Una riflessione va fatta, al di la della cronaca che si è già letto. Nel corso degli anni quante volte abbiamo ascoltato da forze politiche di governo o opposizione, per fortuna sempre di minoranza, che l’Italia non aveva bisogno dell’Europa unita. “Meglio soli che male accompagnati”.

E’ una lezione che tutti dovremmo ascoltare e non dimenticare, a cominciare dalle giovani generazioni che non siamo riusciti a sensibilizzare su tematiche di fondamentale importanza anche per il loro futuro.
In un question time in Senato, nel 2023, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dimenticato il suo passato fortemente euroscettico e quello del suo partito. Replicando a un intervento del leader di Italia Viva Matteo Renzi, Meloni ha dichiarato: «Le ho sentito dire che avrei detto che bisognava uscire dall’euro: non mi ricordo di aver detto che bisognava uscire dall’euro, mentre mi ricordo di aver detto che l’Italia poteva stare in Europa a testa alta ed è esattamente quello che stiamo facendo».
Ma nel 2012 la leader di Fratelli d’Italia non disdegnava il«movimento eurocritico, contrario a questa Europa che ci mette in croce». «O si rinegoziano i patti – intervistata dal quotidiano Libero – o non stiamo nell’euro a costo di uccidere l’Italia». Il programma elettorale di Fratelli d’Italia per le elezioni europee del 2014 proponeva lo «scioglimento concordato dell’eurozona», ossia dell’insieme dei Paesi che utilizzano l’euro come moneta unica. «L’euro e le sue regole si sono purtroppo rivelati un fattore di disgregazione dell’unità europea, anziché un elemento di rafforzamento della solidarietà tra i popoli d’Europa», sottolineava il programma. «Per queste ragioni, Fratelli d’Italia si impegna a farsi promotore nel prossimo Parlamento europeo di una risoluzione comune a tutti i gruppi “eurocritici”, per spingere la Commissione europea a procedere allo scioglimento concordato e controllato dell’eurozona» (vedi……..).
La Lega Nord di Umberto Bossi, specialmente tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2010, ha sostenuto posizioni fortemente critiche nei confronti dell’Unione Europea e dell’euro, arrivando a invocare la secessione della “Padania” e la sovranità monetaria, posizioni spesso interpretate come un euroscetticismo radicale o antieuropeismo. Lo ricorderà bene un leghista della prima ora, l’onorevole Francesco Bruzzone, savonese, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Borgo Castello.
La posizione di Matteo Salvini sull’uscita dell’Italia dall’Unione Europea (UE) e dall’euro è stata oggetto di evoluzioni nel corso degli anni. Sebbene in passato (intorno al 2018-2020) abbia evocato l’ipotesi di “Italexit” o un referendum in contesti di forte critica alla gestione UE, successivamente ha dichiarato che l’uscita non è un’opzione per la Lega.
Nel luglio 2020 Gianluigi Paragone lancia il suo partito per uscire dall’euro: “L’accordo Ue? Serve solo alle banche. Crollerà tutto, stanno costruendo un grande Boh!” . E’ il partito Italexit (conosciuto anche come “No Europa per l’Italia”), con l’obiettivo principale di portare l’Italia fuori dall’UE.
Il generale Roberto Vannacci – con il neonato partito- ha espresso forti critiche verso l’attuale Unione Europea, definendola un “fallimento” economico, sociale e relazionale. Sostiene che l’UE porti minore ricchezza, unione e stabilità, sconsigliandone l’adesione.
Al 2025, l’Italia ha incassato oltre 140 miliardi di euro (pari a circa il 72-79% del totale) in sette rate dalla Commissione Europea. Con lo sblocco dell’ottava rata, la cifra è destinata ad aumentare, consolidando il primato italiano nell’avanzamento dei fondi, con una spesa effettiva nei progetti che ha superato i 100 miliardi.
Si dirà ma perché tirare in ballo politica e partiti anche in questa circostanza. Forse sarebbe stato doveroso, proprio anche in questa circostanza, ricordare ai ‘cattivi maestri’, a chi dimentica in fretta la propria incoerenza, che l’Europa Unita è stata fondata nel secondo dopoguerra da un gruppo di leader politici, noti come Padri Fondatori, con l’obiettivo di garantire pace e stabilità attraverso l’integrazione economica. Le figure chiave includono Robert Schuman, Jean Monnet, Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Altiero Spinelli. Un’Europa unita che ha fatto apprezzare, non a tutti, il valore della pace e il ripudio della guerra. Altri, invece, vorrebbero convincere che la ‘guerra è necessaria per il bene dei regimi canaglia‘. Ed ecco che ci troviamo i Putin, i Trump, i Netanyhau, che anche nella nostra Liguria, nella nostra provincia, hanno i loro fans pronti a seminare armi.
Dopo 15 anni di chiusura, torna a essere fruibile ai fedeli e ai visitatori, l’oratorio di San Nicolò e Sebastiano, il più antico edificio sacro del complesso monumentale di Borgo Castello in corso di rigenerazione. Terminate le opere di restauro realizzate dal Comune, il taglio del nastro e la messa ufficiata dal Vescovo Monsignor Guglielmo Borghetti, hanno segnato l’inizio del nuovo corso per l’edificio consacrato che sarà anche utilizzato per iniziative culturali. L’Oratorio che risale all’XI-XII secolo con rimaneggiamenti tra XVI e XVII secolo, è rimasto chiuso per svariati anni per motivi di sicurezza a livello statico.
