Riceviamo- I comuni dell’entroterra ligure, soprattutto quelli più distanti dal mare, sono desolatamente spopolati, né si vede all’orizzonte un miglioramento delle loro condizioni.

La legge 131/25, entrata in vigore il 20/09/2025, si propone di favorirne il popolamento, anzi il ripopolamento, promuovendo lo sviluppo attraverso interventi agevolativi nei diversi settori. Purtroppo per classificare i comuni montani ci si è basati su criteri esclusivamente morfologici, senza considerare il reale isolamento del territorio e la scarsità, se non l’assenza, di alcuni servizi essenziali. Si sarebbe dovuta effettuare un’ulteriore suddivisione, inserendo la dicitura di comuni “parzialmente montani”, come previsto dalla precedente legge 191/1952. Non ha senso accostare San Remo e Ventimiglia a Triora o Molini di Triora (tanto per fare un esempio), escludendo altri centri più meritevoli e in precedenza riconosciuti montani a tutti gli effetti, tant’è che molti sindaci hanno presentato ricorso al Tar contro la legge.
Ciò premesso, si consideri che Triora e Molini di Triora, con una superficie di ben 126 kmq., in stato di pauroso spopolamento, hanno un servizio sanitario modestissimo, con un dottore (bravo) per un’ora alla settimana. La situazione tende a peggiorare, poiché tale minimo servizio cesserà il 31 marzo prossimo con i due estesi comuni (e le loro numerose frazioni) senza servizio medico.
E’ qui che si deve intervenire con urgenza. I due Comuni si stanno attivando, ma innumerevoli motivi, anche burocratici, rendono difficile una soluzione positiva. Altrimenti, o mo’ di esempio, un abitante di Verdeggia (alle falde del Saccarello), di Realdo o di Aigovo, già penalizzato naturalmente, dovrà rivolgersi altrove. Con buona pace delle pur lodevoli intenzioni della legge…
Sandro Oddo – Triora
