Chissà se un giorno i media Tv regionali, i quotidiani liguri, i social media, sveleranno i dati di come è cambiato il peso abitativo dell’ultimo ventennio lungo la stretta fascia costiera. Ad iniziare dai centri storici. Gli antichi e grandi alloggi, gli edifici unifamiliari moltiplicati in migliaia monolocali, bilocali, trilocali per seconde case disabitate per molti mesi all’anno. Un monstrum in rapporto alla superficie disponibile.2/Affitti in nero e lavoro sottopagato. Il lato oscuro del turismo in Liguria emerge da un’inchiesta del Secolo XIX.



Dai centri storici alle prime aree interne ‘tappezzate’ di palazzi, palazzoni che in certe località – in assenza dei primi piani regolatori- le distanze erano fissate dal codice civile. Gli strumenti urbanistici che si sono susseguiti non hanno tenuto conto, se non in rarissimi casi, di una saggia espansione, di uno sviluppo che non finesse per sconvolgere città e spazi pubblici a misura d’uomo.
Siamo arrivati al pieno caos nel sistema viario urbano, ad un’Aurelia ridotta a traffico infernale, ad un gigantesco divario nel fabbisogno di parcheggi pubblici che si è tradotto nella ‘tassa di sosta’ perenne (inizialmente riguardava solo la stagione estiva, ora è no stop) che rimpingua soprattutto le casse comunali caratterizzate anche da spese clientelari. L’unica città balneare esente da ‘colonnine‘ è Andora dove l’edilizia ha fatto la sua parte, ma il tessuto complessivo non impone il ‘mercato orario‘ dei posti auto.
E da qualche anno gli sponsor delle ristrutturazioni con aumenti di volume grazie al Piano Casa della Regione, gli elargitori di varianti ad hoc al Puc, della ‘razzia’ degli appezzamenti di terreni risparmiati dal cemento, nascondono ai cittadini gli standard di saturazione. Migliaia di bilocali e trilocali si affittano per soggiorni più brevi che lunghi e il prezzo del soggiorno si basa sui posti letto. Da 4 a 6 a 8 ‘turisti’ in bilocali soprattutto. Con un aspetto che si tace. Prima che gli strumenti urbanistici impedissero i monolocali (28 mq. per una persona?), elevando le superfici minime a 38 mq (due persone?), ma dipende anche da quanto previsto dai regolamenti edilizi comunali. Ebbene chi prende in affitto i monolocali datati? Sono cittadini perlopiù del sud est asiatico, ma non solo. Che per far fronte al ‘caro affitti‘ privilegiano i monolocali occupati da famiglie di due, tre, quattro persone. O anche soggetti singoli (più di uno e fino a 6 come è già stato verificato) che con amici si dividono le spese. Si tratta soprattutto di extracomunitari che hanno trovato un’occupazione, un lavoro in Riviera.
Non è tutto. Si tace che con le nuove metrature consentite e autorizzate, per ogni alloggi è obbligatorio un posto auto. Benissimo. Perchè ignorare che ormai gli occupanti vacanzieri dispongono anche di due, tre vetture. Stesso discorso per l’uso dei proprietari della casa al mare e non residenti. Ci sono i genitori, i nonni, con i figli adulti e i nipoti che dispongono, a loro volta, di più vetture. Ecco come si supera ogni razionale pianificazione, come si produce l’affollamento di auto, le conseguenti gravi carenze, dove più e dove meno (casi rari) necessità di parcheggi pubblici. Ci sono proprietari di piccole e medie aree in centri urbani che hanno demolito vecchi magazzini per creare parcheggi dati in affitto, anche per periodi brevi, con una rendita assicurata.
Una testimonianza. “La settimana scorsa ho fatto una call con il WWF Svizzero e Francese. Il titolo un po’ strano ma curioso “Evaporazione delle macchine”. Diversi studi universitari da anni si occupano del problema del traffico. Gli esempi presentati dimostrano come risolvere il problema. Eliminazione dei parcheggi, diminuzione delle carreggiate e le piazze a parcheggio trasformate in parchi. Ora hanno un pullman ogni 3 minuti, hanno reso le città più vivibili senza inquinamento, rumore e incidenti. Alla fine ho parlato di quello fatto in provincia di Imperia che vogliono fare nel ponente savonese con i binari a monte. Stanno organizzando una nuova call perché vogliono utilizzare la nostra realtà come esempio negativo da non imitare a livello Europeo”.
COMUNICATO STAMPA – 18 FEBBRAIO 2025- URBANISTICA, SEMAFORO VERDE ALLA SPERIMENTAZIONE DEL PIANO SERVIZI E INFRASTRUTTURE. ASSESSORE REGIONALE SCAJOLA: “INSIEME AI COMUNI, STRUMENTI MODERNI PER LA LIGURIA DEI PROSSIMI 30 ANNI”
GENOVA. Via libera da parte della Regione Liguria alla sperimentazione, condivisa con i Comuni, finalizzata alla redazione e all’emanazione delle linee guida del Piano dei Servizi e delle Infrastrutture (PSI). Si tratta di un passaggio fondamentale, propedeutico alla successiva approvazione del Piano territoriale regionale (PTR).
