Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Da Peagna a Vispa di Carcare: la “casa vacanze” (120 posti letto) per profughi è in vendita? Per la Diocesi, proprietaria della struttura, è da anni un debito


Polemiche, titoli sui media locali e social media, post social per il nuovo centro di accoglienza di immigrati a Vispa di Carcare. Ma per quale ragione nessuno ha citato che una ventina di profughi proviene da Peagna (e non dal capoluogo Ceriale). Sono oltre 20 anni che la frazione collinare ospita migranti. L’edificio è della Diocesi di Albenga-Imperia che ha affittato l’immobile, con grande parco, a cooperative. Fino ad oggi se ne sono succedute tre. E ora si fa avanti l’ipotesi, non smentita dalla Curia, della vendita dello stabile.
I profughi  di diverse provenienze, solo uomini, soprattutto giovani, si trovano nella CASA DI SPIRITUALITA’ SANTA MARIA BEL FIORE- 120 posti letto,camere, cappella, sala conferenze da 100 posti, 3 sale riunioni, sala da pranzo, ascensore, cucina attrezzata per l’autogestione, accessibilità per disabili, parcheggio, parco, spazio per attività. L’immobile è datato di fotovoltaico. Trucioli.it il 2 febbraio 2917 aveva pubblicato un servizio (vedi…..). L’ordine di trasferimento di profughi da Peagna a Vispa di Carcare è stato comunicato dalla prefettura di Savona al Comune di Ceriale. Finora non è stata resa nota la motivazione e su quale base si siano stati quelli trasferiti. Si possono fare per ora solo ipotesi.

La casa vacanze e della spiritualità Santa Maria Belfiore di Peagna è l’edificio bianco a sn che si trova nella parte alta del paese. Il CAS è gestito dalla Fondazione Comunità Servizi (Caritas Savona) in collaborazione con la Cooperativa Sociale Progetto Città
Ha mantenuto il nome del fondatore Villaggio Santa Maria Bel Fiore, oggi casa vacanze e di spiritualità

La Diocesi ha sempre pagato IMU e Tari al Comune di Ceriale alla stregua di un affitta camere, nonostante siamo in presenza di una  struttura che ha comportato diversi interventi di natura sociale e a destinazione servizi sociali. Un’attività affidata nel corso degli anni a tre cooperative, una delle quali è  fallita. Cooperative che devono avere tutti i requisiti di legge e che percepiscono somme assai inferiori rispetto a chi alloggia in una casa vacanze. Si aggiunga che la Diocesi, di fatto, ha sempre percepito affitti che non coprono neppure le spese che deve affrontare quale proprietaria (altro che ammortamento e rendita!). Con il periodo del Covid l’affitto che si aggirava sui 27 mila euro l’anno (nessun operatore privato accetterebbe questa somma) è scesa a 9 mila. Poi è risalita a 11-12 mila. Ma ci sono stati anni che l’affittuario non ha pagato.

C’è un aspetto,inoltre, che viene totalmente ignorato da chi non dovrebbe ignorarlo (forz politiche, istituzioni con i misteri competenti). Agli immigrati si dovrebbe assicurare una inserimento nella società civile che consenta un domani di essere di supporto al mondo del lavoro con il presupposto primario di insegnare la lingua italiana, fare in modo che gli immigrati possano essere destinati anche a servizi pubblici, ad aziende o piccole attività private di cui tutti lamentano difficoltà a trovare personale soprattutto nei lavori più umili.

Si tenga inoltre presente che tra i profughi si trovano giovani laureati, diplomati, specializzati in manodopera e tecnologie. Invece restano ad oziare. E in certi casi finiscono attratti dal mercato della droga e dei trafficaneti nel piccolo spaccio. A Peagna, con abitanti non solo locali (ormai un netta minoranza), c’è stata finora una convivenza tollerata, di reciproco rispetto anche se non sono mancati piccoli episodi che finiscono per creare un certo malessere, quale rissa, disturbo alla quiete pubblica, in qualche caso eccesso di alcol. Vale a dire: meglio se gli ‘ospiti’ di Santa Maria Belfiore (già di proprietà del sacerdote don Angelo Denegri che aveva fatto testamento a favore di suore e che a loro volta hanno rinunciato (per via delle Tasse di successione) a favore della Diocesi ingauna-imperiese.

Una Diocesi che fa la sua parte per aiutare immigrati e famiglie senza tetto (oltre alle attività della Caritas diocesana poco conosciute come meriterebbe). Ebbene visto che la Cava vacanze continua ad essere un debito, non una tantum,  perchè non vendere l’imponente struttura da destinare, ad esempio, ad una RSA visto che nel savonese e nell’imperiese mancano i posti letto per una popolazione sempre più anziana.  Negli uffici competenti della Diocesi, non da oggi, si parla di mettere in vendita la proprietà.  Per Peagna e non solo sarebbe una grossa opportunità sotto ogni aspetto. Trucioli.it ha interpellato il vescovado: “Stiamo seriamente valutando di vedere il complesso di Peagna – fa presente l’economo diocesano don Mauro Marchiano- purchè chi acquista preveda la destinazione a residenza per la terza età, oppure per centri sportivi“.

Qualche anno fa si era affacciata l’ipotesi che un imprenditore di Ceriale avesse manifestato l’interesse a comprare, ma l’obiettivo era quello di utilizzare i volumi per una trasformazione in edilizia residenziale, dunque con una variante ad hoc del Piano regolatore, oppure una modifica al Puc che da almeno due, tre anni si promette l’esame e l’approvazione in consiglio comunale. Si tenga conto che a Peagna non c’è un esercizio pubblico, l’agricoltura è ormai riservata a due famiglie, dunque non c’è una risorsa degna di questo nome se non saltuarie vendite immobiliari.

