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Lettera aperta ai sindaci Niccoli e Repetto
‘Maledizione antenne’ vicino alle scuole
Non sottraetevi ad un dibattito pubblico

Lettera aperta al Sindaco e ai Consiglieri di Maggioranza e Minoranza del Comune di Noli.

Il sindaco di Noli dr. Niccoli, con il comandante la stazione dei carabinieri Ferrari ed il comandante della Capitaneria di porto ad un recente manifestazione pubblica sul Transylvania

Egregio sig. Sindaco, egregi Consiglieri, come Comitato nolese per la difesa di Salute e Ambiente, vi abbiamo recentemente rivolto 5 domande in merito agli impianti di telefonia mobile sul nostro territorio e vi abbiamo ufficialmente invitati all’incontro pubblico del 19 aprile c.a. per sentire le vostre risposte, dal momento che alle nostre lettere di ottobre e novembre 2016, sullo stesso tema, non avevate dato riscontro alcuno.

A parte un Consigliere di Minoranza che si è detto poco informato sulla materia, lei sig. Sindaco e voi restanti Consiglieri, avete ritenuto di non intervenire al suddetto incontro, facendovi sostituire da una lettera, a firma del Sindaco, dr. Niccoli, molto meno coinvolgente e molto più conveniente di un confronto diretto con la popolazione, peraltro su problemi che la riguardano.

Tale lettera, che ci è servita in assemblea e ci servirà ora per contestare ancora una volta molte delle vostre affermazioni, espone in dettagli giustificativi, la lunga storia delle antenne svoltasi sotto le Amministrazioni Niccoli e Repetto.

Noi, quella storia la conosciamo bene e non è esattamente come la raccontate, documenti alla mano che lo dimostrano.

- Intanto, per rispondere alla domanda a che punto sia giunto l’ultimo Piano antenne (POST) adottato dal Comune nel 2015, scrivete di aver indirizzato alla Regione su invito del progettista, ingegner Muraglia, “puntuale richiesta” di chiarimenti sulle prescrizioni che con Decreto essa impone a tale Piano.

L’ex sindaco Ambrogio Repetto in una foto da campagna elettorale

Ma solo per chiedere chiarimenti avete impiegato ben nove mesi, da giugno 2016, quando avete ricevuto il Decreto, a marzo 2017 prolungando così sempre più l’iter di un POST cominciato con la bozza Boffelli (Amministrazione Niccoli), proseguito con 3 adozioni di POST redatti dall’ing. Muraglia nel 2008, nel 2013 (Amministrazione Repetto) e nel 2015 (nuova Amministrazione Niccoli) senza giungere mai ad approvarlo e quindi a renderlo vigente: l’inspiegabile e ingiustificato ritardo accumulatosi in troppi anni di cammino, non ancora terminato, ha avuto come conseguenza la libera installazione sul territorio degli impianti anziché la loro “regolamentazione” per “minimizzare il rischio di esposizione” come dice la legge.

Sappiamo che l’iter non è breve, ma, appunto per questo, avrebbero potuto essere evitati dalle Amministrazioni succedutesi i comprovati tempi morti e molti dei passaggi che voi giustificate facendo un tutt’uno dei due POST del 2008 e del 2013, come dimenticando che dal primo al secondo sono intercorsi 5 anni, un tempo più che sufficiente per ottemperare alle prescrizioni della Regione e proseguire verso l’approvazione, senza allungare i tempi con nuove versioni (2013 e 2015), con nuove prescrizioni regionali e nuovi blocchi fino a quest’ultimo di 9 mesi, solo per chiedere chiarimenti che chissà quando arriveranno!

E l’impegno del dr. Niccoli in campagna elettorale di risolvere definitivamente il grave problema delle antenne mettendo mano al Piano già al primo Consiglio Comunale?

Egregio sig. Sindaco, egregi Consiglieri, un Piano che si trascina da così tanto tempo da un’Amministrazione all’altra senza mai concludersi, permettendo così che il territorio continui ad essere sguarnito non utilizzando l’unico strumento di tutela a disposizione, non vi pare che non lo protegga secondo quanto prescritto dalla legge? Non vi pare che deponga tutt’altro che a favore di una vostra reale volontà di tutelarlo? Quando il Piano vedrà la luce, se mai la vedrà, troverà gli impianti già liberamente sistemati e in esercizio, come del resto è avvenuto e potrebbe continuare ad avvenire, visto che la legge, in mancanza di POST, lo permette e che ci sono nuove richieste in corso. E tenete presente che la salvaguardia, ora finalmente vigente, è limitata ad un Piano che, in attesa dei chiarimenti richiesti, non è ancora stato modificato secondo le prescrizioni regionali, come dimostra ad es. la restrizione relativa ai crinali, che i vostri dubbi rendono per ora non applicabile.

