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Atefano: la Liguria adotta per prima il nuovo vocabolo


“ATEFANO”.  La Liguria adotta per prima il nuovo vocabolo.

di Tiziano Franzi

Sempre più spesso, purtroppo, giungono notizie sulla morte di giovani a causa o di malattia o di incidenti stradali o per imprudenza nel comportamento o per uso eccessivo di sostanze o per un crudele, imprevedibile destino.

Il recente caso dei 41 giovani (molti minorenni e qui il discorso coinvolge le famiglie) morti nell’incendio durante la festa di Capodanno nel locale Constellation di Cras Montana (Svizzera, Cantone Vallese) ha drammaticamente riportato all’attenzione di tutti il dramma di genitori che hanno perso il loro figlio/a. E’ questa la tragedia peggiore che mai nessuno vorrebbe conoscere: quella vita che hai generato ti viene sottratta per sempre da un destino incomprensibile e avverso, per di più all’improvviso e in modo tragico. Quella vita non c’è più e la sua vita, quella del genitore, da quel momento sembra non avere più senso. Mai più, per sempre.

L’evento è così contro natura che il vocabolario non contiene un termine che indichi quel genitore che ha perso prematuramente la creatura che ha generato. Esistono i vocaboli vedovo/a, orfano/a , ma non quello per definire la drammatica condizione di chi perde un figlio.

Per questo per prima l’Accademia della Crusca – che si occupa dello studio e della preservazione della lingua italiana , dei suoi vocaboli e della loro evoluzione nel tempo e nel significato- ha proposto di coniare un neologismo, cioè un vocabolo nuovo- per dare almeno un nome a chi ha perso per sempre la principale ragione di vita.

L’idea nasce da un’associazione che prende il nome di una giovanissima ragazza che ha perso la vita a causa di un tumore raro alla ghiandola pineale. Il nome dell’associazione è “Rachele Franchelli – Uno sguardo senza confini” in memoria della studentessa morta a 16 anni nel 2024. L’obiettivo è quello di promuovere progetti di solidarietà, inclusione e sostegno.

E’ stato proposto così il vocabolo “atèfano”. La sua etimologia affonda le radici nel greco antico:

* a- (ả-), prefisso privativo con valore di negazione o privazione;
* -té- da téknon (TÉKVOV), “figlio”;
* -fano da orphanós (oppavós), “orfano”
Da qui, “atéfano“, che significa letteralmente “persona privata del proprio figlio”.

Il neologismo arriva in consiglio della Regione Liguria ed è stato votato all’unanimità, accogliendo la proposta del consigliere regionale di Forza Italia Angelo Vaccarezza.

La mozione ha visto intervenire a favore, con parole di stima e commozione per la sofferenza e il lutto della famiglia di Rachele, tutti i gruppi e parere positivo è stato dato anche dalla Giunta, che si è impegnata “a diffondere in tutte le modalità possibili la conoscenza del neologismo”, attraverso la vicepresidente della Regione Simona Ferro e tutti i gruppi consiliari hanno sottoscritto il documento, con parole di stima e commozione rispetto alla sofferenza di una famiglia spezzata dal lutto di aver perso un figlio/a.

Presenti in aula, al momento della discussione e della votazione della mozione, anche la mamma e il fratello di Rachele Franchelli: “La nostra Associazione– dichiarano Silvia Ravera e Gastone Franchelliè nata dal desiderio di convertire il dolore per la morte di Rachele in qualcosa di bello, di positivo, perché Rachele era positiva verso la vita e ha dato tanto anche nei 18 mesi di malattia”.

Il termine ‘atèfano‘ è sorto dall’esigenza di colmare il vuoto lessicale che abbiamo trovato quando volevamo identificare un genitore che purtroppo ha perso un figlio. Dare un nome a questo tipo di dolore è un modo per renderlo più riconoscibile, per dargli dignità e per permettere alla comunità di accogliere e di supportare chi è in questa condizione. e l’assessore Simona Ferro e tutta la giunta regionale“. Altri Enti locali “stanno seguendo questa strada e auspico che in tempi brevi si possa arrivare a presentare la proposta al Governo.

Una parola nuova– commenta il consigliere forzista- non viene riconosciuta ufficialmente nella lingua italiana da una specifica autorità, ma attraverso l’uso spontaneo e diffuso nel tempo, fino a quando non diventa parte dell’utilizzo comune. Per questo credo che il voto di oggi in Consiglio rappresenti un passo importante in questo percorso di conoscenza e diffusione”. Anche Vaccarezza poi ringrazia i consiglieri che hanno sottoscritto e approvato all’unanimità la mozione, il presidente della Regione Marco Bucci e la sua giunta, in particolare la vicepresidente e assessore Simona Ferro, “per il sostegno a questa proposta, nel nome e nel ricordo di una ragazza meravigliosa come Rachele”.

Tiziano Franzi


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