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Notizie da Alassio, Albenga, Finale Ligure, Mondovicino, Ormea, Savona

Ad Alassio i tavoli del Progetto Outdoor.  Ad Albenga presentazione del libro di Antonio Rossello che racconta la vita di Lelio Speranza, con la presentazione di Daniele La Corte e la consegna di un riconoscimento ad Angelo Mercandelli. Sempre ad Albenga, sabato alle 17,30 Palazzo Peloso, il prof. Quaglieni presenta il suo ultimo libro ” Figure dell’Italia civile”. A Finale Ligure, il primo marzo ricorda Shoah , lo sciopero del 1° marzo 1944 e i Deportati della Piaggio. Savona presenta il Progetto Agrumi. Savona borse di studio in memoria di Lino Savarese. A Ormea il programma di carnevale con la presenza dell’allegra brigata de J’Aboi a Chionea. La lettera: Il coraggio di Cion.

Antonio Rossello

Con il patrocinio di: Città di Albenga, Centro XXV Aprile, FIVL, RBR Progetti e Associazione DLF Albenga, venerdì 24 febbraio, ore 16, sarà presentato, presso la Sala conferenze (II piano ) della Biblioteca Civica “Simonetta Comanedi”, in Via Roma 58 ad Albenga, il libro “La fiamma che arde nel cuore”, un volume scritto da Antonio Rossello, Presidente Centro XXV Aprile, che ripercorre la vita e l’intensa attività nella realtà civile e sportiva di Lelio Speranza, storico presidente del Coni della provincia di Savona e Vicepresidente nazionale FIVL, scomparso lo scorso 4 gennaio. La presentazione sarà condotta dal giornalista e scrittore Daniele la Corte,  notista su Imperia Tv di una rubrica di successo durante il telegiornale della sera, Interverrà Riccardo Bilotti, RBR Progetti, organizzatore del San Giorgio Sport Show. Dopo i saluti delle Autorità e delle Associazioni, sarà consegnato un riconoscimento ad Angelo Mercandelli, albenganese, in memoria di un familiare caduto nella Lotta di Liberazione.

Lelio Speranza

 

 

 

 

 

 

Angelo Mercandelli, portabandiera della Liberazione, premiato alla presentazione di un libro sulla vita di Lelio Speranza

IL LIBRO DI QUAGLIENI AD ALBENGA E IMPERIA – Sabato 25 febbraio alle ore 17,30, a Palazzo Peloso Cepolla, sede dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri (p. S. Michele, 12), il giornalista Sandro Chiaramonti, il prof.Dino Cofrancesco e l’on. Franco Vazio presenteranno, in dialogo con l’autore, il libro di Pier Franco Quaglieni “Figure dell’Italia civile”, Golem Edizioni. Porteranno il loro saluto l’avv. Giorgio Cangiano, Sindaco di Albenga e l’avv. Cosimo Costa, Presidente dell’Istituto di Studi Liguri. Organizzano l’evento il Comune di Albenga, l’Istituto Internazionale di Studi Liguri ed il Centro “Pannunzio” di Albenga. Coordinerà Marco Servetto. Ingresso libero.

 Venerdì 24 febbraio alle ore 17, nella Sala del Consiglio Provinciale di Imperia, Pier Franco Quaglieni presenterà il suo libro “Figure dell’Italia civile”, Golem Edizioni. Porteranno il loro saluto il Presidente della Provincia di Imperia, Fabio Natta; il Presidente del Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Pietro Chersola e il Presidente del Circolo Parasio Giacomo Ranieri. Organizzano l’evento la Provincia di Imperia, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il Centro “Pannunzio” di Imperia ed il Circolo Parasio. Ingresso libero.

AD ALASSIO I TAVOLI DI LAVORO DEL PROGETTO OUTDOOR

COMUNICATO STAMPA - L’Agenzia In Liguria – ancora in collaborazione con il Touring Club – ha organizzato due incontri territoriali mercoledì 22 febbraio, che si sono svolti al mattino a Sanremo e al pomeriggio ad Alassio.

