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Noli senza antenne

Le onde elettromagnetiche che tanto infastidiscono i “poveri” abitanti di Noli, vengono riproposte nell’ articolo NUMERO 128 DEL 1 GIUGNO 2017 • BY TRUCIOLI : Lettera aperta ai sindaci Niccoli e Repetto ‘Maledizione antenne’ vicino alle scuole Non sottraetevi ad un dibattito pubblico.

Lettera a firma Maria Vincenti, Antonella Marotta, Carlo Gambetta, Anna Fontana del Comitato nolese per la difesa di Salute e Ambiente, ovvero lo “zoccolo duro” della lista che ha portato il Dr. Niccoli a Sindaco.

C’è da chiedersi il perché di questa inversione di tendenza, e viene spontaneo, quindi, citare il Manzoni:

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,

due volte nella polvere,
due volte sull’altar.

A Maria Vincenti, Antonella Marotta, Carlo Gambetta, Anna Fontana del Comitato nolese
per la difesa di Salute e Ambiente, che tanto hanno a cuore la salute dei pargoli che frequentano le scuole elementari ci si augura che la salute sia di tutta la popolazione residente sul territorio comunale e non solo dei residenti del capoluogo.

Se è solo per le scuole elementari, basta che il Comune cambi la loro sede.

Vivere nel 2014 senza wi-fi e quindi antenne che diffondono onde elettromagnatiche, a destra e a manca, si può ?

Certo che si può ! Ma come faranno i promotori del Comitato nolese a comunicare tra loro? O a “spettegolare” con amici e conoscenti? O come faranno i pargoli a comunicare con la mamma dicendo “oggi arrivo tardi” oppure “vado a giocare con…”? O come faranno i vari Uffici Comunali a trasmettere pratiche a cittadini, province, regione, etc.., ?

Parabola e radio, ecco le alternative se la linea non c’è Da il “Messaggero” un articolo di di Anna Guaita, recita: ecco il paese libero dai cellulari.

<<A quattro ore di automobile a ovest di Washington, mentre la strada si snoda fra dolci colline coperte di abeti, la radio dell’auto di colpo tace, il cellulare perde fino all’ultima tacca, e l’iPad dice laconico “nessun servizio”. Inutile armeggiare con i bottoni della radio, alzare il cellulare fuori dall’auto, guidare ancora un po’, alla ricerca di qualche ripetitore.>>

<<Eppure intorno a questa incredibile meraviglia della scienza, tutti debbono vivere come se si trovassero ancora nell’epoca precedente alla scoperta della radio. I 150 abitanti fissi del paesino di Green Bank possono avere un telefono vecchio stile, ma non un cellulare. Tutto ciò che sia connesso tramite wi-fi è vietato, anche il telecomando, quello della tv o quello delle porte del garage. Quindi niente cellulari o i-pad o laptop collegati via wi-fi. Niente che trasmetta via onde radio. Niente antenne tv. Niente forni a microonde, e neanche radiosveglie a batterie. Proprio il fatto che Green Bank si trovi al centro di un cono di silenzio radio l’ha resa popolare presso una popolazione che nel mondo va crescendo, a dispetto della medicina ufficiale, cioé tutti coloro che sostengono di soffrire di “Electromagnetic Hypersensitivity”, o EHS. Dagli anni Novanta, da quando sono comparsi i ripetitori dei cellulari, un certo numero di persone ha cominciato a denunciare sintomi quali capogiro, nausea, sfoghi della pelle, emicranie, palpitazioni cardiache, debolezza, dolori al petto. E’ nato anche un movimento, con numerosi gruppi di sostegno che si ispirano al libro di Arthur Firstenberg, “Microwaving our Planet”, che già nel 1996 spiegava come molti di quei disturbi possano essere causati dall’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche.>>

Un abitante Green Bank, racconta:

