Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona che sorpresa! “Confezioni Vignolo” da 79 anni fedele alla tradizione. Con 12 mila capi senza pari in provincia di Savona e nel Basso Piemonte


Il commercio in crisi, negozi che chiudono. Savona che era la piccola ‘capitale’ dell’abbigliamento e che, negli anni, ha visto la cessazione di attività e di qualità. Attraevano clienti del savonese, del cuneese, del genovese di ponente. E’ rimasto un solo ‘marchio’ di famiglia, ‘Vignolo  Confezioni’, in centro città, tre generazioni.

di Luciano Corrado

Adriano Vigno una vita dedicata al negozio

Il negozio Vignolo, di via Guidobono, dall’esterno non ha nulla di appariscente, privo di un’ampia vetrina, all’interno luci soffuse, si direbbe poco invitante. Invece, varcata la soglia, si scopre una sorpresa dopo l’altra. Un patrimonio che si aggira sui 12 mila capi. Una scelta che ormai non ha pari, né concorrenza in provincia di Savona, nel Basso Piemonte, nel ponente  di Genova. Riservato quasi ai residenti. L’eta media degli acquirenti va dai 7 ai 40 anni. Ma la clientela più affezionata e di una certa fascia sociale è quella della terza età. E una volta che provi questo o quel capo, è difficile resistere a non fare acquisti non previste.

Un’insegna di prestigio per la città di Savona, un punto di riferimento da chi proviene dalla Riviera. Ebbene non pochi quelli che possono testimoniare. Da Andora a Varazze, in Valbormida, oltre i confini regionali, nonostante centinaia e centinaia di negozi e boutique per abitanti e turisti, manca la scelta per molti capi d’abbigliamento che non seguono le mode e l’attività beneficia delle novità,  dell’ultima moda che cambia ad ogni stagione.

Vignolo ha scelto un’alternativa unica nel contesto della scelta. Qui non solo collezione completa di abiti uomo e abbigliamento raffinato. I capi mantengano le tradizioni di vestirsi senza tenere conto della continua rivoluzione della moda. Ma forse l’aspetto più ‘prezioso’ è  quella che si potrebbe definire una scelta a 360 gradi in termini di misure, di colori (nulla di sgargiante), non solo di indumenti che si sono evoluti nel tempo, spesso tramandati di generazione in generazione, e che riflettono le tradizioni locali, i valori sociali e, talvolta, lo status sociale o lo stato civile di chi li indossa. Miglia di abiti, giacche, pantaloni,giubboni, cappotti, maglie e maglioni, camice, la lista è lunga. Il trend è quello della qualità, dunque niente prezzi da mercato, niente saldi, qualche mini sconto a seconda della spesa. Una sarta d’esperienza per adattarli perfettamente alle misure del cliente.

Ad accogliere gli acquirenti, i clienti, un gentilissimo Adriano Vignolo, 67 anni, che dall’abbigliamento si capisce che è allergico alla moda. “Ho iniziato a fare pratica nel negozio dall’età di  11 anni, ho presto abbandonato gli studi, una vita direi per il negozio e di conseguenza un buon baglio di esperienza e professionalità soprattutto con i rappresentanti della case di moda e in qualche caso direttamente in fabbrica. Anch’io mi sono evoluto seppure da tradizionalista. Non conosco gli hobby e le ferie e sono stato sposo per meno di un mese, forse per colpa mia. Più ore al lavoro che da marito”.

I Vignolo aprirono il primo nel negozio nel dopoguerra con Adriano, poi toccò al popolare Lorenzo, ora 88 enne, infine Adriano ultimo testimone del tempi forse il decano del savonese dell’abbigliamento. “Oggi non c’è più stagione, almeno per la mio mestiere. Credo di non aver sbagliato nell’indirizzo commerciale, nell’offerta tradizionale. Clienti savonesi, Basso Piemonte, Genova e pure Lombardia, di questi tempi bisogna accontentarsi, puntare sul rapporto qualità-prezzo, rendendomi conto che la mia clientela è quella medio alta, la medio bassa non ha rinunciato. Non nascondo che provo un senso di orgoglio quando entrano i fedeli clienti di famiglie di Savona che hanno un certa nomea e posizione sociale. Non chieda i nomi.”

Lei resiste, investe, tanta passione, ma per altri gli affitti sono quasi proibitivi. Adriano Vignolo che non difetta di loquela: “Certo il rapporto spese e utili non lascia scampo se non sei proprietario dei muri, in particolare nelle zone più centrali e di passaggio. La crisi nel suo complesso ha finito per dirottare chi non risparmiava in abbigliamento, i consumi sono destinati ad altro. Penso agli week end, al ristorante, alle spese complessive della casa, a chi non ha più i suoi ‘vecchi’ su cui contare.”

E gli anni da dimenticare? Vignolo: “Il 2025, almeno per me. Mio papà mi faceva presente che neppure dopo la guerra si è incassato così poco. Una data storica per le Confezioni Vignolo. Dimenticavo che i commercianti in genere devono far fronte ad una tassazione che si è fatta davvero vorace. O hai incassi decenti decenti oppure ti fai dei debiti e finisce per chiudere. Da giovane invidiavo i miei concorrenti: Giannetto, Ivaldi del City Club,  Meraviglia, Magi, Panizza, Sampier, Dress, a Cairo Anna Mode, ad Albenga Buzzoni, direi che in tutta la provincia si contava 30-35 negozi  che ci scrutavamo per primeggiare. Davvero altri, altri tempi e le giovani generazioni non possono sapere”.

Luciano Corrado

 

 

 


L.Corrado

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