Questi incontri sono stati predisposti come tavoli di lavoro in cui le strutture ricettive e gli altri operatori di varia tipologia che lavorano nel settore outdoor si sono attivati e hanno collaborato per sviluppare progetti concreti e offerte dedicate al target bike e trekking, che l’Agenzia andrà poi a promuovere in diverse occasioni e su diversi canali nel corso del 2017.

Ad accogliere i partecipanti il Sindaco di Alassio Enzo Canepa che ha voluto sottolineare l’importanza di questi tavoli tecnici per la valorizzazione del territorio e la creazione di un’offerta turistica integrata rispetto ad un segmento fondamentale come quello dell’outdoor. In quest’ottica risulta strategico l’investimento nell’ambito del target “vacanza attiva”, coinvolgendo in maniera trasversale tutti gli operatori del settore, per il conseguimento di una destagionalizzazione dei flussi turistici.

FINALE LIGURE INCONTRO PER PARLARE DI SHOAH NELL’AULA MAGNA

Il 1° marzo 1944 gli operai della Piaggio e dell’Italia settentrionale sfidarono il regime nazifascista e subirono una feroce repressione con la deportazione in Germania.

Il Centro Studi Costituzione e Democrazia – La memoria della Memoria il giorno 1 marzo 2017 (inizio ore 8.00) incontrerà nell’Aula Magna del Plesso Scuola Media “Aycardi-Ghiglieri” di Finale le classi III. Per parlare di Shoah e dello sciopero del 1°marzo 1944. Al termine dell’incontro una delegazione degli alunni sarà accompagnata alla Lapide dei deportati Piaggio sul lungomare di Finale.

L’iniziativa rientra in un ampio progetto di collaborazione tra il Centro Studi Costituzione e Democrazia e l?istituto Comprensivo di Finale Ligure, che ha già visto il 27 gennaio scorso il coinvolgimento di oltre 100 bambini della Scuola Primaria in una riflessione sulla Shoah e sulla deportazione degli operai nel marzo 1944 e che vedrà ancora la realizzazione di una Mostra di disegni e scritti degli alunni della Primaria in occasione del 25 aprile e un’esposizione pubblica il 5 maggio da parte degli alunni della Media delle ricerche effettuate sull’eccidio di Pian dei Corsi.

Luigi Vassallo

ORMEA: SABATO 25 FEBBRAIO

Torna l’allegra brigata de J’Aboi a Chionea, Nella frazione di Chionea dalle ore 14.00 in poi con merenda sinoira e piatti tipici.

Le origini del carnevale storico di Ormea risalgono alle incursioni dei Saraceni del X sec. La popolazione, stanca per le angherie subite per molti decenni da parte delle orde che si erano fermate nell’Alta Valle del Tanaro edificando torri in pietra cilindriche e caverne murate, si era ribellata attaccando gli invasori con ogni sorta di arma.

Per festeggiare la vittoria ottenuta e la libertà ritrovata, i giovani si riversarono nelle strade organizzando feste e convivi. Con il passare dei secoli la festa si trasformò, i giovani fecero abbellire i vestiti con dei nastri, spesso in seta, che vennero tramandati di generazione in generazione. Aboi è stato il termine coniato per indicare questi personaggi, che si lega agli Abbà di altri carnevali storici delle Alpi Occidentali. La festa era naturalmente partecipata solo da maschi in quanto le ragazze non potevano allontanarsi da casa se non sotto una stretta sorveglianza dei famigliari.

Le testimonianze delle ultime edizioni fino all’inizio degli anni 50, riferiscono di gruppi di Aboi che partendo dalla frazione di Chionea trascorrevano la settimana di carnevale spostandosi lungo i sentieri e le mulattiere di montagna da una borgata all’altra raccogliendo viveri e vino, organizzando balli e scherzi fino alla domenica sera che terminava la festa con un grande banchetto, “a ribota”.

SABATO 25 FEBBRAIO: Gran Ballo in maschera con l’Orchestra “I Monelli” alle ore 21.30 presso la Sala Soc. Operaia.

DOMENICA 26 FEBBRAIO: Festa di Carnevale per i bambini a partire dalle ore 15.00 all’aperto e presso La Soc. Operaia.Coriandoli, stelle filanti, maschere a tanti giochi con Rubinetto. Polenta con salsiccia per tutti.