Il Comune di Andora, la Parrocchia di San Giovanni Diocesi in sinergia con la Diocesi Albenga-Imperia, hanno firmato un accordo che ha permesso di inserire la messa in sicurezza dell’Oratorio nel più ampio progetto di rigenerazione di Borgo Castello, proposto da Regione Liguria al Ministero della Cultura che lo ha finanziato con fondi europei PNRR del bando Borghi Linea A. In base alla convenzione, il Comune, che ha riqualificato l’edificio, ne avrà la concessione d’uso per 25 anni.
“Con la riapertura dell’Oratorio di San Nicolò e Sebastiano restituiamo ai fedeli, agli andoresi e ai visitatori quella che fu la prima chiesa di borgo di Castello. Un luogo di culto a cui la comunità di Andora è profondamente legata perché vi si svolgevano momenti di preghiera, di aggregazione e di festa – ha dichiarato il sindaco Mauro Demichelis – Con l’accordo siglato con grande lungimiranza dalla Diocesi di Albenga-Imperia, raggiungiamo il nostro obiettivo di recuperare un edificio storico e restituirlo alla comunità come luogo vivo, che mantenga la sua vocazione di culto e che possa al contempo diventare spazio di cultura che, anche con l’ausilio della realtà virtuale, racconterà il passato del Borgo”.
Il progetto di recupero ha previsto un investimento comunale di 107.791,90 euro per interventi strutturali sulla sottofondazione per migliorare la stabilità dell’edificio, il rinforzo delle pareti, il ripristino di murature lesionate, la sostituzione di abbaini e lastre in ardesia danneggiate e la pulizia delle superfici lapidee sul prospetto nord e all’ingresso, eseguita con tecniche non invasive. In sintonia con i dettami della Soprintendenza della Liguria, nel cantiere hanno lavorato ditte specializzate che hanno ricucito le lesioni dei muri con tecniche innovative. E’ prevista anche la sostituzione di tutti gli infissi e un ulteriore intervento sul tetto.
“L’Oratorio sarà utilizzato per visite guidate e attività culturali, anche con il supporto della realtà aumentata, e per conferenze, mostre e iniziative congruenti con il contesto ecclesiale – ha dichiarato il Vice sindaco con delega alla Cultura, Daniele Martino – Nell’edificio sacro saranno ricollocati anche il quadro dedicato alla Vergine e quello che raffigura i Santi Nicolò e Sebastiano sottoposti a restauro da parte del Comune; un intervento di tale genere è in corso anche per l’antico e artistico Crocefisso, grazie a un progetto promosso dalla Pro Loco di Andora. La rinascita di Borgo Castello è un esempio di come la valorizzazione del patrimonio storico genera identità, senso di Comunità e nuove opportunità professionali per il territorio – conclude il vice sindaco Martino.
Le opere di restauro e messa in sicurezza realizzate sono state spiegate dal RUP Architetto Nicola Maiorano, Dirigente dell’Area IV Borgo Castello e dal progettista architetto Aurelio Toselli anche attraverso una piccola mostra fotografica.
Il presidente della Fondazione Borgo Castello, Corrado Siffredi che ha accolto i presenti con l’AD Silvia Garassino e il Consigliere Emanuel Voltolin Visca, ha sottolineato l’ulteriore importante traguardo raggiunto dalla rigenerazione. “Di settimana in settimana è emozionante vedere questi luoghi, inutilizzati per decenni, tornare a mostrare tutta la loro bellezza paesaggistica, l’importanza storica e le potenzialità di un futuro attrattivo legato alla cultura, alle tradizioni di fede e locali. I progressi sono tangibili e liberano le potenzialità di questo luogo per troppo tempo inespresse”.
Al taglio del nastro insieme al sindaco Mauro Demichelis, al Vescovo Guglielmo Borghetti e al Vice Sindaco con delega alla Cultura Daniele Martino, erano presenti l’onorevole Francesco Bruzzone, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Borgo Castello, il Consigliere regionale Angelo Vaccarezza in rappresentanza del Presidente del Consiglio Regionale, il Consigliere regionale Rocco Invernizzi, il dottor Alessandro Berta, Vice presidente Camere di Commercio Le Riviere di Liguria, il presidente della Fondazione Borgo Castello Corrado Siffredi, il Presidente del Consiglio Comunale Flavio Marchiano, gli Assessori del comune di Andora Ilario Simonetta, Monica Risso, Alexandra Allegri, i consiglieri Maria Teresa Nasi e Ndricim Aga.
Sono intervenuti il Presidente dell’A.M.A. avvocato Fabrizio De Nicola,il consigliere Gerry Gerunto, il direttore del Porto dottor Eugenio Ghiglione, le autorità religiose, civili e militari: il parroco titolare Don Tadeusx Krasuski, Don Alessandro Venturin, Don Stefano Caprile che è componente del Comitato Scientifico della Fondazione Borgo Castello insieme al Luogotenente Marco Cortese. Presenti i sindaci di Stellanello e Testico Claudio Cavallo e Lucia Moscato, e in rappresentanza di Laigueglia il Capogruppo con delega alla Cultura Alessandro Chirivì e per quello di Cervo il consigliere Comunale Maurizio Guglielmone. Presenti anche una folta rappresentativa degli abitanti del Borgo, dell’UNITRE Andora e rappresentanti delle associazioni locali.

