Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Lettera 2 / La montanità non è un titolo onorifico. Ma c’è chi tifa per territori che montani o collinari non sono: Pietra, Loano, Albenga, Sanremo, Ventimiglia


A Trucioli.it. Sono un vostro lettore, Vi seguo settimanalmente e vi apprezzo anche perché presentate tematiche importanti, a volte scomode, o se volte ‘irriverenti’, cercando di non fare sconti a nessuno.

E non mi pare per partito preso, visto che il blog non è a scopo di lucro, non avete collaboratori militanti nei partiti o associazioni elitarie con un crescente numero di iscritti, ma sarebbe ingiusto metterle tutte nello stesso mazzo.

Siete tenacemente impegnati contro le disuguaglianze sociali, il degrado dei valori di una società civile e cristiana, vi battete invano contro ciò che resta dopo anni di distruzione ambientale della fascia litoranea, speculazioni immobiliari e di aree edificabili, l’ormai evidente distruzione del tessuto turistico alberghiero (senza dimenticare il crimine della scomparsa di case in affitto nella terra di migliaia di seconde case vuote 8-11 mesi l’anno). Denunciate il continuo abbandono di terre fertili nella pianura ingauna e non solo.  Denunciate l’inganno di chi illude al ripopolamento di paesi e borghi delle nostre montagne. E buon ultimo, la costante decadenza della ‘qualità’ dei nostri politici qualità, carenti di competenza, incapaci a guardare oltre. Preparare il futuro delle generazioni a venire e non già la lotta a primeggiare. Una triste eredità per le future generazioni, con la fuga dei giovani laureati e diplomati.

E proprio per questo sento il dovere di intervenire sul tema della nuova classificazione dei Comuni montani in Liguria.

Mi riferisco all’articolo pubblicato su La Stampa, pagine savonesi, lunedì 15 febbraio, a firma di Maria Gramaglia, dal titolo “Legge sui Comuni montani la Regione tuteli gli esclusi”, che ha riportato all’attenzione pubblica una questione delicata e dalle conseguenze non trascurabili.

La montanità non è un titolo onorifico, ma ha un significato preciso. Il vocabolario la definisce come condizione propria dei territori montani e, per estensione, di quelli collinari, legata alla morfologia, all’altitudine e alle caratteristiche ambientali che incidono sulla vita economica e sociale. È una realtà concreta che comporta svantaggi strutturali: difficoltà nei collegamenti, servizi più costosi, spopolamento, fragilità economica. Anche sul piano agricolo la differenza è evidente: non è la stessa cosa coltivare in pianura o operare su terrazzamenti collinari.

In un contesto di risorse limitate, tanto più occorre evitare che le agevolazioni vengano, anche solo in parte, usufruite da territori che montani o collinari non sono.

La legge dovrebbe tutelare soltanto i veri Comuni montani con criteri chiari e coerenti, per equità amministrativa, in coerenza del resto con i principi cristiani.

Mail firmata da un ex direttore di banca

2/17 febbraio 2026- Montagna: legge Calderoli in vigore da oggi. Esulta il ministro: “promessa mantenuta”

Il ministro Calderoli e la presidente Meloni: Decreto montagna, il ministro Calderoli: «È una legge scritta insieme. Così aiutiamo la montagna»

COMUNICATO STAMPA DEL MINISTERO AFFARI REGIONALI E AUTONOMIA – La legge Calderoli per il riconoscimento e la promozione delle zone montane è ufficialmente in vigore da oggi. In seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e per via delle disposizioni contenute nell’articolo 35, la legge di iniziativa governativa a prima firma del titolare degli Affari Regionali è dunque vigente. Lo rende noto con soddisfazione lo stesso ministro Calderoli.

E’ un grande risultato della Lega al Governo, che mantiene ancora una volta la parola data e l’impegno preso con i territori. Adesso possiamo ufficialmente avviare l’iter per il decreto di classificazione dei Comuni montani, secondo i criteri stabiliti dalla legge, da emanare d’intesa con la Conferenza Unificata. In questo modo potremo poi procedere con l’assegnazione delle risorse che andranno a soddisfare le esigenze delle vere terre alte, riducendo i divari con le altre zone del Paese. Lo avevamo promesso, lo abbiamo fatto” conclude il Ministro.

3/IL MINISTRO ROBERTO CALDEROLI (Lega di Salvini premier) A ‘IL SOLE 24 ORE’-16 FEBBRAIO 2026

«Siamo riusciti a trovare una soluzione ragionevole che rispetta i principi della legge e della Costituzione e le specificità dei territori. Dietro questa proposta c’è stato un grande lavoro di sintesi ed equilibrio». Lo dichiara il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, sottolineando come l’accordo per le modalità di attuazione dei nuovi criteri abbia raccolto l’unanimità degli enti territoriali.

I nuovi criteri sono geomorfologici. Perché non si è tenuto conto anche delle fragilità socio-economiche?

Le questioni socio-economiche verranno prese in considerazione da un secondo decreto che stiamo già predisponendo e che approfondirà con ulteriore precisione chi, tra i Comuni riconosciuti come montani, ha diritto a ricevere i contributi previsti dalla legge. Nell’elenco ci sono terre che vivono difficoltà reali e terre che invece non hanno questo genere di problemi. Faccio un esempio concreto e quanto mai attuale: vivere a Cortina non è certo paragonabile a vivere in un piccolo Comune della Val di Scalve. Ci sono garanzie di servizi molto diverse e problemi legati allo spopolamento ben più evidenti. Siamo a lavoro per ridurre i divari e garantire il diritto ai servizi essenziali.

4/LA STAMPA 17 FEBBRAIO 2026

5/LA STAMPA. VINAI: ‘LA REGIONE TUTELI GLI ESCLUSI’. 


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