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Asl Savona, farmaci, esami e medici di famiglia “sotto processo” dei burocratici


Riceviamo – Quando si parla di “troppi farmaci” o “troppe prescrizioni”, bisognerebbe prima chiedersi quante volte quelle stesse medicine o quegli esami hanno evitato un peggioramento, una complicanza o perfino un ricovero.

I medici di famiglia non sono ragionieri della sanità, ma professionisti che ogni giorno si assumono la responsabilità di tutelare la salute dei loro assistiti.
È facile, dai vertici amministrativi, misurare la cura con i numeri delle ricette, molto più difficile è capire la storia clinica, la fragilità o la paura di chi si ha davanti. È questo che i burocrati non colgono: la medicina non è una tabella Excel, è relazione, discernimento e prudenza.
Sorvegliare sì, punire no. L’Asl deve collaborare con i medici, non metterli sotto processo. Perché se chi sta in trincea viene umiliato e intimidito, alla fine a farne le spese non sarà la spesa sanitaria, ma il paziente stesso che si sente negare la priorità di un esame o la prescrizione di un farmaco mutuabile ed è costretto a pagarselo “privatamente”.
Eraldo Ciangherotti
(medico odontoiatra e già pubblico amministratore con Forza Italia)
2/Amatore Morando dottore. Mi sono laureato in Medicina e Chirurgia nel 1992 presso l’Università degli Studi di Genova. Sono riuscito a conseguire l’autorizzazione a svolgere la professione medica in Medicina e Chirurgia a Genova e in Odontoiatria e protesi dentaria nel 1991 a Genova. Svolgo le mie mansioni nella provincia di Savona.
Il 22 novembre 2020 La Stampa titolava: Contagiato anche Amatore Morando: «Il coronavirus è sempre in agguato». Il presidente di Cairo Salute.
3/IL SECOLO XIX-IMPERIA- 24 SETTEMBRE 2025

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