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Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco si candida a “I Borghi più Belli d’Italia’. 2/ Arriva la videosorveglianza? 3/ Un video storico: antichi mestieri addio


Una bella notizia in attesa di iter positivo. Pieve di Teco aspira a fregiarsi de ‘I Borghi Più Belli d’Italia’. L’amministrazione comunale ha avviato l’iter e ci sono concrete speranze. E ancora, il Comune potrebbe beneficiare, su sua richiesta, dell’installazione della video sorveglianza.

CANDIDATURA DEL COMUNE DI PIEVE DI TECO ALL’ASSOCIAZIONE DE “I BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA” (vedi delibera del consiglio comunale)

…….il Comune di Pieve di Teco risulta in possesso dei requisiti per essere ammesso nell’associazione de “I Borghi più belli d’Italia”, visto il numero di abitanti e la presenza di un centro storico che mostra caratteristiche di edifici storici, cura, valorizzazione, promozione, animazione in linea con i requisiti richiesti dalla carta di qualità;
– l’adesione all’associazione da parte del Comune di Pieve di Teco, può portare grandi vantaggi in termini dì promozione del territorio e opportunità di commercializzazione dell’offerta turistica locale, oltre che delle produzioni tipiche dell’agricoltura e dell’artigianato e di quelle legate ai prodotti tipici, con evidenti riflessi positivi sull’intera economia e sull’occupazione locale.

2/QUANTO SPENDE IL COMUNE PER SERVIZIO SMALTIMENTO RIFIUTI SOLIDI URBANI NON PERICOLOSI PRESSO LE DISCARICHE DI BOSSARINO, DI BOSCACCIO NEL COMUNE DI VADO LIGURE E SCARPINO NEL COMUNE DI GENOVA. RIMBORSO SPESE ALLA PROVINCIA DI IMPERIA – PERIODO 01/01/2025 – 31/12/2025. INTEGRAZIONE IMPEGNO DI SPESA (Vedi……). Bisogna tuttavia aggiunge per adeguamento periodo ottobre -dicembre:€.12.471,35 di cui: 5.010,53 spesa relativa al mese di Ottobre. €. 4.086,92 spesa relativa al mese di Novembre. €. 3.373,90 spesa relativa al mese di Dicembre. Un totale di €.12.471,35.

3/INCARICO PROFESSIONALE ALLO STUDIO NOTARILE SAGUATO MARCO E TRUCCO LUCIA PER STIPULA ATTO DI COMPRAVENDITA DI TERRENI IN LOCALITA’ PIANI DI SAN PIETRO.
LIQUIDAZIONE FATTURA. Per la stipula dell’atto di compravendita dei terreni di proprietà dei Sigg. A.E. e
A.A. siti in Pieve di Teco e contraddistinti a catasto al Fg. 16 mappali nn. 101, 102, 103 e 189 Sez. Censuaria A;- VISTA la fattura N. 204/S del 28/02/2025, emessa dallo Studio Notarile sopra individuato, per l’importo di complessive €. 3.922,66.

4/Caro Sindaco di Pieve di Teco, al fine di programmare e “mettere in campo” gli interventi di Regione Liguria in tema di sicurezza, considerato che l’esigenza maggiormente rappresentata dai Comuni liguri riguarda i sistemi di videosorveglianza, Ti chiedo gentilmente, qualora Tu sia interessato, di voler manifestare entro il 25 Marzo 2025…..

Questa Amministrazione Regionale intende supportare la realizzazione di progetti di videosorveglianza tramite un contributo destinato ai Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, e in via prioritaria ai Comuni di piccola dimensione.
Il contributo regionale sarà di importo pari al 80% del costo complessivo del progetto, con un importo massimo erogabile per ciascun progetto di 40.000,00 euro. Auspicando di venire incontro, grazie a questa iniziativa, alle necessità del Tuo
territorio, sono lieto di inviarti i miei migliori saluti. L’Assessore regionale alla Sicurezza Paolo Ripamonti.

5/PIEVE DI TECO UN VIDEO STORICO, QUANDO IL BUE…QUANDO IL BASTAIO….IL MANISCALCO….IL BOTTAIO…I 300 CALZOLAI SOTTO I PORTICI, AD OGNI ARCO….I FRANTOI TRADIZIONALI AD ACQUA E LA POLPA DELLE OLIVE….LE TELEFERICHE.. Ecco Il video storico…..

