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Il Comune di Briga Alta trasferito a Ormea
E annus horribilis per le due Monesi

Non era mai accaduto nella storia delle due Monesi, di Mendatica e Triora, ma neppure di Briga Alta, con Piaggia sede del Municipio. Prima era toccato a Monesi, in primavera, restare isolata causa frana sulla provinciale. Ora il ‘colpo di grazia’ sconvolgente. Se si temeva che fosse la nuova Monesi di Triora ad avere problemi di stabilità con un movimento franoso datato di qualche anno, è stata invece la vecchia Monesi, fino agli anni ’60 terra di pastori e boscaioli, a subire il dramma di una mega frana. Neppure Piaggia è stata risparmiata. Il Bevera ho demolito il vecchio ponte che ha resistito per decenni e nella confluenza con Tanarello hanno creato un’inesorabile talpa di erosione sui due versanti. Vedi il filmato di Piaggia che frana….  Vedi il filmato di Monesi Vecchia….

E’ del 30 novembre l’ordinanza del sindaco di Briga Alta, Ivo Alberti,  che dopo 5 giorni di chiusura forzata comunica: “l’ufficio comunale è divenuto operativo nella sede provvisoria allestita presso il Comune di Ormea. E pertanto in data odierna viene emanata l’ordinanza di evacuazione dell’intera frazione di Piaggia mediante l’impiego dell’elicottero dei vigili del fuoco. .. (cosa peraltro già avvenuta il giorno dopo l’alluvione ndr)…Si è reso indispensabile ed urgente disporre il trasferimento in altro luogo delle persone evacuate e ivi residenti”.

Il sindaco nella premessa  cita “eventi calamitosi alluvionali di emergenza idraulica e idrogeologica abbattutasi sul territorio del Comune nei giorni 24 e 25 novembre, non essendo possibile raggiungere la sede comunale situata a Piaggia, causa frane, cedimenti della sede stradale e franamenti dei versanti diffusi di grave intensità che hanno determinato la chiusura totale al transito veicolare e pedonale”.

Con una successiva ordinanza il sindaco Alberti ricorda che” il fenomeno franoso attivo e in continua evoluzione in frazione Piaggia nella zona soprastante il centro abitato determina un elevato rischio per l’intero nucleo, e da un sopralluogo tecnico in data odierna è emerso che sull’intera frazione persiste una situazione di pericolo per la sicurezza delle persone e per la pubblica incolumità”. Ne scaturisce il divieto assoluto d’accesso alla frazione Piaggia…. l’inagibilità totale di tutte le costruzioni presenti a Piaggia del Comune di Briga Alta”.

C’è ancora un particolare seppure marginale, visto il dramma umano e materiale. Non sappiamo se nella frazione siano presenti animali domestici (cani e gatti) o da cortile (galline). E quale sia la loro sorte.

Non meno drammatica la situazione complessiva di Monesi di Mendatica che trascina, almeno per le conseguenze, anche Monesi di Triora, impropriamente definita da qualche organo di stampa la ‘piccola Svizzera della Liguria’. Forse era appropriato scriverlo negli anni ’70 e ’80, poi il declino della famiglia Galleani e la morte di Armando Lanteri, hanno creato le condizioni di una Caporetto senza fine che ha trascinato al collasso l’intera alta Valle Arroscia. Con tante promesse, di fatto un vergognoso disimpegno della politica per un ‘piano Monesi‘ capace di rilanciare ed attrarre investimenti come avrebbe meritato l’unica stazione sciistica del ponente ligure, per un ventennio locomotiva e motore economico della Valle Arroscia, ma anche dell’alto Tanaro.

Non è questo il momento di approfondire perchè, soprattutto Monesi Vecchia, non abbia retto all’eccezionale diluvio, 600 mm d’acqua. Sono rimaste in vita tre persone, oggi settantenni, che hanno trascorso l’infanzia nel borgo, allora tecci senza luce, né acqua ed era terra di pastori e non erano ancora arrivati i primi ‘foresti’. Ivana, Rinetto e Luciano ricordano benissimo dove erano le sorgenti, i rigagnoli, i fossati che avrebbero dovuto essere salvaguardati anzichè ‘interrati’, deviati, ignorati. Forse, ci auguriamo sia così, sarebbe accaduto lo stesso, ma come leggiamo in un altro articolo scritto da un esperto su questo blog, anche i boschi, la montagna, i torrenti, i rigagnoli, hanno bisogno di cura e rispetto. E cosa può accadere quando questo non avviene. Avere l’onestà intellettuale di condividere che anche Monesi ha subito la violenza e la deturpazione cementiera. Eccome !  Con progettisti amici degli amici nelle commissioni edilizie.

