Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Loano “a scuola da Lettieri”: i 6 passaggi a livello sono un serio problema insoluto. Dico sì al progetto binari a monte, scelta strategica. Muto per la perdita della stazione. Danni al turismo e pendolari


Loano ha un nuova ‘insegnante’. Da lezioni sui gravi danni alla città ‘castigata’ dalla presenza di 6 passaggi a livello. Non spende una parola sulle conseguenze della perdita della stazione (un tempo difesa a spada tratta affinché fermassero  tutti i treni). Tace i danni certi (vedi Diano Marina) al turismo, ai pendolari e studenti, ignora che ha una media giornaliera di 200-250 passeggeri. Che un tempo erano 1.200.oo. Gli incassi della biglietteria erano secondi solo a Savona.

di Luciano Corrado

Forse il suo ‘archivio mnemonico’ non lo aiuta a ricordare – rispetto al veterano cronista dal 1967 – che solo Borgio Verezzi con il sindaco Rembado aveva ingaggiato un tenace battaglia contro il raddoppio in sede e una raccolta firme poi seguito da un altro Rembado, entrambi Dc, primo cittadini di Loano. Firmarono tremila cittadini. A Loano si proponeva un’azione più democratica: un referendum ufficiale poi ignorato. C’è chi sosteneva – lo stesso cronica in giovane età – l’opportunità di realizzare ( e ampliare dove possibile) tre sotto sottopassaggio veicolari, in particolare in via Stella-Piazza Valerga. Da Palazzo Doria rinuncia alla consultazione popolare. Motivo: ormai il progetto del tracciato a monte era cosa fatta. Da aggiungere che alla spesa per i sottopassi, oltre al Comune, contribuivano FFSS e ANAS. Sono trascorri 40 anni!

Piccolo inciso. Del trasferimento a monte potranno beneficiarne anche i futuri acquirenti (seconde case che anche a Loano mancano?) di alloggi, bilocali da 47 mq. (345 mila €) e trilocali  nel costruendo grattacielo di 7 piani. Trucioli.it proponeva che l’area fosse acquistata dal Comune per realizzare il primo ‘bosco inglese‘ in Liguria, con sottostanti box da mettere in vendita (vedi parking del Comune di Alassio). A vendere lo storico Istituto Rossello scuole, suore Figlie di Nostra Signora della Misericordia (vedi Trucioli.it. del 19 giugno 2025, ad oggi con 1.845 visualizzazioni)

L’illustre primo cittadino loanese (da 21 anni in consiglio comunale) non ha mai spiegato per quale ragione non si è fatto promote di un’assemblea popolare sul tema ferrovia e stazione. Permettere ai cittadini di fare domande, dare spiegazioni, metter sul piatto della bilancia le alternative e proposte avanzate dallo storico loanese, ing. Filippo Bonfiglietti, Assoutenti, Comitato territoriale da Albenga a Loano (Davide Michelini imprenditore agricolo, già vice presidente Confagricoltura provinciale, presidente nazionale Associazione Italiana Centri Giardinaggio (AICG).  E ancora il progetto di massima di un team di ingegneri italiani e norvegesi.

Il sindaco, esponente della Lega di Salvini premier, ha dichiarato (altri colleghi hanno taciuto) che tra i beneficiati dei binari a monte ci sono tutti i proprietari di alloggi (palazzi sorti dopo il 1955-’65) ed ora anche dell’ultima colata di cemento sotto la sua amministrazione. Gli appartamenti acquisiranno maggiore valore, sia nella vendita che negli affitti. 

Le ‘perle’ di Lettieri e della sua continua narrazione (vedi il suo profilo social dove non perde occasione per mettersi in mostra, persino con gli stranieri che ottengono la nazionalità italiana, nei matrimoni civili, apertura di bar, pizzerie, paninoteche, con tanto di esibizione fotografica, sull’esempio del collega di Pietra Ligure compagno nella cementificazione). Il sindaco che ha ignorato fino alle ultime festività natalizie la denuncia di Trucioli.it sull’assurdità del trasferimento della pista sul ghiaccio dall’area portuale alla piazza davanti a due chiese dove si celebrano messe per i vivi e per i morti. E che misurati distanziavano, in un caso, a soli 22 metri dal luogo di culto. E che sarebbe stato motivo di opportunità evitare che concerti ed eventi musicali si tenessero di rimpetto alle stesse chiese. E dire che il pio Lettieri per alcuni anni raccoglieva le offerte durante la Santa Messa.In quanto a presenza alle processi impossibile raggiungere il primato del predecessore Angelo Vaccarezza e per questo presenzialismo ha fatto notizia su articoli di quotidiani e settimanali.

