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Spotorno spiagge Se si ignora la storia dei Bagni Marini vedi vaccarezza vedi Le suore deluse


Ormai ci stiamo abituando e si convive- Tra gli stabilimenti che rischiano, passando dagli attuali 34 bagni marini ai futuri 25 (il tutto per portare al 40% la quota complessiva di spiagge libere e libere attrezzate, come prevede la legge regionale), sarebbero (al condizionale perché il sindaco stesso nonostante le richieste non ha voluto lasciare la planimetria del litorale ai balneari, per ora è una bozza) gli stabilimenti “Nel Blu”, “Vela Azzurra”, “Aurora”, “Gino Garrone”, “Lord Nelson”, il “Torino Palace” (che verrebbe trasformato in una Sla) e il “Palace Beach” (in una spiaggia riservati agli alberghi).

 

 

 

19 1 26 turismo alta qualita-

Ha raggiunto ieri sera quota 2.500 la raccolta di firme lanciata online (su Change.org, con titolo “sosteniamo il turismo di qualità a Spotorno”) per chiedere al sindaco Mattia Fiorini di ripensarci e fare dietrofront sulla rivoluzione del piano spiagge che ha in mente. Rivoluzione che come noto prevede la cancellazione di nove stabilimenti balneari esistenti (sui totali 34 di oggi) per fare nascere nuove spiagge libere e libere attrezzate.
La petizione, promossa sul portale web da Ilaria Peluffo, fa leva non tanto sulla difesa dei Bagni marini in quanto tali, bensì sulla tutela di un target di turismo che con meno bagni e più spiagge libere gli spotornesi temono peggiori danneggiando di conseguenza immagine e mercato immobiliare della città.
«Viviamo in un luogo dove il turismo non è solo una fonte di guadagno, ma parte integrante nell’identità comunitaria – c’è chiarito nella spiegazione della petizione – La nostra economia locale si basa su un turismo di alta qualità, la proposta di ridurre la disponibilità delle spiagge gestite dai balneari per far spazio a nuove spiagge libere potrebbe danneggiare gravemente la nostra economia e la nostra reputazione come meta turistica sicura, svalutando anche il mercato immobiliare». E ancora: «Ridurre lo spazio per le spiagge gestite dai balneari potrebbe portare a un sovraffollamento delle aree rimanenti, con un peggioramento delle condizioni per i turisti e una riduzione complessiva della qualità dell’offerta turistica. Chiediamo alle autorità di riconsiderare questa decisione e di aprirsi ad un dialogo con le categorie interessate per trovare soluzioni che rispettino le nuove normative europee e che salvaguardino sia la qualità delle nostre spiagge che la sicurezza di chi le frequenta».
Il tutto mentre la discussione a Spotorno continua a incendiare gli animi tra chi sostiene la campagna dei Bagni marini e chi viceversa plaude al coraggio del sindaco Fiorini al grido di «è l’unico in Italia che sta tutelando veramente la possibilità di accedere al mare gratuitamente senza dover per forza pagare dazio ai bagni marini».

sINDACO 14 GENNAIO-

Il post di Mario Tozzi è un geologo, divulgatore scientifico, saggista, autore e conduttore televisivo: “Avvantaggiamoci sulla prossima stagione. Oggi a Spotorno solo il 10% delle spiagge è libero: una vergogna. Bravo sindaco!”

Si è svolta la prima riunione di condivisione della bozza del Piano comunale di utilizzo del demanio – le parole del sindaco Mattia Fiorini – percorso che porterà all’adozione del piano in consiglio comunale entro i primi di febbraio. Il testo sarà aggiornato tenendo conto delle osservazioni che perverranno dall’incontro e dal confronto col tavolo del turismo e

dall’assemblea pubblica che si terrà nei prossimi giorni».

