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Noli, momenti di vita cittadina:
Villa Rosa “deposito dei vecchietti”

ACCÉNDE LUMEN SENSIBUS [1]. La precedente amministrazione aveva trovato una soluzione più consona all’inserimento sul territorio, ma attualmente, tale soluzione, è stata accantonata. La frase più ricorrente che si sente dire è che “dove li volevano mettere mancava il sole“; ma a Villa ROSA anche se fuori splende il sole, c’è sempre l’ombra.

“……scusi, alla fine un ospizio è sempre un ospizio” risponde un addetto al Pio Albergo Trivulzio ad un giornalista del Corriere della Sera durante una intervista, “…..vede, ecco un cortiletto: uno di quelli dove gli anziani dovrebbero appunto socializzare e recuperare la loro autonomia……”

Autonomia da che? Sono tutti anziani, portatori di varie patologie, i più in carrozzina, non tutti deambulanti, alcuni inebetiti, seduti attorno a tanti tavoli, in una grande sala [camerone] che serve loro da soggiorno, sala da colazione, pranzo e cena.

Se non c’è qualche parente che si fa carico di portare il vecchietto/a in città od al mare, rimangono chiusi in se stessi ad aspettare che il tempo scorra; ed il tempo scorre lentamente ed inesorabile.

Il cortiletto c’è ma non serve a nulla se non ce li porti e poi con tutte quelle auto più che un cortiletto e diventato un parcheggio. Si ci sono gli alberi, ma quelli servono da specchio per le allodole.

Anche l’accesso a tale struttura è “una poesia“: ci vorrebbe lo schiocco delle dita di San Pietro che toglie le pareti alla casetta dove si sorbisce il caffè “Lavazza” per rendere più agevole la strada di accesso.

Villa Rosa, residenza per anziani protetta, è sorta a seguito di un “baratto”, forma di pagamento efficiente attorno all’anno mille, dopo il depauperamento delle città; verso la fine del X secolo le già travagliate vite dei popoli dell’Occidente vengono investite da un’ondata di superstizioso terrore causata da racconti popolari basati anche su testi evangelici.”Mille e non più mille” aveva detto Gesù secondo la tradizione nei Vangeli apocrifi. Si avvicinava la fine del mondo con il Giudizio universale. Così era scritto nell’Apocalisse: « Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo.»

Nel n° 5 del 25 settembre 2013 di Trucioli [vedi.....], il comandante Gambetta, con il suo articolo “Noli, Villa Rosa e il business del vecchietto” scrive: “Come promesso la settimana scorsa, eccomi a raccontare come è nata Villa Rosa. Io vinsi da capolista della DC [2] le elezioni del 1975, in una coalizione formata da PSDI, PLI, e PRI. Mi trovai sul tavolo di lavoro un compromesso firmato dall’ex Sindaco Giuseppe Negro (PSI) con la proprietà della ex Colonia Marina Borsalino.  L’oggetto era l’acquisizione della struttura, compreso tutto l’uliveto che raggiunge e confina con la strada provinciale per Voze, in cambio di denaro e di un’area comunale resa fabbricabile in località Cian da Crava. La volontà, lo scopo dell’operazione era di trasformare la ex Colonia Marina in “Casa protetta per anziani”, in sostituzione della obsoleta struttura “S. Antonio” in Via Suor Letizia”

La struttura acquisita dal Comune di Noli, per dare dignità alla popolazione nolese, cambia e per la ragione di stato qualcuno “ricorda” all’Assessore Regionale alla Sanità che il contributo concesso dalla Regione ha motivo di “essere ripagato“…obbligando così il Comune a “convenzionarsi” con l’allora U.S.L.; l’ospitalità a cinque stelle riservata ai nolesi [?] veniva così a mancare.