Altra ‘perla’ recente, intervistato dal TG3 Regione, oltre a ricordare l’eccellenza raggiunta dallo storico carnevale (come è giusto) ha aggiunto che tra i benefici della manifestazione si sta favorendo la destagionalizzazione (sic!) turistica. Non ha aggiunto se per un giorno, un week end, una settimana o oltre. Certamente Loano, con Bordighera, erano state le città precursore del turismo invernale. Ricordo Angelo Panizza, titolare del Continental che mi invitava a pubblicare sul Secolo XIX foto della passeggiata amare affollatta più che in estate. Era proprietario del primo ‘supermercato’ della città all’epoca presa d’assalto e l’anziana mamma alla cassa. E ancora socio di minoranza di un’azienda di cioccolato di Novi Ligure, di uno stabilimento balneare di fronte a Piazza Mazzini. Dopo la sua morte il figlio erede di Salea d’Albenga l’ha ristrutturato in alloggi, un mistero perché il patrigno, persona squisita e alla buona rappresentante di commercio, un anno prima era venuto al G.H.Garden Lido per chiedere consigli per proseguire l’attività alberghiera. Dopo qualche anno seppi chi lo aveva convinto che avrebbe avuto maggiori utili a vendere gli alloggi e box-garage. Si trattava di un imprenditore edile con esperienza da consigliere comunale.

Quanto a ‘perle’ targate Lettieri si potrebbe proseguire. Citiamone ancora una. A fine gennaio 2026, importanti resti archeologici di epoca romana sono stati scoperti durante i lavori di riqualificazione dei cosiddetti “caruggetti orbi”.  Gli esperti ipotizzano si tratti di una villa romana di alto livello risalente all’età imperiale, e non di una semplice struttura di servizio, confermando l’importanza dell’area di Loano nel contesto ligure romano. Qualche dubbio sul fatto che negli anni sono venuti alla luce altri reperti. Quali una parziale tomba romana davanti ad una chiesa, ma coperta durante i lavori, altri reperti con la stessa fine in via Marco Polo e persino negli scavi per la realizzazione di Piazza Italia e nuove edificazioni circostanti, i giardini San Josemaria Escrivà (fondatore Opus Dei). Poichè durante la giornata era presente un funzionario della Soprintendenza, gli scavi più penetranti (anche qui con resti antichi) venivano fatti giorno. Loano che non ha valorizzato l’acquedotto rinascimentale. E buon ultimo le due ‘ville’ dove si trova il Palazzo del Comandante nel centro storico e eretto nel 1.606. Altri resti sono ai confini con Borghetto attigui ad un centro commerciali venuti alla luce e salvati con una serie di esposti del dr. Maurizia Strada nella sua veste di consigliere comunale – sempre dai banchi dell’opposizione- alla Soprintendenza della Liguria, al Ministero dei Beni Culturali, Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. 

