Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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E ora… a voi la parola”. Quale futuro per il “Turismo sostenibile (CETS) del Parco Alpi Liguri


Nessuno dubita dei buoni propositi che nel corso dei decenni hanno ‘inondato’ i paesi montani e le nostre vallate. Tutti, o quasi, si chiedono quali siano stati i risultati delle iniziative messe in campo. Lo abbiamo già scritto altre volte. Siamo un blog montanaro che dal 1967  testimoni della realtà dell’entroterra del ponente ligure.

Il sindaco di Rezzo Renato Adorno Presidente dell’Unione dei Comuni della Valle Arroscia

Un’area con decine di paesi che continua a soffrire di mancato sviluppo economico. Mentre la Riviera di ponente prosegue di gran galoppo uno sviluppo più speculativo che virtuoso. Opere pubbliche per centinaia di milioni (in buona parte finanziate dalla Regione Liguria, ora anche dal PNRR, dallo Stato, dalla banche).

Lungo la fascia costiera la popolazione residente è in continua decrescita nei comuni che si affacciano sul mare dove continua lo sviluppo immobiliare. Imprenditori locali, ma soprattutto provenienti da altre regioni. Oltre agli insediamenti di nuove costruzioni:  palazzi e palazzine, ristrutturazioni. Accresce il peso abitativo a suon di bilocali e monolocali laddove c’era alloggi per famiglie di cinque, sei vani abitabili. Un business favorito spesso da Piani regolatori scaduti da anni, Da varianti ad hoc a beneficio della casse comunicali che incanno milioni in oneri di urbanizzazione.

Da alcuni anni si sta facendo tabula rasa di appartamenti in affitto per residenti.  Giovani coppie, famiglie, anziani molte volte rimasti vedovi e soli. Ed ecco che sfogliando i dati dei residenti ci si può rendere conto del costante calo.

Ha fatto un certo scalpore la notizia dia Alassio che dal 1961 in poi aveva via via raggiunto fino a 14 mila abitanti, ma dallo scorso anno è scesa sotto i 10 mila. Non è tanto un problema di nascite seppure in calo – ma compensato lungo tutte le riviere da famiglie comunitari ed extracomunitarie – semmai è un vero e proprio ‘svuotamento’ di abitanti a vantaggio dei proprietari dei muri che affittano ‘alloggi per turisti’.

Anni fa si era iniziato con affitti stagionali e mensili, poi si è scesi ai quindicinali, da qualche anno siamo ai settimanali, persino i due giorni dei fine settimana o di ponti festivi. Gli hotel chiudono a decine, si perdono posti di lavoro, si incrementa il turismo di massa di cui ben poco favorisce le comunità montane.

In città si produce reddito chiamato ‘speculativo‘, alla pari della speculazione edilizia e immobiliare (vedi di alloggi, non già per residenti). Un mercato in buona salute, tenendo conto del costante aumento dei prezzi a mq. Si va dai 16 mila euro al mq. di Alassio (alloggi fronte mare) ai 3.500- 4000- 4500- 6 mila  mila in altre zone, fino ai paesi più vicini alla fascia costiera. L’espansione edilizia, favorita anche dalla Legge Casa della Regione (assessore Marco Scajola) e da quella nazionale (Matteo Salvini) si è autoalimentata e non soffre tuttora di overbuking.

Di fronte a questo quadro quanti si sono chiesti se fosse ‘buona politica e buona amministrazione’ proseguire la ‘strategia dei finanziamenti’ regionali e statali delle località di mare. Con opere in conto capitale realizzate in gran parte non con mezzi propri di bilancio, Dalle nuove passeggiate a mare, da rinnovo di quelle esistenti, dai finanziamenti per il ripascimenti delle spiagge, alle condotte per la depurazione delle acque, ai movimenti franosi, a interventi su strade comunali, fino alle somme per riasfaltare la Via Aurelia che attraversa gli abitati, alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, case di riposo. L’elenco potrebbe continuare. Possiamo portare un altro esempio significativo. Ci sono città che solo per manifestazioni, eventi e finanziamenti a pioggia erogano somme che equivalgono al bilancio annuale di un piccolo Comune montano.

