Il 25 marzo il vescovo della Diocesi di Albenga Imperia compie 72 anni. Be mancano poco meno di 4 alle pensione. Nato a Carrara, diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, ordinato Presbitero nel 1982, eletto Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello a giugno 2010. Poi Vescovo Coadiutore di Albenga-Imperia (con ‘speciali facoltà’)il 10 gennaio 2015. Ingresso ufficiale in Diocesi a marzo 2015. Il 1° settembre 2016 papa Francesco accoglie le dimissioni mons. Mario Oliveri.
di Luciano Corrado

A fine marzo saranno 11 anni nella diocesi ‘ingauna imperiese’ per il prelato Borghetti. Forse sarebbe utile premettere in che condizioni aveva eredita il nuovo ruolo pastorale. Il vescovo è il successore degli Apostoli e il pastore principale di una diocesi, una porzione del popolo di Dio affidata alle sue cure pastorali, con il compito di governare, insegnare e santificare. Ha la responsabilità di guidare la comunità, diffondere la Parola di Dio, celebrare i sacramenti e gestire il territorio.
A Borghetti – sono trascorsi 11 anni e pare saggio non dimenticare- papa Francesco affidò la ‘Diocesi più chiacchierata d’Italia‘. Oltre 300 articoli sulla carta stampata, quotidiani, settimanali, mensili. Centinaia le pubblicazioni sui social. Non è il caso di riproporre situazioni dolorose per la chiesa e finite del girone infernale dei media nazionali e persino internazionali. Un solo dato è doveroso. Il vescovo Olivieri mise in chiaro di non essersi mai occupato dei conti della Diocesi, affidati a collaboratori, di fronte a quanto emerse: oltre 6 milioni di rosso con le banche, i creditori. Il serio rischio di dover portare ‘ libri in tribunale’ per insolvenza qualora gli istituti di credito avessero preteso subito il rientro delle somme. Ora il bilancio è risanato per merito di Borghetti e degli economi. La trasparenza è a 360 gradi. Il bilancio annuale viene pubblicato sul sito delle diocesi con entrate e uscite.
Monsignor Borghetti, Trucioli.it ha recentemente pubblicato la notizia che la Diocesi di Cuneo-Fossano sta attuando un piano di soppressione delle parrocchie da 102 a 82 a 36. Analoghe riduzioni sono in atto in altre diocesi. Cosa prevede per la sua Diocesi?
Nessuna abolizione. Abbiamo 163 parrocchie, 120 sacerdoti, un esorcista, un eremita. Stiamo attuando le ‘zone pastorali‘ nelle aree interne. Abbiamo iniziato con la Valle Arroscia e le ‘zone’ saranno estese ad altre valli. C’è un parroco coordinatore, con altri sacerdoti. Una collaborazione che consente di far fronte alle varie esigenze. Abbiamo due parroci veterani. Mons. Angelo De Canis, 87 anni, cappellano di Sua Santità che è parroco pensionato a Solva di Alassio; mons. ca, Giovanni Battista Gandolfo, 87 anni, prelato d’onore di Sua Santità, con qualche serio problema di salute, DirettoreBiblioteca diocesana, Canonico di Capitolo coll. o cattedrale senza beneficio. In Liguria siamo la diocesi che ha più chiese, 854. Le più antiche risalgono al 1300′-1400. C’è il Santuario di Rezzo, quello di Lucinasco, la Cattedrale, solo per citarne alcune.
La crisi delle vocazioni continua a pesare?
Sono fiducioso, abbiamo due seminaristi, un savonese e un imperiese; ho scoperto altri giovani che seguiamo con attenzione.
Lei ha spesso ripetuto, negli incontri annuali con gli operatori dell’informazione (giornalisti), che non intendeva e non c’era la necessità di accogliere sacerdoti da altre diocesi che ne facevano richiesta. ‘Sacerdoti che bussano…..’ Come accadeva con il suo predecessore e venivano accolti.
Non è cambiato nulla. Posso aggiungere che se si presentasse un sacerdote con un certo curriculum, non lo escluderei a priori. Oggi abbiamo accolto anche sacerdoti di altri contenenti.
Risanato il bilancio della Diocesi, continua a calare il trend delle offerte raccolte nelle parrocchie durante le sante messe. O c’è un’inversione di tendenza?