SAVONA PRESENTA IL PROGETTO INTERNAZIONALE “MARE DI AGRUMI”-

Giovedì 23 febbraio nella Pinacoteca Civica, alla presenza del Sindaco

COMUNICATO STAMPA -Savona presenta il progetto internazionale “Mare di Agrumi”. Giovedì 23 febbraio, nella Pinacoteca Civica di Palazzo Gavotti in Piazza Chabrol n.1 a partire dalle 9.00, si svolgerà l’evento di lancio del progetto “MARchio turistico e biotEcnologie verDi per lo sviluppo di Imprese su una risorsa comune: gli AGRUMI – MARE DI AGRUMI”.

Il programma dell’iniziativa prevede la registrazione dei partecipanti dalle 9.00 alle 9.30; i saluti di benvenuto del Sindaco di Savona Ilaria Caprioglio alle 9.30, cui seguiranno i saluti dei rappresentanti dei partner del progetto. A partire dalle 10.00, gli interventi: “Mare di Agrumi – La missione del progetto” a cura di Ennio Rossi, responsabile del progetto del Comune di Savona; “Biotecnologie per lo sviluppo delle imprese”, a cura di Giovanni Minuto, Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola; “La Corsica, in un Mare di Agrumi” di Christophe Graziani – Chambre de Commerce et d’Industrie Territoriale de Bastia et de la Haute Corse; “Sa Pompia”: la riscoperta di un antico frutto, di Maurizio Coda, Comune di Siniscola; “La ricerca sugli agrumi in Corsica, 60 anni di lavoro con i produttori per la promozione dei prodotti locali”, a cura di Franck Curk, Institut National de la Recherche Agronomique; “Gli agrumi come fonte di componenti ad elevata attività biologica e antiossidante: stato dell’arte e prospettive future”, a cura di Luisa Pistelli e Angela Zinnai dell’Università di Pisa; “La potenzialità del comparto agroturistico: verso la creazione del marchio turistico Mare di Agrumi”, di Irene Nicotra, della Provincia di Livorno. Alle 12.30, la chiusura dei lavori.

L’evento è organizzato dalla Città di Savona, nell’ambito del programma Interreg Marittimo Italia-Francia, con la partecipazione del Comune di Siniscola, della Provincia di Livorno, del CeRSAA, del CCI – Bastia Haute Corse, di INRA – Science & Impact, Cirad e Università di Pisa. Il progetto “Mare di Agrumi” mira ad aumentare la competitività dell’emicro e PMI dell’area transfrontaliera collegate al settore agricolo,agroalimentare e del turismo “green”. Fil rouge distintivo è la valorizzazione di un prodotto di qualità e multifunzionale comune a tutti i territori: l’agrume. “Siamo orgogliosi di poter ospitare questa importante conferenza dedicata a un progetto che vede Savona quale città capofila”, afferma il Sindaco Caprioglio. “È proprio grazie a questo progetto che, nei pressi della Fortezza del Priamar, sarà creato un “living lab” sugli agrumi di Savona, sotto forma di ‘Giardino dei Chinotti’ con diverse specie di agrumi, per la valorizzazione e lapromozione di un’eccellenza del nostro territorio”.

SAVONA, BORSE DI STUDIO IN MEMORIA DI LINO SAVARESE Cerimonia di premiazione sabato 25 febbraio alle 10.00 nella Sala Rossa del Comune.

Gli studenti savonesi premiati con borse di studio in memoria di Lino Savarese. Sabato 25 febbraio alle 10.00, nella Sala Rossa del Comune di Savona, si terrà la cerimonia di premiazione del Concorso “Savarese”, premio istituito dalla famiglia Savarese al quale hanno partecipato le classi quinte degli istituti “Boselli-Alberti” e “Ferraris-Pancaldo”, allapresenza di Massimo Arecco, Vice Sindaco del Comune di Savona. I coniugi Maria e Luigi Savarese, genitori di Pasquale Savarese detto “Lino”, avendo intenzione di ricordare la memoria del proprio figlio, hanno proposto all’ente comunale l’istituzione di alcune borse di studio a favore dei ragazzi delle classi quinte degli istituti di istruzione superiori Boselli-Alberti e Ferraris-Pancaldo.

