La giornalista televisiva, prima alla Rai, ora a La7, Milena Gabanelli ha rivelato che 5 giudici della Corte penale internazionale dell’Aia e la relatrice Onu Francesca Albanese non possono più pagare, in Italia e all’estero, con carta di credito (il circuito internazionale si trova in Usa) o di debito, né utilizzare i bancomat, o qualsiasi altro strumento bancario (bonifici) in seguito ad un ordine esecutivo del Presidente Trump.
La Gabanelli ha spiegato che nessuna banca si esporrebbe al rischio di essere scoperta da Usa (cioè intrattenere rapporti con i 6 colpiti da sanzioni) e, a sua volta, duramente sanzionata.
Tutti colpevoli di aver autorizzato o legittimato l’emissione di mandati d’arresto contro Netanyahu e il suo ex ministro Gallant. Lo stesso presidente statunitense Donald Trump aveva inoltre firmato un ordine esecutivo che includeva sanzioni contro la stessa Corte penale internazionale per avere intrapreso «azioni illegali e infondate contro l’America e il nostro stretto alleato Israele“.
Riceviamo – In questi giorni Francesca Albanese – dal 2022 Relatrice dell’Onu per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele e finita nel tritacarne con una falsa accusa– che ammiro per il coraggio e la preparazione, è attaccata dai ministri degli Esteri della Francia e Germania, Barrot e Wadephul, ai quali si é aggiunto il ministro italiano Tajani.

Ne chiederanno le dimissioni all’Onu per antisemitismo. Il pretesto, falso, è ottenuto con la manipolazione di un suo intervento nel Forum di Al-Jazeera a Doha, 8/2/26, attribuendole parole mai dette “Israele è nemico dell’umanità” mentre Francesca Albanese aveva denunciato il genocidio di Gaza come dovuto a responsabilità collettive, agli Stati complici, a centinaia di multinazionali che fanno profitti con l’occupazione e il genocidio, ed all’informazione mainstream che ha ignorato l’apartheid dell’occupazione israeliana ed il genocidio.