Continua il calo. L’economo da una sua interpretazione che condivido. C’è una crisi di coscienza dei fedeli, prima c’era più appartenenza, ora c’è più distacco anche se non va sottovalutata la condizione economica del Paese, il crescente costo della vita, le difficoltà di famiglie ad arrivare a fine mese.
Nel lontano passato erano frequenti i lasciti alla Diocesi, alle parrocchie. E oggi.
Sempre più rari.
Cresce la carenza di case in affitto per residenti, per giovani coppie, sfratti che colpiscono anche persone anziane, con pensioni al minimo. Un vero dramma sociale nell’indifferenza dei più, senza che la classe politica, che governa, metta in campo interventi concreti, in tempi brevi. Non mi pare che i parroci aiutino nella sensibilizzazione del problema attraverso le omelie, le ‘prediche’.
Da parte nostra possiamo mettere a disposizione cinque alloggi. Ad Albenga abbiamo un locale vicino all’oratorio che dispone di quattro docce. La Locanda del Buon Samaritano di Imperia ha ripreso l’attività e l’accoglienza. C’è la Caritas che svolge un’opera più che meritoria, ma anche le stesse parrocchie.
Oltre alle chiese avete tanti oratori, alcuni antichi. Servono opere di risanamento, spesso urgenti, a partire dai tetti e della messa in sicurezza laddove c’è necessità. Ricevete contributi pubblici, a cominciare dai Comuni, dalle Province, dalla Regione?
Anche in questo caso il nostro bravo economo, don Mauro, può documentare: facciamo ricorso alle nostre risorse, anche attraverso l’8 per mille. Non riceviamo contributi, se non in casi rari. Stesso discorso per gli organi antichi. Insomma i soldi dell‘8 per mille possiamo dire che ritornano alla società civile.
A Loano e non solo, ha destato sorpresa la vendita dell’Istituto Figlie Di Maria Vergine Immacolata di Savona con i suoi 150 anni di storia. Un imprenditore edile realizzerà un palazzo di 7 piani, con relativi garage su due piani. Cosa ne pensa? Non vi siete opposti?
Il diritto canonico prevede solo il nulla osta del vescovo della diocesi. Nulla più. C’è l’autonomia. E’ una prassi. Non è il primo caso e forse non sarà neppure l’ultimo. Sono numerosi gli edifici abbandonati da suore e monaci. A Loano, ad esempio, c’è il convento di Sant’Agostino degli agostiniani. La ‘Provincia ligure” dei frati Cappuccini è unificata con il Piemonte e la Lombardia. Come è accaduto con l’Ordine dei Frati Minori, fondato da san Francesco d’Assisi. Proprio di recente ho ricevuto la comunicazione che a Loano le Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria cessano di accogliere i minori alle vacanze marine.. Garantiscono la presenza scolastica.
A proposito di immancabili polemiche. Bisogna dare atto che la sua Diocesi è quasi immune. Da giorni è esploso, anche a livello nazionale, il ‘caso della campana del vescovo di Ventimiglia e il tema dei bambini non nati’. Ovvero l’aborto. Il diritto delle donne a decidere, il rispetto delle legge.
E’ un’iniziativa pastorale più che legittima e che non voglio giudicare. Per quanto riguarda il merito non posso che aderire al richiamo di monsignor Suetta. Su questo tema papà Francesco era stato severo ed audace. Ha usato parole fortissime. La campana altro non è che un modo di mandare un messaggio. Non c’è nulla di politico.
A proposito dei politici. Ormai assistiamo, con sempre maggiore frequenza, alla presenza di politici, soprattutto quando sono al potere, in prima fila, fare bella mostra, a cerimonie religiose, alle processioni, c’è persino chi collabora a portare le statue. Un tempo il sindaco partecipava, con la fascia tricolore, alle funzioni solo del Santo Patrono. Oggi oltre ai sindaci, si aggiungono esponenti della Provincia, della Regione. Si fa quasi a gara a postare le foto sui social, pagine facebook. Cosa risponde a chi obietta che gli stessi personaggi, con rarissime eccezioni- penso al popolare Claudio Scajola assiduo alle Messa domenicale e lontano dai riflettori- non sono altrettanto presenzialisti alla Santa Messa e alle ‘Feste comandante’. Un esibizionismo, un mettersi in mostra meschino anche nella coerenza di cattolici.
No comment !