Lino Savarese ha frequentato l’Istituto per Geometri e, dopo il diploma, ha lavorato per un periodo alla Bombardier di Vado Ligure (in allora Tibb Brown Boveri), prima di essere assunto alle Poste dove è rimasto fino al 2009. Ha ricevuto nel 1991 dal Presidente della Repubblica l’onorificenzadi Cavaliere. La sua vita è stata segnata da importanti problemi di salute che non gli hanno però impedito di dedicarsi con passione al volontariato (era milite della Croce Rossa di Savona) e alla vita in Parrocchia (presso la Parrocchia di San Giuseppe di Savona). Ma la sua più grande passione erano i treni e le auto d’epoca. Il settore ferroviario era per Lino una parte fondamentale delle sue ricerche, unendo l’amore per il passato con la proiezione verso il futuro. Nutriva una forte passione per i materiali e la costruzione delle locomotive a vapore e quelle elettriche (locomotori), in particolare per le storiche “Trifasi” potenziate per superare i tratti di notevole pendenza sul percorso Savona-Torino. Oggetto dei suoi approfondimenti erano anche l’evoluzione dell’impiantistica nonché il funzionamento di tram, filovie e autobus. Ma Lino guardava al futuro e quindi seguiva con scrupolosa attenzione i progressi della tecnica e progettazione dei vari “locomotori” fino ad arrivare agli attuali modelli.

“I genitori di Lino Savarese hanno voluto istituire le borse di studio a favore di studenti del Boselli-Alberti e dell’ITIS allo scopo di incentivare e coinvolgere le nuove generazioni, affinché possano

continuare e coltivare questa passione in modo da contribuire allo sviluppo e all’innovazione del territorio”, spiega Massimo Arecco, Vice Sindaco di Savona. “L’argomento degli elaborati richiesti, infatti, era proprio legato a tematiche quali lo sviluppo dell’efficienza energetica e l’utilizzo di energie alternative per i sistemi di trazione ferroviaria”.

 

MONDOVICINO OUTLET VILLAGE: SABATO 25 E DOMENICA 26 FEBBRAIO GOLDEN SALES- 

MARTEDI’ 28 FEBBRAIO CARNEVALE DEI BAMBINI

COMUNICATO STAMPA - Un weekend all’insegna di sconti e promozioni quello in arrivo a Mondovicino Outlet Village. Sabato 25 e domenica 26 febbraio, infatti, l’outlet sarà teatro di grandi occasioni per shopping di qualità: con il Golden Sales si potranno fare acquisti con riduzioni del 60% su tutta la merce in saldo nelle boutiques aderenti all’iniziativa. I negozi partecipanti verranno svelati durante la giornata dalla speaker di Mondovicino Outlet Village, la promozione durerà due ore per ciascuno di essi. L’iniziativa è riservata ai possessori della Fidelity Card. Chi volesse attivarne una può rivolgersi all’Infopoint dell’outlet, sarà subito attiva.

E per il divertimento dei bambini c’è il tradizionale appuntamento del martedì grasso. Il 28 febbraio la Bela Monregaleisa, il Moro e tutta la loro corte torneranno a Mondovicino per un pomeriggio di festa a partire dalle ore 15 presso la Piazzetta Mondovicino Outlet Village. Ci saranno le esibizioni della Scuola di Circo Macramé e dei bambini dello Zecchino…Moro che intoneranno le più belle canzoni della tradizione del Carlevè ‘d Mondvì ed alcuni brani dello Zecchino d’oro.