A lavorare sulle linee guida, con la regia e la condivisone dell’ente regionale, saranno in particolare i Comuni di: Genova, Albisola Superiore, Santo Stefano di Magra, Savona, La Spezia e Taggia. Questi Comuni hanno, infatti, espresso la propria intenzione a partecipare alla fase sperimentale durante i vari incontri tenuti dall’assessorato all’Urbanistica, rappresentato dall’assessore Marco Scajola e dai tecnici regionali, per illustrare le peculiarità dello strumento.
“Siamo di fronte a una nuova, importante, tappa di un lungo percorso tecnico che abbiamo intrapreso con coraggio e che ci porterà all’approvazione del PTR – spiega l’assessore Marco Scajola -. La legge regionale dispone che le linee guida per la redazione del PSI siano elaborate in collaborazione con i Comuni, prima dell’approvazione del PTR. Così faremo per un periodo di un anno con l’obiettivo di redigere punti chiari contenenti tutti i criteri e le modalità necessarie alla redazione del PSI stesso. Parliamo di strumenti urbanistici di governo del territorio all’avanguardia che semplificheranno la vita dei Comuni, ma anche dei cittadini e dei professionisti del settore garantendo un nuovo sviluppo alla nostra Liguria che punti, in primis, sul recupero dell’esistente. Sono certo che, insieme ai Comuni coinvolti che hanno dato la propria disponibilità, porteremo avanti un operato di assoluto livello costruendo una base solida per estendere poi, a tutto il territorio, quanto prodotto”.
2/LIGURIA:AFFITTI IN NERO E LAVORO SOTTO PAGATO. LA PIAGA DEI CONTRATTI PIRATA: 5€ L’ORA
3/Alberghi e i villaggi turistici della Liguria, nonostante le chiusure, in 10 anni 35,9% di dipendenti in più. I posti letto aumentano del 45% negli appartamenti in affitto. Lotta all’abusivismo che raggiunge cifre incontrollabili fino ad ora.
Liguria. “Il confronto tra gli alberghi e le formule alternative restituisce un risultato impietoso. Negli ultimi dieci anni, gli alberghi e i villaggi turistici della Liguria, pur in presenza di una riduzione della capacità ricettiva, hanno aumentato notevolmente il numero dei dipendenti (più 35,9%). E’ il chiaro segno di un settore che investe sulla qualità dei servizi e del lavoro. Per converso, negli appartamenti in affitto e nelle formule analoghe si registra un risultato opposto: mentre i posti letto aumentano del 45%, diminuisce il numero dei lavoratori (meno 10%)”. E’ quanto affermato stamani da Alessandro Nucara, direttore generale Federalberghi nazionale, nel corso del convegno “Legalità e Innovazione: le fondamenta per il futuro del turismo in Liguria” tenutosi al Palazzo della Borsa di Genova. Sul tema cruciale del contrasto all’abusivismo, Nucara ha aggiunto: “Fortunatamente, adesso c’è uno strumento nuovo: la banca dati delle strutture ricettive, che censisce tutte le strutture e può aiutare a individuare quelle borderline. Ma la registrazione nel data base è solo il primo passo. E’ importante che gli organi di vigilanza facciano buon uso di queste informazioni, per mettere a fuoco quel che accade all’interno di queste attività”.
Il convegno è stato promosso dall’Ente Bilaterale Territoriale del Turismo di Genova e Provincia insieme a Confcommercio Genova e ai Sindacati dei lavoratori e ha visto la partecipazione delle principali Istituzioni regionali e comunali, della Camera di Commercio e dei rappresentanti nazionali di Confcommercio, Federalberghi e delle organizzazioni sindacali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL, con l’obiettivo di individuare priorità operative per il territorio, in un momento in cui il turismo ligure è chiamato a consolidare i risultati raggiunti puntando su legalità, innovazione e qualità del lavoro come condizioni strutturali e integrate di sviluppo.
Il confronto alla Borsa si è concentrato sulla legalità ma anche sulla qualità del lavoro, con l’obiettivo di rafforzare le azioni sinergiche contro il dumping contrattuale, ovvero l’applicazione di contratti collettivi meno rappresentativi, cosiddetti “pirata”, che prevedono salari inferiori fino al 30% rispetto ai parametri dei contratti leader, svuotando di valore il lavoro e trasformando l’accoglienza in una corsa al ribasso che penalizza professionisti e territori.
“Il dumping contrattuale altera il mercato e penalizza le imprese che rispettano le regole – ha evidenziato Alessandro Cavo, presidente Confcommercio Genova e Confcommercio Liguria -. Applicare contratti meno rappresentativi con salari fino al 30% inferiori significa comprimere il costo del lavoro e scaricare il vantaggio competitivo sulla riduzione dei diritti. Non è questa la strada per un turismo solido. La qualità passa da contratti corretti, formazione e stabilità occupazionale. In questo senso è bene ricordare che l’ITS Turismo della Liguria è uno strumento strategico per costruire professionalità adeguate alle esigenze delle imprese. L’obiettivo è coniugare crescita dei flussi e qualità dell’occupazione, rafforzando la collaborazione tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali”.
