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La Stampa, stato di agitazione. Il sindacato giornalisti: ‘Pensionati in redazione e tagli’

L’Associazione Ligure dei Giornalisti (sindacato unitario della categoria) solidarizza con la redazione de La Stampa di Torino. L’assemblea dei giornalisti ha proclamato lo stato di agitazione riservandosi di presentare un ampio pacchetto di azioni di protesta, se non ci sarà un cambiamento radicale nelle relazioni sindacali. Purtroppo non potrà beneficiare di ‘tutele’ quel collega che dopo aver lavorato 24 anni nella redazione di Savona, quando ha chiesto di essere ‘regolarizzato’ è stato subito allontanato. E gli è stato offerto un ‘risarcimento’ record: 10 mila € lorde.  Vale a dire 416 € l’anno, 1 € e 15 centesimi al giorno.

John Philip Jacob Elkann, 40 anni, e Carlo Perrone, 60 anni, presidente e vice presidente dell’Itedi , la Spa proprietaria dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX

Non sono servite 1400 firme, raccolte tra le società sportive della provincia di Savona, tutte autenticate, inviate alla direzione del giornale e all’editore. Non è stato sufficiente dimostrare una produzione di 240 articoli al mese, l’impegno 7 giorni su 7 al desk. La Stampa gli ha dato il ben servito senza comunicazione scritta. Il compito del ‘buttafuori’ l’ha delegato al capo servizio sportivo Roberto Baglietto.

Sul prossimo numero di trucioli.it un’intervista allo sfortunato e dimenticato (dall’Ordine professionale, dal sindacato a cui non era iscritto, dalla quasi totalità dei colleghi con cui ha lavorato) giornalista che vive ad Albenga con anziani genitori ammalati. Collega col quale abbiamo rinviato il capitolo finale (?) della sua tristissima e umiliante storia - dopo aver dato notizia del caso vedi…..- perchè si è trovato ad affrontare anche uno stato depressivo, mentre in tribunale a Savona iniziavano le udienze di due cause (reintegro al lavoro e richiesta danni) che manco a dirlo vanno avanti a suon di rinvii, dopo un primo pronunciamento che ha visto accolte le tesi dell’editore: “…era solo un semplice collaboratore“. Non solo, condannato a pagare le spese di causa. Tutti zitti per favore, questa non è la ‘casa’ dei combattenti Marco Travaglio o Michele Santoro. Magari quella di Milena Gabanelli. Già, dimenticavamo le Iene del patron Berlusconi che di redazioni soppresse e lavoro a cottimo nel suo Il Giornale se ne intende. Licenziamenti esclusi.

IL COMUNICATO  DELL’ASSOCIAZIONE LIGURE DEI GIORNALISTI

I colleghi della Stampa sono in stato di agitazione, l’Associazione Ligure dei Giornalisti, si unisce alla solidarietà espressa dal Segretario generale della FNSI Raffaelle Lo Russo e ne rilancia le parole:

PENSIONATI IN REDAZIONE SFRUTTAMENTO DEL LAVORO PRECARIO, UN MODELLO CHE DECRETA LA MORTE DEL GIORNALISMO

«Pieno sostegno alla redazione della Stampa di Torino e alle azioni di lotta decise dall’assemblea. Gli ulteriori tagli alle retribuzioni e ai trattamenti dei giornalisti, annunciati dall’azienda, sono semplicemente irricevibili. La pretesa di continuare ad affrontare le criticità del mercato e dei bilanci soltanto in termini di tagli e di riduzioni di costi, senza alcun piano di rilancio e di investimenti sulla qualità, certifica l’assenza di una visione strategica e fornisce l’esatta dimensione del modello di produzione e di organizzazione del lavoro al quale guardano molte aziende editoriali. L’obiettivo, da questo punto di vista, è chiaro da tempo: rendere sempre più marginale il lavoro dipendente, attraverso la riduzione degli organici e il ricorso agli ammortizzatori sociali, per fare spazio nelle redazioni al lavoro di giornalisti pensionati e attingere a piene mani al lavoro precario e irregolare. Si tratta di un fenomeno sempre più diffuso che, a Torino come altrove, non potrà più essere tollerato, ma dovrà essere contrastato in ogni sede perché decreta la morte della professione e produce gravi ripercussioni sulla qualità dell’informazione, sul mercato del lavoro e sul sistema previdenziale».

