Nel Novecento, la comunicazione è un aspetto del progresso destinato alle élites, sia per la radio, che per il cinema che, infine, per la televisione, a partire dal secondo dopoguerra.
di Ezio Marinoni
Il film La spiaggia, diretta da Alberto Lattuada, ha portato alla notorietà Pontorno (Spotorno e Terrazzi, nell’immaginario collettivo degli Anni Cinquanta. Nel 2024 si è ricordato il settantesimo anniversario di quell’evento:
https://trucioli.it/2024/05/02/spotorno-settantanni-dopo-il-film-la-spiaggia-accende-lentusiasmo/
La storia del cinema, a Spotorno, oltre a quel momento di gloria, ha vissuto altri episodi eroici, che proviamo a ripercorrere.
Il Caffé Ligure era gestito da Gio Batta Gorgoglione, detto “U Lucandè“, pioniere cinematografico a Spotorno. Egli allestisce nel giardino verso mare il primo cinema estivo all’aperto, con lo schermo rivolto alla piazza e la cabina di proiezione vicino ai bagni Cerutti. “U lucandè” non si inventa nulla, si affida a quel che già hanno fatto altri con successo: cinema e caffé concerto (o café chantant). Tra un cortometraggio e una comica di Ridolini o di Ben Turpin, il gestore alterna arte varia, serve gelati, caffé e gassose.
Uno spotornese di adozione, Felice Aragno, nativo di Savona, svolge la sua attività di pianista, sotto gli schermi dei cinematografi, accompagnando le sequenze dei film muti con musiche adeguate a creare una piacevole o drammatica atmosfera. Sono gli anni del cinema muto e Spotorno si affaccia sullo schermo per la prima volta con un cortometraggio: Le avventure strtaordinarissime di Saturnino Farandola, girato sull’isola di Bergeggi, una presenza costante e immutabile nel paesaggio del golfo, uno scoglio carico di leggende e di storia medioevale; un luogo quasi mitico, che diventa una stravagante isola popolata di scimmie, nel film ispirato al libro di Albert Robida dal titolo Viaggi straordinarissimi di Saturnino Farandola (1879). Un libro di avventure dà il via a uno dei primi film di fantascienza: diviso in quattro episodi, viene prodotto dalla Società Anonima Ambrosio di Torino, interpretato e diretto dallo spagnolo Marcel Fabre, per la sceneggiatura di Guido Volante.
L’attività cinematografica estiva del Ligure prosegue per alcuni anni, fin che altri gestori provano a impiantare nuovi locali all’aperto. Uno di questi trova ospitalità nell’orto di fronte all’Hotel Vallega, già Villa Garda.
Nel 1928, Quintillio Massa apre il cinema estivo di via Manin. Lo gestisce per due anni, poi subentra Giuseppe Gorgoglione.
Nello stesso anno, Angelo Peruzzini, forse gestore dell’hotel Esperia, inaugura un nuovo cinema estivo all’aperto, sul retro dell’albergo, che rimarrà aperto fino al 1937/38. I1 luogo è accogliente e può ospitare un numeroso pubblico numeroso. L’attrattiva sono i film di breve durata, al termine dei quali l’orchestra invita i presenti ad aprire le danze sulla piattaforma adiacente.
Nelle fredde serate invernali, un gruppo teatrale locale richiama gli spotornesi a qualche ora di svago, recitando brevi comiche e atti unici in dialetto. Ne fanno parte Maria Marengo, sarta; Giuseppe Fazio, detto “Russettu“, falegname; Maddalena Baciadonne, detta “Manin“, commerciante; Cipriano Toso, parrucchiere, con la figlia Assunta; Maria Peluffo, infermiera. Il luogo delle recite è un seminterrato di proprietà della parrocchia, in via Manin, poi sede del Ricreatorio S. Filippo Neri, demolito negli anni 1964-65 per costruire la caserma dei Carabinieri.
Il Giornale di Savona del 2 dicembre 1933 dà notizia che a Spotorno, presso la sede del Dopolavoro Ferroviario, di cui è presidente Eugenio Barisone, capo stazione, viene proiettato un cortometraggio propagandistico.
Un altro pioniere della storia del cinema locale è Luigi Magnone, detto “Gigi il macellaio“, che apre una sala cinematografica nei locali della Società di Mutuo Soccorso Edilizia, in via SS. Annunziata, negli anni 1932/1933.
