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Papa Pio VII a Spotorno. Cronaca di un avvenimento straordinario e inatteso. Lapide a memoria


16 febbraio 1814, Papa Pio VII si ferma a Spotorno. Cronaca di un avvenimento straordinario e inaspettato, rimane una lapide a memoria.

di Ezio Marinoni

« MEMORIA STORICA di quanto è occorso nel transito di Sua Santità il Papa PIO VII già Gregorio Barnaba Chiaramonti di Cesena nato l’anno 1742, 14 agosto. Innalzato al Sommo Pontificato in Venezia l’anno 1802, 17 marzo nel suo rientro da Fontainebleu in Francia per Spotorno il giorno 16 febbraio 1814. »

Con queste parole inizia un breve resoconto, scritto di pugno dal parroco dell’epoca, per raccontare ai posteri il memorabile momento: un Papa a Spotorno!

Dobbiamo il documento all’impegno del Rev. Giuseppe M. Garroni. Per i motivi imperscrutabili della storia e dei comportamenti umani, il testo è rimasto di fatto occultato sino al 1970, quando viene ritrovato dallo storico spotornese Giuliano Cerutti, inserito nel Libro dei beni ed introiti certi ed incerti della Chiesa Parrocchiale di Spotorno 1732 – 1798.

Non sapremo mai il motivo di tale inserimento, se ciò sia avvenuto per  volontà o per errore (o per nascondimento, si potrebbe aggiungere, per dare un tocco di mistero a questa storia…). Cerutti provvede, inoltre, alla sua decifrazione e trascrizione, rendendoci così disponibile questo importante momento della storia locale. Il testo ritrovato già pubblicato una prima volta molti anni fa, ci viene ora restituito da una nuova pubblicazione curata dal Circolo Socio – Culturale Pontorno ODV di Spotorno, che ha visto la luce nel mese di aprile 2025. Tanti sono i meriti culturali di Pontorno, di cui abbiamo raccontato di recente l’ultima pubblicazione e ristampa, sempre sulla storia di Spotorno: https://trucioli.it/2026/01/22/come-era-spotorno-e-come-e-dove-il-sole-sta-di-casa-nuovo-libro-circolo-socio-culturale-pontorno-odv/

Torniamo a quel 16 febbraio 1814. L’arrivo del Santo Padre nella piccola comunità è una grande sorpresa. Leggiamo, infatti, nella “Presentazione” alla nuova edizione del testo: «La certezza si ebbe solo 3 giorni prima dell’evento: il parroco registra le fasi dettagliate di quei concitati momenti, lo stato di agitazione e di tensione nervosa delle varie “autorità” con una forma di scrittura altrettanto nervosa, ma che offre al lettore di oggi una lettura quasi amena e una partecipazione “de visu” ai fatti che portarono a quel 16 febbraio 1814! »

La notizia dell’arrivo del Papa, di ritorno dalla Francia, è improvvisa, preceduta da voci di popolo, e non solo…

«Già da più giorni erasi sparsa la notizia, che Sua Santità era gionto a Nizza di Provenza, e proseguiva il suo viaggio lungo la riviera per rendersi a Savona, e di la probabilmente alla sua residenza in Roma, a Spotorno però ne fummo acertati solamente il 13 febbraio. Dicevasi per altro che o dalla Pietra, o da Finale sarebbe venuto per mare, per essere quel tratto di strada assai disastroso, ad ogni modo incominciossi a fare tutte le disposizioni per accoglierlo nella miglior maniera possibile.»

La devozione e il culto per l’Annunziata gioca un ruolo importante in questa vicenda: la omonima Confraternita prepara la cassa processionale del Maragliano, da esporre in vista dell’augusto passaggio.

«Fu portata da confratelli dell’Oratorio la bellissima cassa della SS. Annunziata, la quale fu posta vicino alla cappella del Carmine.»

Il torrente Crovetto ai nostri giorni

Per la condizione del territorio, necessitano anche lavori pubblici, per sistemare i previsti luoghi di passaggio del corteo papale, con un occhio di riguardo alle acque del torrente Crovetto, impetuoso e irregolare da sempre.

