Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Dai prati di Rocchetta io che sono vivo ora vi scrivo


A chi dedico questa relazione poetico-pratica sui prati di Rocchetta? Sono vivo perciò mi scrivo. Mi esprimo in questo modo perchè sono proprio io la prima persona che legge la mia scrittura anche se sia rivolta agli altri.

di Bruno Chiarlone Debenedetti
In primo luogo è rivolta agli amici che sono in contatto con me attraverso internet come Max Ghidini di Lumezzane, in provincia di Brescia, il quale segue la mia ricerca artistica ed è interessato alla mia scrittura.
Anche lui pratica la pittura e l’arte postale come Anna Boschi di San Pietro Terme, in provincia di Bologna, nativa lei stessa di Bologna ed artista di lunga esperienza che ha organizzato varie mostre d’arte con opere provenienti da ogni parte del mondo. Con Anna siamo in contatto da alcuni decenni per mezzo della mail art o arte postale.
Poi scrivo per il professor Roberto Migliore che abita a Cuneo ed insegna matematica. Anch’egli si interessa di pittura e collage oltre alla lettura dei miei pensieri originali sulla poesia visiva e sulla filosofia del vivere.
Scrivo per il ricercatore storico Pietro Borreani, abitante a Savona e promotore di convegli sulla resistenza a Pareto (Alessandria), essendo originario di quel luogo. Un altro mio lettore è Gian Piero Terrone, abitante a Saronno, appassionato filatelico e artista di grande precisione filologica.
Da Aversa (Caserta) mi legge pure il collagista tecnologico Alfonso Caccavale che non manca mai di dialogare con me tramite Facebook, con il quale scambio arte postale da parecchi anni.
Vi sono poi amici esteri con i quali condivido i miei testi, che talvolta traduco in inglese e anche in cinese, grazie al sistema automatico che trovo online. Tra questi cito i più entusisti: Jacqueline Ross che vive presso Bordeaux, Reiner Langer di Duisburg, Terry Reid che vive in Australia, Fyodor Morozow di Vladivostock (Russia), Keiichi Nakamura, giapponese.
A loro e a tutti gli altri lettori dedico questa relazione poetico-pratica che ho composto sulla base delle mie passeggiate in campagna dove ho guardato con rinnovato piacere il fosso dove scorre la più recente acqua piovana e gli arbusti sulla sponda del prato, non solo dal vivo ma anche dallo schermo dello smartphone mentre scattavo fotografie.
Oltre al prato delle Peire/Moglie Secche, ci sono altri prati famosi nella storia orale di Rocchetta: Prato Nerone, Prato Vecchio e Prato Maestro in dialetto locale detti Pruneron, Pruveg e Prumeshtr.
Il primo, fuori dal paese e verso il Colletto, è occupato da varie abitazioni e da un distributore di carburanti, degli altri due conosco appena la localizzazione: mi pare che siano confinanti con la Braia dove sono state costruitì due palazzi detti “Ina casa” conosciuti anche come i Palazzi della Ferrania.
Questi prati venivano nominati dalle donne quando spiegaano dove si trovava il marito. Teresita diceva che Derinu era in Prumeshtr, mentre la nonna Maria parlando con la vicina informava che lo zio Mario era ad arare con il cavallo in Pruveg.
Magari Natalina a metà pomeriggio si ricordava che la piccola Norma era andato in Pruneiron con Manina, suo padre.
Però chiederò a qualche anziano di spiegarmi dove si trova Prato Maestro, altrimenti dovrò cercarlo al catasto e poi andare a metterci un cartello per renderlo noto anche agli altri.
Ci sono mattine che il gatto non viene a svegliarci nel letto ma aspetta che ci muoviamo e poi passa per un saluto educato, fermandosi sul cuscino e aspettando le carezze del buongiorno da mia moglie.
Allora bisogna inventarsi pensieri nuovi che non abbiano attinenza con il già visto, magari pescando nel passato ma rivoltandolo a piacimento fino a costruire un progetto originale.
Si affacciano allora fantasie e prospettive nuove: andrò ancora verso il prato di Rocchetta a scattare fotografie, ma non ne farò parola con nessuno, per non rischiare che l’intenzione cada nel nulla.
Bruno Chiarlone Debenedetti

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B. Chiarlone

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