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La nostra Noli e le palanche
tutte le attività sportive sono a pagamento

Chi ha detto che Noli è un paese di vecchietti ? Chi ha detto che non c’è possibilità di effettuare attività sportiva nel tempo libero ? Vediamo ora una “casistica” di sport che si possono effettuare a livello amatoriale da parte sia dei locali che da parte dei “vacanzieri” in Noli. Non vengono richiesti certificati medici o test per verificare come un individuo reagisce sotto sforzo, ma occorre tener presente solo l’età.

Ed appunto parlando di età che in Noli vivono anche i giovani e quelli che, nonostante gli anni, si “sentono”, e lo dicono per far invidia al conoscente, di avere ancora un fisico atletico.

Su un campo di erba che dirvi non so,
un dì Paperino col babbo passò
e vide degli alti steli d’erba al sole brillar…
e lì s’incanto’.

Il papero disse a papà
“Papà, giocare nell’erba, come si fa?”
“Non puoi tu giocare nell’erba ” disse Papà.
E aggiunse poi, beccando l’insalata:
“Che cosa ci vuoi far, così e’ la vita…”

“Se tu ti lasci impaperare,
il mondo intero non potrà più dire…”

“Lo sai che l’erba a Voze è alta alta, ma qui non potrai giocare….perché non hai palanche…non hai palanche…

 

L’ultima strofa non fa rima, lo vede e lo sente anche un “cieco” e un “sordo” ! A Noli per fare dello Sport occorrono le “Palanche”, Perché ?

Vediamo ora nei dettagli le attività sportive presenti sul territorio, cui “si fa per dire” possono partecipare tutti, o meglio quasi tutti.

A come acqua, [e questa l'avevamo capita !]

 

Dal sito su internet “riviera ligure” si legge:

Noli è un affascinante punto di ritrovo per gli sportivi che praticano discipline legate al mare. Windsurf, subacquea, vela e canotaggio sono le principali attività a disposizione dei tanti appassionati che provengono dal Nord Italia e dall’estero. In particolare, il windsurf è favorito dall’orientamento del litorale, esposto in maniera ideale al vento di tramontana, consentendo evoluzioni già a pochi metri dalla riva. L’attività è libera da settembre a maggio, che è anche il periodo in cui il vento è più frequente. La locale sezione della Lega Navale Italiana organizza regate e corsi di vela. Una sua caratteristica particolare è la dotazione di “hobie cat”, catamarani particolarmente maneggevoli e divertenti.

Immersioni. I fondali davanti a Noli sono ricchi di pesci e animali e superano i 35 metri [1] di profondità. Nell’immersione si sfiora la sabbia e bisogna stare attenti alle numerose correnti; subito si incontrano tubi di cemento e i loro “abitanti” sommersi. Si va dal cavalluccio marino ai calamari, dalle rane pescatrici alle piccole aragoste, solo per fare qualche esempio. La limpidezza delle acque consente anche riprese subacquee, benché non ci siano particolari sfondi paesaggistici

L’art. 2 dello Statuto della Lega Navale Italiana, recita:

La Lega Navale Italiana ha lo scopo di diffondere nel popolo italiano, in particolare fra i giovani, lo spirito marinaro, la conoscenza dei problemi marittimi, l’amore per il mare e l’impegno per la tutela dell’ambiente marino e delle acque interne, agli effetti della partecipazione dei cittadini allo sviluppo ed al progresso di tutte le forme di attività nazionali che hanno nel mare il loro campo ed il loro mezzo di azione. La Lega Navale Italiana sviluppa le iniziative promozionali, culturali, naturalistiche, ambientalistiche, sportive e didattiche idonee al conseguimento degli scopi dell’Associazione: promuove e sostiene la pratica del diporto e delle altre attività nautiche; promuove e sviluppa anche corsi di formazione professionale nel quadro della vigente normativa. La Lega Navale Italiana opera anche di concerto con le amministrazioni pubbliche centrali e periferiche, con le Federazioni sportive del C.O.N.I. e le Leghe Navali Marittime straniere.“.

Quanti giovani locali e turisti sono in grado di seguire i corsi della L.N.I. Sezione di Noli di Windsurf e Vela ?. I costi variano da 100 a 300 €; a questi occorre aggiungere la quota iscrizione alla Lega, il costo della tessera F.I.V. che varia in base all’età del tesserato ed al numero di precedenti tesseramenti da un minimo di 8 euro ad un massimo di 25 euro. La tessera F.I.V. scade alla data di scadenza del certificato medico.