«Incominciossi dall’incanellare l’acqua della fiumara, ora Torrente Crovetto, cioè a dissecare alcuni piccoli rami e ridurla in uno solo, riempierne i fossi, e spianarla, e quindi formarsi un ponte spazioso di tavole coperte di sabbia.»

Un dispaccio del 14 febbraio assume particolare importanza, a dare l’avvisaglia certa dell’evento ormai imminente, sia pure senza dichiararlo ancora.

«L’indomani lunedì, giorno 14 del mese viene un espresso al Prevosto con la lettera seguente la mattina verso le 9. Per parte di Mons. Canonico Rev.do Sig.re Vicario Generale vengo a significare ad V.S. M.R. portarsi dal medesimo in sua casa oggi fra le 2 e 3 pomeridiane, dovendo il prefato Monsignore conferire con lei cose di tutta premura, e che non ammettono dilazione. Son con tutto l’ossequio.

D.V.S.M.R.

Noli 14 febbraio 1814.   Devot.mo Servitore Gio Batta Canonico Boccalandro Segr. D’Ordine»

Don Garroni è impegnato con un battesimo e un funerale, differisce il suo viaggio a Noli, sede della Diocesi in quel tempo, per non trasgredire i tempi previsti per questi sacramenti e celebrazioni; mentre prende tempo, una nuova missiva alza il tono del dialogo e impone il rispetto dell’autorità. Va detto che l’ultimo Vescovo di Noli durerà ancora poco tempo: si tratta di Mons. Benedetto Solari, che morirà il 13 aprile 1814. Segue la sede vacante per l’antica Diocesi di Noli, incorporata nel 1820 in quella di Savona.

Ecco il testo del “sollecito”:« R.do Seg. Prep.to. L’inconcludente risposta data da V.S.R. al Segretario, da cui è stato chiamato oggi a sentire quanto sono in dovere comunicarle mi obbliga ordinarle di qui portarsi nella ora già indicatale mentre l’attuale sistema non sottrae qualunque graduato eclesiastico di presentarsi ai suoi superiori per sentire gli ordini dei medesimі.

Sono con tutta stima

D.mo V. Dev.mo S.re

Michele Terizzano Vicario Generale

Noli, 14 febbraio 1814 »

Il giorno 15 l’incontro avviene, e il parroco di Spotorno si premura e preoccupa di avere due testimoni dalla sua parte, forse temendo qualcosa contro se stess.

« L’indomani mattina 15 del mese essendo una bellissima giornata, e ripensando che in tanta acrimonia il Sig. Vicario benchè buono per natura ad istigazione però del Capitolo avrebbe potuto acozzare degli uncini per graffiarmi se più non fossi comparso a tenore dell’ordine replicando, tacendomene un delitto e potendo dire che se ieri ero impedito avrei dovuto comparire cessato l’impedimento, pregai i Rev.di Preti Bernardo Gandulia e Pellegrino Berlingieri ad accompagnarmi a Noli all’oggetto indicato е 15 giusto per avere due testimoni della mia condotta e di quanto sarebbe potuto occorrere.

(…)

Il Sig. Canonico Bucelli introdusse il discorso del Papa, dicendo che non poteasi sapere se fosse ancor libero era prigioniero di Napoleone a Fontainebleau che due sole erano le portantine una del Papa l’altra per altro sogetto (?) che la notte antecedente era venuto l’ordine di preparar cena e sedici letti per persone di riguardo fra quali uno in Vescovato per il Sig. Cardinale Spina Aricivescovo di Genova ma noi senza altre parole ci licenziammo e partimmo assieme dalla casa separandoci alle porte di Vinle (o Vinte), tornandocene a casa (1). »

L’entusiasmo contagia, quindi, Spotorno e i suoi abitanti.

«Questa notizia fe raddoppiare zelo e l’entusiasmo degli abitanti di Spotorno occupandosi con calore a preparare la via di mare e di terra che furono terminate la stessa sera. L’indomani giorno 16 epoca fortunata per il Comune di Spotorno (!) s’intese che Sua Santità sarebbe passata per terra dalla parte della Voze e sceso immediatamente a Spotorno: il tempo era bellissimo e tranquillo.»