- A proposito di salvaguardia, precisiamo che essa dovrebbe scattare dopo ogni adozione di Piano comunale, durare fino alla sua approvazione o, in mancanza di questa, per un periodo di tre anni. L’Amministrazione Repetto l’ha sempre negata, anche nei Consigli Comunali che hanno adottato i POST del 2008 e 2013 appellandosi impropriamente a sentenze pronunciate su casi dissimili dal nostro. Voi citate la risposta della Regione del 2013 (prot. n.8777), risposta che secondo voi negherebbe la legittimità della sua applicazione. Ebbene quella risposta, oltre a dire che è proprio l’esistenza di “discipline comunali di settore (Piani di organizzazione)” a poter escludere gli insediamenti in qualunque zona del territorio comunale e non ad ammetterli, come voi dite, fa riferimento al DPR 380/01 che evidentemente non è stato a sufficienza analizzato o fatto analizzare per rendere quella risposta meno “nebulosa”, come definita dal Responsabile Area tecnica del Comune. Non ottenendo chiarezza, l’abbiamo mandata ad un legale, un autorevole amministrativista esperto in problemi di telefonia mobile che l’ha sviscerata esaminando quel Decreto e le leggi regionali in materia e ha dimostrato, fuori da ogni dubbio, la legittimità dell’applicazione della salvaguardia. Egli ha rilasciato un parere pro-veritate e non delle semplici “interpretazioni personali” prestandosi anche ad un collegamento via skype in cui il Sindaco e molti Esponenti amministrativi e tecnici del Comune hanno potuto porre domande. Va detto inoltre che il suo consiglio era stato di accelerare il più possibile l’iter del POST. E da allora ne è passato di tempo!

Indipendentemente dal citato parere, se fosse stata compresa la risposta della Regione del 2013 e dopo l’adozione del POST alla fine di quello stesso anno fosse stata applicata la salvaguardia nelle modalità con cui è stata applicata ora, non avrebbero potuto essere autorizzati nel 2014 né l’impianto di San Michele, mai inserito in alcun Piano, né quello di via Defferrari 26 che avrebbe dovuto essere a non meno di 50 metri dalle scuole, mentre è a soli 28!!

Tanto meno se ci fosse stato un POST vigente, non essendo previste le due suddette installazioni.

Invece le abbiamo tutte e due, la prima autorizzata, l’altra funzionante e addirittura potenziata.

- Riguardo alla sentenza di condanna del Comune da parte del Tar a cui è ricorsa la società telefonica contro la revoca comunale, la sua lettera, sig. Sindaco, si limita a riferire che la Giunta non ha ritenuto di ricorrere in Appello. Vi chiedevamo ben altro (anche nella lettera di ottobre 2016 rimasta senza risposta) sulle procedure comunali riguardanti la Stazione di San Michele e sulle relative responsabilità; dopo le prove congiunte per verificare presunte difformità tra Progetto e Scheda rappresentante le simulazioni dell’impatto paesaggistico, ci sono state da parte nostra vivaci e ripetute obiezioni, tra l’altro mai smentite, ma nemmeno oggetto di approfondimento sulle questioni sollevate, né si è ottenuto un confronto tra le parti e tra le foto allo scopo di giungere ad una verità oggettiva. “Datemi un solo elemento ed io…..” “aiutatemi ad aiutarvi” soleva dire, sig. Sindaco: elementi gliene abbiamo dati tanti, ma nonostante prove e controprove, contestazioni verbali e scritte, la documentazione non è stata rivista e nemmeno discussa con noi. Alla luce di tali carenze, avevamo manifestato pubblicamente la previsione che il Comune stava mettendosi in condizioni di perdere un eventuale ricorso del gestore.

Lei, sig. Sindaco, un intervento l’aveva fatto, è vero, trasferendo la pratica alla Commissaria ad Acta (che aveva revocato l’autorizzazione all’impianto di San Michele precedentemente rilasciata – segno che i nostri Esposti al Comune non erano campati in aria-), ma anche in quel caso è stato commesso un errore ignorando l’art. 30 del Regolamento Uffici e Servizi Comunali che prevede sia esplicitata, a motivazione di tale passaggio, una situazione di necessità ed urgenza (che in realtà c’era).

Tale errore che il tribunale definisce “assorbente”, pregiudica un eventuale ricorso in Appello: ecco perché è palesemente inutile ricorrervi in quanto l’Appello non potrebbe che confermare la sentenza del TAR.

Così, le conseguenze di tale sentenza, ambientali e pecuniarie, ricadono sulle spalle dei Cittadini; le seconde vanno ad aggiungersi ai costi dei ripetuti incarichi professionali per la redazione di POST mai conclusi dal Comune.