La Lega Navale Italiana è un “club” per ceti medio alti, non certo per tutti i ragazzi ed adulti che amano il mare.

All’uopo si spera che la sezione Outdoor e waterfront” della Polisportiva nolese, nata ufficialmente il 22 marzo 2016 , con l’obiettivo di promuovere gli sport outdoor sul territorio, nello specifico quelli legati all’acqua, dal SUP, al nuoto in acque libere, al triathlon, come spiegato dall’assessore al turismo Alessandro Fiorito e si occuperà anche di escursionismo, dall’hiking, al trekking“, si attivi e diventi accessibile a tutti, e per tutti dico tutti.

La Polisportiva nolese nasce nel 1946, ma negli ultimi anni era rimasta attiva solo la sezione calcio. Oggi si rinnova rilanciando l’attività, puntando su quelle outdoor acquatiche. Il Presidente della polisportiva dal giugno scorso è Marina Gambetta e tra i soggetti sostenitori si annoverano “Bike & Sun” e la “Società Salvamento di Noli. Dal sito dell’Unione Provinciale Albergatori e da un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Savona si legge che “dal 15 al 17 luglio 2016 nelle acque del golfo dell’antica repubblica marinara. si svolge una gara di rilevanza internazionale che comprende la tappa italiana del Sup Eurotour (il più grande campionato di Sup in Europa, con 12 eventi in 9 Paesi diversi) e una tappa del campionato nazionale. La Noli Sup Race è un evento dedicato agli action sport, promosso dal Comune di Noli e organizzato dalla Polisportiva Nolese in collaborazione con Euro Tour e Federazione Italiana Surfing, per divulgare lo sport in ambiente marino, far conoscere lo splendido mare e il territorio nolese come meta sportiva, avvicinare i giovani al mare”.

A come arcieri ! Ma dove ?

Una volta si diceva: “è ad un tiro di schioppo“, ora a Noli si dice “Basta seguire la freccia e sei arrivato !”. Arrivato dove ?

Dalla federazione italiana tiro con l’arco – FITARCO :

Il Tiro con l’Arco è nato in Italia intorno agli anni Cinquanta, per opera di alcuni appassionati di Treviso, Gorizia, Milano, Bergamo e Roma. Nel 1950 la Compagnia Arcieri di Treviso organizzò la prima gara sull’Altopiano di Cansiglio: vi presero parte una ventina di tiratori.

Nel 1961 le 6 Compagnie già costituite si riunirono all’Arena di Milano e dettero vita alla Federazione Italiana di Tiro con l’Arco (FITARCO), eleggendo a presiederla Massimiliano Malacrida che, sia come collezionista di armi antiche, sia come appassionato sportivo, era stato sin dagli inizi uno degli animatori più convinti. Sempre nel 1961 la neonata FITARCO ottiene l’affiliazione alla Federazione Internazionale di Tiro con l’Arco (FITA).

Nei primissimi anni, pur nella esiguità delle forze, la neonata Federazione si impegnò attivamente nelle due direttrici che ancora oggi ne costituiscono gli impegni maggiori: l’attività agonistico-organizzativa e la promozione di base.”

Quest’ultima frase “attività agonistico-organizzativa e la promozione di base”, ci fa tornare in mente, dai libri di storia, argomenti tipo: la carboneria e le società segrete. Anche la trasparenza dell’attività del Comune di Noli “viaggia” su i medesimi parametri.

Il gruppo di Tiro con l’Arco è un gruppo fantasma, si sa che esiste ma nulla si sa delle sue origini.

B come bocce

I campi da bocce presenti presenti a Noli, anche se non sono gestiti, sono solo due; uno adiacente alla passeggiata e l’altro nei pressi della Colonia Monzese, quest’ultimo autorizzato dall’Amministrazione ed affidato, come impianto, ad una sedicente bocciofila.