Da ultimo, riprendendo il tema ferrovia, il sindaco fa bene a ricordare che Loano può vantare di non dover sacrificare aree (solo due piccole casette, una fatiscente ai confini con Borghetto). Per dare a Cesare quel che è di Cesare il merito dell’intero tragitto in galleria – rialzando l’alveo del Nimbalto secondo le osservazioni al progetto di Arpal e Ufficio Ambiente della Regione- va riconosciuto all’epoca del ministro Scajola e del sindaco Vaccarezza. I proprietari dei terreni agricoli fecero una raccolta di firme e un paio di riunioni. Una notte a Roma bastò per cambiare progetto.  Ad ascoltare chi abita in quelle zone le aree coltivate si contano sulle dite di una mano. Chi ha avuto occasione ha venduto o costruito. Cancellato il vincolo Ferrovie è rimasto quello della manleva scritta. Non si potrà chiedere risarcimento danni sia durante la realizzazione del tunnel, sia dopo con il transito dei treni. Rischio onde galvaniche. Non sono esclusi a priorialterazioni idrogeologiche, instabilità del terreno e impatti ambientali locali. Oppure lo scavo in galleria può intercettare vene d’acqua sotterranee, drenando la falda e causando un abbassamento del livello dell’acqua, può inaridire pozzi, sorgenti e corsi d’acqua superficiali, con impatti negativi sull’agricoltura e gli ecosistemi. Chi coltiva ancora un’orto a valle con pozzo irriguo alza la mano. Il Comune fa bene a vantare e inserire tra le sue caratteristiche il ‘mercatino ortofrutticolo’. Si leggeva l’11 agosto 2025 da SavonaNews: “Inaugurati  i nuovi cartelli che “identificano” il mercato ortofrutticolo dei contadini di Loano. Alla  cerimonia erano presenti il sindaco Luca Lettieri, il vice sindaco Gianluigi Bocchio, l’assessore alle attività produttive Enrica Rocca, gli assessori Giovanni Battista Cepollina e Manuela Zunino ed i consiglieri Paola Arecco ed Emanuele Campisi, oltre ad una rappresentanza degli operatori del mercatino. Ignoriamo se siano iscritti alla Coldiretti unica tra le 3 associazioni di categoria contraria a sacrificare ettari di zone coltivate tra Albenga, Borghetto e Pietra Ligure.

Il concittadino Luca Lettieri può anche esibire il “non parlo, non vedo, non sento‘ della più silenziosa (e misteriosa) minoranza consiliare delle località costiere interessate anche dalla perdita della stazione, trasferita ai confini tra Borghetto e Ceriale a 5,3 km dal centro cittadino. Il silenzio può dipendere anche dal fatto che buona parte degli eletti faccia abituale uso del treno e ritenga che i disagi siano molto contenuti. Forse è meglio non pensare a chi ospiterà 10 milioni di mc estratti dalle gallerie. Tutti i Comuni costieri sperano che si possa utilizzare come sostegno al litorale marino. Altri hanno chiesto di sapere prima il quantitativo da ‘accogliere’. Loano e Alassio ci stanno ancora pensando?

Da ultimo un plauso a quanti hanno commentato con i post sulla pagina Facebook del sindaco sul tema ferrovia e soprattutto passaggi a livello. Essere informati, confrontarsi, esprimere consenso o dissenso, è la cultura democratica messa a frutto. Ascoltare la voce dal basso, chiunque esso sia, è sempre stata, nel mio vecchio mestiere, un’abitudine preziosa.

Luciano Corrado

IL SINDACO LETTIERI (FACEBOOK)– 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐨𝐯𝐢𝐚 𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐚 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚 𝐋𝐨𝐚𝐧𝐨

Il primo cittadino di Loano nella ricorrenza di San Valetino festa degli innamorati

L’episodio dell’ennesima auto rimasta bloccata tra le sbarre del passaggio a livello di via Stella ripropone un tema che come amministratori del territorio stiamo portando avanti da tempo: la necessità di superare definitivamente l’attuale assetto della linea ferroviaria nel Ponente ligure. Lo scorso ottobre, insieme ai sindaci del territorio, ho partecipato a Roma a un incontro con il Viceministro Edoardo Rixi e i vertici di RFI proprio sul progetto di raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Albenga (no fino ad Andora ndr), che prevede lo spostamento a monte della linea e l’eliminazione di 14 passaggi a livello tra Finale e Andora. Di questi, ben 6 insistono sul territorio di Loano e un settimo si trova al confine con Borghetto Santo Spirito.

La nostra città, suo malgrado, è spesso indicata come una delle principali cause dei ritardi sulla linea proprio per la presenza di numerosi passaggi a livello. Tuttavia è bene chiarire che non è il passaggio a livello di via Stella a generare i maggiori problemi operativi. Il punto più critico è quello situato all’ingresso dell’area portuale, dove negli ultimi due anni si sono registrati circa 44 guasti che hanno coinvolto 328 treni, producendo complessivamente oltre 7.400 minuti di ritardo.