Un’immagine del video storico di Pieve di Teco

Un affezionato lettore di Trucioli.it ci ha inviato un video che non è una novità assoluta. Ci sarà chi ha già potuto visionarlo in passato. Ci pare interessante riproporlo come testimonianza storica. E sarebbe saggio e utile che le nuove e le prossime generazioni conoscessero e si tramandassero la ‘civiltà’ del novecento. Usi e costumi, spirito di sacrificio, saggezza, inventiva, manualità.

Speriamo di non apparire patetici o retorici se vedendo e rivedendo con grande interesse il video storico di Pieve di Teco e della sua gente, degli antichi mestieri, ricordiamo gli anni della nostra infanzia da cittadini montanari di nascita e frequentazione attraverso la transumanza pastorizia. Avevo 5 anni quando per la prima volta, con i nonni materni, ci siamo messi in cammino da Peagna di Ceriale destinazione il teccio ed i pascoli di Monesi di Mendatica. Per i nonni non era però la prima volta. La generazione del nonno (genitori, fratelli e sorelle) ‘svernava’ a Ranzi di Pietra Ligure. Il nonno da sposato, un figlio ed una figlia, transumavano a Toirano e dal 1936 a Peagna.

E’ da qui che una mattina all’alba, ai primi di giugno del 1950, inizia la mia transumanza. Io sul carro a quattro ruoto trainato dal bue, con una piccola scorta di viveri ed indumenti. Il nonno e la nonna a piedi a badare e ‘condurre’ la piccola mandria di mucche, alcune pecore, capre, il cane da pastore. La prima tappa, sul far della sera, a Pogli. La cena frugale, le bestie brulicavano l’erba di un prato sulla strada e un abbeveratoio pubblico che a quei tempi era presente in ogni paese e borgata. Una paio di lanterne per ‘illuminare’. Di buon mattino si riprendeva il viaggio per raggiungere sul far della sera Monesi. I nonni che avevano anche vissuto la transumanza quando possedevano un gregge di pecore e capre, certamente più impegnativo per il numero di capi. A Monesi ricordo che ogni sera ed ogni mattina i nonni mungevano le mucche, il latte, alcune decine di litri, era   in un apposito di bidone-i e che all’alba venivano caricati su un camioncino che arrivava dalle Salse, Valcona, Piaggia, dai pastori che transumavano nei prati sovrastanti Monesi di Triora e che si trovano sia nel territorio di Imperia che nella confinante provincia di Cuneo (Briga Alta è infatti un’enclave). La mia transumanza estiva si è protratta per 11 anni. Con tutti i ricordi che restano impressi nella mente più di quanto si ricorda ora da un giorno all’altro, si fa per dire. Un’esperienza che lascia il segno, forgia il carattere, fa apprezzare certi valori, le antiche usanze e la vita grama, ma sana e quasi sempre serena (tempi di guerra esclusi), la fede, dei nostri antenati. Insomma posso dirmi un ‘fortunato’ testimone dei tempi. (L.C.)

Seminario Vescovile di Albenga, la gita di seminaristi, con talare, a Peagna di Ceriale della quarta ginnasiale il 5 marzo 1961, giorno di San Tommaso. A destra della foto il compianto Aldo Rosso di Dolcedo che diventerà parroco. C’è Luciano Corrado, di Mendatica, carriera da giornalista. Giancarlo Aprosio, di Pietra Ligure, a sua volta sacerdote, oggi tra i decani dopo lunghi anni a Villanova d’Albenga e tornato in Alta Valle Arroscia (Comune di Rezzo). C’è Gaetano Marchi di San Fedele d’Albenga, ora avvocato pensionato. C’è Gianni Ribò, di Albenga-Porta Mulino non più in vita e diventato insegnante dopo aver lasciato il Seminario. Il gruppo si è fatto immortalare per una foto ricordo con il bue della famiglia Pelassa-Corrado. Il bue nero, di norma mansueto, utilizzato per arare. Una specie assai rara nella zona con una stazza di almeno 8 quintali e una ‘forza da traino eccezionale’. l Bue Nero Hereford anche detto l’ Hereford Nero oppure il Black Hereford nasce dall’incrocio testato tra il classico Hereford dal mantello rosso-bianco ed il Black Angus.

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