E ancora il primo cittadino: «Successivamente, una volta adottato in consiglio, cittadini e imprese avranno 30 giorni di tempo per presentare proposte ed osservazioni. Tali contributi saranno poi discussi in consiglio e trasmessi in Regione per il nulla osta necessario all’approvazione definitiva».
Infine il sindaco precisa: «Delle 41 imprese sul demanio attuali si passerà a 40 imprese con la perdita solo di un’impresa in quanto aumenteranno le spiagge libere attrezzate che di fatto sono organizzate come veri e propri stabilimenti balneari con servizio di spiaggia e con tutti i servizi accessori compresi i servizi igienici, il chiosco bar, le docce fredde, la sorveglianza e la pulizia necessari per offrire il migliore servizio alla clientela». E conclude: «Inoltre, con l’apertura ai giovani che potranno partecipare al bando per l’assegnazione di un chiosco, daremo una risposta anche ai nostri ragazzi che cercano spazi».

SINDACO –  Fa un endorsement al sindaco Alessandro Gassman. Ma da Roma arriva anche il messaggio durissimo del vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio: «Un taglio con l’accetta per furore ideologico».

Lui, il sindaco, spiega che la questione è molto più articolata e non si esaurisce in una semplice discussione sulle percentuali e gli arenili liberi. «Il nostro primo problema – spiega il sindaco – è salvaguardare l’offerta turistica che arriva anche e soprattutto dagli stabilimenti balneari. Non è solo un problema di proporzioni fra concessioni, spiagge libere e attrezzate. La nostra Bandiera Blu va difesa».
Ma chi è Mattia Fiorini? Vigile del fuoco con una laurea in ingegneria dopo aver fatto nel Duemila il servizio militare nel Corpo, nel 2021 è stato riconfermato con la sua lista “Progetto Spotorno” spuntandola per 134 voti e poco meno del 54 per cento dei voti espressi. Classe 1979, nasce a Savona, vive a Vado ma torna ad abitare a Spotorno nella casa dove è nata e cresciuta la madre Agnese. Ama il rock, suona basso e chitarra, studia all’Università Ingegneria dell’ambiente.
Difende il suo progetto e rintuzza gli attacchi: non è una questione di ideologia, tutto si tiene. A partire dalla cura delle spiagge: «La questione non è averle libere, come numero, e lasciarle a sé. La spiaggia libera deve essere un diritto, ma un diritto di livello. Deve esserne garantita la fruibilità. Ci devono essere il salvataggio, la pulizia, le docce, i bagni. Un’esperienza positiva».
Fiorini non è stupito dalle polemiche: «Mentre gli operatori commerciali legati al turismo l’hanno vista come una questione di crescita, gli operatori balneari mi sembra che invece sperino ancora nella sopravvivenza con piccole proroghe che non danno respiro e risposte a nessuno. Questo mi spiace un po’».
 Spiega ancora Fiorini: «Conosciamo la realtà e abbiamo dedicato parte della bozza alla gestione di una spiaggia libera, ben sapendo da cosa partiamo». Un esempio? «Stiamo riallacciando i rapporti con le compagnie di trasporto passeggeri, come era avvenuto in epoca Covid. Già alla partenza devono comunicare che cosa si può fare a destinazione e cosa no. Niente tende e niente cucine sulle spiagge».
Il rischio degrado si affaccia. «Noi prevediamo la concessione a chioschi, le chiamiamo piattaforme commerciali, cioè bar, ristoranti che possano fare impresa e erogare questi servizi agli utenti della spiaggia libera». Il bilancio? «La prima fonte di finanziamento è la presenza dei chioschi. Se non bastassero, il Comune ha gli introiti delle due spiagge libere attrezzate. Più che sufficienti a garantire non solo un servizio di base, ma un servizio di livello». —
«Ho fatto la stessa presentazione dello scorso martedì agli albergatori e mi fa piacere che gli aderenti al Comitato del turismo abbiano recepito in maniera diversa quanto illustrato – spiega Mattia Fiorini -. Per cominciare un tema così delicato era necessario presentare una bozza su cui iniziare a ragionare. Sono due i punti fermi: la procedura di evidenza pubblica per l’assegnazione delle spiagge, voluta dalla normativa europea e dal Governo, e il 40% di spiagge libere e libere attrezzate, indicato dalla Regione. Noi le abbiamo pensate agli estremi del litorale, ma se ci sono motivazioni valide per spostarle altrove, ben vengano. Saranno prese in considerazione. Ci spiace che i Bagni marini abbiano percepito in maniera diversa ciò che è stato esposto».