NOTA DI REDAZIONE DI TRUCIOLI.IT – Quanti sono i giornalisti professionisti pensionati – con una pensioncina netta mensile, per 14 mensilità, che in molti casi supera i 3 mila euro – che collaborano senza interruzione di continuità con La Stampa o Il Secolo XIX ? E che dopo la fusione editoriale i servizi vengono duplicati, ma pagati una sola volta. Pensionati utilizzati anche a scapito delle giovani leve, dei disoccupati o di chi, pur scrivendo per le due testate, rimane nel limbo oltre ogni gavetta, comune alla stragrande maggioranza dei giornalisti professionisti. Si tratta di colleghi (pensionati) che peraltro non si nascondono dietro lo pseudonimo, firmano i pezzi, sono pagati, tanto o poco che sia. Almeno un po’ di ‘rossore’, in pubblico o in privato, non guasterebbe !

LA SUBALPINA A FIANCO DEI COLLEGHI

L’Associazione Stampa Subalpina condivide le preoccupazioni espresse dai giornalisti de “La Stampa” circa la mancanza di un piano editoriale dettagliato a quasi un anno dall’annuncio della fusione Itedi-Espresso e circa il piano di tagli annunciato dalla proprietà. Si tratta di due elementi che rischiano di pregiudicare seriamente la qualità del giornale, proprio alla viglia del suo centocinquantesimo compleanno, e che richiedono un immediato cambio di rotta.

Si tratta, per altro, di preoccupazioni che accomunano i giornalisti de “La Stampa” a quelli delle altre testate piemontesi coinvolte nell’operazione di fusione e che necessitano anch’essi di risposte precise. Fin dal suo annuncio, questo sindacato ha voluto guardare a questa operazione industriale con attenzione e senza preconcetti, accettando anche le sfide di un mercato editoriale in trasformazione. Ora è giunto, però, il tempo che la proprietà del giornale avvii un confronto approfondito con il sindacato e che scopra le carte sul piano editoriale. Ed è del tutto evidente che rilancio delle testate e tagli indiscriminati non sono elementi che possano andare d’accordo.

Aggiungiamo che proprio la scorsa settimana l’Associazione Subalpina e l’Associazione Ligure dei Giornalisti hanno chiesto all’azienda di riprendere il confronto sui Co.Co.Co, che rappresentano una parte importante della forza lavoro del giornale e che richiedono un’intesa che ne definisca i diritti. E la tutela dei collaboratori è un altro degli impegni che questo sindacato ha chiesto e continuerà a chiedere all’azienda, perché non siano i più deboli a dover pagare per primi il prezzo di un’operazione i cui contorni non sono stati chiariti.

Per tutte queste ragioni l’Associazione Stampa Subalpina è pronta ad affiancare i colleghi della Stampa in tutte le iniziative che intenderanno assumere.

“Dopo l’annuncio della fusione solo un piano di tagli”

L’Assemblea di redazione de La Stampa in stato di agitazione

Il comunicato integrale dell’assemblea di redazione

L’assemblea di redazione dei giornalisti de La Stampa prende atto del fatto che, a quasi un anno dall’annuncio della fusione del gruppo Itedi con il gruppo L’Espresso, l’azienda ha presentato solo ed unicamente un piano centrato sui tagli senza nessuna garanzia per il futuro del giornale e dei livelli occupazionali di giornalisti e poligrafici, a fronte tuttavia di un bilancio 2016 che sarà chiuso in attivo.

I giornalisti de La Stampa ritengono inaccettabile parlare solo di tagli che impatterebbero pesantemente sulla redazione, rendendo ancora più difficile garantire la qualità che da 150 anni contraddistingue questa testata, e si limita a peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro dei colleghi.

Pertanto, l’assemblea proclama lo stato di agitazione e si riserva di presentare a breve un ampio pacchetto di azioni di protesta, se non ci sarà un cambiamento radicale nelle relazioni sindacali.

L’assemblea di redazione dei giornalisti de La Stampa

 

 

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