Casa Berninzone che ha ospitato il Papa

Per dare accoglienza al Papa, fra tutte le abitazioni del paese, «si convenne senza difficoltà che la più adatta era quella del Sig.re Sebastiano Berninzone g. (o di) Tommaso; ne fu egli subito avertito e nel tempo ristretto di meno tre ore fu posta in assetto e decentissimamente preparata.

Fu mandato a Noli per trasportare quanto era colà stato portato, e preparato per la tavola del Santo Padre, della sua comitiva e di quanti si aspettavano. La camera contigua al salotto che con una finestra guarda in strada e con l’altra al piccolo giardino, fu preparato un letto pel Santo Padre, nell’altra rimpetto a tramontana della sala fu posta la gran tavola per la comitiva, e nel piccolo salotto a ponente del maggiore fu posta la piccola tavola per il medesimo Sommo Pontefice.»

Oggi una lapide ricorda questo soggiorno, sulla facciata della casa, al cui piano terra vi è stata per lunghi anni una farmacia e ora è aperto il bar e pasticceria Magnolia.

L’attesa è tanta, al punto che «Avendo aspettato lungo pezzo alla Serra e vedendo che non compariva il S. Padre si mandarono più espressi di la dalle Voze, affinchè appena spuntasse, dessero un aviso, per potere andarli incontro alla così detta Capelletta delle Voze, uno dei confini di questa Parocchia.»

Qual era questa “Capelletta delle Voze” e dove era ubicata? Poteva essere l’abbattuto Oratorio al limitare di Spotorno, verso Noli e Voze?

La chiesa della SS Annunziata parrocchia

E, finalmente, il Papa arriva: «si prosiegue la marcia e si passa alla Serra, quivi gionti ben presto alzo la voce dicendo: «processione all’ordine, baldacchino vicino alla Chiesa ». Si ordina all’istante egregiamente la processione, s’intona Ecce Sacerdos Magnus qui indiebus…ecc., e quindi il cantico Benedictus ad ogni versetto del quale si ripete la predetta antifona, come invitatoria, che si prosiegue fino nella Chiesa. » (2)

Dopo la celebrazione e la benedizione in chiesa, «Rimessosi tosto in portantina procedendolo io da vicino, seguito dal Clero e dal popolo fu portato in casa del predetto Sig. Sebastiano Berninzone, dove appena entrato li fu baciata la mano dal Sig. Prefetto, e quindi da questo Sig. Maire  (3) e dal suo aggiunto, quindi ascese alla stanza preparatagli ove fermatosi pochi momenti andò nel piccolo salotto ove erano già il Predetto Vescovo di Savona e il suo Vicario Generale ed ove essendoli portate alcune vivande non volle gustarne, contentandosi di ristorarsi con soli due biscotti con poco vino.»

A memoria dell’evento, sulla facciata del palazzo è stata posta questa iscrizione lapidea, che ricorda il Papa e il padrone di casa, Sebastiano Berninzoni:

  1. O. М.

QUOD PIUS VII Р. М.

IN HAC DOMO CONSISTERIT

SE REFECERIT

FAMILIAE BENEDIXERIT

ANNO DÑI 1814 DIE 16 FEBB.

SEBASTIANUS BERNINSONUS

  1. AE. R. М.

Gli avventori della Magnolia, che possono oggi beneficiare del clima raccolto del giardino, sono autorizzati a pensare che da quella finestrella si sia affacciato Papa Pio VII, magari sorseggiando un caffè o facendo colazione, per ammirare la bellezza di un golfo “dove il sole sta di casa”, oggi come allora.

Ezio Marinoni

Note

(1) Vinle o Vinte, luogo non meglio identificato, il toponimo appare nella trascrizione effettuata da Giuliano Cerutti sul manoscritto ritrovato.

(2) La parrocchiale della SS. Annunziata, nel centro di Spotorno.

(3) Maire, il Sindaco in età napoleonica.

Preesistenze antico cimitero a fianco alla chiesa Annunziata

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Ezio Marinoni

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