Marco Travaglio- Ci scusiamo per aver scritto che né l’Ue né i governi europei né i ministri meloniani né i loro reggipalle “riformisti” hanno detto una parola chiara sull’attacco criminale di Usa e Israele all’Iran.

Quando il Fatto Quotidiano era già in stampa, i suddetti tartufi hanno scandito parole chiarissime: ma a favore dell’aggressione a uno Stato sovrano, spacciata per “attacco preventivo” (per prevenire non si sa cosa) ;e contro le legittime rappresaglie del Paese aggredito. Ecco la presidente del Parlamento Ue, tal Metsola: “Gli attacchi del regime iraniano contro i paesi del Golfo sono ingiustificabili e imperdonabili. Il regime iraniano deve astenersi da qualsiasi ulteriore escalation contro Stati del Golfo, Israele o cittadini europei o statunitensi”.
Quindi, se Usa e Israele, violando l’abc del diritto internazionale, sterminano un capo di Stato e centinaia di civili, incluse 148 bambine e ragazze nella loro scuola per liberare le donne iraniane dal velo, è cosa buona e giusta; se invece il Paese aggredito risponde con una rappresaglia pienamente legittimata dal diritto internazionale contro gli aggressori e i loro complici, è un peccato mortale.
Alle giovani trucidate dai liberatori pensa però una dei tanti vicepresidenti del Parlamento europeo, tal Picierno, ovviamente del Pd: “Viva l’Iran libero… Quando viene deposto un dittatore (le hanno detto che Khamanei è stato deposto, ndr), è sempre un giorno di festa per il mondo libero… nel nome delle bambine, delle ragazze e delle donne minacciate, torturate e assassinate da un regime criminale” (par di sentirle, le loro urla di giubilo da sottoterra).
Poi naturalmente tutti a sanzionare l’aggressore Putin perché ha imparato da noi; e ad armare l’Ucraina aggredita (non a caso Zelensky plaude entusiasta agli aggressori dell’Iran, con le stesse parole che Putin usa per lui).
A proposito: quando parte la prima fornitura di armi e missili a lunga gittata all’esercito iraniano aggredito? Vorremmo tanto chiederlo al ministro Crosetto, ma purtroppo è impegnato a rientrare da Dubai, dove villeggiava durante l’attacco senza avvertire i servizi segreti, cosa peraltro inutile visto che né quelli né la Meloni erano stati avvertiti dall’alleato privilegiato (che pare si sia scordato persino di Di Maio, “inviato speciale della Ue nel Golfo”).
Si conferma così il ruolo fondamentale dell’Italia come ponte fra Trump e Ue, grazie anche alla decisiva presenza di Tajani nel Board of Peace in veste di osservatore-finanziatore, cioè di guardone-pagante. Purtroppo le migliaia di italiani bloccati nei Paesi del Golfo, fra cui la cantante Big Mama, non hanno la fortuna di chiamarsi Crosetto che torna in Patria con un aereo militare quale ministro della Difesa e restano lì, sotto i droni e i missili iraniani, grazie alla squisita premura degli “alleati”. Con amici così, che bisogno abbiamo di nemici?
Marco Travaglio
(articolo condiviso dall’arch. Cristina Vignone pietrese-alassina collaboratrice del blog Trucioli.it)
NOTA DI TRUCIOLI.IT– Noi vogliamo insegnare con 60 anni di mestiere di giornalista, semmai ci siamo sforzati di imparare con un sempre attuale insegnamento: ascoltar e leggere più fonti, commenti, meglio se documentati. Mai preteso che le nostre idee debbano essere condivise a priori. O di possedere la verità di fronte alle critiche. Ebbene la lettura dei media, delle Tv con programmi di inchiesta ed approfondimenti, ci hanno portato ad una conclusione. L’esercito di Israele e soprattutto l’opera, senza rivali del mondo, dei servizi segreti perché non hanno ‘eliminato’ tutti i capi del terrorismo medio orientale? Quelli dell’Iran con il loro sanguinario despota? Non poteva e ne sono in grado come dimostrato negli ultimi tre anni fare tabula rasa dei vertici del cancro terrorismo. Perché si è atteso tanti anni a tollerare e fare affari con il demonio iraniano e il suo atroce circolo?
Perché la ricca America di Trump ha ignorato che Netanyahu primo ministro da 17 anni– sotto processo per corruzione, con due ministri di ispirazione e comportamenti neo nazisti verso innocenti coloni palestinesi- ha finanziato segretamente le frange terroristiche di Hamas? Con quale scopo finale? E quali risultati? A chi faceva comodo? Tutte ‘verità’ che si sono lette in anteprima su quotidiani israeliani meno conservatori.
Si poteva dare la caccia molto prima, come è invece avvenuto, ai capi del terrorismo in Iran, Striscia di Gaza, in Libano, in Iraq, in Siria, in Yemen; si sarebbe risparmiato anni di guerra, la morte, il ferimento, le mutilazione di oltre 50 mila bambini palestinesi (moltissimi rimasti orfani). Una comunità molto più istruita di tante altre, costretta a convivere sotto il regime di Hamas, peraltro vittorioso alle elezioni. Si sarebbe evitata la distruzione a tappeto di città e villaggi, fare vittime altri 150 giovani studenti nel bombardamento sulla capitale dell’Iran. Oltre alle decine di migliaia assassinati dalle spietate guardie della rivoluzione durante le rivolte di popolo, l’ultima a gennaio.
Perché spendere miliardi di dollari per la ricostruzione di città rase al suolo in guerra, anziché destinarli a milioni di bambini/e bambine che nel mondo muoiano di fame, di stenti, di malattie per mancanza di cure. E ancora bambini/e ridotte in schiavitù. Risolvere la catastrofe dei migranti per fame. Finanziare progetti – annunciati e poi ridotti al minimo- per i poveri, per una maggiore giustizia sociale. Infine promuovere la ‘cultura della pace‘ ignorando gli appelli quotidiani, coraggiosi, della chiesa cattolica, di Paolo VI, Francesco e Leone XIV. Solo per citare gli ultimi tre, senza dimenticare i predecessori apostoli di pace’.(l.c.)
