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Loano, magazzini dei Rocca (assessore) ?
Due bilocali da Residenza del Principe

L’iter pare non abbia falle. C’è si suole dire il ‘certificato di garanzia’ dei proprietari originari dei magazzini: le sorelle Rocca, una Enrica commercialista affermata e quotata, assessore, consigliere comunale, già presidente della seconda commissione, candidata indipendente. Tra le mura del centro storico un altro tassello del mosaico arricchisce la città. Via vecchi e malandati magazzini, cambio di destinazione d’uso liscio come l’olio, nessun obbligo di concessione edilizia. Ecco che per fine anno possono essere messi in vendita due appartamenti di 65 mq. ciascuno, garage, ingresso, doppi servizi, soggiorno cucina, due camere. Un sogno rallegrato dall’atmosfera estiva delle serate musicali al Giardino del Principe. Leggi anche l’interpellanza di LoaNoi e una lettera al sindaco e agli assessori comunali sul varco di Campo Cadorna.

Enrica Rocca, commercialista, 54 anni, revisore dei conti, curatore fallimentare del tribunale e delle esecuzioni immobiliari

Loano lavori in corso alla Residenza del Principe, da magazzini a seconda casa di lusso

Non è un caso, anzi un’ottima idea aver denominato i ‘defunti magazzini’ Residenza del Principe. La classica dimora seconda casa, in centro città, a 50 metri dalla spiaggia, dalla passeggiata a mare, dal ricco e vivace centro storico. Manco a dirlo il prezzo è adeguato. A Loano checche si dica di crisi dell’edilizia e del mattone che si protrae in Italia e in Liguria da otto anni e che ora sembra riprendersi, la stasi immobiliare pare non sia di casa, soprattutto nelle nuove costruzioni.  Il vecchio patrimonio edilizio lascia il posto a nuovi locali. Ovviamente laddove abitavano poche famiglie, oggi la moltiplicazione dei vani è tanta manna.

Le strade e le piazze restano quelle di sempre, il traffico di Loano riconoscono gli autisti dei furgoni che consegnano pacchi a domicilio è il più ‘incasinato’ della provincia. Vale a dire traffico dell’Aurelia, attraversamenti pedonali a pioggia, soste selvagge e spesso impunite, affollamento, concentrazione spazi liberi – abitanti-vani, fanno si che caos, code, intasamenti, inquinamento purtroppo da polveri sottili (per fortuna siamo al mare) finiscano per essere assimilatiti alla convivenza, si fa l’abitudine. Nessuno o quasi ci fa più caso.

Per la Residenza del Principe è inutile che storcano il naso gli omni presenti ambientalisti. Inutile che chiedano di sapere quanto ha incassato il comune per il cambio di destinazione d’uso e oneri di urbanizzazione. A Loano questi dubbi non serve neppure porseli. C’è chi nel ‘manifesto’ della costruzione che si deve apporre all’ingresso del cantiere sostiene che la data è sbagliata, indica il 2016 anzichè il 2017. Qualcuno ha firmato e vidimati documenti ufficiali con data errata ?  Del resto basta la Dia, non serve la mitica e odiata ‘licenza edilizia’.

Qualcuno altro che abita nella zona ha vissuto l’intervenuto dei pompieri per il crollo di un ponteggio. Ha scattato le foto di rito, non si sa mai. Committente dei lavori (dopo aver acquisito presumibilmente la titolarità di Dia e dell’immobile) è la Sertor srl, con sede in corso Roma, a Loano. Amministratore unico figura  Giovanni Tognini, 30 anni, residente sempre a Loano in via Magenta. La stessa società  è titolare  della concessione di suolo pubblico per 144 giorni, a partire è scritto dal 20 gennaio 2016, fino al 14 giugno 2016. Qui starebbe l’errore di date. Attribuibile a quanto pare al competente ufficio comunale. Allo sportello per l’edilizia – altro che famigerata burocrazia di cui tanto si parla – la velocità è pratica quotidiana. Denuncia inizio attività, lavori su immobile esistente con cambio di destinazione d’uso, da magazzino a residenziale abitativo, in data 30 gennaio 2017. E qui la data è esatta. Progettista l’architetto Angelo De Francesco,  direttore dei lavori Emanuele Corridori, geometra di Toirano, per la parte tecnica. Per la parte strutturale l’ing. Daniele Cabrini con studio a Loano, residenza a Boissano. L’ammontare complessivo dei lavori è indicato in 220 mila euro. Per complessivi 327 giorni lavorativi, con l’impegno di 5 lavoratori e 8 imprese autonome. Si tratta di Romeo e Aleko Bardhi di Loano, Elio Color di Ihm Meda Sothi, Edilposa sas di Stelian Aurelian, Idroenergy di Davide Bruzzone (Loano), Ferrara Costruzioni Toirano.

La vendita affidata all’agenzia Liberi di Abitare di piazza San Francesco ad Alassio.