<<Il 53enne muratore Charles Meckna, che viveva nel Nebraska, si è trasferito qui con moglie e due figli, si è costruito un cottage e dice di non soffrire più delle estenuanti emicranie che lo perseguitavano. Bert e Diane Schou hanno venduto metà della loro fattoria nell’Iowa per ritirarsi a vivere in una casetta di Green Bank. Hanno accesso a internet, ma solo via dial-up: «E’ lento e possiamo fare poco, ma siamo in contatto con il mondo» dice Diane, che soffriva di malesseri così debilitanti da essere diventata l’ombra di se stessa. Gli Schou hanno affittato una piccola dependance a una insegnante di canto originaria di San Diego, in California, Deborah Cooney, che solo periodicamente si allontana per andare a tenere concerti e guadagnare abbastanza per mantenersi. Ma anche lei vorrebbe rimanere a Green Bank per sempre: «Quando esco da questa zona, rischio dolori fortissimi e debolezza – si sfoga – Ho paura, solo qui non soffro».

Chissà se anche il Comitato nolese
per la difesa di Salute e Ambiente, soffre delle stesse patalogie ?

Qualcuno potrebbe obiettare “le solite americanate” ma a pochi km da Miazzina [Verbano – Ossola], nel Parco della Val Grande, c’è una Comunità, i cui abitanti, residenti, non hanno telefoni, telefonini, televisori e luce elettrica: Rugno (o Runchio)

La mulattiera che da Cossogno sale a Rugno (Runchio) e alla sovrastante conca di Aurelio è stata denominata dal Parco nazionale Val Grande “Il sentiero della fatica”; lungo di esso si incontrano le antiche testimonianze dei ronchi (“runch”, in dialetto), corti (“curt”) e alpeggi (“alp”) la cui denominazione derivava dalla diversa funzione.

Il grande corte di Rugno era un maggengo di Cossogno [1], la cui esistenza è citata in antiche pergamene fin dal 1300. Ancora negli anni Cinquanta era regolarmente frequentato da montanari che praticavano una superstite pastorizia. Gli edifici sono, dunque, legati alla vita degli alpeggi. Essi sono stati recuperati dai discendenti degli alpigiani e costituiscono un esempio vivo di tradizionale villeggiatura rurale. Rugno è, infatti, praticata tutto l’anno. L’oratorio della Madonna del Buon Consiglio sorge vicino al sovrastante sasso del falò. Ogni anno si celebra una tradizionale festa, a fine luglio. La splendida conca di Aurelio era utilizzata nei secoli scorsi per il pascolo del bestiame. In dialetto l’alpeggio è detto Vrei ed è costituito da un insieme di piccoli agglomerati, distribuiti nell’ampia conca prativa, assumendo nomi caratteristici derivati dai luoghi o dai proprietari. Si ha, così il Corte della Chiesa (Curt dla gesa) e l’Alpe Grandi, probabilmente dal cognome Del Grande di una famiglia ungiaschese. Ai pascoli comunitari degli alpigiani di Cossogno si unirono, infatti, terreni privati acquistati dagli abitanti della più vicina Ungiasca, frazione di Cossogno. L’edificio più imponente della conca di Aurelio è la fattoria dei Nicolini ancora in buono stato di conservazione.

E’ un luogo di confine dove finisce la civiltà degli uomini e inizia la civiltà della natura.

Il villaggio è posto sul declivio del costolone che scende dalla Cima Sasso e separa l’imbocco della Val Pogallo dalla Val Grande.

Parco Val Grande — Alpe Rugno — (o Runchio) si raggiunge solo a piedi (30 minuti circa) lungo un comodo e bellissimo sentiero che da Miazzina attraverso il bosco in continui saliscendi raggiunge l’Alpe (o corte). I primi insediamenti risalgono al ’300 e le tipiche abitazioni di montagna (ben conservate e ristrutturate) raccontano una lunga vita di fatica e povertà.

