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I Rocca di Loano: dinasty con impero da 30 miliardi, ma l’Espresso ignora le loro origini

Il prestigioso settimanale l’Espresso (gruppo De Benedetti che ha ‘acquisito’ la Itedi editrice de La Stampa e Il Secolo XIX), oggi forte di 390 mila copie diffuse in quattro continenti, e con l’abbinamento domenicale a la Repubblica, nell’ultimo numero, ha titolato “Roccaforte. Una dinasty sparsa tra Italia e Sudamerica,  che controlla un impero di 30 miliardi. Eppure dei Rocca si sapeva pochissimo. Ora l’Espresso rivela dove e come nasce  il tesoro di famiglia”. Peccato che i brillanti autori dell’inchiesta, Vittorio Malagutti e Stefano Vergine, abbiano ignorato le autentiche origini delle famiglia e della loro fortuna.  Loano appunto. Trucioli.it ha chiesto ad loanese doc, Riccardo Ferrari, che tra gli ultimi ha incontrato, a Loano, nel 2002, i gemelli Anna e Roberto Rocca, unici figli del patriarca Agostino, ora defunti, una sintesi loanese della ‘Rocca story’.

Risalgono al 1300 le prime notizie sulla famiglia “de Rocha” approdata a Loano dalla Corsica. Nel borgo di Loano si contavano cinque capifamiglia con questo nome. Il borgo di Loano fu appunto la culla della stirpe ed a Loano la famiglia Rocca, secondo testimonianze scritte, sarebbe riuscita a soppiantare, nei beni e nella fortuna, il nobile nome dei Doria. Verso la fine del 1700 la famiglia Rocca intraprese per la prima volta la via del grande commercio. Intorno al 1785, venne costituita la ditta “Fratelli Rocca fu Giacomo” che primeggiò nell’esportazione e importazione via mare, per conto proprio e per conto terzi.

Intanto nei cantieri navali di Loano venivano costruiti i molti vascelli che avrebbero costituito la spina dorsale della famiglia. I vascelli varati a Loano si distinguevano per la grande capienza di merci che contenevano nelle stive; le navi, la bandiera dei Rocca, e la grande fusione famigliare erano ormai conosciute in tutto il Mediterraneo ed oltre, erano infatti circa 300 i vascelli che solcavano i mari caricando e scaricando merci di ogni genere. Molti furono i membri della famiglia Rocca che divennero importanti personaggi della storia, della diplomazia, della società civile e militare.

Con l’avvento del vapore e delle navi in ferro ed acciaio la famiglia Rocca dovette sopportare difficili crisi economiche ma il valore dei legami famigliari, il rispetto, l’onestà ed una grande oculatezza negli investimenti riportarono la famiglia a livelli di prestigio nel panorama economico italiano ed internazionale. I Rocca avevano ormai intrapreso quella strada economico-commerciale-industriale che li avrebbe fatti diventare stelle di prima grandezza nel firmamento industriale italiano, europeo e sud-americano. Ma nella loro immensa lungimiranza non dimenticarono mai la cittadina che diede i principi della loro fortuna: acquistarono il convento di Sant’Agostino dai Doria e lo donarono all’amministrazione comunale di Loano affinchè ne facesse un collegio per i figli e le figlie dei marinai loanesi morti nei mari del mondo, crearono posti di lavoro per le vedove dei marinai deceduti, contribuirono al restauro della parrocchia di San Giovanni, fecero sostanziosi lasciti per l’ospedale Ramella ed in tempi più recenti l’ing. Agostino Rocca, già direttore generale dell’Ansaldo e di altre grandi acciaierie italiane, trasferitosi in Argentina dove con un gruppo di suoi collaboratori fondò la Techint, azienda leader delle infrastrutture in tutto il sud-america, e costruì, per i propri dipendenti case, scuole, centri sociali e servizi, contribuì alla costruzione dell’Asilo Simone Stella e Leone Grossi.

Nella piccola chiesetta del borgo di San Damiano, sulle alture di Loano sono sepolti alcuni membri della famiglia Rocca tra cui Pellegro e Giovanni, mentre nella chiesa di Sant’Agostino sono sepolti altri membri della famiglia. Dopo moltissimi anni di assenza dalla loro città, l’Ing. Roberto Rocca e la sorella gemella Anna furono ospiti (nel 2002) della Confraternita delle cappe Turchine di Loano ed in una toccante cerimonia furono insigniti del titolo di priori onorari ad vitam. I confratelli turchini di Loano hanno partecipato, in Milano, alle esequie di Roberto Rocca e dopo un anno circa della gemella Anna. Il rispetto e la stima dimostrata dai loanesi in quei tristi momenti hanno colpito i figli di Roberto Rocca, Gian Felice e Paolo i quali hanno promesso di ritornare a visitare quella cittadina che ha visto nascere la loro gloriosa famiglia.

Gian Riccardo Ferrari (u Cabàn)

IL SERVIZIO INCHIESTA DE L’ESPRESSO DEDICATO A ‘SOLDI E POTERE’

 

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