Non era in ballo solo la lotta contro l’invasore nazista ed il traditore fascista, non solo un problema di confini, bensì il futuro equilibrio politico italiano. Giorno del Ricordo: la guerra tra est ed ovest, almeno questa, per fortuna è finita. Venerdì 23 Gennaio 2026, alle ore 17,00, convegno nella sala del Podestà della Torre Civica di Albenga.2/Assemblea pubblica sulla ferrovia a monte e stazione a Bastia, ciò che è utile sapere.
COMUNICATO STAMPA – Nel 1943-1945 il nostro divisorio alpino fu teatro di diverse scaramucce tra Partigiani di diverso orientamento ideologico, le “Stelle Rosse” liguri ed i “Badogliani” piemontesi, pur tutti impegnati nella comune lotta contro l’invasore nazista ed il traditore fascista, che supportava tale invasione.
Poco, rispetto a quanto accadeva, sul finire della II Guerra Mondiale, ai confini orientali del nostro Paese, dove, oltre alle diverse visioni sulla futura politica interna, gli interessi nazionali si scontravano con quelli jugoslavi, fornendo uno spaccato del più ampio confronto tra il blocco socialista sovietico ed il modello occidentale. L’avvento della democrazia e l’unione costituitasi tra i popoli europei hanno poi superato questo momento storico, ma parlarne aiuta a conoscerci meglio e non perpetrare errori che hanno causato tragedie.
Il 7 febbraio 1945 un commando di Partigiani comunisti italiani messisi alle dipendenze degli slavi di Tito, interessati ad occupare suolo patrio per poi rivendicarne il possesso nelle trattative di pace, attaccò a tradimento un gruppo di Partigiani cattolico-liberali della Brigata Osoppo, stanziato alle malghe di Porzûs, a pochi chilometri dal confine sloveno. Tra le vittime, il Comandante di detta Brigata, Franceso DE GREGORI, zio omonimo del noto cantautore e Guido PASOLINI, fratello del regista ed intellettuale radicale Pierpaolo. Il Presidente della Repubblica Sergio MATTARELLA, a 80 anni di distanza, ha definito la strage dei 17 Partigiani dell’Osoppo “il conflitto più torbido avvenuto nel nostro Paese all’interno del movimento di liberazione dal nazifascismo”.
Nell’ambito delle commemorazioni legate al “Giorno del Ricordo”, Il DOPOLAVORO FERROVIARIO ed il RAGGRUPPAMENTO INGAUNO VOLONTARI DELLA LIBERTA’, di concerto con l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE di Albenga, ANED-Sezione Provinciale di Savona e CENTRO PANNUNZIO di Torino, con il Patrocinio dell’ISTITUTO STORICO PER LA RESISTENZA E L’ETÀ CONTEMPORANEA imperiese, invitano (INGRESSO LIBERO) alla Presentazione del Libro di Tommaso PIFFER “SANGUE SULLA RESISTENZA. STORIA DELL’ECCIDIO DI PORZUS” ed all’interessante dibattito che ne scaturirà.
Attraverso un imponente ed accurato lavoro di archivio, che incrocia per la prima volta documenti inediti italiani e sloveni, l’Autore, getta nuova luce su uno degli episodi più controversi e divisivi della storia della Resistenza italiana, dando un nome e un volto ai mandanti dell’eccidio e mostrando come quanto avvenuto a Porzûs non sia soltanto un fatto di frontiera, ma uno «straordinario crocevia di tutta la storia del Novecento europeo».

Tommaso PIFFER, classe 1981, è Professore di Storia Contemporanea presso l’Università di Udine. Già Postdoctoral Fellow presso le Università di Harvard e Cambridge, per Mondadori ha pubblicato, oltre al libro che andiamo a presentare, anche: Il banchiere della Resistenza (2005) e Il fronte segreto (2024).
Al termine verrà offerta un’aperiena alla presenza dell’autore. Per l’occasione è stata prorogata fino al 23 gennaio l’esposizione antologica presso la Torre Civica del noto scultore Ingauno Flavio FURLANI.
2/ASSEMBLEA PUBBLICA PER TRACCIATO A MONTE DELLA FERROVIAE STAZIONE A BASTIA D’ALBENGA

Cari sindaci, anche se vi credete assolti, sarete lo stesso coinvolti
Molti sindaci vivono il progetto di spostamento a monte della ferrovia come un’opera decisa dal governo centrale. In realtà non è così: le responsabilità delle amministrazioni comunali sono evidenti, perché sottovalutano le conseguenze dell’opera sul nostro territorio.
Come dimostrato dal Comune di Pietra Ligure, che non condivide il progetto attuale di spostamento a monte, gli enti locali hanno la possibilità di tutelare il loro territorio: lo ha già fatto il Comune di Ceriale che, a metà degli anni ’90, aveva bocciato il progetto dell’epoca.
L’anno scorso, il consiglio comunale di Pietra Ligure, all’unanimità, ha chiesto diverse modifiche progettuali per evitare pesanti ripercussioni dal punto di vista imprenditoriale, ambientale e archeologico. Se lo spostamento a monte della ferrovia dovesse proseguire, il Comune ha dichiarato di voler rinunciare all’inutile fermata, prevista al confine con Tovo San Giacomo e Giustenice. Inoltre il Consiglio comunale di Pietra si è rifiutato di votare il progetto senza che prima venisse pubblicata la Valutazione di impatto ambientale.
Perché tanti sindaci hanno votato il progetto a scatola chiusa, senza conoscere la valutazione di impatto ambientale? Il sindaco è il primo responsabile della salute dei cittadini e dovrebbe tutelarli dal rischio di inquinamento delle falde, dell’aria e dal consumo di suolo.
Perché un progetto così impattante, atteso e costoso non è mai stato spiegato ai cittadini che vivono nel nostro territorio?
Proveremo a dare una risposta a questa domanda venerdì 30 gennaio alle 20,30 all’auditorium San Carlo di via Roma ad Albenga. Il Comitato Territoriale darà il suo contributo all’assemblea pubblica informativa sul progetto di spostamento a monte, rispondendo in maniera esauriente alle domande del pubblico.
Il direttivo del Comitato Territoriale