Quando uno sale le scale del potere locale, cioè il Comune, non per dovere, ma perchè si offre, dovrebbe dimenticare chi è e chi ha dietro…..intendo dire: “blindare” i propri interessi personali, dimenticare quelli di famiglia, scoraggiare le pressioni esercitate dalle lobbies di partito

Il neo Sindaco con la sua squadra, ovvero, confidando delle capacità di tutti i suoi collaboratori deve risolvere anche le situazioni più complicate, ovvero, cercare una via di accesso consona ad una struttura di estrema necessità, come appunto Villa Rosa; paragonabile ad una casa circondariale con la differenza che le rette degli ospiti vengono pagate dallo Stato mentre la retta per gli ospiti di Villa Rosa la pagano o i medesimi con la loro pensione o con il contributo dei parenti.

L‘attuale Amministrazione , condotta dal sindaco Giuseppe Niccoli, non ha risolto il problema dell’accesso; strada stretta protetta da muri sia a destra che a sinistra, in salita con curva secca in sommità, atta al passaggio di una sola auto.

Quando, vista la popolazione ospitata, occorre “far presto” per ricoveri ospedalieri, necessita, alla luce dei fatti, l’intervento delle Schiere Angeliche le quali si adoperano al meglio per rendere più agevole l’accesso.

Che gli Angeli esistano è noto a tutti, credenti e no, a testimonianza di ciò è stato pubblicato il 01 marzo 2016 un evento con tanto di filmato da YouTube.

Roma. L’evento accaduto stamattina ha del pazzesco. Due angeli hanno volato nel cielo sopra Piazza Bologna per circa un minuto prima di sparire inghiottiti dalle nuvole. Il video è stato fatto da uno studente fuori sede che abita proprio all’angolo fra la piazza e via XXI aprile. ANGELI 2 MARZO 2016 ROMA MYSTERY VIDEOS

Tralasciando le testimonianze di tante persone, vediamo ora quali sono le varie gerarchie delle Schiere Angeliche

Serafini – Il loro nome significa Ardenti. Sono statici conservatori dell’energia divina increata; pur non conoscendo quella che sarà la Volontà Creatrice, essi reggono fra le loro mani l’energia primordiale e la rendono disponibile nel momento in cui dovrà canalizzarsi per manifestarsi.

Cherubini – Il loro nome significa Colui che prega. Ricevono l’onda del Pensiero Divino, e l’energia per realizzarlo, direttamente dai Serafini. Costituiscono l’elemento dinamico: in base al Progetto, distribuiscono e organizzano le leggi e le strutture dell’energia divina emanata. Per tale motivo, li conosciamo quali guardiani dell’Arca dell’Alleanza e della Porta del Paradiso.

Troni – Portatori della Giustizia di Dio, sovrintendono alla corretta collocazione nello spazio e nel tempo dell’elemento creato.

Dominazioni – Stabiliscono i confini entro i quali l’elemento creato potrà agire, nel pieno rispetto delle leggi statiche e dinamiche che i Cherubini hanno stabilito in precedenza. Confini entro cui la nuova creazione potrà muoversi interagendo con gli altri elementi creati, secondo un principio di generale armonia e in ottemperanza alle leggi universali.

Virtù – Dispensatori di Grazia, definiscono l’archetipo, in termini di qualità specifiche, dell’elemento creato. Stabiliscono pertanto le caratteristiche proprie dell’elemento: attribuiscono la forma, il colore, la dimensione, il profumo, la temperatura. Da questo momento in poi l’elemento è pronto per scendere nei piani della materia, manifestandosi, sia esso un fiore o una galassia.

Potenze o Potestà - Caricano l’elemento creato dell’energia vitale più adatta alla sua specie. Praticamente formano i suoi corpi sottili, infondono il “prana”, modellano l’aura che permetterà l’espressione del Sé e difendono dall’attività eversiva delle forze maligne.

Principati – Sono i protettori delle manifestazioni religiose e di culto che stabiliscono e conservano i legami tra creature e Creatore; costituiscono il ponte tra la manifestazione materiale e l’essenza spirituale.

Arcangeli - Custodiscono gli archetipi dello specifico elemento creato, collocato all’interno di una specie. Sovrintendono direttamente all’attività degli Angeli posti a custodia di ogni singolo elemento. Il termine Arcangelo è composto e deriva dal greco essere a capo e messaggero.