Si tratta di un passaggio particolarmente ampio che, purtroppo, induce talvolta automobilisti imprudenti ad azzardare l’attraversamento quando le sbarre stanno per chiudersi. I sistemi di sicurezza ferroviari rilevano comunque la presenza di ostacoli e attivano automaticamente le procedure di blocco, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione ferroviaria. Per questo lo spostamento a monte della ferrovia rappresenta una scelta strategica per tutto il Ponente ligure. Loano, in particolare, ha chiesto e ottenuto che il nuovo tracciato sul proprio territorio sia realizzato quasi interamente in galleria — fatta eccezione per un breve tratto al confine con Borghetto Santo Spirito — riducendo in modo significativo l’impatto ambientale e visivo. Si tratta di un risultato importante, che consentirà non solo di eliminare definitivamente i passaggi a livello e migliorare l’efficienza della linea ferroviaria, ma anche di consegnare definitivamente alla storia una città che per decenni ha convissuto con i disagi e le pesanti ricadute della ferrovia sulla mobilità e sul traffico urbano.

Simone Delmonte

POST A COMMENTO- Simone Delmonte (Loano): Progetto di spostamento che tornerà per l’ennesima volta al punto di partenza, venendo rinviato sine die; stavolta bisogna rifare tutto dopo l’inserimento nel patrimonio UNESCO del pregevole contesto paesaggistico ambientale di Via Crispi a Pietra  Ligure dove eleganti capannoni e viadotti autostradali completano armonicamente la confluenza dello Scarincio nel Maremola, già avvistati pullman di turisti giapponesi commossi dalla vista poetica del tramonto sulla centralina dell Enel, altro che Camogli!!!

Gabriele Grassi

Gabriele Grassi (Loano)- In tutto questo,comunque sarebbe bastato un paio di sottopassaggi appunto al confine con Borghetto e porto,oltre che ce ne poteva stare benissimo uno, per entrare in Corso Europa e il problema era risolto.Un paese dove non si riesce a costruire niente o ci vogliono decenni, anche solo per decidere di fare qualcosa e pure trovare i soldi per farlo. E anche vero che in passato, facevano tanti lavori a cavolo e con materiali scadenti o dannosi, senza curare molto, ne l’impatto ambientale e altro, però almeno una via di mezzo. Oggi, non si riesce a fare niente, per spostare una ferrovia, un Aurelia bis, un ammodernamento di una autostrada, che ormai è ridotta a una tangenziale, per camion, sempre piena di cantieri, con traffico quintuplicato. Un Italia zoppa, dove nelle vite delle persone è diventato difficile vedere un opera qualsiasi realizzata (se non un evento ).Per fare altri esempi, una galleria tra Ceriale e Borghetto, o la famosa strada, che deve sbucare dalla S Pio X a Borghetto. Vedo solo una cosa costruire velocemente, quando si tratta di fare soldi e seconde case per pizza bianca (loculi di 35mtq a prezzi biblici e per non residenti o non accessibili ). Tirano su palazzine in una maniera che sembra di essere a Dubai, questo si.

Andrea Martoccia

Andrea Martoccia- Ciao Luca il non rispetto delle norme di sicurezza non è imputabile alla ferrovia e alle sue sbarre ma agli automobilisti che non rispettano il codice della strada. Penso che come amministratore e responsabile della sicurezza di Loano dovresti intervenire in modo tale che questi fatti non avvengano più.

Fabio Mina

Fabio Mina- Dovete modificare quella uscita, togliere l’attraversamento pedonale o mettere una sorta di semaforo, e dare precedenza in uscita girando a destra alle macchine che escono dal passaggio a livello. Se si intasa la rotonda più i 4 passaggi pedonali subito fuori dalla rotonda ti intrappoli dentro. Sarebbe da mettere obbligatorio lo svincolo a destra e creare una mini rotonda che permette di tornare indietro. Non è piu una coincidenza. Basterebbe mettere un timer su quando si chiudono le sbarre. Perché spesso si aprono e si chiudono dopo 30 sec

Giuliana Lomardi

Giuliana Lombardi- Basterebbe una cosa semplicissima, spiegare a chi prende la patente che quelle freccette per terra significano qualcosa, bisognerebbe imparare che non ci devono mai essere veicoli fermi, e le auto possono segnalare di girare a destra già prima del passaggio a livello,ho provato con un mio amico e se fossimo un po’ più rispettosi due macchine ci girano in rotonda ,ma non si può cedere il passo io ho la precedenza.

