“Impressioni di febbraio”: le opere di Lorenza Rossi Lasab nella “Vetrina d’artista”. ad Albissola Marina, dal 21 al 28 febbraio.
di Federico Marzinot
Una rivisitazione del proprio percorso d’artista nello scorso decennio, con in opere ispirate al “Realvisualismo”, movimento artistico da lei proposto nel 2015, e in tale ambito – per la prima volta con un preciso loro spazio – recenti opere in ceramica con forme modellate dalla Intelligenza artificiale, traducenti a loro volta un soggetto propostole in precedenza dall’artista: è questo l’intrigante, originale contenuto di “Impressioni di febbraio”, la mostra con la quale l’artista savonese Lorenza Rossi Lasab ritorna ad esporre, da Sabato 21 a Sabato 28 febbraio, presentata da Federico Marzinot, nella “Vetrina d’artista”, presso il Centro Artigianale Restauri, ad Albissola Marina, con il patrocinio del Comune di Albissola Marina e di “Baia della ceramica”, e nella quale, dal 1° al 30 giugno 2017, aveva proposto le ceramiche de “il mio orto aperto”
“In antitesi con l’immagine proposta dal contesto in cui viviamo, il “Realvisualismo” é l’arte di cercare la verità con i propri occhi, di indagare la realtà con le proprie forze e di mostrarla originalmente attraverso il proprio sguardo” spiega Lorenza Rossi. In sintonia con tali suggestioni altri arttisti italiano hanno firmato assieme a lei nel 2016 il “manifesto” per la “Pittura Realvisuale”, nel 2017 quello per la “Scrittura”, nel 2018 quello per la “Ceramica”. Essenziale è per Rossi, in tale contesto, la ricerca e la descrizione dell’identità del soggetto della sua opera, di qualcosa che va oltre le parole ed i segni con i quali usualmente si descrive una forma.

Risale, a sua volta, al 2024 il primo impiego dell’Intelligenza artificiale da parte di Rossi, pubblicando su YouTube un audiovisivo con modelli in ceramica con delle ciglia – suggestivo, forte tema dei volti presenti nell’attuale mostra – anche a forma di vaso, realizzati in base ad una descrizione da lei inviata alla Intelligenza artificiale.
Un’ideale dedica ad Albisola può individuarsi nel quadretto a tecnica mista, del 2017, esposto sulla parete di fondo della vetrina; raffigura, con poetica evocazione della sua storia, un’antica porta presente in via Stefano Grosso, ad Albissola Marina; sui lati del dipinto Rossi ha applicato delle lettere in legno che compongono la scritta ALBIXO (LA), con scherzoso rimando alla diatriba sulle lettere che la compongono. Sulla parete di sinistra dell’ambiente viene proposta una maglietta nera con al centro l’immagine – segno di appartenenza territoriale, di identità del luogo – di una delle ceramiche protagoniste di questa mostra.

Al centro della vetrina stanno appunto delle lucide sfere – i volti di una piccola famiglia – caratterizzate da lunghe folte ciglia, attuale incisivo segno dell’opera di Rossi. Sono la traduzione in ceramica di modelli prodotti dalla Intelligenza artificiale in base a forme di Rossi ispirate dal “Realvisuale”. Le folte ciglia sui volti, che offuscano la completa visibilità, evocano, in particolare, con il ritmo della la loro aggressiva forma, le tante sovrastrutture del pensiero che nel nostro tempo impediscono ad un adulto un approccio autentico al mondo reale; è forse anche per questo che sul volto del bambino (ancora immune ai tanti messaggi esterni) per l’artista le ciglia sono diventate sopracciglia e lo sguardo del bambino è così rimasto aperto sul suo mondo.
Federico Marzinot
