Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Imperia a sorpresa: la disfatta del sindaco più noto d’Italia. La riscossa di Oneglesi e Portorini. Il “mito Scajola” tramonta?


indaco presidente Claudio Scajola: “I cittadini si sono espressi. Una scelta netta. Un’occasione persa per l’Italia. Ne prendo atto”.

Nella sua città  natale una sconfitta da 1.916 voti, un’affluenza del 58,45. Non è fuori luogo attribuirne parte del merito alla campagna di informazione (per il No), mai sopra le righe, del Procuratore capo della Repubblica, Alberto Lari che tra 8 mesi lascerà un ruolo assai apprezzato dalla comunità, non altrettanto dal primo cittadino: “Ho fiducia nella magistratura ma non altrettanta nel capo della procura, perchè mi considera un indagato seriale”. 

Su tutti i procedimenti che lo hanno visto coinvolto (da Wikipedia):

  • 4 volte è stato assolto (tangenti, finanziamento illecito per Villa Ninina, ricettazione, finanziamento illecito per la vendita dello studio della moglie;
  • 6 volte è stato archiviato (associazione a delinquere, corruzione internazionale, sottrazione illecita di atti, ricettazione per detenzione illecita, falso/peculato, peculato d’uso);
  • 3 volte è stato prescritto (finanziamento a singolo parlamentare nel Caso Anemone – dopo essere stato assolto -, abuso edilizio per Villa Ninina e concorso colposo in omicidio colposo nel Caso Biagi);
  • 1 volta si è presentato come testimone (Caso Mose);
  • 1 condanna in primo grado a 2 anni di reclusione (procurata inosservanza della pena nel Caso Matacena).

La sera del 19 marzo 2002 a Bologna venne assassinato Marco Biagi, giurista ed economista nonché consulente del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni, da parte di un commando delle Nuove Brigate Rosse. Scajola finì al centro delle polemiche poiché il ministero da lui diretto aveva tolto la scorta a Biagi, nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita.

Scajola è stato presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (COPACO) che, con la riforma dell’intelligence italiana del 2007, diventa Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR).

La geografia provinciale del referendum con l’entroterra più ‘emarginato dallo sviluppo, dall’abbandono immobiliare (case fatiscenti e quasi senza valore di mercato) e dei terreni, spopolamento, dal benessere economico e sociale‘,  con l’eccezione di dieci paesi,  risulta compatto per il fronte del sostenuto dal centro destra e da una fronda del Pd e di magistrati.

Ha fatto scalpore l’alleanza di Antonio Di Pietro, l’ex magistrato di Mani Pulite, poi ministro. Antonio Di Pietro, ex magistrato di “Mani Pulite”. ex ministro dei Lavori Pubblici e delle Infrastrutture con i due governi Prodi (maggio 1996- maggio 2006), leader politico per aver fondato e guidato il suo partito politico, Italia dei Valori (IdV).  Oggi vive prevalentemente ritirato nella sua masseria, dedicandosi all’agricoltura per passione. Nonostante il ritiro dalla politica attiva, rimane iscritto all’albo degli avvocati, esercitando occasionalmente per mantenersi aggiornato, e interviene nel dibattito pubblico su temi di giustizia. La sua azienda agricola di famiglia si trova a Montenero di Bisaccia (Campobasso), in Molise. Si dedica alla produzione di olio extravergine di oliva e vino.

In Liguria ha votato il 62,24% degli aventi diritto, mentre in provincia di Imperia l’affluenza si è fermata al 55,91%, risultando la più bassa della regione. A livello provinciale ha votato per il “Sì” il 52,76% e per il “No” il 47,24%.

Gli unici comuni montani dove è prevalso il No sono: Airale, Apricale, Badalucco, Cipressa, Dolceacqua, Prelà e Molini di Triora. Pareggio a Bajardo (66 a 66), Montaldo-Carpasio (104 a 104) e Montegrosso (37 a 37). Il paese dove c’è stata la minoranbza affluenza alle urne Triora (37,8, con 91 Sì e 51 No). Il paese dove la percentuale dei votanti è stata la più alta è Airole(68,57 con 65 Sì e 80 No), al secondo posto Vessalico (65,59 con 57 Sì e 32 No), al terzo Posto Montaldo-Carpasio (64,86), Aquila d’Arroscia (63,57 con 71 a 10 la percentuale più bassa della provincia) 

