Riceviamo- Le dichiarazioni del professor Rocco Sciarrone si collocano pienamente nel solco di un lavoro di ricerca e analisi che da decenni contribuisce alla comprensione delle mafie nei territori del Nord Italia, Ponente Ligure compreso.

Parlare della presenza e del radicamento della ’ndrangheta nel territorio di Imperia e più in generale nella Liguria di Ponente non significa formulare accuse generiche o diffamatorie, ma richiamare fatti accertati da indagini, processi e sentenze definitive.
Nel corso degli anni, la magistratura ha documentato in modo chiaro la presenza di articolazioni della ’ndrangheta nel Ponente ligure, con processi che hanno portato a condanne per associazione mafiosa, sequestri e confische di beni, nonché scioglimenti di consigli comunali per infiltrazioni mafiose, come avvenuto in passato a Ventimiglia e Bordighera. Le relazioni della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Nazionale Antimafia hanno più volte evidenziato come la Liguria – e in particolare l’area occidentale della regione – rappresenti un territorio di interesse strategico per le organizzazioni criminali calabresi, soprattutto nei settori dell’edilizia, del turismo, della logistica, del commercio e dei servizi.
In questo quadro, affermare che la ’ndrangheta abbia trovato nel tempo spazi di relazione negli ambiti politici, economici e sociali non è una semplificazione né una provocazione, ma una chiave di lettura ormai consolidata negli studi sulle mafie del Nord: mafie che agiscono in modo silente, relazionale, adattivo, e che prosperano proprio laddove vengono sottovalutate o rimosse.

Dipartimento di Culture, Politica e Società Università degli Studi di Torino
Campus Luigi Einaudi. Dal giugno 2024 è Delegato del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Torino e rappresentante dell’ateneo presso la CNUPP (Conferenza nazionale universitaria dei poli penitenziari). Dal 30 novembre 2024 è Presidente della SISMA – Società scientifica Italiana degli Studi su Mafie
e Antimafia. Dal 12 aprile 2024 è associato all’ISMed-CNR, Istituto di Studi sul Mediterraneo del Consiglio
Nazionale delle Ricerche.
Dall’8 aprile 2025 è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino.
Dall’ottobre 2025 è delegato della Rettrice per le attività su mafie, antimafia ed educazione alla legalità dell’Università di Torino.
È quanto emerge non solo dalla ricerca accademica, ma anche dalle stesse parole di magistrati e investigatori che operano quotidianamente su questi territori. Accanto al lavoro delle istituzioni, è fondamentale riconoscere il ruolo delle realtà sociali e associative, che da anni presidiano i territori, costruiscono consapevolezza e promuovono partecipazione attiva. In Liguria come altrove, il contrasto alle mafie passa anche dall’impegno quotidiano di associazioni, scuole, cooperative, giornalisti, cittadini e cittadine che scelgono di non voltarsi dall’altra parte e di fare della legalità democratica una pratica concreta.
Riteniamo inoltre importante ribadire che parlare di mafie nei contesti educativi non significa delegittimare o screditare una comunità, ma al contrario riconoscerne la maturità democratica. Portare questi temi nelle scuole serve a fornire strumenti critici alle nuove generazioni, a distinguere tra responsabilità individuali e identità collettive, e a rafforzare quelle energie sane che in ogni territorio esistono e resistono. Tacere o minimizzare non protegge l’immagine di una comunità: la espone, semmai, a maggiori rischi.
Il contrasto alle mafie non è mai il compito di un singolo attore. È un lavoro complementare, che richiede la collaborazione leale tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, scuola, università, informazione e società civile. In questo senso, il contributo di studiosi come Rocco Sciarrone e il lavoro delle reti sociali impegnate sul territorio non indeboliscono le comunità, ma le rafforzano, perché aiutano a leggere la complessità del presente e a costruire risposte collettive fondate sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla partecipazione.
Solo riconoscendo i problemi e affrontandoli insieme è possibile difendere davvero i territori e il loro futuro.
Andrea Macario, referente regionale di Libera e Maura Orengo, referente provinciale di Libera
IL SECOLO IMPERIA DEL 8 FEBBRAIO 2025 A FIRMA DI ROBERTO PONTE

