S.A.S. Principe Alberto II di Monaco ha recentemente compiuto una visita ufficiale a Andora Dolceacqua e Millesimo per ricordare e rinsaldare i legami che da secoli esistono tra la sua dinastia e la Liguria di Ponente, concretizzati anche nella già attiva rete dei “Siti Storici Grimaldi di Monaco”.
Associazione che confedera oltre 150 Comuni europei, tra Italia, Francia e Spagna, che mantengono legami storici con la famiglia Grimaldi e, quindi, con il Principato di Monaco e collegano il passato medievale del borgo alla lunga storia della dinastia che governa il Principato.



UN PO’ DI STORIA-
S.A.S. Principe Alberto II di Monaco ha recentemente compiuto una visita ufficiale a Dolceacqua, Millesimo e Andora per ricordare e rinsaldare i legami che da secoli esistono tra la sua dinastia e la Liguria di Ponente, concretizzati anche nella già attiva rete dei “Siti Storici Grimaldi di Monaco”, associazione che confedera oltre 150 Comuni europei, tra Italia, Francia e Spagna, che mantengono legami storici con la famiglia Grimaldi e, quindi, con il Principato di Monaco e collegano il passato medievale del borgo alla lunga storia della dinastia che governa il Principato.
I legami che uniscono Dolceacqua e la famiglia Grimaldi risalgono al 1491 quando Luca Doria sposò Francesca Grimaldi, interrompendo così un lungo periodo di scontri derivante dall’appartenenza dei Doria al partito ghibellino e dei Grimaldi al partito guelfo. Nel 1523, il loro figlio, Bartolomeo Doria, uccise suo zio Luciano Grimaldi nel suo castello di Monaco, con l’intenzione di occupare questa fortezza in attesa di suo cugino, il famoso ammiraglio Andrea Doria. Il piano fallisce e Bartolomeo viene inseguito dallo zio, il vescovo Agostino Grimaldi. Dolceacqua passò sotto la protezione della dinastia sabauda, che nel 1652 istituì il territorio come marchesato. Nella chiesa parrocchiale di Dolceacqua si può ammirare la pala d’altare di Santa Devota, realizzata da Ludovico di Brea, commissionata da Francesca Grimaldi, nel suo testamento, nel 1515. Nella cripta della chiesa di San Giorgio si trovano gli stemmi delle due famiglie , di cui esistono numerose riproduzioni nel borgo di Dolceacqua. Nel 2016 è stata inaugurata una sala multimediale nel Castello, che racconta i legami tra i Doria e i Grimaldi. Nel giugno 2018 il Principe ricevette la cittadinanza onoraria di Dolceacqua.
Il legame tra Millesimo e i Grimaldi di Monaco si concretizza nel fatto che Aurelia, figlia di Giacomo Del Carretto, che possedeva anche il feudo di Millesimo, andò in sposa a Francesco Grimaldi e divenne la prima Signora di Monaco. Suo figlio Ranieri I fu il secondo Signore di Monaco.
Il legame con Andora risale al XIII secolo, quando tra il 1248 ed il 1251 i fratelli Luca e Beverello Grimaldi acquisirono il controllo del Castello di Andora. Recentemente il principe Alberto ha presenziato all’inaugurazione del restaurato del Castello Paraxo, suggellando così il legame tra il sovrano e le radici dei suoi avi liguri.

Primo Signore di Monaco sarebbe divenuto il capo dell’audace spedizione: Francesco (Franceschino) Grimaldi, detto Malizia per la sua astuzia. Nato attorno alla metà del Duecento, alla sua morte senza prole, avvenuta nel 1309, gli sarebbe succeduto, come secondo Signore di Monaco, il più giovane cugino Ranieri I (1372-’73?-1314), da cui deriva la discendenza dei Grimaldi di Monaco sino a oggi.
Quel che è certo è che tra 1297 e 1301 Monaco fu conquistata dai fuoriusciti Guelfi genovesi, fazione a cui appartenevano i Grimaldi.
“È verosimile, a ogni modo, che l’azione del 1297 – afferma il prof. Antonio Musarra – sia da attribuire, più che ai soli Grimaldi, a un numero cospicuo di famiglie guelfe, tra cui i Fieschi, i Grillo, i Lercari, i Malocello, i Salvago e gli Usodimare, nessuna delle quali sovrastante l’altra. Tutt’al più si può supporre ch’essi abbiano esercitato un ruolo di guida nel cementare la parte guelfa; non diversamente, dai Fieschi, del resto”.
Tra 1301 e 1331 Monaco sarà governata, per conto della Repubblica, dagli Spinola: Nel 1331 però sarà il figlio di Ranieri I, Carlo I Grimaldi detto il Grande, a subentrare al potere, sino alla morte (1357).
Solo nel 1419 i Grimaldi diverranno in effetti Sovrani di Monaco svincolandosi dalla tutela di Genova, che nel 1506-1507 farà un ultimo tentativo di riprendersi la Rocca, con un lungo assedio dal mare, rivelatosi però infruttuoso.
Sarà Onorato II nel 1612 ad assumere per sé e per i propri successori il titolo di Principe.

NON SOLO UOMINI – C’è anche una figura femminile, non molto presente negli studi storici, che ebbe un ruolo dinastico non secondario nella vicenda. Si tratta di Aurelia Del Carretto.
Le notizie sulla sua vita sono piuttosto scarne. Sappiamo che era figlia di Giacomo Del Carretto e di Caterina da Marano. La madre era figlia naturale dell’Imperatore Federico II.
Il padre Giacomo era figlio del marchese del Finale Enrico II del Carretto della nobile dinastia degli Aleramici.
I genitori di Aurelia, sposatisi nel 1247, ebbero una prole numerosa: cinque figli, tre maschi e due femmine. I tre maschi, seguendo la legge salica, nel 1268 si divisero i possedimenti ereditari, le femmine Aurelia e Margherita, furono destinate a matrimoni con esponenti di altri illustri casati.
Risulta che Aurelia, probabilmente nata nel 1254 a Finale o a Savona, andò sposa ancora minorenne, nel 1272, a Lanfranco Grimaldi, patrizio genovese che ricopriva il prestigioso incarico di vicario imperiale in Provenza.
La coppia si trasferì pertanto a Nizza, dove probabilmente Ranieri nacque dopo il 1272, cui seguirono altri quattro figli maschi. Alcuni di questi figli sarebbero attribuiti da alcuni storici al secondo matrimonio di Aurelia, quello del 1295 con Francesco Grimaldi. Ma non si vede come ciò sia possibile, dal momento che all’epoca Aurelia Del Carretto aveva già più di quarantatre anni..
Ma quando mancano documenti certi, la tradizione (e la fantasia) galoppano senza redini. Sta di fatto che sia Francesco, sia Ranieri Grimaldi furono grandi uomini. E dietro di loro ebbero una grande donna: Aurelia Del Carretto.
Tiziano Franzi
P.S. I Guelfi e Ghibellini furono due fazioni opposte del Medioevo (XII-XIV secolo) che dividevano l’Italia: i Guelfi sostenevano il Papa, mentre i Ghibellini parteggiavano per l’Imperatore del Sacro Romano Impero. I primi rappresentavano spesso la borghesia mercantile e i Comuni autonomi, mentre i secondi la nobiltà feudale favorevole all’autorità imperiale.