Di seguito i risultati nei singoli comuni:

Airole: Affluenza 68,18% – Sì: 65 (43,33%), No: 86 (56,67%)
Apricale: Affluenza 50,66% – Sì: 73 (38,02%), No: 119 (61,98%)
Aquila d’Arroscia: Affluenza 63,57% – Sì: 71 (87,65%), No: 10 (12,35%)
Armo: Affluenza 57,65% – Sì: 34 (70,83%), No: 14 (29,17%)
Aurigo: Affluenza 62,99% – Sì: 97 (60,63%), No: 63 (39,38%)
Badalucco: Affluenza 61,06% – Sì: 206 (41,12%), No: 295 (58,88%)
Bajardo: Affluenza 45,54% – Sì: 66 (50%), No: 66 (50%)
Bordighera: Affluenza 50,75% – Sì: 2.525 (55,06%), No: 2.061 (44,94%)
Borghetto d’Arroscia: Affluenza 61,49% – Sì: 84 (59,57%), No: 57 (40,43%)
Borgomaro: Affluenza 62,71% – Sì: 215 (60,91%), No: 138 (39,09%)
Camporosso: Affluenza 48,93% – Sì: 919 (54,64%), No: 763 (45,36%)
Caravonica: Affluenza 44,23% – Sì: 80 (62,50%), No: 48 (37,50%)
Castellaro: Affluenza 59,57% – Sì: 276 (51,40%), No: 261 (48,60%)
Castel Vittorio: Affluenza 59,66% – Sì: 61 (67,03%), No: 30 (32,97%)
Ceriana: Affluenza 55,27% – Sì: 205 (55,56%), No: 164 (44,44%)
Cervo: Affluenza 58,16% – Sì: 280 (55,67%), No: 223 (44,33%)
Cesio: Affluenza n.d. – Sì: 80 (62,99%), No: 47 (37,01%)
Chiusanico: Affluenza 56,04% – Sì: 155 (55,76%), No: 123 (44,24%)
Chiusavecchia: Affluenza 59,95% – Sì: 105 (53,85%), No: 90 (46,15%)
Cipressa: Affluenza 58,54% – Sì: 279 (49,12%), No: 289 (50,88%)
Civezza: Affluenza n.d. – Sì: 149 (52,84%), No: 133 (47,16%)
Cosio d’Arroscia: Affluenza n.d. – Sì: 70 (70%), No: 30 (30%)
Costarainera: Affluenza 54,45% – Sì: 192 (51,06%), No: 184 (48,94%)
Diano Arentino: Affluenza 52,48% – Sì: 156 (57,35%), No: 116 (42,65%)
Diano Castello: Affluenza 55,42% – Sì: 588 (60,87%), No: 378 (39,13%)
Diano Marina: Affluenza 50,47% – Sì: 1.441 (58,48%), No: 1.023 (41,52%)
Diano San Pietro: Affluenza 51,75% – Sì: 265 (53,64%), No: 229 (46,36%)
Dolceacqua: Affluenza 55,14% – Sì: 445 (48,06%), No: 481 (51,94%)
Dolcedo: Affluenza 56,12% – Sì: 251 (43,05%), No: 332 (56,95%)
Imperia (Comune): Affluenza 58,45% – Sì: 8.344 (44,85%), No: 10.260 (55,15%)
Isolabona: Affluenza 53,22% – Sì: 149 (54,58%), No: 124 (45,42%)
Lucinasco: Affluenza 62,20% – Sì: 60 (50,85%), No: 58 (49,15%)
Mendatica: Affluenza 66,91% – Sì: 51 (53,68%), No: 44 (46,32%)
