Colpo di scena. Insomma non siamo ancora alla ‘bollente estate’, la primavera arricchisce Albenga di una ‘guerra’ , solo in parte sotterranea, in cui vede protagonisti il popolare esercente Enzo Bellissimo (La Cantina di Re Carciofo) e la squadra che si occupa (edita e scrive) LOKKIO, quotidiano on line col vento in poppa grazie ai lettori e di cui Trucioli.it aveva dato conto dell’atmosfera massonica.
Unico caso in Liguria, ma anche i massoni hanno diritto a fare gli editori, scrittori, editorialisti, satira inclusa, manco a dirlo sempre nel rispetto della dignità e dell’onore del prossimo. La prima ‘miccia’ era esplosa con il ‘caso Antonio Ricci e famiglia’. Ora è la volta di un personaggio eccentrico e benvoluto per la sua intraprendenza imprenditoriale con la fattiva collaborazione della moglie.
DALLA PAGINA FACEBOOK DI ENZO BELLISSIMO-
Una simpatica immagine di Enzo Bellissimo patron della popolare La Cantina di Re Carciofo
“Mi dispiace dover scrivere queste parole, ma certe situazioni non possono essere ignorate. I social sono una grande piazza, ma non possono essere considerati una terra senza regole, e a maggior ragione questo vale per chi si definisce giornalista e pubblica contenuti su una testata che si definisce come tale.
Nella giornata di ieri, 1 aprile, il quotidiano online Lokkio, il suo direttore responsabile Claudio Almanzi e i collaboratori Roberto Tomatis e Bruno Robello De Filippis hanno pubblicato un video in cui vengo pubblicamente diffamato e schernito all’interno del locale Caliente, alla presenza del titolare Gianni Pitzalis, che si è prestato a questa messa in scena.
Questo video, a dir poco di cattivo gusto, arriva in un momento particolarmente delicato per “La Cantina di Re Carciofo”, con la minaccia di dover rimuovere il nostro dehors, che per tanti è diventato un simbolo della rinascita del centro storico di Albenga. Per me, La Cantina non è solo un locale, ma un luogo in cui ho messo tutta la mia passione, il mio impegno e le mie energie. Ogni giorno, ho lavorato con il cuore per farlo crescere e renderlo un punto di riferimento per tutti.
Il video pubblicato dal quotidiano Lokkio è un’offesa non solo a me, ma anche ai miei collaboratori e ai miei clienti, che ogni giorno scelgono La Cantina di Re Carciofocon fiducia e affetto. Non posso accettare una mancanza di rispetto di questo tipo. Ecco perché ho provveduto a sporgere denuncia nei confronti di tutte le persone coinvolte in questa pessima trovata e ho chiesto che il contenuto diffamatorio (trucioli.it aggiunge ‘presunta diffamazione’) venga immediatamente rimosso dalla pagina del quotidiano Lokkio. Allo stesso modo, diffido chiunque dal pubblicarlo o dal farlo circolare in qualsiasi modo.
La libertà di parola non può trasformarsi in libertà di diffamare. I social – e a maggior ragione un giornale – non sono uno spazio in cui tutto può essere concesso. È una questione di rispetto e di responsabilità”.
NOTA DI TRUCIOLI.IT- La notizia diffusa, via social, dal popolare (e forse invidiato per il successo commerciale) esercente ingauno merita di essere diffusa ed è indice di un clima piuttosto acceso, a cui ha dato fiato l’altrettanto diffuso giornale online che cavalca il successo di migliaia di visualizzazioni per certi articoli e la tempestività di molte notizie di cronaca locale. Il terzetto o il quartetto che si occupa dei contenuti de LOKKIO ha preso di mira (?) La Cantina di Re Carciofo.
Possiamo solo ricordare che, due mesi or sono, in un articolo contenente la rimozione di sedie e tavolini di un altro locale del centro storico che veniva attribuita al proprietario del palazzo adiacente il dehor, si accennava neanche tanto soft ad un altro esercizio pubblico ‘beneficiato’ di aver realizzato una struttura molto discutibile (copertura) sul suolo pubblico. Pare ovvio, se non sbagliamo, che negli uffici del Municipio sia squillato qualche segnale di allarme. Il sindaco Tomatis ha ripetuto, in forma pubblica, che la situazione della struttura di ‘Re Carciofo’ non rispetta le nuove norme comunali. Come dire non vogliamo avere grane con la giustizia per omissioni o altro.
Conclusione? E’ possibile una soluzione ragionevole che possa sanare eventuali e presunte difformità? O rispetto della normativa? Albenga non è stata certo avara – abbiamo una ricca documentazione fotografica estiva- nell’elargire possibilità di espansione di dehor, anche laddove i pedoni sono stati costretti a muoversi quasi in fila indiana. Parliamo di suolo pubblico e di riscossione di una tassa che alimenta il bilancio comunale, ovvero soldi dei cittadini, non sempre spesi con oculatezza o soprattutto all’insegna delle priorità. (L.C.)