Ricordo che per arrivarci, nel 1985, con la figlia imbragata a zaino, si percorreva una mulattiera che ad un certo punto era costituita da un assito in legno, a sbalzo sopra il sottostante laghetto, protetto da paletti in legno e corda, da un lato, e da corda fissa alla parete rocciosa a monte [una specie di ferrata].

[1] Cicogna è la piccola capitale della Val Grande. Era la corte maggengale delle comunità di Cossogno, Unchio e Ungiasca già dal XIII secolo ed è diventata un centro permanente solo a partire dal XVI secolo. Solo dal 1991 vi arriva la strada, stretta e tortuosa.

Rugno è paragonabile al borgo ligure di Ca de Cia, sulle alture di Feglino

Nell’entroterra di Finale Ligure(Savona), a 10 minuti dal mare, in uno scenario ricco e suggestivo, si apre sulla vallata la frazione Ca de Cia. Qui sorge l’ antico borgo risalente al XIV secolo, che dell’epoca ha mantenuto intatte non solo la struttura e le costruzioni originali, ma anche la quiete, l’armonia con la natura circostante e la sensazione di pace assoluta

A Rugno tutto è rimasto come prima; lì la corrente non arriva e ci si arrangia con i pannelli solari e per scaldarsi si usano le stufe a legna!

Ora, con i pannelli solari, le abitazioni sono fornite di frigoriferi, luce; trent’anni fa le derrate alimentari venivano stoccate in luoghi appositi [grotte] protetti dalla luce del sole; e nessuno si lamentava, anzi qualche residente li utilizza tutt’ora; anche i mobili vengono portati a spalla.

Non ci sono antenne, l’utilizzo quotidiano è dato dal GPS,
i moderni ricevitori GPS hanno raggiunto dei costi molto contenuti ed il navigatore satellitare
personale è divenuto un oggetto di uso comune. Il mercato offre soluzioni a basso costo, per tutti gli impieghi, che si rivelano efficaci non soltanto per la navigazione satellitare in sé, ma anche per usi civili, per il controllo dei servizi mobili e per il controllo del territorio.

Esistono varie soluzioni:

  • integrate: sono dispositivi portatili all-in-one che incorporano un ricevitore GPS, uno schermo LCD, un altoparlante, un processore
    che esegue le istruzioni, date solitamente da un sistema operativo
    proprietario, uno slot
    per schede di memoria
    ove memorizzare la cartografia;
  • ibride: sono dispositivi portatili (personal computer, palmari, smartphone) che, nati per scopi diversi, sono resi adatti alla navigazione satellitare attraverso un ricevitore GPS integrato oppure con il collegamento di un ricevitore GPS esterno.

    A Noli oltre a parabola e radio, come alternativa se la linea non c’è, vorrà dire che verrà riscoperto il telegrafo, tanto usato dalle ferrovie dello stato. E si, perché, se il comitato per la salute è contrario ai “ripetitori” nel capoluogo, per effetto della “par condicio”, gli stessi non devono esistere su tutto il territorio comunale. Se così non fosse, viene effettivamente il dubbio che tutto “l’ambaradan” che si è scatenato, preso come spunto dalla vicinanza delle scuole elementari, non sia altro che dire: “non vogliamo le antenne sul centro abitato, ma essendo queste necessarie, le mettano altrove e non vicino a casa nostra”.

    Volendo il comitato potrebbe sempre intraprendere un’azione nei confronti e dell’aeronautica civile e militare, per il radio faro [quello vicino alle scuole] e verso la marina militare [radiogoniometro – da gino].

    Ricordo che sia il PRG sia il Piano delle antenne in esso contenuto, essendo opere di urbanizzazione primaria, da parte dello Stato, non sono in discussione, e questa volta, possiamo dire qualsiasi Sindaco, non è in grado di opporsi.

    A Noli, se si venissero a creare le medesime condizioni di vita di Rugno……….da parte del Comitato nolese
    per la difesa di Salute e Ambiente, sai che sinfonia!

    Alesben B.

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