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Liguria e Basso Piemonte

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Albenga, il presidente Taboga rivela: “Ecco le 20 firme che 30 anni fa non volevano la stazione a Bastia ma il raddoppio in sede”


A Borghetto S. Spirito, sabato scorso, un incontro di cittadini, associazioni, rappresentanti del Comitato Territoriale di Albenga, un’eurodeputata dell’Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e un consigliere regionale dello stesso partito, unici rappresentanti politici presenti con il sindaco Canepa (altri colleghi non si sono mai presentati alle assemblea informativi in cui si è discusso del progetto ‘binari a monte e soppressione di stazioni, alternative”), edizione 2026, firmato dal presidente Bucci.

Utile premettere a chi non fosse ancora a conoscenza, che tutti i sindaci e i consiglieri comunali  di maggioranza e minoranza, da Finale Ligure ad Andora, hanno condiviso il mega progetto da 3 miliardi di lire, ma per le Ferrovie dello Stato la spesa prevista è di 2,5 miliardi, per altri intervistati dal Secolo XIX arriverà a 5 miliardi. Ha fatto eccezione, fino ad oggi,  il sindaco di Pietra Ligure (De Vincenzi) che ha accolto la proposta della minoranza consiliare (Carrara, Negro, Orsero), di non essere contrari purché venga realizzato un tracciato più a monte (per la presenza di reperti storici nel sottosuolo e la salvaguardia delle ultime realtà agricole-vivai) rinunciato alla ‘fermata’, non essendo più prevista la stazione.  Proposta approvata ben tre volte dal parlamentino locale. In giunta e in maggioranza ci sono anche esponenti del Pd.

LA RIVELAZIONE DOCUMENTALE DI GIANLUIGI TABOGA (PRESIDENTE ONORARIO DI ASSOUTENTI, TRA I POCHI  RIMASTI IN VITACHE HANNO SEGUITO TUTTE LE FASI DELLA ‘FERROVIA STORY’ A PARTIRE DAL 1967. 

Gian Luigi Taboga, si direbbe un ‘passionario’ che dal 1967 segue la ‘ferrovia story’ tra Andora e Finale. E’ tra quelli che ha avanzato diverse proposte senza arroccarsi sulle sue posizioni o fare il ‘salto della quaglia’

Taboga, presente tra i relatori (il secondo Davide Michelini) ha spiegato i motivi del grave danno e sconvolgimento del territorio con l’attuale progetto ormai in attesa dell’ultimo passaggio alla Conferenza dei Servizi deliberante.  (Vedi interventi su latro articolo del blog).

Taboga custodisce una raccomandata con ricevuta di ritorno inviata il 13 ottobre 1995,  al Presidente del Consiglio, Lamberto Dini, al ministro dei Trasporti, a quello dell’Ambiente, al Presidente della Regione Liguria,  al Presidente della Provincia. Venti i firmatari. Cinque Comitati, la sezione Coldiretti di Albenga, lista civica,  WWF, Lega Ambiente Verdi, Italia Nostra,  Partito Popolare, Lega Nord, Lega Italiana, Lista Civica, Confederazione agricoltori (CIA), Unione Provinciale Agricoltori.

Chi sono i firmatari coerenti con quella firma a sostegno e chi si è ‘pentito’ ed è passato dall’altra parte, ovvero sì al trasferimento dei binari, si a sacrificare 100 ettari di terreno agricolo, soprattutto ad Albenga. Se la Coldiretti inizialmente era contraria al raddoppio in sede e favorevole al tracciato a monte, negli ultimi tempi ha motivato il suo no e condiviso la battaglia di trasferire la stazione a Bastia d’Albenga. Ma non è stata seguita dalla CIA (ispirazione di sinistra) e dalla Confagricoltura che da contraria ha cambiato ‘bandiera’. Il partito della Lega Nord di Bossi e poi con il sindaco Guarnieri erano tra i contrari, ora i leghisti si sono allineati con gli alleati del si al trasferimento. Anche Italia Nostra ha cambiato  il suo no iniziale. Non sono favorevoli i rappresentanti dell’Associazione Italiana Centri Giardinaggio.


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