Ben venga la CETS e nuove speranze. Ultime della lunga serie di iniziative pro montagna (a volte proclami in chiave propagandistica ad personam). Ben vengano i mini incentivi per chi apre nuove attività commerciali, ma servono in primis  interventi strategici, gli stessi che si invocano per una seconda autostrada dei Fiori, per Albenga Altare Certosa, il tunnel Ormea-Cantarana-Acquedito-Pieve di Teco, la necessita di un secondo binario dove manca tra Andora e Finale ma senza sacrificare 200 ettari di ciò che resta dell’agricoltura. E ancora l’Aurelia-bis dove manca. In molte località dove si era ipotizzato il tracciato, non solo l’opera è rimasta al palo, le aree interessate sono finite in pasto ad insediamenti edilizi.

Non è il caso di fare l’elenco di strade provinciali che raggiungono i paesi dell’entroterra montano. Quasi tutte meriterebbero interventi radicali di ampliamento. Oggi decine di strettoie e strozzature sono un pericolo, un ostacolo, persino il manto stradale è dissestato, cunette poco adatte ad accogliere tempeste d’acqua. Si rallentano i tempi del viaggio. Si disincentiva il potenziale turista.

Un esempio significativo. La statale Albenga-Pieve di Teco, in frazione Perinetti di Vessalico: è stato istituito il senso unico alternato con semaforo (non intelligente) causa un ponticello d’altri tempi che c’è sempre stato a memoria d’uomo. Situazione analoghe non sono un’eccezioni. Perchè non si investe e non si da la priorità a queste opere pubbliche? L’ex ministro Scajola lamenta che da oltre 20 anni in provincia di Imperia e Savona non si realizza più un’opera pubblica strategica per l’economia, il turismo, lo sviluppo economico di intere aree del territorio. Speriamo che queste sue considerazioni oggettive includano le zone montane.

Oppure come ascoltavamo di recente da un decano e saggia personalità imperiese – ha svolto ruoli in politica e nell’amministrazione pubblica- Alla richiesta di quale futuro per i nostri paesi di montagna , rispondeva: Torneranno a ripopolarsi, a lavorare le terre, a valorizzare il patrimonio boschivo, se accadrà una guerra con la distruzione di città, senza più turismo balneare e crisi generale Come conseguenza tutta la catena dello sviluppo urbano si arresta. Si deve far fronte alla distruzione di città ed arterie. E quanto vediamo sta accadendo in altre zone del mondo in guerra. La popolazione lascia le città e torna nelle aree montane. E’ verissimo che da tempo sono moribonde tra spopolamento, abbandono diffuso, patrimonio abitativo senza più valore, assenza di giovani e di nuove generazioni.

Concludiamo con una curiosità significativo. In un paese montano dell’imperiese pochi mesi fa il proprietario di quattro edifici, abitabili e un tempo abitati da famiglie, ha venduto e ricavato la somma di 4 mila euro. Meglio svendere che dover mettere mano a costosi lavori prima che diventino edifici ‘incapienti’.   Nei prossimi numeri di Trucioli.it pubblicheremo a quale prezzo si vendono le case dell’entroterra stando alle proposte che si leggono sui cartelli esposti in diverse agenzie immobiliari. (L.Cor.)

COMUNICATO STAMPA – 𝗩𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗘𝗧𝗦:

𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗩𝗮𝗹𝗹𝗶 𝗜𝗺𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗲 𝗔𝗿𝗿𝗼𝘀𝗰𝗶𝗮

L’Ente Parco ha promosso due importanti incontri dedicati alla condivisione di idee e proposte sul tema del turismo sostenibile: i tavoli di lavoro hanno coinvolto amministrazioni comunali, aziende e associazioni delle Valli Impero e Arroscia, per un confronto costruttivo e per una collaborazione sinergica tra realtà diverse, unite da un obiettivo comune.
L’iniziativa si inserisce nel percorso che porterà al 𝗙𝗼𝗿𝘂𝗺 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗧𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗦𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 (𝗖𝗘𝗧𝗦) 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗔𝗹𝗽𝗶 𝗟𝗶𝗴𝘂𝗿𝗶. Gli incontri, organizzati dall’Ente Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, si sono tenuti presso i Comuni di Pontedassio e di Pieve di Teco.