Nell’estate 1940, malgrado l’entrata in guerra, viene aperto il cinema Italia in via Aurelia, di fronte all’Istituto Buon Consiglio. Il locale confina a nord con via Foce, in parte occupata da una dozzina di trogoli, una copertura di tegole che rappresenta il posto privilegiato dei ragazzini spotornesi non paganti. Il cinema Italia riesce a mantenere la sua programmazione, nonostante le norme in vigore per l’oscuramento degli edifici. Giovanni Valle, da esperto operatore, escogita un intelligente e pratico sistema: realizza, davanti e dietro lo schermo, con una fitta trama di canne, una copertura che non fa filtrare la luce. Proietta, quindi, il film in trasparenza, da dietro lo schermo, anziché dalla solita cabina. L’accorgimento consente di gestire il cinema eludendo le norme imposte, fino a quando interverranno le più severe disposizioni del coprifuoco.
Durante la guerra nel cinema Mignon di via SS. Annunziata le proiezioni pomeridiane e serali si effettuano di domenica, si fa eccezione il sabato sera, per un pubblico formato quasi esclusivamente da giovani e donne.
Il comando tedesco della Marina, alloggiato all’Hotel Palace, requisisce in esclusiva la sala, per un pomeriggio alla settimana e proietta ai propri soldati film in lingua, con personale tedesco in cabina di proiezione. Qui Tilde Prato Canepa sostituisce la sorella Lina Prato De Maestri, la prima cassiera alle dipendenze della ditta Valle e Botta a Spotorno.
Durante la guerra, un cinema di Spotorno vive un fatto di sangue, di fronte all’Hotel Esperia.
Il giorno di Capodanno del 1945, durante una proiezione, gli spettatori odono alcuni spari provenire dall’esterno; molti fuggono, mentre un giovane entra barcollando nel locale, si siede su una poltroncina, appoggia la testa e un braccio sulla fila anteriore e si accascia: un proiettile gli ha trapassato il viso all’altezza della mandibola, ha il mento spezzato che gli tocca la gola. Il partigiano Angelo Pollero morirà in breve, dopo essere stato giustiziato dai fascisti della Controbanda di Calice. Una lapide lo ricorda, sul fianco dell’Hotel Esperia.
Intanto, l’Ariston attraversa alcune trasformazioni. In un primo tempo dispone di uno schermo concavo che consente una migliore visione; in seguito, subisce l’esproprio di una striscia di terreno per consentire la costruzione della variante a monte dell’Aurelia, che costringe i gestori a disegnare un nuovo spazio; il gestore Giovanni Valle, negli Anni Sessanta, progetta lo costruzione di un nuovo cinema a uso estivo e invernale, per soddisfare le esigenze turistiche di Spotorno; il progetto non verrà approvato in quanto non conforme alle norme edilizie. Per l’inverno, rimane il cinema Mignon, con 100 posti a sedere.
A ravvivare l’interesse per il cinema e a dare visibilità a Spotorno, come detto, arriva il regista Alberto Lattuada, nel 1953/4 con il film La spiaggia. Nel cast figurano Martine Carol, Raf Vallone, Valeria Moriconi, Mara Berni, Clelia Mаtania e Mario Carotenuto, attorniati da comparse scelte sul posto (Zaira Saccone Pendola, Anita Giudice Bertolotto, Luigi Veneri, Ugo Garzoglio, Francesco Peluffo, Elia Calvi, “Nino” Ciarlo, Piera Pisani). Le principali scene vengono girate tra l’Hotel Palace e la spiaggia prospiciente.
Agli Anni Settanta data la crisi più grave del cinema; dopo il 1975, si avverte un calo sensibile di spettatori. A Spotorno, c’è un ultimo tentativo, quasi disperato, di frenare la tendenza negativa. Giovanni Valle punta sul contenimento del prezzo del biglietto e sulla programmazione di pellicole di successo, ma i costi superano gli incassi e il declino diventa inesorabile.
Nel 1990 chiude il Mignon, unico cinema invernale, nel 1996 sarà la volta dell’Astro.
A posteriori, mi piace ricordare una attrice “locale”, Maria Luigia Fiumi, detta Migia, figlia del pittore Napoleone Fiumi (Londra, 1898 – Trieste, 1948), tra i fondatori del Premio Bagutta Spotorno del 1938 e 1939. L’artista e la figlia trascorrono le vacanze a Spotorno; quando la giovane recita nel film Alfa Tau del 1942, per gli spotornesi è come vedere una di loro sul grande schermo.
Sul tema del cinema e dei divertimenti a Spotorno, cfr. articolo di Trucioli del 24 aprile 2025 (Anno XIII Numero 84): https://trucioli.it/2025/04/24/spotorno-daltri-tempi-i-ricordi-di-un-torinese-3-cinema-allaperto-e-9-posti-per-ballare-le-ragazze-straniere/
Sempre sulla nostra testata, il 22 maggio 2025 (Anno XIII Numero 87) ho ricordato il mondo dell’ex Hotel Palace e il ruolo durante la realizzazione del film La spiaggia:
Ezio Marinoni