Ancora alcune brevi note:

1) Quanto alla nostra preliminare condivisione dell’ultima versione del POST, precisiamo che la sua stesura, successiva al nostro incontro col redattore, ci ha sorpreso non poco ed infatti abbiamo depositato in Comune un documento di motivate osservazioni critiche tra cui quella sulla contraddizione tra enunciati di principio tesi a minimizzare l’esposizione e numero esorbitanti di siti messi a disposizione.

2) Per quanto riguarda i valori dei campi elettromagnetici che lei, sig. Sindaco, secondo i dati ARPAL definisce “soddisfacenti” e “ben al di sotto dei limiti di legge” ci riesce difficile essere d’accordo proprio riscontrando nel documento ARPAL giacente in Comune datato 31/03/15 e 4/08/15 la seguente dicitura “alla luce della criticità del sito posizionato nelle immediate vicinanze di una scuola”…….. “nei punti 5, 13, B e C sono attesi valori appena inferiori al limite di legge” e non “ben al di sotto”; e si tratta di un sito “critico” in funzione che richiederebbe un monitoraggio costante.

3) Così, come rileviamo che per l’impianto di via Defferrari 6, sull’hotel Gino, per cui è stato chiesto il potenziamento, non sia tanto una questione di rispetto dei limiti, quanto di rispetto della DCC 57/15 che prevede la salvaguardia e di rispetto della pianificazione urbanistica del POST che prevede in zona azzurra – com’è quella dove è posizionata la Stazione – impianti con potenza inferiore ai 10watt; pertanto non è ammissibile un impianto con potenza superiore, anche se rispettoso dei limiti.

- Quanto all’UNIGE, chiariamo ancora una volta che abbiamo saputo per puro caso dell’incarico conferito dall’Amministrazione Repetto a tale Ente per uno Studio di fattibilità sul sito di San Michele e abbiamo preso posizione contro la selezione a priori proprio di “quel” sito così problematico e contestato, ben disposti invece a uno Studio sull’intero territorio alla ricerca di soluzioni idonee a conciliare servizio e tutela

Quel sito, proposto fin dall’inizio dall’Amministrazione, era stato esaminato da un ingegnere interpellato dall’allora presidente del Comitato, ing. Cassano (il quale da tanti anni ha pubblicamente chiarito la sua posizione, mentre la scelta del San Michele ha continuato la sua strada).

E’ opportuno ricordare che l’ingegnere interpellato sul sito in questione aveva messo in guardia da un’eventuale “sommatoria” di emissioni. Tuttavia, nel 2014 veniva autorizzato il progetto del 2013 addirittura per un polo multitelefonico, autorizzazione revocata, ma ora tornata valida, secondo Sentenza.

Quando si ergerà su quella collina, non solo misureremo in tutta la sua entità il vero impatto paesaggistico, ma vedremo Nido, Scuola Materna ed Elementare con impianti a destra, a sinistra e di fronte.

Che meraviglia per un Comune che nell’avvicendarsi delle Amministrazioni avrebbe potuto evitare questa concentrazione producendo un Piano regolatore delle installazioni, correggere errori con relative conseguenze, dimostrare coerenza tra intenti dichiarati e scelte effettuate!

Ora il Comitato non può che prendere atto della situazione e nonostante tutta la sua battaglia, constatare la propria impotenza con l’amara percezione di essere stato, in tanti anni di rapporto col Comune, più un intralcio che un’opportunità per una reale e fattiva collaborazione.

Sia ben chiaro che il nostro Comitato non ha contestato la necessità di antenne per un servizio divenuto ormai insostituibile, ma si è speso per la loro regolamentazione e l’esclusione di siti critici o potenzialmente rischiosi, a favore di soluzioni meno impattanti. Per tanto tempo, anche pagandosi le consulenze per accedere ad informazioni chiare, ha fornito documentazione facendo opera di divulgazione col supporto di medici ed esperti tecnico-scientifici attraverso convegni, assemblee e manifestazioni pubbliche, opera di vigilanza, a volte persino di supplenza, opera di critica e di denuncia appellandosi ai principi di trasparenza e oggettività.

Ora il nostro senso civico ci impone di intervenire con questa lettera aperta, sulla verità dei fatti e di renderne consapevoli i nostri concittadini.

A voi, egregi Amministratori, chiediamo di lasciarci il diritto di interrogarvi senza che interpretiate il fatto come un affronto sottraendovi ad un dibattito pubblico: dovreste invece sentire il dovere morale e istituzionale di rendere pubblicamente conto ai vostri elettori e a tutta la Comunità delle scelte operate in loro vece.

Grazie per l’attenzione e distinti saluti

Noli, 29 maggio 2017

Maria Vincenti, Antonella Marotta, Carlo Gambetta, Anna Fontana

del Comitato nolese per la difesa di Salute e Ambiente

 

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