Le società bocciofile nella provincia di Savona sono 37, i più vicini a Noli, naturalmente a pagamento, sono:


  • A.B.S. Ass. Bocc. Savonese (SAVONA)

  • A.S.D. S.B. La Loanese (LOANO)

  • A.S.D. Borgio Verezzi (BORGIO Verezzi)

  • A.S.D. Cral Rebagliati Pippo Sez.Bocce (SAVONA)

  • Ass. Bocc. Finalese (FINALE Ligure)

  • G.B. La Familiare (SAVONA)

  • G.S. La Boccia (SAVONA)

  • La Vadese C.S.C.R.S. (VADO Ligure)

  • Polisportiva Spotornese (SPOTORNO)

  • Sms La Rocca (SAVONA)

  • Unione Sportiva Letimbro (SAVONA)

    C’è solo l’imbarazzo della scelta; la linea della Tpl n° 40, fa tappa nelle varie località, ma per raggiungere i vari campi occorre prendere quella linea che è sempre esistita anche quando c’erano le carrozze trainate da cavalli “omnibus” e cioè la linea definita “pedibus calcantibus”.

    B come ballo

    Il Bajda di Noli ha cambiato nome e riapre nella stagione estiva come “Hilton Summer Club” rinnovando completamente il suo aspetto grazie al ritorno del patron storico rientrato in Italia per rilanciare il locale a 25 anni dalla sua inaugurazione e confermando sin da ora grandi tra gli ospiti. Ad aprire la stagione 2016 è stato il 1 giugno Francesco Facchinetti in una serata “A spasso nella Dance” .

    Hilton Summer Club è anche ristorante a cura dello chef stellato Gianfranco Moine e soprattutto spiaggia e tanto divertimento, con agevolazioni per il turismo giovane under 30.

    Hilton Summer Club è ideale per compleanni, feste di laurea, addii al nubilato/celibato e matrimoni…e ti offre anche un utilissimo servizio navetta gratuito.

    B come BMX

    A Noli si è tenuta, quest’anno, la “In3pid Triathlon Offroad”, manifestazione organizzata dal Triathlon Savona in collaborazione con Finale Outdoor Resort e la Polisportiva Nolese. A partire dalla mattinata, la bellissima spiaggia del borgo medievale è stata invasa dai più forti triatleti del triathlon offroad italiano che, al suono delle trombe, alle ore 12 si sfideranno prima nelle limpide acque del golfo nolese per poi sfrecciare in mountain bike sui ripidi sentieri delle Manie e su parte del percorso della 24H di Finale ed infine correre a strapiombo tra mare e montagna negli scenari mozzafiato all’ ombra del castello di Noli. Al via della manifestazione i più forti atleti dell’offroad italiano.

    C come come “campetto”

    Nei pressi dei locali della C. Bianca, sul retro del Comando Carabinieri, a fianco dell’ex tunnel delle FF.SS., c’è uno spiazzo asfaltato, dove si radunano i giovanissimi della cittadina.

    È IL LUOGO PIÙ IN DI TUTTA NOLI.

    In sta per Inadatto, Inagibile, Inigienico, Inosufruibile, Insalubre, Insicuro, ……..etc… ma sempre IN

    ma è anche un luogo dove “Pantalone” non scuce un Euro

    Sull’asfalto sono disegnate le linee per il gioco (tutte uguali) della pallacanestro, del tennis, del calcio, un campetto del tipo “oratorio”, ovvero polivalente. È circondato da una alta rete a maglie metalliche, rattoppata in vari punti con comune fil di ferro, sorretta da pali in ferro semi arruginiti e coperta con altra rete per evitare che la palla vada fuori dal rettangolo di gioco ed approdi nelle proprietà altrui; va di fatto che i palloni alti , vengano smorzati da tale rete e quindi alcune attività ludiche sono inattuabili.

    La rete di recinzione poggia sopra un cordolo in cemento alto circa 30 cm , non foderato, che serve anche da sedile, per chi non gioca.

    Se malauguratamente qualcuno cadesse ed andasse ad “impattare” su tale cordolo, è fortunato ci sono le ambulanze della C.B. che interverrebbero immediatamente. Sui lati più corti, dove ci sono due parvenze di porte da calcio [ora le hanno tolte] , la rete di contenimento è simile al gruviera svizzero; infatti molti ragazzini, invece di fare il cosi detto”giro” per recuperare il pallone, sistematicamente passano dai varchi della rete, le conseguenze si possono immaginare; ed è già capitato che qualcuno sia rimasto impigliato.

    Attorno al “campetto” corre un’area adibita allo sgambettamento dei quattro zampe, i quali oltre a quanto detto, si soffermano volentieri a fare i propri bisogni i cui miasmi, sopra tutto nelle giornate di vento arrivano nell’area campo giochi.