Angeli - Sono i Custodi delle singole entità, siano queste esseri umani, appartenenti ai regni vegetale e minerale, oppure oggetti costruiti dall’uomo. Inoltre sono i Costruttori delle forme all’interno dei quattro elementi e dell’etere cosmico che li contiene. In pratica, si occupano di mantenere correttamente saldo nella materia il Progetto Divino lasciando all’Uomo la possibilità, tramite il libero arbitrio, di far progredire ed evolvere tale Progetto. La categoria degli Angeli è dunque quella più vicina agli esseri umani ed opera direttamente sulla loro natura energetica.

Ordunque Essi si adoperano per svolgere il compito più importante della umana vita terrena: la sopravvivenza. Quando la strada si fa “stretta”, per lavori in corso e un impianto semaforico non viene supportato adeguatamente, entrano “in gioco” i muovieri [f. - a; pl.m.- i, f. -e; militare incaricato di regolare il traffico - Etimologia:← deriv. di m(u)overe, sul modello di corazziere, carabiniere ecc.].

E sono in tanti lungo la via ! Fanno si che non ci sia mezzi in movimento contemporaneamente, che nessuno lasci la casa sulla destra salendo, che le auto dei dipendenti non intralcino le zone di manovra, che nessuno parcheggi il proprio mezzo all’incrocio con via De Ferrari, che nessuno salga o scenda a piedi visto che la “rampa” non ha marciapiede, ……..ect; l’unica cosa che non hanno potere di fare è quella di abbattere i muri perimetrali !

Lo spazio per creare un accesso consono alla struttura esiste: tutto l’uliveto che raggiunge e confina con la strada provinciale per Voze; non è sacrificando una parte del verde che si cambia l’aspetto ambientale del luogo e tanto meno il “favoloso” Piano Regolatore del Comune.

Forse il Signor Sindaco si è dimenticato quando aveva l’ambulatorio in Voze – Regione Bricco,28: i suoi assistiti, che arrivavano in ambulatorio, l’auto o la moto la parcheggiavano sotto gli ulivi [vedi foto appresso]. Come si può vedere l’uliveto esiste ancora e dal punto di vista ambientale nulla è cambiato.

Certo Villa Rosa non ha lo spazio di Fort Knox, l’edificio della Federal Reserve, ma con esso ha l’analogia che è inaccessibile.

L’edificio della Federal Reserve. Ha un’ aria familiare? Diamine! Sembra un palazzo fiorentino del quindicesimo secolo. L’ architetto aveva studiato in Italia, innamorandosi di piazza della Signoria. Così, con la pietra dell’ Indiana, quella dell’ Ohio e qualche pezzo di ferro battuto, York & Sawyer hanno costruito, nel 1924, quattordici, austeri piani, subito diventati monumento nazionale. Ma la vera attrattiva del palazzo neorinascimentale sulla punta di New York, è il suo caveau. Si scende con l’ ascensore sotto terra. La cassaforte è stata ricavata scavando nello zoccolo di granito naturale dell’ isola di Manhattan, e blindando le pareti, spesse sei metri, con duecentotrenta tonnellate di acciaio: a prova di bomba atomica. Da una porta circolare, azionata da un meccanismo a orologeria che la fa chiudere automaticamente alle quattro di ogni pomeriggio, si accede all’ interno. Attenzione agli occhi! In centoventidue cellette, divise da sbarre e numerate (ma senza nomi), sono ammonticchiati i lingotti dei vari paesi, come se fossero pezzi di Lego. E’ proprio tutto oro quello che luccica.

Mi perdonino gli elefanti se affermo che l’attuale Amministrazione Comunale ha la sensibilità di un Elefante in un negozio di porcellana.

Alesben B.

- Veni, creátor Spíritus,

2 – nel ’68 i militanti venivano chiamati: “Bianco fiore” – Nel 2000, Forattini disegna una vignetta dal titolo: “Per la prima volta un partito cattolico apre ai Casini” con la didascalia “O bianco fiore, simbolo d’amore”, cui aggiungo “nostrano”



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