Cindy Vacca: Basta togliere la patente a chi non rispetta la legge.

 

 

In tutto questo,comunque sarebbe bastato un paio di sottopassaggi appunto al confine con Borghetto e porto,oltre che ce ne poteva stare benissimo uno,per entrare in Corso Europa e il problema era risolto.Un paese dove non si riesce a costruire niente o ci vogliono decenni,anche solo per decidere di fare qualcosa e pure trovare i soldi per  farlo.E anche vero che in passato,facevano tanti lavori a cavolo e con materiali scadenti o dannosi,senza curar molto,ne l’impatto ambientale e altro,però almeno una via di mezzo.Oggi,non si riesce a fare niente,per spostare una ferrovia,un Aurelia bis,un ammodernamento di una autostrada,che ormai è ridotta a una tangenziale,per camion,sempre piena di cantieri,con traffico quintuplicato.Un Italia zoppa,dove nelle vite delle persone è diventato difficile vedere un opera qualsiasi realizzata( se non un evento )Per fare altri esempi,una galleria tra Ceriale e Borghetto,o la famosa strada,che deve sbucare dalla S Pio X a Borghetto.Vedo solo una cosa costruire velocemente ,quando si tratta di fare soldi e seconde case per pizza bianca  ( loculi di 35mtq a prezzi biblici e  per non residenti o  non accessibili ) tirano su palazzine in una maniera che sembra di essere a Dubai,questo si.

1-Sul sito delle Ferrovie.it si legge, tra l’altro:  Trasformare i passaggi a livello di Loano in semibarriere e dar loro tempi di chiusura più consoni come nel resto del mondo?

2- Il progetto di nuova linea in questo tratto sembra davvero troppo distante dai centri abitati principali e dai principali attrattori… forse solo Alassio conserverebbe la stazione in un punto comodo per raggiungere a piedi buona parte della città, anche se la posizione mi sembra meno appetibile rispetto all’attuale… certo non voglio nemmeno sminuire troppo i problemi causati da tutti quei passaggi a livello…

3- Basta guardarsi intorno: quanto tempo rimangono chiusi i passaggi a livello in altre regioni/paesi? Perché a Loano deve esserci un passaggio a livello eterno e un approccio in stazione (direzione ponente-levante) che un bradipo è più veloce? Tanto per dirne due… Eppure COMUNQUE questa linea ce la terremo, mal contati, per dieci/venti anni… penso che varrebbe l’investimento.. e magari a Loano ci si renderebbe conto che il passaggio a livello non è poi tutto sommato così fastidioso…siamo nel 2016, su!!!

4- In realtà il problema dei p.l. di Loano non lo danno i dispari ma i pari per via della deviata a 60 con i p.l. che vengono chiusi quando il treno parte da Pietra Ligure, in direzione opposta non li chiudono finché il treno non è fermo in stazione, proprio per evitare di tenere il paese bloccato finché non si è completata la manfrina dell’approccio a 10kmh, infatti mi dicevano vari ferrovieri che si potrebbe risolvere il problema prendendo i treni con il verde ma non si può ovviamente aprire il segnale con i p.l. aperti verso Genova..insomma un gatto che si morde la coda.
5- Comunque il problema non sono solo i p.l. si vuol togliere la ferrovia anche per il rumore dei treni, per rivalutare il valore commerciale delle abitazioni che insistono lungo la linea, si vogliono ricavare parcheggi e pista ciclabile e poi.. perché Arenzano, Varazze, Noli, Ospedaletti, Sanremo, Taggia, Diano Marina sì e Alassio, Loano, Pietra no? Sarebbe un tantino disomogeneo uno scenario definitivo con il raddoppio a monte fino ad Andora e poi la tratta storica quindi di nuovo raddoppio a monte da Finale.
6- Se si vogliono spendere miliardi per una nuova linea, non si potrebbe spendere qualche centinaio di migliaio di euro (e non penso che serva di più) per sistemare questa situazione anacronistica? O forse, come sostengo da tempo, è più complicato perché non c’entrano i soldi, ma le menti di qualche capoccia di RFI e qualche regolamento da ferrovia delle macchine a vapore…. per fortuna che almeno l’Autofiori, seppur cara, ha un buon fondo e, salvo la stagione, è poco trafficata.