Molini di Triora: Affluenza 55,95% – Sì: 101 (45,91%), No: 119 (54,09%)
Montalto Carpasio: Affluenza 64,86% – Sì: 104 (50%), No: 104 (50%)
Montegrosso Pian Latte: Affluenza 63,21% – Sì: 37 (50%), No: 37 (50%)
Olivetta San Michele: Affluenza 45,96% – Sì: 51 (62,96%), No: 30 (37,04%)
Ospedaletti: Affluenza 53,74% – Sì: 880 (60,15%), No: 583 (39,85%)
Perinaldo: Affluenza 46,92% – Sì: 135 (54,66%), No: 112 (45,34%)
Pietrabruna: Affluenza 54,30% – Sì: 105 (56,76%), No: 80 (43,24%)
Pieve di Teco: Affluenza 57,37% – Sì: 253 (49,80%), No: 255 (50,20%)
Pigna: Affluenza n.d. – Sì: 161 (54,47%), No: 158 (49,53%)
Pompeiana: Affluenza 55,05% – Sì: 205 (57,10%), No: 154 (42,90%)
Pontedassio: Affluenza 59,56% – Sì: 533 (51,90%), No: 494 (48,10%)
Pornassio: Affluenza 49,33% – Sì: 128 (57,66%), No: 94 (42,34%)
Prelà: Affluenza 53,91% – Sì: 87 (44,85%), No: 107 (55,15%)
Ranzo: Affluenza 62,12% – Sì: 145 (59,92%), No: 97 (40,08%)
Rezzo: Affluenza 60,89% – Sì: 80 (53,33%), No: 70 (46,67%)
Riva Ligure: Affluenza 57,30% – Sì: 670 (55,69%), No: 533 (44,31%)
Rocchetta Nervina: Affluenza 54,55% – Sì: 61 (51,69%), No: 57 (48,31%)
San Bartolomeo al Mare: Affluenza 55,27% – Sì: 745 (55,35%), No: 601 (44,65%)
San Biagio della Cima: Affluenza 60,13% – Sì: 298 (56,55%), No: 229 (43,45%)
San Lorenzo al Mare: Affluenza 60,49% – Sì: 322 (52,10%), No: 296 (47,90%)
Sanremo: Affluenza 52,87% – Sì: 11.617 (54,94%), No: 9.529 (45,06%)
Santo Stefano al Mare: Affluenza 60,78% – Sì: 307 (53,67%), No: 265 (46,33%)
Seborga: Affluenza 48,57% – Sì: 71 (59,66%), No: 48 (40,34%)
Soldano: Affluenza 55,56% – Sì: 214 (53,23%), No: 188 (46,77%)
Taggia: Affluenza 58,45% – Sì: 2.769 (51,58%), No: 2.599 (48,42%)
Terzorio: Affluenza 52,31% – Sì: 56 (52,83%), No: 50 (47,17%)
Triora: Affluenza 37,08% – Sì: 91 (60,67%), No: 59 (39,33%)
Vallebona: Affluenza 59,51% – Sì: 269 (50,75%), No: 261 (49,25%)
Vallecrosia: Affluenza 48,53% – Sì: 1.668 (54,31%), No: 1.403 (45,69%)
Vasia: Affluenza 54,38% – Sì: 82 (47,67%), No: 90 (52,33%)
Ventimiglia: Affluenza 57,69% – Sì: 4.918 (57,97%), No: 3.565 (42,03%)
Vessalico: Affluenza 65,59% – Sì: 57 (64,04%), No: 32 (35,96%)
Villa Faraldi: Affluenza 43,36% – Sì: 98 (54,14%), No: 83 (45,86%).

