Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Auguri di Pasqua: Signore, illumina…


Pasqua tempo di auguri, dopo quelli di Natale e Capodanno. Gli auguri del compleanno. Il dovere di chi ci governa  è far superare le paure del presente e del domani ?  Trucioli.it unico blog di volontari in Liguria ricorre ad un auspicio particolare.

La tradizione di scambiarsi auguri e doni durante le festività di Natale e Pasqua ha radici molto antiche, che fondono riti pagani, tradizioni religiose cristiane e, più recentemente, usanze sociali di epoca vittoriana.Il proverbio italiano “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” suggerisce di trascorrere il Natale in famiglia, rispettando la tradizione, e di avere maggiore libertà nella scelta della compagnia per Pasqua. Il Natale implica un clima intimo e casalingo, mentre la Pasqua, in primavera, offre più occasioni per gite o festeggiamenti con amici.

Secondo tradizioni Tv, quotidiani, social media on line si dedicano alle stime di quanti residenti lasciano città e paesi per trascorrere più che una settimana di ferie, al mare soprattutto e in montagna, un lungo week end. Gli operatori del settore turistico sfornano percentuali di occupazione delle camere che non sono certo significative del lavoro nel corso di un anno, della stagione turistica in particolare per le strutture alberghiere e ricettive sempre più orientate alla stagione dei bagni. Quattro mesi, al massimo cinque. La provincia di Savona, in misura maggiore rispetto a Imperia, Genova, La Spezia, registra di un trend di chiusure (nel mesi di bassa stagione) in crescendo, sinonimo di un arretramento che ha diverse concause e colpito dalla politica dissennata di trasformare le città costiere in un ‘mare di seconde case’. Chi qualche decennio fa osava prevedere che l’industria del cemento si trasformava in una simbiosi di sviluppo turistico era un ‘ingenuo?’  profeta o, in un contesto più tecnico e cinico, una cassandra (in senso ironico) che non vede arrivare il disastro. Il più agguerrito sostenitore con dichiarazioni pubbliche non può escludere un ‘veterano professionista della politica’, oggi in fase discendente (di voti personali), pur sempre il più dinamico esibitore via social di se stesso. Senza perdere un’occasione di  Onnipresente.

Seconde case che significano occasione di speculazione negli investimenti – con una ristretta cerchia di beneficiari – ma che di pari passo si stanno tramutando in implosione per carenze nella viabilità, in brevi periodi di sovraffollamento che si traducono in turismo di massa in aree ristrette tra mare e collina, a discapito della qualità, della qualità di vita e di vacanze. E non basta le caratteristiche definite uniche quanto alle bellezze che madre natura offre. Non è causale che nelle interviste che si susseguono su statistiche di arrivi e presenze non si tenga mai conto (a chi giova?) della capacità di spesa giornaliera del turista, vero termometro dello stato di salute dell’economia vacanziera e delle previsioni del suo futuro. A cominciare dai posti di lavoro,  dalle stesse carenze di trovare le professionalità richieste. Per fortuna, già da qualche anno, proprio nel comparto ricettivo e della ristorazione si ricorre a personale provenienti da paesi dell’est europa, dell’Asia, dell’Africa, del centro e sud America. Non è raro vedere cittadini di colore che sono impegnati anche negli stabilimenti balneari.

Forse l’augurio più assillante è che si ponga davvero fine al consumo del territorio, all’aumento del peso abitativo con le ristrutturazioni che se hanno avuto un apporto positivo per i proprietari dei e gli acquirenti (vedi i centri storici), per gli affitti sul mercato della vacanze, sono sfociati nella desertificazione quanto a residenti stabili. Nei centri storici c’è chi conta sulle dita della mani la presenza di famiglie stanziali. E ancora si è creato, in molti casi, il beneficio dello sfruttamento commerciale limitato al vie, piazze, e lungomare, che a sua volte ‘soffre’ il caro affitti, l’alternarsi di gestioni. E possono resistere alcune attività di carattere popolare come le panetterie, i bar ormai con servizi di ristorazione e tavole calde, valorizzati dall’ampliamento dei dehor.

Ben venga la Pasqua, con gli auguri, l’affollamento turistico, la spesa nel rispetto delle tradizioni. Un tempo, ai bambini di campagna e di montagna, oltre all’uovo di Pasqua, si comprava ‘un paio di scarpe’. Il progresso ha il suo risvolto negativo soprattutto per le classi sociali meno abbienti e le statistiche indicano una crescente tendenza persino verso la ‘status di povertà e disuguaglianze economiche. (L.Cor.)   

 

 

 


L.Corrado

L.Corrado

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