7- La politica di rfi (galleria Capo Mele) e di  Dtr Liguria (potenziamento offerta locale Ventimiglia-Savona, più fermate nelle varie Laigueglia, Borghetto, Borgio) va decisamente contro la prospettiva dell’abbandono della tratta. Anche il finanziamento della variante a spizzichi e bocconi per lotti di cui il primo è solo un intervento propedeutico alla viabilità di accesso al primo cantiere fanno capire che la Andora-Finale andrà per le lunghissime, probabilmente il primo finanziamento è stato inserito per tenere buoni i comuni come Loano e Pietra ligure facendo credere che il raddoppio si farà, ma la reale intenzione non solo di Rfi ma del Ministero delle Infrastrutture (ricordo la presa di posizione di Del Rio sulla non priorità dell’opera) è quella di: mettere a posto la tratta esistente (comunque la più veloce e favorevole della linea storica), sfruttare al meglio il doppio binario Loano-Albenga e accontentarsi del raddoppio Andora-Ospedaletti. D’altra parte è molto più urgente per questa linea finire il quadruplicamento Sampierdarena-Voltri…quando ci saranno soldi da spendere pian piano si farà anche la Andora-Finale.
COMMENTO SULLE SPIAGGE DI LOANO E SPOTORNO
Martina Stellinanera Burastero
Spotorno il sindaco ing. Fiorini al TG3 Liguria. Non è molto propenso alle interviste e spesso si nega ai giornalisti. Non è un esibizionista dei social. Il loanese Angelo Vaccarezza lo accusa di essere un aspirante candidato in Parlamento e che ha colto l’occasione per farsi pubblicità ignorando i giusti interessi dei Bagni Marini

Ecco Loano prendi esempio e evolviti anche tu (Luca Lettieri ndr) invece di continuare a ignorare gente come me che per anni ha fatto presente questo problema ma non è mai stata ascoltata.

Abolizione del suffragio universale- L’uomo che vedete nell’immagine si chiama Mattia Fiorini ed è il sindaco di centrosinistra di Spotorno, un piccolo Comune della Riviera ligure che fino a ieri deteneva un primato vergognoso: era la maglia nera d’Italia per spiagge libere.
A Spotorno il mare era un lusso per pochi: solo il 3,5% dell’arenile era accessibile gratuitamente a tutti. Il resto? Tutto cementificato da stabilimenti e vecchi privilegi. Ma il sindaco Fiorini ha deciso di dire basta. Con una delibera coraggiosa ha alzato la quota di spiagge libere al 40%, applicando finalmente la legge e rispondendo a quello che l’Europa ci chiede da anni con la direttiva Bolkestein.
E sapete cosa è successo? È scoppiata la rivolta. I balneari, sostenuti dalla solita destra, sono scesi sul piede di guerra. Gridano al “degrado”, parlano di “sicurezza a rischio” e paventano il crollo del turismo solo perché il popolo potrà finalmente stendere un asciugamano senza dover pagare cinquanta euro (quando va bene) per un paio di ombrelloni. Fiorini non si è fatto intimidire. Ha spiegato che le spiagge libere attrezzate non solo garantiranno il diritto alla balneazione per tutti, ma creeranno nuova occupazione e favoriranno l’imprenditoria giovanile attraverso gare trasparenti: “La spiaggia libera è un diritto di tutti e vogliamo garantirlo”. Quello di Spotorno è un esempio che dovrebbe essere seguito da ogni Comune costiero d’Italia. Qualcuno prenda appunti.

L.Corrado

L.Corrado

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