 

 

IL CORAGGIO DI CION: LA LETTERA

Ho apprezzato l’articolo  dedicato a Cion (personaggio che non ebbi la ventura di incontrare a Stellanello, ma che ha lasciato in me un ricordo fatto di mistero e di paura). Il racconto é un po’

ondivago ma appassionato ed interessante. Silvio Laureri

L’INTERVISTA DI MAGLIANI A DANIELE LA CORTE

Magliani: La letteratura della Resistenza è un po’ strana, come per certi aspetti lo è la Resistenza. Si scrivono migliaia di libri sull’epopea dell’esercito scalzo, mostrandola da ogni angolatura, quota, marginalità, e poi occorre aspettare il 2016 per veder sulla copertina di un libro Il coraggio di Cion (Fusta Editore) di Daniele La Corte. Cosa c’è di strano? Una sola cosa: Cion, nome di battaglia di Silvio Bonfante, nato nel 1921 e morto nel 1944, è quanto di più leggendario, assieme a Felice Cascione, ha combattutto nazisti e fascisti sulle montagne e sulle colline imperiesi. Le battute che lasciano il tempo che trovano sarebbero pronte come i mortai partigiani piazzati contro la cima di Montegrande: Cion è il Che Guevara di noialtri. Ringraziandoti per aver colmato questa lacuna, mi chiedo perché si è atteso così tanto? Era così difficile recuperare le testimonianze, i documenti, o quella sua morte, il colpo di pistola che si è sparato davanti a sua madre per non cadere in mano al nemico nasconde ancora qualcosa? Inoltre, uno dei meriti di questo libro – assieme al pericolo di incorrere nel «sensazionale» da cui sei sfuggito – sta proprio nel non essere stato concepito come la solita narrazione di una morte annunciata.

La Corte: “Cion” è una figura che potremmo, a distanza di tanti anni dalla morte, definire mitica. E’ l’uomo che ha alimentato sogni attraverso una realtà cruda anche se a tratti fin troppo umana. Ricostruire le sue gesta, la sua vita e la sua tragica morte poteva essere esercizio più facile negli anni immeditamente dopo la guerra. Occorre però tenere ben presente come le due Chiese, quella cattolica e quella comunista, reagivano di fronte al suicidio. Bonfante è morto suicida per non cadere nelle mani del nemico. Il Dopoguerra vide il ricordo della Resistenza prevalentamente gestito dal Pci e solo in parte dai cattolici. C’era la separazione netta. Da una parte l’Anpi, l’Associazione Partigiani Italiani, vicina ai comunisti, dall’altra la FIVL, Federazione Italiana Volontari della Libertà, che vedeva prevalere i cosidetti partigiani bianchi. Silvio Bonfante non era l’icona da sostenere, da ricordare. Il suicidio era una macchia difficile da accettare, da cancellare. Scelsero Felice Cascione, medico, ideologo del Pci. Oggi posso dire di avere riportato alla luce un personaggio di indubbio valore umano e pratriottico. Pochi, quasi inesistenti i documenti su cui ricostruire il personaggio “Cion”. Indispensabili, importanti le testimonianze della sorella e di alcuni dei suoi uomini ancora in vita. I loro nomi aprono il libro con accanto i loro ricordi. Per me la morte di Silvio Bonfante non mette la parola fine al mio libro e il “sensazionale” sta nel fatto che non ho voluto mettere la parola fine. La resistenza del “Cion” non è finita e si incarna oggi nel bambino di Aleppo, nuovo coraggioso partigiano. Nella parte iconografica ho messo in evidenza i disegni dei bambini siriani in fuga dalla bombe e dalla morte. “Cion” ha combattutto per la pace, ma purtroppo la guerra continua. Tutto ciò è racchiuso nel dipinto del retrocopertina, opera realizzata dal pittore greco, perseguitato e condannato a morte del regime dei colonnelli, Giorgio Oikonomoy. L’artista ha tratto spunto dal mio libro per illustrare la conteporaneità del sacrificio del partigiano Bonfante.

M: Chi era dunque questo uomo dal fisico potente e il sorriso bianco, cattolico che ha saputo comandare e guidare rossi e bianchi contro un nemico ben più numeroso e meglio armato?

L: Era qualcosa di straordinario perché prima di prendere la decisione di salire in montagna ha meditato a lungo la scelta. Da credente, come aveva risposto alla chiamata della vocazione, aveva fatto la scelta di diventare “ribelle”. Alla madre, prima di lasciare la sua casa, disse «Devo andare lassù in montagna. Quei ragazzi sono pecore senza pastore». E qui viene fuori la sua religiosità, la mai sopita voglia di diventare pastore più di anime che di pecore. Nel suo caso, però, il suo essere pastore significava diventare comandante di un gruppo di sbandati malvestiti e male armati a cui far capire che il gregge doveva restare sempre unito per non diventare vulnerabile ai tanti lupi che popolavano le montagne.