Domenica 18 gennaio il quotidiano La Stampa, nelle pagine Cultura, ne ha riservate due alla ‘Nuova Riforma tedesca’. In Germania i cattolici vorrebbero creare un organismo inedito, la ‘Conferenza sinodale’. Viene definito dall’autore dell’articolo, Vito Mancuso, “Un tentativo di democratizzare la chiesa, già bocciato però dai papi Francesco e Leone. L’obiettivo della maggioranza dei vescovi tedeschi è far si che la ‘Conferenza sinodale’ sia formato da un terzo da vescovi e due terzi da laici con poteri decisionali, si tratterebbe di un scelta epocale, uno scenario senza precedenti. Mancuso è teologo. È stato docente di teologia presso la Facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, docente di “Storia delle Dottrine Teologiche” dell’Università degli Studi di Padova.
“Non sono assolutamente d’accordo. L’asserita riforma è lesiva del concetto della sinodalità. I vescovi tedeschi stanno andando fuori dal seminato e mettono in evidente imbarazzo la stessa santa sede”.
Tra i giornalisti presenti spicca l’assenza a questo incontro annuale del quotidiano on line più letto in provincia di Savona (IVG,it)….
Non ho idea di cosa sia successo, l’invito, come ogni anno, è stato inviato a tutte le testate…come mi confermano in questo momento.
Nota – L’articolo di Macuso si conclude “di essere d’accordo con il diaconato femminile quale primo passo verso il sacerdozio finalmente aperto alle donne”. Aggiunge “le riforme della chiesa tedesca, che vuole introdurre, sono totalmente invise ai cattolici di altri paesi europei e soprattutto alla totalità delle chiese africane. Il risultato è che oggi i cattolici sono tutti inquieti: gli uni perchè le riforme auspicate dal Vaticano II sono rimaste indietro, gli altri perché temono che si vada troppo avanti. Non vorrei essere nei panni di Leone XIV alle prese con questa patata bollente, e che forse proprio per questo (come riportato un mese fa dai giornali) fa le ore piccole studiando il tedesco nel cuore della notte”.
Luciano Corrado
IL TESTO PUBBLICATO DALLA DIOCESI – Per celebrare il patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, il Vescovo della Diocesi di Albenga-Imperia, Mons. Guglielmo Borghetti, ha incontrato gli operatori dell’informazione dei quotidiani, delle Tivù e dei periodici on line locali, regionali e nazionali. L’ incontro si è svolto ad Albenga nel Palazzo vescovile: molti i temi affrontati dal Vescovo che ha risposto alle domande postegli sul Giubileo, sulla situazione delle vocazioni in Diocesi, sui tanti interventi e lavori di restauro volti alla salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico e culturale diocesano. E’ proseguito il buon rapporto che si è instaurato con i giornalisti che cercano in modo corretto di far conoscere le iniziative della diocesi di Albenga-Imperia.
Il documento, emesso della Santa Sede oggi, per la prossima giornata delle Comunicazioni sociali è dedicato al tema “Custodire voci e volti umani”, fa riflettere sulla necessità di una comunicazione che sia mite e gentile e non caratterizzata dalla violenza ed aggressività. E’ auspicabile una comunicazione che sia volta alla costruzione della comunità, che sia seminatrice di buone parole, disarmata e disarmante.
Mons. Borghetti si è anche soffermato sulla fede oggi: “La risposta avuta in occasione delle celebrazioni per il Giubileo ordinario è stata eccezionale in tutte le diocesi: segno che anche se il mondo è molto secolarizzato c’è un forte desiderio di religiosità”.FF
L’ incontro con i giornalisti nella Diocesi ingauna fa parte ormai di una tradizione consolidata. Il vescovo Borghetti ha ringraziato i suoi collaboratori che curano il sito diocesano e su Avvenire la pagina di “Ponente7”. Il vescovo ha ceduto poi la parola a Don Mauro Marchiano – Economo diocesano – che ha presentato a grandi linee il bilancio 2025 della diocesi ed accennato alla miriade di interventi di tutela e salvaguardia alle chiese ed ai beni ecclesiastici che nell’anno appena concluso sono stati realizzati grazie all’ 8 per mille, alla CEI ed alle donazioni per la tutela e la salvaguardia dell’immenso patrimonio artistico, culturale ed immobiliare diocesano: “ La nostra diocesi – ha detto in conclusione Mons. Borghetti – conta 854 chiese e un gran numero di Oratori, Canoniche ed edifici storici che richiedono manutenzione e cura”.
IN LIGURIA L’UNICO EREMITA –

