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Albisola Capo, Museo della Ceramica Manlio Trucco: la mostra propone la vita artistica-imprenditoriale


Sabato 28 febbraio al “Museo della Ceramica Manlio Trucco”, ad Albisola  Superiore l’ultima visita guidata alla mostra “Nel tempo del Déco. Albisola 1925.

di Federico Marzinot

Manlio Trucco e La Fenice”, a sua cura, in atto dal 5 dicembre scorso e sezione della mostra “Nel tempo del Déco Albisola 1925”, a cura di Donatella Ventura e Stella Cattaneo, aperta precedentemente a Savona, al “Museo della Ceramica”, il 23 ottobre scorso e in atto sino al 7 giugno. Il progetto di “Nel tempo del Déco Albisola 1925” viene realizzato dalla “Fondazione Museo della Ceramica di Savona Onlus”, ente strumentale di “Fondazione De Mari CR Savona”, con approfondimento da parte del “Museo della Ceramica Manlio Trucco” e la collaborazione del Comune di Albisola Superiore.

La mostra ad Albisola Capo propone la vicenda artistica ed imprenditoriale di Manlio Trucco (Genova 1884 – Albisola Superiore 1974), pittore, ceramista, titolare d’azienda, che, insieme a figure come Ivos Pacetti ed i fratelli Torido e Tullio Mazzotti, contribuì in modo decisivo al rinnovamento degli stili tradizionali albisolesi, aprendo la strada allo stile moderno che caratterizza lo stile “Albisola 1925”. In particolare, nel  testo intitolato “Manlio Trucco  e  La Fenice da Parigi ad Albisola”, nel catalogo di “Nel tempo del Déco Albisola 1925”, ricco di suggestioni, Carla Bracco propone che nella seconda Biennale di Arti Decorative di Monza, nel 1925 – importante per il ruolo dell’artigianato e del design italiano – lo stile Déco de “La Fenice”, fondata nel 1922, ad Albisola Superiore,  da Manlio Trucco assieme a Cornelio Geranzani nel 1922, “si afferma ormai come antesignano dello stile 1925, diffuso in servizi da  tè e caffè o in oggetti d’arredamento per una casa di media borghesia”.

Vaso Fenicio

Nella visita Bracco propone inizialmente la figura di Manlio Trucco in cui rilevano la profonda sensibilità umana,  l’interesse per la natura, per la sperimentazione artistica, lo spirito imprenditoriale. Vengono poi ricordati l’infanzia in Brasile con il padre direttore d’azienda, i successivi studi all’Accademi Ligustica di Belle  Arti di Genova, l’amicizia qui e ad Albisola con tanti artisti e letterati, le successive esperienze in Messico.

Le opere in mostra permettono, a loro volta, di approfondire alcuni momenti fondamentali per  la formazione e la creatività di Manlio Trucco, primo fra tutti l’incontro nel 1921, a Parigi, con Paul Poiret , figura chiavw del gusto Déco e fondatore dell’Atelier Martine, che introdurrà Trucco ad una visione innovativa delle arti decorative.

La Fenice”, a sua volta, si imporrà come un fattore di creatività, anche per la prssenza di Adelina Zandrino, Francesco Messina, Emanuele Rambaldi, Arturo Martini.  Nella mostra vengono proposti alcuni degli “stili” propri de “La Fenice” , delle sue sperimentazioni, dell’attenzione al nero del

Rondini

Bucchero” etrusco, e testimonianza dell succesive esperienze, dal 1936, nella
Manlio Trucco Ceramiche d’Arte”, dove l’artista continua a dipingere ed a sperimentare con la ceramica.

Federico Marzinot

Cerere
Compostina troncoconica

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F. Marzinot Marzinot

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