio: Sicurezza, prevenzione e dissesto idrogeologico.
di Paolo Forzano

Ansfisa, fino ad oggi è stata una sigla sconosciuta: cerco e trovo “Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali” è stata istituita con il cosiddetto Decreto Genova pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 19 novembre 2018, n. 269.
Il provvedimento si è reso necessario al fine di emanare con urgenza alcune misure necessarie alla popolazione colpita dall’evento del crollo del viadotto Polcevera dell’autostrada A10 (noto come ponte Morandi), avvenuto la mattina del 14 agosto 2018, e al fine di demolire il viadotto e di realizzare le infrastrutture necessarie a ripristinare almeno provvisoriamente (in attesa della costruzione di un nuovo ponte) la viabilità sia autostradale che di alcune zone della città di Genova.
Cerco ulteriormente e trovo un articolo sull’evento pubblicato da “Savonanews”:
In breve:
Il seminario è stato organizzato con la collaborazione di RemTech Expo, dell’Ordine dei Geologi della Liguria e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Savona.
Al centro della giornata il “Libro Bianco” con cui l’Agenzia punta a consolidare il presidio sull’intero sistema:
Non limitarsi a inseguire l’emergenza, ma rafforzare strumenti, competenze e coordinamento per prevenire il rischio e proteggere le infrastrutture di trasporto.
L’appuntamento di Savona consolida così il percorso di confronto territoriale avviato da Ansfisa per portare sui territori contenuti, strumenti e proposte del Libro Bianco, con l’obiettivo di rendere sempre più forte il raccordo tra conoscenza tecnica, responsabilità gestionali e decisioni pubbliche. Una traiettoria che punta a fare della prevenzione non un principio astratto, ma una pratica concreta e condivisa di tutela delle infrastrutture e del territorio.
Sarò critico! Ma che fa questa agenzia oltre a spendere quattrini del cittadino? “Libro Bianco”? Convegni? Bla Bla?
Scrivere “idee” su un Libro Bianco, portarle in giro e divulgarle è assolutamente una buona idea: fa cultura! Ma produce risultati concreti?
Se col Morandi abbiamo visto che non c’è stato minimamente un rispetto di buone pratiche di manutenzione, nessuna cultura della sicurezza, nessun rispetto della vita dell’utente ma solo una attenzione al profitto privato, mi ripeto e mi chiedo: la “cultura” ovvero la divulgazione di idee su Sicurezza, Prevenzione non è solo “FUFFA”?
La sicurezza, la prevenzione devono essere garantiti da una buona progettazione e da percorsi di osservazione e di manutenzione continui nel tempo.
Garantiti da chi? Certamente dalla “cultura”, ma anche da moralità, ovvero rettitudine, onestà, correttezza, integrità. Il ponte Morandi è una pietra miliare che testimonia che sono mancate queste “qualità”!
Quindi, vista la partecipazione a questo convegno limitata ad una élite, ed alla scarsa pubblicità che è stata data all’evento ed al messaggio contenuto nel “Libro Bianco”, direi che è un ennesimo Bla Bla tra i soliti!
Come minimo il libro bianco dovrebbe essere pubblicizzato e diffuso alla grande! Provate a volerlo leggere ed accedete al sito:e qui siamo alle solite, al ridicolo di molti siti pubblici:

Se siete accaniti potreste avere la fortuna di fare un passo avanti:

NO COMMENT! Un altro ente inutile?
Il sottosegretario Rixi afferma: “L’impegno di Ansfisa e del Mit va esattamente in questa direzione: rafforzare controlli, conoscenza del territorio e capacità di intervento per garantire infrastrutture sempre più sicure e resilienti”. Edoardo Rixi è Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti nel governo Meloni dal 15 dicembre 2022, dopo essere stato nominato sottosegretario il 31 ottobre 2022. Esponente di spicco della Lega, si occupa di logistica, porti, intermodalità e coordina le attività del gruppo Ferrovie dello Stato.
Filosofia! Su questo noi savonesi siamo stati “assai colpiti” dai lavori di manutenzione che non sono stati fatti per decenni e che improvvisamente sono partiti sia sulla A6 che sulla A10 dal 2018. Viviamo da 8 anni con autostrade che non sono più autostrade ma “sentieri di Ho Chi Min“, una giungla di cantieri, slalom tra una corsia e l’altra, chiusure notturne, TIR aumentati in modo esponenziale.
Tempi di percorrenza? Un optional! Tanto si paga lo stesso!
E la politica che fa? Ogni tanto “qualcuno” timidamente dice che bisognerebbe “non pagare” il pedaggio, ma una riflessione timida sotto l’ala, non una richiesta imperativa con l’intenzione di raggiungere lo scopo! Prese per i fondelli per il cittadino!
Commento con “filosofia” perché nel ponente ligure “vorremmo vivere” una situazione “normale“! L’A10 Savona Ventimiglia è stata costruita da zero in 4 anni. Oggi dopo 8 anni di lavoro ci spettano ancora altri 10 anni di disagi per lavori di manutenzione! Vogliamo parlarne?
L’intervento di Russo, Sindaco di Savona, ha sottolineato come non si possa: “non rimarcare il fatto che nel nostro territorio ci sia una grande necessità di nuove infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali, poiché le infrastrutture nuove riducono l’esigenza di interventi di adeguamento”. Che “nel nostro territorio ci sia una grande necessità di nuove infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali” siamo assolutamente d’accordo! Sarebbe ora di fare atti concreti e non solo BLA BLA!
E Santo Russo martire e vergine! Ma dove vivi? “nuove infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali, poiché le infrastrutture nuove riducono l’esigenza di interventi di adeguamento“
Certo che le nuove infrastrutture “dovrebbero” (vedasi casi in Sicilia di infrastrutture crollate appena realizzate!) non aver bisogno di interventi di adeguamento,
MA:
1 – per realizzare nuove opere ci vogliono “decenni” (vedasi Aurelia bis……)
2 – finchè le nuove infrastrutture non sono realizzate, bisogna utilizzare le “vecchie”
3 – le vecchie infrastrutture (A6 è terribile!) sono al collasso pronte a crollare, e se non le sistemiamo il più velocemente possibile restiamo letteralmente a piedi!
4 – sistemare opere fatiscenti non restituisce opere “come nuove” ma appena accettabili nel breve tempo, nel tempo dell’urgenza
5 – l’A6 e l’A10 sono alla saturazione, ovvero non riescono a trasmettere il traffico con tempi adeguati, risultato code, tempi imprevedibili, “costi” per tempo perso elevatissimi
6 – l’A6 e l’A10 non hanno alternative: urge realizzare nuove opere ma urge anche sistemare le statali del col di Nava, di Cadibona, di Sassello che potrebbero garantire delle alternative
MA SPECIALMENTE URGE
Passare dal BLA BLA AI FATTI! Nero su bianco: progetti e richieste di finanziamento!
Paolo Forzano
