Annuncio a sorpresa del vescovo della diocesi di Savona-Noli: “Abbiamo il secondo Santuario Mariano Madonna della Misericordia”.

A VILLAPIANA- SAVONA/COMUNICATO STAMPA –L’ASSEMBLEA DI VILLAPIANA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

In occasione degli 80 anni dalla Liberazione, Villapiana antifascista e antirazzista ha organizzato un incontro aperto a tutti dal titolo “I falsi storici del fascismo”. Una riflessione sul tema della manipolazione della storia da parte delle destre. L’appuntamento è per sabato 12 aprile alle 17 alla Generale Aps di via San Lorenzo 25r a Savona. Al centro dell’incontro la presentazione del libro “Il mito della prima Italia – L’uso politico degli Etruschi tra fascismo e dopoguerra”, che mostra come la dittatura abbia violentato le verità storiche per giustificare l’esistenza di una fantomatica “identità italica”, di cui ancora oggi abbiamo testimonianza. L’autore Andrea Avalli dialogherà con Giuseppe Milazzo. L’incontro sarà seguito da un aperitivo a offerta libera per l’autofinanziamento del Doposcuola popolare “Claudio Parrotta”. L’evento è patrocinato da Aned, Anpi, Cento Fiori e Isrec.
3/Simbolismi contrapposti. Mostra di Marian Heyerdahl ( figlia del mitico Thor Heyerdahl -Larvik, 6 ottobre 1914 – Andora, 18 aprile 2002, antropologo, esploratore, regista e scrittore- e Ole Lislerud (pittura, scultura in ceramica- carta) dal 12 aprile al 1° giugno 2025 a GULLIarte – Via Nostra Signora dell’Olmo 5/7/9 – Savona.

Orari:12.00 –19.00 chiuso il lunedì mattina/ pomeriggio 15.30/19.30. Progettazione a cura di Antonella Gulli
COMUNICATO STAMPA – Un’allestimento di diverse opere. Alle tele di Lislerud – di grandi dimensioni e dai colori intensi o sfumati – si contrappongono le sculture ceramiche dall’eco orientale della Heyerdahl. Il tutto è affiancato dalle raffinate opere su carte di riso, leggere e quasi impalpabili, realizzate da entrambi gli artisti, in un dialogo di linguaggi contrapposti da cui nasce il titolo ”Simbolismi contrapposti”.
Ole Lislerud e Marian Heyerdahl sono artisti di nazionalità Norvegese, di grande esperienza internazionale e di
raffinata cultura. Nel loro percorso artistico si sono confrontanti con culture, genti e Paesi diversi, conducendo esperienze
lavorative in varie parti del mondo.
Marian Heyerdahl presenta al pubblico l’installazione che ha ideato per la mostra di Argillá2024 a Faenza, nel
quadro di una mostra che si é svolta nel prestigioso Palazzo Milzetti, Museo dell’Etá Neoclassica in Romagna.
Le opere, che abitavano la “stanza della pace e della guerra” del già citato Palazzo Milzetti, sono una ricerca ispirata ai guerrieri cinesi di terracotta, unici protagonisti della vicenda, con il loro ruolo attivo di uomini in guerra; la rilettura dei conflitti data da Marian Heyerdahl si focalizza invece su chi questi eventi li subisce siano, essi donne o bambini.

A loro appartengo i volti ritratti, protetti da un’inutile casco di carapace di aragosta. Alle loro vite sembrano rimandare le fratture tra le tessere che compongono la parola pace scritta sui suoi grandi piatti, posti su un tappeto o mosaico di ceramiche rotte, quasi una metafora di ferite profonde che vengono in superficie. In contrasto con la profonda sofferenza i colori scelti dall’artista: talvolta sono squillanti o preziosi, oro e argento,quasi da oggetto Pop.
Nelle opere su carta, l’artista si stacca dalla spontaneità intuitiva degli schizzi, base di partenza per i suoi lavori, ed entra in un mondo meditativo, ove i puntini ripetuti della penna formano una sua storia da raccontare. Tematiche attuali, ma a volte ironiche, sono rivolte al mercato dell’arte, con la raffigurazione della banana che l’artista Cattelan ha creato. Quest’opera è rivisitata dalla Heyerdahl con nastri con impresso il logo dei dollari americani per enfatizzare il grande clamore mediatico e speculativo dell’opera stessa.
Le grandi tele di Ole Lislerud hanno una scelta cromatica che ci avvicina a movimenti di rottura e di distanza dalla
classicità e un certo accademismo. Un filo conduttore costante, basato su iscrizioni, segni e simboli, elementi centrali della sua ricerca artistica, i quali stanno a simboleggiare l’importanza e l’attenzione che l’artista sollecita agli osservatori verso le culture e le lingue che stanno scomparendo per l’effetto dell’attuale globalizzazione culturale.
Lislerud ha scelto di approfondire per questa mostra una sua riflessione sul rapporto immediato eppure complesso fra valore simbolico del linguaggio e identità culturale collettiva, testimonianza della sua continua, intensa e sagace ricerca relativa alla propria identità individuale.
A partire dall’imponente Lex Portalis del Palazzo di Giustizia di Oslo (opera in porcellana del 1992) all’odierna mostra SIMBOLISMI CONTRAPPOSTI (GulliArte, Savona, 2025), Lislerud sperimenta la scrittura su materiali diversi, spaziando dalla porcellana al vetro, all’alluminio, L’attenzione ai segni si è sviluppato anche attraverso la pittura e la calligrafia, senza cadere negli stilemi calligrafici tipici dell’Oriente, pur subendone il fascino e l’energia. Una preziosa opportunità per estimatori dell’arte contemporanea, di apprezzare modalità diverse di guardare al mondo che ci circonda.