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Savona: cresce il malcontento per il cantiere sul Ponte di Santa Rita. Il sindaco rassicura


Il post facebook del sindaco di Savona Marco Russo -“Molti savonesi mi chiedono del cantiere sul ponte di Santa Rita che dura da molto tempo e sembra fermo, creando disagi alla viabilità e ai pedoni.

Il sopralluogo del sindaco e tecnici

“Quando si vede un cantiere apparentemente inoperoso sembra che nessuno lo stia curando. Quindi è giusto dare le opportune informazioni di quel che sta succedendo.

L’opera serve a completare l’allargamento del letto del Letimbro (a valle del ponte era stato fatto anni fa) per ridurre il rischio esondazioni.
Duranti gli scavi sono stati effettuati diversi ritrovamenti, anche relativi all’antico ponte, che hanno richiesto l’intervento della Sovrintendenza.
Fino ad oggi, dunque, i lavori sono andati a rilento, perché ogni ritrovamento doveva essere sottoposto all’esame degli archeologi. Attualmente la Soprintendenza sta opportunamente valutando le modalità di tutela rispetto agli ultimi ritrovamenti.
Questa mattina abbiamo avuto una riunione tecnica in cantiere con i progettisti, l’impresa, gli Uffici del Comune e l’Assessore Nello Parodi, per fare il punto sui lavori e programmare le future azioni, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni.
Il letto del Letimbro (a valle del ponte era stato fatto anni fa) lavori per ridurre il rischio esondazioni.

L’obiettivo di tutti è di prendere i lavori e completarli al più presto per restituire la strada alla viabilità e ridare ordine alla zona”.

NOTA DI TRUCIOLI.IT-

Già nel 1178 erano in corso i lavori di costruzione del “Ponte delle Pile” (denominato oggi “della Consolazione”) articolato su almeno 6 arcate posate su possenti pilastri di blocchi di pietra (simili a quelli delle antiche torri medievali ancora presenti a Savona).
Nel 1312 le arcate centrali del ponte furono travolte dalla piena disastrosa del torrente Letimbro.
Il ponte fu ricostruito,  ma il letto del torrente fu ristretto con due argini e fino alla nuova disastrosa alluvione del 1858 fu un ponte con solo due nuove larghe e alte arcate, visibili in un bellissimo disegno degli anni Quaranta del XIX secolo.
Le altre quattro arcate rimasero invece conservate nei terreni ai lati del Letimbro e continuarono a sostenere le rampe d’accesso al ponte, sia verso il centro storico di Savona, a Levante, sia verso la chiesa degli Agostiniani,  a Ponente.
Con le successive evoluzioni urbanistiche dell’Ottocento e del Novecento, le altre tre arcate medievali del ponte (e relativi piloni) rimasero interrate nel terrapieno delle Ferrovie. 
Dal 2005 si pose l’esigenza di allargare l’argine di Levante del torrente Letimbro e nel corso dei lavori del periodo 2005-2015 fu portata alla luce la prima di queste campate, che fu poi però rimossa per la realizzazione di una nuova campata dell’attuale “Ponte della Consolazione “.
La nuova campata del ponte fu realizzata nel 2018 e da allora  pedoni e macchine vi transitano sopra.
Negli ultimi mesi del 2025 sono ripresi i lavori per allargare l’argine del torrente a monte del ponte ed è stato portato alla luce un bellissimo pilone del ponte in stupendi blocchi di pietra squadrata e l’arcata che il ponte sostiene.
Da mesi le associazioni culturali savonesi lanciano appelli al sindaco di Savona e alla Soprintendenza Archeologica affinché questi antichi resti del ponte siano conservati e non vengano demoliti e le rovine non finiscano in una discarica di inerti.
Queste le associazioni: A Campanassa, “Aemilia Scauri”, Italia Nostra, Istituto Internazionale di Studi Liguri e Società Savonese di Storia Patria.
Queste associazioni il 16 febbraio scorso  hanno avuto un incontro col sindaco e con l’assessore ai Lavori Pubblici, chiedendo con forza che gli antichi resti siano salvati, anche a costo di rimuoverli dal letto del torrente e ricollocare in un luogo prestigioso della città.
Questo mercoledì mattina vi è stato un sopralluogo tecnico-politico nel cantiere per decidere quali soluzioni approvare: erano presenti il sindaco, l’assessore e il dirigente Lavori Pubblici del Comune di Savona e i due progettisti del nuovo argine, ing. Paolo Gaggero e ing. Russo.
Si spera che dall’incontro di ieri si sia deciso di salvare in qualche modo gli antichi resti ed evitare nel modo più  assoluto che il tutto sia distrutto.

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