M: Parlaci per favore dei testimoni, di come sei riuscito a convincerli.

L: Rispondere a questa domanda è facilissimo perché facilissmo è stato organizzare l’incontro con i testimoni. Nessuno si è tirato indietro. Tutti hanno collaborato con lucidità per ricostruire la storia. Ci sono voluti mesi di lavoro, ma è stata una bellissima esperienza che mi ha arricchito non solo sul piano storico ma anche umano.

M: Quando si parla di Resistenza (e questo si respira nel libro) si tocca la piaga della delazione. Mimmo Franzinelli ne fa un vero e proprio catalago, ma anche tu ti dedichi parecchio al fenomeno. Ce ne vuoi parlare?

L: Il delatore, la spia, non sono un fenomeno esclusivo della Resistenza. In qualsiasi guerra, sia essa armata piuttosto che politica o industriale, la figura di chi è pronto a tradire è sempre viva. “Cion”, come altri personaggi grandi e minimi della storia, ha dovuto fare i conti con più spie. L’ultimo atto della sua vita è stato scritto da una spia sulla quale però non c’è mai stata sicurezza. Si è parlato a lungo di un guardiacaccia indispettito dal fatto che i partigiani fecessero razzie nella riserva di cui era custode. Avrebbe segnalato la presenza dei partigiani ai tedeschi che così avbrebbero circondato la zona. A volte, però, la fantasia popolare non permette a chi cerca la verità di trovarla veramente, anzi mette il bastone tra le ruote.

M: Iniziavo con: la letteratura della Resistenza è strana, come lo è la Resistenza stessa per certi aspetti. Intendevo qualcosa che la mia generazione non è mai riuscita a spiegarsi, anche se tutto questo con Il coraggio di Cion ha poco a che fare, ed è che sono stati messi al muro fascisti e nazisti colpevoli di crimini ben minori di quelli commessi da boia come il capitano Ferraris di Ordine Pubblico e gente come costui è morta più o meno anziana in un letto. La domanda te la sei fatta naturalmente anche tu, come tutti, ma l’hai mai posta a chi una risposta potrebbe dovercela? Sono solo uno scrittore che si è occupato di narrazioni partigiane, il più delle volte di partigiani bianchi ai quali è stato imposto o con noi o contro (parlo del nostro microcosmo, la soffitta dell’Italia chiusa tra le Alpi Liguri), o di soldati tedeschi che tornano quarant’anni per spostare qualche scogliosa colpa come dei Sisifo. Tu no, tu hai parlato e le hai intervistate le persone che hanno lottato e popolato quei casolari. Tu non sei al primo libro sulla Resistenza ma in qualche modo hai tracciato un sentiero, hai rimpolpato un filone e l’hai fatto con onestà occupandoti sia di coraggiosi ignoti che di icone.

L: La lotta di Liberazione è stata un’esperienza irripetibile, come irripetibile è quanto hanno saputo scrivere i Padri della Patria nella nostra Costituzione. Le tante domande che ti poni e che poni avrebbero bisogno di fiumi di inchiostro che si riverserebbero soltanto in ipotesi. Unica certezza è che l’Italia democratica è nata anche grazie a quell’aministia che permise l’apertura delle carceri anche a chi aveva, tra mille nefandezze, aderito alla Repubblica di Salò. Oggi non bisogna più fare diversificazioni parlando di storia resistenziale, tra partigiani bianchi e rossi. Occorre solo ricordare che l’Italia è stata liberata grazie al coraggio di quegli uomini e di quelle donne che, come “Cion”, hanno dato la vita per cacciare nazisti e fascisti. La Resistenza è stata fatta da comunisti, democristiani, socialisti, repubblicani, liberali, monarchici e dai tanti senza partito che chiedevano soltanto di poter vivere liberi. Ma la domanda di come molti criminali abbiano vissuto indisturbati rimane viva, parte dei tanti misteri che costellano questo nostro mondo.

 

 

 

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