Questi incontri rappresentano un primo passo concreto verso l’avvio del percorso di rinnovo della CETS del Parco, con un’estensione a tutti i territori delle valli Arroscia e Impero resa possibile dalle azioni dell’Ambito D del progetto dedicato allo sviluppo di un turismo sostenibile e alla valorizzazione delle produzioni locali.

“Si tratta di una nuova opportunità per il nostro territorio, che continua a perseguire una visione strategica comune”, ha commentato Fabio Natta, presidente della Conferenza dei Sindaci e vicepresidente di Anci Liguria, che nel corso della riunione ha anche fatto il punto sullo stato di avanzamento delle misure del PNRR, molte delle quali sono attualmente in fase di completamento.

Green community imperiese

La green community imperiese ‘Concrete e verdi: due Valli sostenibili’ è formata dagli 8 Comuni della Valle Impero (Aurigo, Borgomaro, Caravonica, Cesio, Chiusanico, Chiusavecchia, Lucinasco e Pontedassio) e dall’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia (Armo, Aquila d’Arroscia, Borghetto d’Arroscia, Cosio di Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pieve di Teco, Pornassio, Ranzo, Rezzo e Vessalico). Capofila dell’intero progetto è il Comune di Pontedassio, il Parco delle Alpi Liguri appoggia una gestione forestale innovativa per valorizzare la biodiversità delle Valli Arroscia e Impero.

Lo scopo è quello di creare una comunità che persegue gli obiettivi della sostenibilità in maniera integrata in diversi campi: risorse idriche, filiera forestale, energia rinnovabile, efficienza energetica, mobilità sostenibile, edilizia per una montagna moderna, turismo, agricoltura, attività produttive sostenibili. La green community è finanziata in gran parte dal PNRR (M2C1 Investimento 3.2 Green Community PNRR Next Generation EU). Numerosi progetti sono già completati, sia formalmente che finanziariamente.

SI LEGGE DA FERDERPARCHI – CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile

La CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile, è un metodo di governance partecipata per promuovere il turismo sostenibile e strutturare le attività delle aree protette in ambito turistico e per favorire, attraverso una maggiore integrazione e collaborazione con tutti i soggetti interessati, compresi gli operatori turistici locali, l’elaborazione di un’offerta di turismo compatibile con le esigenze di tutela della biodiversità nelle Aree protette.

La CETS viene assegnata da Europarc Federation. In Italia, la metodologia CETS è promossa da Federparchi che cerca di coinvolgere gli Enti gestori nell’acquisizione, nel monitoraggio e nel mantenimento di questo prestigioso riconoscimento.

Europarc Federation verifica e certifica che le aree protette che ambiscono a questo riconoscimento abbiano effettivamente implementato processi partecipativi inclusivi e trasparenti e che quindi abbiano condiviso un piano d’azione di turismo sostenibile con i diversi attori oltre al parco interessato (istituzioni locali, operatori del settore, associazioni di categoria).

Dopo l’ottenimento della Fase 1 da parte delle aree protette, la Carta si sviluppa con la Fase 2, indirizzata agli stakeholders del territorio, e la Fase 3 per i tour operator.

Con la CETS i parchi diventano, quindi, “laboratori di buone pratiche” legate alla sostenibilità, luoghi nei quali sperimentare progetti innovativi che possono costituire un modello anche al di fuori del perimetro del territorio tutelato.

2/Alessandro Alessandri è stato nominato presidente del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri nel luglio 2021. La nomina è avvenuta tramite decreto del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, nell’ambito di un rinnovo dei consigli dei parchi regionali per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio.


L.Corrado

L.Corrado

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