Monesi non solo si trova in ginocchio e l’Apocalisse lascerà ferite difficilmente rimarginabili. In molti casi c’è il sudore, i risparmi di chi ha investito o ha continuato a mantenere un rapporto affettivo per questa gloriosa terra, vittima di una maledizione senza fine. Speriamo che almeno questa volta di fronte al colpo mortale si ripeta il miracolo degli anni cinquanta, col battesimo di Monesi meta turistica d’inverno, come d’estate, almeno 300 giorni l’anno e che la seggiovia torni ad essere fruibile tutto l’anno e la Regione Liguria in primis trovi i soldi per finanziare l’ultimo tratto.

Proprio oggi leggiamo che l’assessore imperiese Marco Scajola - papà Alessandro in tempi non sospetti ha venduto l’appartamento a Monesi di Triora – annuncia in un comunicato stampa della Regione il finanziamento di 1,2 milioni di euro per il ripascimento della costa, arenili uno dei tanti.  In 55 comuni che elettoralmente valgono quanto le valli dell’entroterra imperiese e savonese. Peccato che accade nei giorni drammatici in cui molti sindaci della  valle Arroscia ( Rezzo, Pornassio, Mendatica, Armo, Pieve di Teco) sconsolati parlano di ‘casse vuote’ ed indicano le prime cifre più urgenti, da parte sua la Provincia del presidente Natta fa sapere di essere allo stremo e di aver già speso per l’emergenza immediata 200 mila euro. E no cari sindaci, prima tocca all’amata Riviera delle spiagge dorate. Dove prima si fa scempio e si premiano gli speculatori, si costruiscono porticcioli spesso senza tener conto dei danni alla costa stessa, si allargano le strutture commerciali a suon di mattoni e cemento sulla sabbia, poi si usano i soldi dei contribuenti per rimediare ai danni dell’erosione.  Pardon, Marco Scajola fa sapere che quest’anno ha utilizzato il denaro delle concessioni. Che bravo ! E i milioni spesi negli anni passati ? Non contano ? Tra l’altro, stabilimenti balneari che per anni sono stati venduti a peso d’oro, che hanno attratto ‘soldi in nero’ da mezza Italia, che continuano a essere una gallina dalle uova d’oro beneficiando del turismo di massa, delle 400 mila seconde case nel solo ponente ligure. Dove i Bagni marini hanno moltiplicato bar, pizzerie, ristoranti, spazi per il ballo estivo, cementificazione dell’arenile e dove il subaffitto è la pratica più diffusa. E spesso si pagano canoni demaniali irrisori e qualche presidente della categoria affitta a 55 mila euro l’anno lo stabile sul mare ( ristorante, bar, pizzeria),  per cui paga 2.500 (sic) € di canone. Vedi Savona.

Soldi per chi è già fortunato anche da madre natura e dal benessere, mentre Monesi si è potuto salvare grazie ai sacrifici di pochi operatori commerciali e non si sono trovati i soldi per quel secondo tratta della seggiovia (già il primo è arrivato con anni di colposo ritardo)  per il minimo sforzo contro l’asfissia totale.

Per concludere con ogni probabilità Mendatica ha perso nell’alluvione e movimento franoso anche la nuova centralina inaugurata pochi mesi fa, realizzata con il denaro di un finanziamento regionale e che per le casse comunali rappresentava una piccola sorgente, in aggiunta a quella da anni in funzione a valle dell’abitato di Mendatica.

Da ultimo ai sindaci dei comuni colpiti resta da prendere una decisione. Si avvicina la data di scadenza per l’ultima rata dell’Imu comunale e Tari (tassa rifiuti urbani). Sono alcune centinaia le proprietà immobiliari. Nel nuova Monesi si parla di 50 mila euro l’anno che il Comune di Triora incassa. Cifra leggermente più alta, pare, l’introito di Mendatica per ‘Monesino’, le frazioni Valcona Soprana e Sottana, Salse, che a loro volta non sono più raggiungibili. L’unico accesso sarebbe da Viozene, Upega, ma la strada subito dopo l’abitato di Upega è chiusa, transennata, da ottobre, con ordinanza della provincia di Cuneo, cosi come avviene ogni anno con l’arrivo dell’inverno e della neve. (Luc. Cor.)

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Perché scrivete Monesi Vecchia o Monesino e Monesi Nuova? Dove Monesi di Mendatica è foneticamente svalutata o disprezzata? Sarebbe opportuno usare Monesi di Mendatica e Monesi di Triora. L’aggettivo vecchio è stato ovunque sostituito da Centro Storico o da antico. Monesino poi… se c’è Monesino allora ci dev’essere anche Monesone?

Grazie, Rinaldo Sartore 

 

 

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