La segreteria provinciale del Partito Democratico di Imperia ha commentato: “Il ‘No’ ha vinto con chiarezza; le cittadine e i cittadini italiani hanno difeso la Costituzione dall’ennesimo attacco. Con il risultato odierno risuona con forza la voce delle madri e dei padri costituenti, che hanno dato vita a una carta costituzionale equilibrata e capace di garantire le libertà fondamentali. Chi ha tentato di mettere in discussione tale principio ha irrimediabilmente fallito. I valori democratici e antifascisti alla base della Costituzione Repubblicana potranno quindi continuare a difendere i nostri diritti. Vogliamo anche sottolineare l’importante risultato di Imperia città che, nell’ambito di un risultato provinciale meno lusinghiero di quello nazionale, ha dato un segno evidente di un forte anelito al cambiamento”.

Edoardo Verda medico e consigliere comunale del Pd con lex ministro Orlando capogruppo di minoranza in Regione

Il consigliere comunale PD Edoardo Verda ha aggiunto: “Il risultato del referendum consegna un messaggio chiaro e netto: ha vinto il ‘No’ e ha vinto nel modo migliore, con sale piene, piazze vive e urne stracolme. Con cittadine e cittadini che hanno scelto di capire, di informarsi, di discutere e infine di non farsi prendere in giro. È una vittoria politica e culturale. Perché questo referendum non è stato soltanto una battaglia sul merito della riforma, ma uno scontro più profondo sull’idea di democrazia. Da una parte c’è stato chi ha difeso la Costituzione e il suo equilibrio. Dall’altra un governo che ha pensato di poter arringare il Paese con parole d’ordine reazionarie, attacchi violenti e scomposti alla magistratura, semplificazioni volgari quando non evidenti falsità. In questo quadro il dato della città di Imperia ha un valore politico ancora più forte. Il ‘No’ ha vinto con il 55,15%, nonostante il ‘Sì’ fosse sostenuto apertamente da larga parte della politica locale e dal sindaco Claudio Scajola. Una vittoria che è una boccata d’ossigeno. Perché arriva in un tempo duro, in cui troppo spesso i limiti al potere vengono descritti come fastidi, i controlli come intralci, la complessità come un difetto da cancellare. È una risposta limpida a una stagione politica in cui si prova sempre più spesso a presentare i vincoli democratici come un ostacolo e non come una garanzia. Una vittoria, infine, che è anche generazionale. Una generazione, la nostra, che si è rimessa in cammino e costruendo un ponte bellissimo con quella dei nostri nonni: con chi la Costituzione l’ha prima immaginata, sui monti della Resistenza, e poi l’ha scritta, consegnando alla Repubblica principi, limiti e dignità”.

IMPERIA IL POPOLO DEL ‘Sì’  (?) AL REFERENDUM CON LA PRESENZA DI CLAUDIO SCAJOLA

Venerdì 20 marzo 206 all’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia, gremito nonostante l’orario insolito delle 14.30, l’incontro dal titolo “Perché è giusto votare no”, evento conclusivo della campagna referendaria dedicata alla riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio.

Ad aprire e moderare l’appuntamento è stato il procuratore della Repubblica di Imperia, Alberto Lari, che ha esordito dichiarando: “Siamo chiamati domenica e lunedì a votare su una legge con la quale il governo modifica sette articoli della Costituzione senza averla approvata con la maggioranza dei due terzi: non c’è quorum, un meccanismo pericoloso. La gente deve recarsi a votare non per schieramento ma per idea, le persone devono essere perfettamente informate; se non lo sono è più corretto che non ci vadano. Deve essere un voto consapevole. Una riforma inutile, che introduce una separazione delle carriere quando si era discusso che i pm avessero dovuto prima fare i giudici. Una riforma che non risolve i problemi della giustizia, non solo inutile ma anche dannosa. Crea una giustizia forte con i deboli e debole con i forti”

Tra gli interventi più attesi quello di Marcello Basilico, magistrato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha illustrato il punto di vista della magistratura rispetto ai cambiamenti proposti dalla riforma, soffermandosi sulle possibili ricadute sull’equilibrio tra accusa e difesa e sull’indipendenza dell’ordine giudiziario.

A seguire, tra la proiezione di un video e un breve intermezzo, è intervenuto Mitja Gialuz, avvocato penalista e professore ordinario di Procedura penale all’Università di Genova, offrendo una lettura tecnico-giuridica dei principali aspetti del provvedimento e contribuendo a chiarirne implicazioni e criticità.

A chiudere l’incontro è stato Cesare Parodi presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha ribadito le ragioni del No, sottolineando la necessità di una riforma della giustizia condivisa, efficace e rispettosa dei principi costituzionali.

LE DIMISSIONI – Nel giorno dell’esito del referendum sulla riforma NordioCesare Parodi ha annunciato le sue dimissioni dalla carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati. La notizia è stata anticipata dal quotidiano Il Dubbio. La decisione del procuratore di Alessandria, meditata da tempo, è dovuta a quanto si apprende per “motivi strettamente familiari e personali” e non ha a che fare con l’esito del referendum sulla riforma Nordio. Nei mesi scorsi il magistrato aveva confidato più volte, in privato, di soffrire il “peso” della carica e la difficoltà di tenere insieme l’impegno per l’Anm con quello da procuratore capo della città piemontese, ruolo in cui è stato nominato a novembre scorso. Le dimissioni saranno formalizzate nella prossima riunione del Comitato direttivo centrale, il “parlamentino” del sindacato delle toghe, già in programma per sabato 28 e domenica 29 marzo.


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