E ancora il sindaco: «Il nostro obiettivo è che le spiagge libere e libere attrezzate siano dotate dei servizi essenziali, dai servizi igienici alle docce fredde, alla sorveglianza, al salvataggio ed alla pulizia. Sarà inoltre prevista una nuova illuminazione e la videosorveglianza, oltre a un presidio della polizia locale coadiuvata, tramite un accordo, dall’istituto di vigilanza. E poi anche di un servizio bar e di ristorazione con l’istituzione dei chioschi». E sottolinea: «Alle quattro Sla già esistenti, ne aggiungiamo due destinate alla clientela degli alberghi. Ma, se fossero considerate eccessive, può diventare una sola. Insomma, tutto può essere modificato e invitiamo pertanto le categorie a presentare le varie proposte».
Sempre Fiorini ha chiarito di avere in serbo un accordo con le compagnie di trasporto dei bagnanti che arrivano dal Nord Italia in modo che la clientela sia al corrente delle regole che saranno da rispettare sulle spiagge libere e libere attrezzate. «Non si potranno installare tende, non si potranno portare bottiglie di vetro né tanto meno pernottare – conclude -. Il tutto sarà garantito dalla presenza delle telecamere di videosorveglianza e dal presidio delle forze dell’ordine».
Intanto, il caso Spotorno approda oggi in Parlamento con un’interrogazione del deputato del gruppo Misto, Emanuele Pozzolo.
SENATORE CENTINAIO LEGA – Sul tema, che come detto è rovente e travalica i confini spotornesi, ieri è intervenuto anche Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e responsabile del dipartimento Turismo della Lega. «L’Amministrazione di Spotorno vuole tagliare con l’accetta il numero delle concessioni demaniali balneari, mossa solo da un furore ideologico che non tiene conto della struttura economica, dell’equilibrio occupazionale e della reputazione turistica della città – le sue parole – Il piano che il sindaco vorrebbe imporre rappresenta una fuga in avanti, basata su norme sulle quali è ancora in corso l’interlocuzione tra il nostro Governo e la Commissione europea. Capisco, quindi, il disappunto degli imprenditori balneari, che si vedono ancora una volta sotto attacco nonostante diano lavoro e creino ricchezza sul territorio».
È un elenco come detto ancora non ufficiale e neppure completo (non ci sono 9 stabilimenti ma solo 7) ma secondo i rumors non dovrebbe discostarsi molto da quello che l’amministrazione Fiorini ha in mente.
«Dalle slide che ci ha mostrato il sindaco nell’incontro di martedì in Comune – sottolinea il presidente dei Bagni Marini di Spotorno, Willy Vaggi – si evince che le spiagge che verranno spazzate via sarebbero queste elencate. Purtroppo senza la documentazione in mano non siamo riusciti a ragionare né sui tagli né sugli accorpamenti. Tramite l’avvocato abbiamo chiesto l’accesso agli atti, rimasto per ora inascoltato».
Intanto il sindaco Fiorini in un post pubblicato sui social ribadisce: «Le spiagge sono un bene pubblico sottoposto a leggi europee, statali e regionali che travalicano la volontà dell’amministrazione comunale. Quindi parlare di esproprio, come lo hanno definito i balneari, significa sentirsi padroni di un bene che invece è di tutti. Oggi e per tutto il 2026, 40 imprese gestiscono in concessione questo bene pubblico. Domani saranno sempre 40 con diversa caratterizzazione ma scelte attraverso gare pubbliche che premieranno la capacità imprenditoriale. L’occupazione e la qualità dell’offerta turistica».
Fiorini poi sottolinea che le gare tuteleranno l’occupazione ed in particolare la riassunzione del personale già presente. Ed a proposito della mancata condivisione del Piano, contro cui puntano il dito i balneari, sottolinea: «Il Piano interessa tutta la comunità. Dopo la presentazione della bozza ai balneari, il Piano sarà illustrato lunedì 19 gennaio, alle ore 11, al Tavolo del Turismo CLT, a cui ho invitato anche i commercianti, anche se non rappresentati da un’associazione e l’assemblea pubblica convocata per mercoledì 28 gennaio, in sala Palace, alle 21». —

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