    Il “campetto” poi, quando ci sono i “mercatini”, cambia destinazione: diventa parcheggio furgoni degli espositori; fino a qualche anno fa, ospitava anche nel mercato infrasettimanale ortofrutticolo del giovedì; frutta e verdura di stagione e no profumati ad hoc !.

    Anche per aree gioco piccole la Normativa dice:

    NORME CONI PER L’IMPIANTISTICA SPORTIVA Approvate con deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI n. 1379 del 25 giugno 2008; § 2.6.22 – L.R. 7 ottobre 2009, n. 40. “Testo unico della normativa in materia di sport” (Bollettino Ufficiale n. 17, del 07/10/2009 )

    “L’impianto sportivo dovrà essere adeguatamente inserito nel contesto ambientale ed integrato con le infrastrutture dei servizi esistenti nel territorio. Nella scelta dell’area si dovrà tenere conto delle esigenze specifiche relative alla pratica sportiva (tipo ed estensione degli spazi sportivi, morfologia, orientamento, ecc.), delle esigenze connesse all’accessibilità e fruibilità da parte dei diversi utenti, compresi quelli DA, e di quelle relative alla sicurezza nell’utilizzo (viabilità, aree richieste dalla normativa di sicurezza, aree di sosta, ecc.). Si dovrà tenere conto inoltre di eventuali esigenze connesse ad aspetti gestionali (presenza di locali , stand, ecc.).

    Recinzione esterna dell’area Nei casi previsti dalle Leggi vigenti, l’intera area destinata all’impianto sportivo dovrà essere recintata in conformità alla normativa medesima. In ogni caso è opportuno, per ragioni di salvaguardia e controllo, realizzare un’efficace recinzione delle aree (orientativamente con altezza non inferiore a m 2,50); sono da preferire soluzioni integrate con l’ambiente circostante.

    Spazi per le attività sportive Tali spazi, sia all’aperto che al chiuso, dovranno consentire lo svolgimento della pratica sportiva in condizioni di sicurezza, tenendo conto delle esigenze connesse ai diversi livelli di pratica sportiva. Dovranno inoltre essere correlati ai servizi di supporto in modo da permetterne un agevole utilizzo; pertanto dovranno essere evitati collegamenti lunghi, tortuosi o con dislivelli

    Le segnature dei campi dovranno risultare conformi alle prescrizioni delle FSN e DSA; nel caso di spazi polivalenti dovranno essere adottate segnature di diversa colorazione onde consentire una facile individuazione dei differenti campi.

    Tutti gli spazi di attività sportiva (campi di gioco, piste, pedane, vasche, ecc.), sia all’aperto che al chiuso, dovranno essere dotati di idonee fasce di rispetto, piane, libere da qualsiasi ostacolo sia fisso che mobile, tali da consentire un adeguato margine di sicurezza nello svolgimento delle diverse attività sportive. A tal fine, ove i regolamenti delle FSN e DSA non indichino diversamente, ovvero non sussistano indicazioni specifiche delle norme di sicurezza o igiene, la larghezza di tali fasce (misurata dalle segnature) non potrà essere inferiore a m 1,50.

    La pavimentazione dello spazio di attività dovrà essere adatta al tipo e livello di pratica sportiva. A tal fine, dovranno essere seguite le indicazioni delle FSN e DSA interessate; per gli spazi polivalenti si dovrà tenere conto della compatibilità e della prevalenza di utilizzazione. In mancanza di altre indicazioni specifiche prescrizioni al riguardo da parte delle FSN e DSA si consigliano i criteri di scelta di cui alla Tabella A.

    Altezze libere L’altezza minima, libera da qualsiasi ostacolo, in corrispondenza dello spazio di attività, fasce di rispetto comprese, dovrà consentire l’agevole svolgimento della pratica sportiva ai livelli previsti e secondo le indicazioni 5 delle FSN e DSA, tenendo conto dell’eventuale presenza degli attrezzi. In mancanza di altre prescrizioni e salvo particolari destinazioni, tale altezza, misurata a partire dal piano di gioco , non dovrà essere inferiore a m 4,50;

     N come Nordic Walking

    Già negli anni ’50 i fondisti introdussero nel loro allenamento estivo il cosiddetto “passo sci”. Questo metodo di allenamento basato su elementi di slancio e corsa veniva praticato dai migliori atleti dello sci di fondo, del biathlon e della combinata nordica, ma inizialmente non era adatto per il fitness ed il tempo libero proprio a causa della lunghezza dei bastoncini nello sci di fondo che richiedeva infatti una tecnica difficile ed implicava uno sforzo molto intenso nell’allenamento. I materiali dei bastoni di alluminio in uso in quel periodo trasmettevano le vibrazioni direttamente alle articolazioni di mani, braccia e spalle, provocando di conseguenza disturbi in quelle zone.

