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Specializzandi, turni oltre 70 ore e fuga dalle scuole di chirurgia


Un’inchiesta de La Stampa denuncia orari oltre i limiti di legge e scarsa pratica clinica. Il 30% degli specializzandi in chirurgia lascerebbe la scuola.

di Roberto Borri

Il dr. Giammaria Liuzzi segretario nazionale dell’ANAAO

Turni superiori alle 13 ore al giorno, oltre 70 ore settimanali e attività formative limitate dalla prevalenza di compiti amministrativi. È il quadro descritto da un articolo pubblicato su LA STAMPA, che riporta le segnalazioni di medici specializzandi, a partire dal Policlinico universitario di Modena, con riferimenti a situazioni analoghe in altre sedi.

Secondo quanto riferito nell’inchiesta, gli orari supererebbero il limite delle 38 ore [nel testo, compare, erroneamente, 40, Nota del Trascrittore] settimanali previsto dalla normativa Europea. I questionari anonimi inviati al Ministero dell’Università ed i cartellini timbrati documenterebbero la frequenza di turni prolungati e riposi non sempre garantiti.

Il Segretario Nazionale di ANAAO [Associazione Nazionale Assistenti ed Aiuti Ospedalieri, Nota del ITrascrittore] Giovani, Gianmaria Liuzzi, citato nell’articolo, segnala una ridotta attività pratica, in particolare nelle discipline chirurgiche. Il quotidiano riporta che circa il 30% degli specializzandi in Chirurgia abbandonerebbe la Scuola per il timore di non aver maturato un’esperienza operatoria adeguata al termine del percorso.

Il servizio richiama inoltre il confronto internazionale sulle retribuzioni. In Italia la borsa di specializzazione è pari a 22.700 euro lordi annui, valore inferiore a quello registrato in Paesi come Germania (36.000 – 45.000 euro) e Regno Unito (31.000 – 55.000 euro), secondo i dati riportati nell’articolo.

Nel pezzo si ricorda anche l’impatto del cosiddetto Decreto Calabria del 2018, che ha consentito a circa 5000 specializzandi dal secondo anno di essere assunti come Dirigenti Medici con contratto a tempo determinato [nel testo, compare, erroneamente, indeterminato, condizione questa che si può ottenere solo una volta conseguito il titolo di specialista, Nota del Trascrittore], mentre la restante parte dei Medici in formazione prosegue il percorso nelle strutture universitarie.

La denuncia riguarda non solo le condizioni lavorative degli specializzandi, ma anche le possibili ricadute sul sistema sanitario, in termini di attrattività delle Scuole di Specializzazione e disponibilità futura di specialisti in alcune aree critiche, come Chirurgia, Anatomia Patologica e Radioterapia.

Roberto Borri

2/ARTICOLO – GLI SCHIAVI SPECIALIZZANDI- 13 ORE AL GIORNO E PAGHE DA 5 EURO L’ORA

 

 


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