Da ultimo c’è attesa per l’apertura di un caratteristico piccolo ristorante ricavato nel centro storico dove si trovava un’abitazione e un frantoio. I locali sono stati acquistati dalla famiglia del vice sindaco geometra Nervo, già proprietaria dell’unico Bed&Breakfest rmasto in paese (erano due). Diremmo che si tratta di un’opera buona per la comunità, per il turismo, per i visitatori. (L.Cor.) 

2/17 FEBBRAIO 2026- Ivg.it- Carcare. Attivato un centro di accoglienza profughi a Vispa, il sindaco: “La comunicazione è arrivata a cose fatte”. La minoranza: “Dalla fine del 2025 si sapeva della vendita della casa privata e della nuova destinazione d’uso. Forse il primo cittadino è distratto”. Affermano i consiglieri Alessandro Ferraro, Christian De Vecchi, Franco Bologna e Stefania Resio.

“Sono arrivati nello scorso fine settimana e hanno trovato alloggio in un’abitazione di via Nazionale acquistata di recente da una cooperativa: si tratta di venticinque uomini del medio oriente asiatico, tra i venti e i quarant’anni, trasferiti a Vispa dopo la chiusura di un centro di accoglienza a Ceriale….”

3/SI LEGGEVA SUL SITO DI UNA COOPERATIVA

Accoglienza Migranti- A partire dall’esperienza dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati degli anni 2000, oggi la cooperativa si occupa di accoglienza, accompagnamento, integrazione e mediazione culturale per i migranti. Sì, il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) a Ceriale, spesso identificato con la struttura Santa Maria Belfiore, si trova nella frazione di Peagna.

Crediamo in una comunità accogliente in cui ogni persona cresca e viva con gli stessi diritti e opportunità

“Perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”. Questa è la finalità ambiziosa che la legge e il nostro statuto ci assegnano e che Progetto Città, quotidianamente, prova a trasformare in azioni concrete nelle proprie attività socio-educative, di animazione, assistenza rivolte ai minori, alle fasce deboli e agli anziani.

Progetto Città nasce a Savona nel 1989 e il capoluogo savonese e la sua provincia rimangono il territorio di riferimento in cui operiamo ormai da quasi 30 anni. Nata da un gruppo di operatori sociali, obiettori e volontari della Caritas impegnati con i minori, oggi come allora gli interventi socio educativi e di animazione con bambini e ragazzi sono rimasti il campo principale di attività della cooperativa.

A fianco a quello che a lungo è stato il nostro “core business”, negli ultimi anni ci siamo sviluppati in molteplici settori di intervento, in particolare nell’area anziani e nell’accoglienza dei migranti. Il Centro Accoglienza Straordinaria (CAS) a Ceriale, in provincia di Savona, fa parte della rete di prima accoglienza per richiedenti asilo gestita in collaborazione con la Prefettura. Ecco i dettagli principali basati sulle informazioni disponibili:

  • Gestione: Il CAS è gestito dalla Fondazione Comunità Servizi (Caritas Savona) in collaborazione con la Cooperativa Sociale Progetto Città.
  • Crediamo in una comunità accogliente in cui ogni persona cresca e viva con gli stessi diritti e opportunità

    “Perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”. Questa è la finalità ambiziosa che la legge e il nostro statuto ci assegnano e che Progetto Città, quotidianamente, prova a trasformare in azioni concrete nelle proprie attività socio-educative, di animazione, assistenza rivolte ai minori, alle fasce deboli e agli anziani.

    Progetto Città nasce a Savona nel 1989 e il capoluogo savonese e la sua provincia rimangono il territorio di riferimento in cui operiamo ormai da quasi 30 anni. Nata da un gruppo di operatori sociali, obiettori e volontari della Caritas impegnati con i minori, oggi come allora gli interventi socio educativi e di animazione con bambini e ragazzi sono rimasti il campo principale di attività della cooperativa.

    A fianco a quello che a lungo è stato il nostro “core business”, negli ultimi anni ci siamo sviluppati in molteplici settori di intervento, in particolare nell’area anziani e nell’accoglienza dei migranti.

    Progetto Città Società Cooperativa Sociale – Via Paleocapa 22/9 – 17100 Savona

    Organizzazione

    Progetto Città è una cooperativa e, in quanto tale, il fulcro della vita associativa è nell’Assemblea dei soci nella quale si concentrano i poteri ad essa demandati dalla legge e dello Statuto.

    È l’assemblea che vota le decisioni più importanti della cooperativa (in primis il bilancio) ed elegge il consiglio di amministrazione, l’organo a cui è conferita la gestione e l’organizzazione della cooperativa. Attualmente il consiglio di amministrazione, rinnovato nel mese di giugno 2023, è composto da sette membri.

    La cooperativa è organizzata in Aree di intervento presidiate da un Direttore di Area/Produzione; il governo complessivo della cooperativa è garantito, oltre che dagli organi statutari, dalla Direzione coordinata dal Direttore Generale con la presenza dei direttori di Area. Di seguito, l’organigramma di Progetto Città.

    Area Internazionale- Con l’Area internazionale Progetto Città è attiva all’interno del programma europeo Erasmus+, finanziato dalla Commissione Europea.

    Abbiamo attivi progetti per lo svolgimento del Servizio Volontario Europeo, programma di volontariato internazionale che ha l’obiettivo di migliorare le competenze dei giovani.

    Lo S.V.E., attraverso la creazione di scambi e parternariati con altre organizzazioni degli stati membri, ci consente di offrire stimolanti esperienze a giovani provenienti da molte nazioni europee e anche di favorire la partenza di ragazze e ragazzi del nostro territorio.


L.Corrado

L.Corrado

Torna in alto