L’INTERVENTO DEI VIGILI DEL FUOCO ALLA RESIDENZA DEL PRINCIPE

LE INTERPELLANZE DI LOANONOI

Comunicato stampa - L’amministrazione loanese tende tradizionalmente a “dimenticare” quali siano i diritti di un comune, a vantaggio del privato che non esegue le opere a scomputo, si riprende i terreni scaduti i termini, fa quello che vuole insomma.

Al fine di “rompere” questa tradizione, il nostro gruppo consiliare ha presentato una serie di interrogazioni per mettere in luce le situazioni più gravi, alle quali l’amministrazione risponde puntualmente con comunicati stampa, come se la priorità fosse prevenire falle nell’opinione dell’elettorato piuttosto che sulla realtà fisica della città.

Aree verdi zona parcheggio Loano 2: pur trattandosi di verde pubblico, è di fatto in stato di abbandono. Rifiuti ovunque e assenza di cestini gettacarta. Alleghiamo foto perché a parole è difficile rendere l’idea.

Parcheggio Stazione FS: i lavori interrotti da metà gennaio e ripresi dopo nostra interrogazione, a detta del Sindaco hanno subito una pausa per verificare lo stato del sottosuolo “ammalorato”, che però in fase di acquisizione era risultato in buone condizioni. L’amministrazione dice che siccome i costi dell’intervento rischiavano di subire un’impennata, alla fine ce lo teniamo cosi.

Mazzocchi & company: non dimentichiamo il mai dimostrato interesse pubblico nel variare un PRG scaduto da dieci anni con il PUC pagato dai cittadini una cifra a cinque zeri e “nascosto” nel cassetto da quattro anni. E le opere a scomputo non realizzate in via Alba (c’è un esposto in Procura!). E il destinare la monetizzazione delle opere a scomputo, derivanti dalla palazzina in zona San Pio, all’acquedotto privato di Verzi, senza nemmeno predisporre la convenzione.

Via Pontassi: sono state tagliate diverse conifere di alto fusto, tra le quali un cedro del Libano di oltre venti metri di altezza, in una porzione di terreno che, da PRG, viene considerata “verde pubblico attrezzato” ma che, negli anni, non è mai stata convertita in un’area pubblica a disposizione della cittadinanza. L’area sarà destinata a dodici parcheggi privati di asservimento alle nuove unità abitative, determinate dalla recente concessione di innalzare i sottotetti, in una palazzina prospiciente all’area in questione.

Stiamo verificando se sia effettivamente possibile non seguire le linee dettate dal PRG, seppur scaduto da diversi anni, ma pur sempre in vigore e, di fatto, rimettere a disposizione del privato un’area che (forse da precedenti convenzioni non rispettate) doveva essere una valvola verde di sfogo in un quartiere ricco di abitazioni (e seconde case). Il Sindaco ha dichiarato che: “trattasi di interventi realizzati da privati su aree private”, sottintendendo che il depauperamento del verde“privato” non riguarda l’obbligo di controllo degli enti preposti, quando dovrebbe ben sapere che il verde in generale, ed in particolare gli alberi, anche se insistenti su area privata, concorrono a determinare un bene che è patrimonio comune, tanto importante da essere tutelato fin dalla nostra Costituzione Repubblicana, quale paesaggio. Inoltre il taglio deve essere sempre giustificato e autorizzato dall’ente locale che il Sindaco rappresenta e che dovrebbe, suo malgrado, tutelare.

LETTERA AL SINDACO E AGLI ASSESSORI COMUNALI PER IL VARCO DI CAMPO CADORNA

Con la presente sono a segnalarvi che da mesi (almeno giugno 2016) il varco ZTL di Campo Cadorna non è funzionante (rimane aperto) per cui chiunque accede e sosta nella ZTL come e quando vuole, specialmente la sera e la notte.

La segnaletica indicante la ZTL e i relativi divieti di accesso, che si sarebbe dovuta posizionare direttamente sul varco, è assente da anni (non è mai stata installata).

Inoltre, da un paio di mesi (da quando è stato smontato il mercatino natalizio, il Parco Escrivà è completamente al buio, ma nessuno si è preoccupato dei guasti e da un paio d’anni un antiestetico cavo volante con un faro attaccato ad una palma (che, come dichiarato dal Sindaco, si sarebbe dovuto eliminare, trattandosi di installazione provvisoria, ad ottobre 2015) risulta del tutto inutile.

Ovviamente nessuno in questi dieci anni si è preoccupato di chiedere conto all’impresa che ha realizzato il giardino in modo difforme dai progetti, i quali prevedevano gruppi illuminanti di qualità e non certo pali con fili a vista di cui la metà distrutti.

Probabilmente saremo morti tutti quando qualcuno si deciderà a fare il suo dovere.

Saluti, dott.ssa Luisella Rava

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