    Allora non era stato ancora inventato un sistema di passanti per le mani che rendesse superflua una tensione costante della muscolatura del braccio.

    Ciò nonostante l’attenzione degli specialisti fu richiamata sul potenziale di questo allenamento molto efficace e completo. Già nel 1992 e nel 1993 furono pubblicati in riviste specializzate i primi articoli sul “Pole (Pole = bastoncino da sci) Walking”.

    Il produttore finlandese di bastoni Exel sviluppò un bastone speciale
    che, grazie alla struttura e al materiale in fibra di vetro e carbonio, eliminò tutti gli svantaggi consentendo lo sviluppo di una appropriata tecnica di movimento che va a coinvolgere il 90% della muscolatura del nostro corpo come in nessun altro sport avviene.

    La presentazione al pubblico del Nordic Walking fu nella primavera del 1997 come vera e propria disciplina per il fitness. Da questo momento la sua notorietà è cominciata a crescere e già nell’anno 2000 il Nordic Walking in Finlandia aveva superato il jogging: circa mezzo milione di finlandesi praticano oggi questa disciplina sportiva regolarmente.

    In rapida successione, l’eco di questa nuova disciplina sportiva ha raggiunto oltre la Scandinavia, gli USA, il Giappone e l’Europa centrale fino ad arrivare in Italia un paio di anni fa nelle zone dolomitiche dove veniva offerto ai vacanzieri tedeschi ed austriaci.

    Cultori di questa tecnica si incontrano sovente su tutto il tratto della provinciale n° 45, Noli – Voze, Altopiano delle Manie, nonché sulla passeggiata Noli – Spotorno

    Nel Comune di Finale Ligure, che aderisce al progetto europeo C.H.A.T.S.- programma It-Fr Marittimo 2014/2 – La rete di imprese denominata CHATS, ovvero Culturel Heritage – Attrattore per il Turismo Sostenibile, riunisce imprese di turismo, comunicazione e cultura intorno alla volontà di costruire e mantenere nel tempo un modello di turismo sostenibile in grado di sviluppare un brand turistico-commerciale intorno al tema delle antiche identità territoriali, della rievocazione storico culturale, dell’arte, nell’ambito di tale progetto, sono sempre più i turisti di nazionalità nordiche, tedeschi ed austriaci, che coniugano la palestra di roccia con questa forma di sport.

     Afferma il Sindaco pro-tempore Frascherelli:

    “Il Comune di Finale Ligure si è fortemente attivato in questo progetto transfrontaliero atto al recupero e mantenimento dell’eredità storico culturale locale, in virtù del proprio retaggio che la vide in epoca medievale sede del Marchesato dei Del Carretto ed, in epoca di dominazione spagnola, localizzazione strategica della monarchia iberica. La valorizzazione del patrimonio culturale rappresenta per il Finalese un fortissimo attrattore turistico: la cooperazione transnazionale è di fondamentale importanza per il rafforzamento degli operatori turistici e culturali locali, e consente inoltre una importante destagionalizzazione turistica“.

    P come parapendio

    Parapendio. La zona del decollo si raggiunge seguendo la strada sulla destra (da Savona) subito dopo la galleria paramassi. E’ la provinciale Noli-Voze-Finale che conduce alle Manie. Al primo spiazzo, seguire la deviazione a sinistra; dopo lo sterrato e verso il mare, ecco l’area di posteggio: un piccolo sentiero e si arriva in cima alla collina. Durante il volo (deltaplano, parapendio, paramotore) è bene essere prudenti considerato il vento che soffia nella zona [passu du ventu]; è assodato che alla confluenza delle valli, il vento soffi con una certa intensità. Si può arrivare sino al Castello di monte Ursino. Nell’atterraggio sulla spiaggia, occorre fare attenzione per la presenza di muretti divisori in cemento tra gli stabilimenti balneari.

    Ed ancora…….

     Alesben B.

     

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