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Tassa di soggiorno? Avanti e indrè che brutto… dimenticare anche il passato

Tassa di soggiorno si, anzi no, forse. Tutto o quasi déjà vu. Una disputa che arriva da lontano. Ha diviso e infiammato. Raccontata, descritta in decine di articoli stampa. Chi ricorda la ‘marcia dei 600′ in cui albergatori ed operatori turistici bocciavano la proposta di reintrodurre il ‘balzello’ ? O ancora albergatori in piazza per dire no a Imu e Tia. Andiamo avanti, titoloni a tutta pagina: “Turismo in crisi, albergatori in marcia, un corteo attraverserà Savona”. “Rifiuti, la rabbia degli albergatori, Alassio la più esosa minaccia lo sciopero fiscale contro la Tarsu”. Oppure, trasformazione degli hotel, già persi mille posti di lavoro. Imu sugli alberghi la stangata colpisce tutta la Riviera. La Tassa di soggiorno rischia di affossare il nostro turismo. Chi ha subito detto no alla gabella i sindaci di Borgio Verezzi e Andora. E gli altri? Decisamente favorevoli o possibilisti (‘Tutti o nessuno). Perché non riflettere sugli errori del passato?

L’ing. Giancarlo Garassino

L’ingegner Giancarlo Garassino da decenni è testimone, esperto, studioso, delle tematiche turistiche, con particolare esperienza nel comporto savonese e ligure. Gli abbiamo chiesto un giudizio sulla proposta di introdurre la tassa di soggiorno, con alcuni sindaci, pare siano in maggioranza, già schierati a favore purchè coinvolga tutti i comuni.  A titolo personale e non da neo vice sindaco di Laigueglia, Garassino sostiene. “Mi pare davvero prematuro dibattere su un argomento di cui si potrà forse discutere dal 2017 e tenendo conto che il governo Renzi ha già anticipato e promesso che non intende aumentare la pressione fiscale e si andrà forse alla scadenza naturale del mandato con le elezioni nel 2018. L’altra considerazione è che in questo Paese non abbiamo davvero bisogno del ‘tutti litigano’, polemiche su polemiche, contrapposizioni continue su tutto e su tutti.  Se proprio si deve ripristinare la tassa di soggiorno, al turismo serve qualcosa di veramente serio, risolutivo, strategico e non solo le briciole. Altra aspetto prioritario: occorre condivisione e gestione paritaria. Interventi condivisi. Il settore pubblico deve essere messo in condizioni di ben operare e le associazioni di albergatori, con i loro rappresentanti eletti,  avere un ruolo senza subire imposizioni dall’alto. Tornando indietro di decenni la storia racconta che le critiche scaturivano dal fatto che l’imposta finiva a Roma. Con la riforma si decise di abolire la tassa di soggiorno.  Accadeva che l’impegno di compensare le somme destinate agli enti locali sono via via state ridotte a pochi spiccioli. E questo ha portato alla chiusura delle APT che, a mio avviso, è stato un furto. Vorrei fare presente un particolare significativo. La qualità e l’importanza della promozione. Solo come azienda di soggiorno di Alassio investivamo 500 milioni di lire per la ‘visibilità’ e iniziative in Germania. Il primo mercato turistico per la nostra città. Oggi si potrebbe aggiungere che capita, da turisti, di recarsi in certe località, in Italia e all’estero, è trovarsi nel conto dell’albergo la tassa di soggiorno. Si è passati dal prelievo tutto compreso alla contabilità separata. Il nodo, ripeto, di un eventuale provvedimento favorevole all’imposta deve partire dal presupposto della condivisione e dell’utilità generale. Non  credo che sarebbe cosa saggia destinare, purtroppo come è accaduto, i soldi della tassa per intrattenimenti e manifestazioni locali, spesso anche effimere, a qualche sagra senza nulla togliere alle iniziative del volontariato e la loro motivazione. Occorre, come si suol dire, guardare in alto, con competenza e lungimiranza, senza dover ogni volta assistere a prediche nel deserto, a divisioni, al tanto rumore per nulla”.

In una convegno, a Loano 2 Village, a febbraio 2011, Garassino aveva sostenuto: ” Il comparto turistico  non merita e non ha bisogno di altre punizioni, elemosine, ma interventi che alla fine dei conti sono a vantaggio dell’intera comunità”. Aveva definito miope ed improvvida la decisione del governo Berlusconi – Bossi di ripristinare l’imp0sta di soggiorno. E aggiunse: ” Intrapresa ad arte per penalizzare chi è produttore e creatore di occupazione. Semmai è necessario reperire risorse sul mercato di promozione internazionale. Non bisogna vestire gli abiti del poliziotto, sarebbe più equo ed utile una modesta riduzione Irpef. Il peso non deve sempre ricadere sugli operatori, semmai su tutta la comunità in quanto beneficiari del turismo”.

Già l’imposta di soggiorno ! Chi ricorda che ogni azienda di soggiorno assumeva gli ‘accertatori’ – spesso pensionati – per  controllare arrivi e presenze negli esercizio alberghieri e nelle seconde case. Ogni zona della città suddivisa e ‘battuta a tappeto’. Con risultati spesso sorprendenti in quanto ad evasione. La vecchia malattia del Bel Paese. E non si parlava ancora di ‘piano scaccia crisi‘ per aiutare il turismo che nel 2009 produceva 580 milioni (fonte Upa) spesi in 22 località della provincia dai vacanzieri tra hotel, ristoranti e bagni marini.

LA PRESA DI POSIZIONE DI MARCO MELGRATI

L’arch. Marco Melgrati

Marco Melgrati, presidente di Politica per Passione e vicecoordinatore regionale di Forza Italia: stupisce che alcuni sindaci si siano schierati a favore dell’applicazione di questo ennesimo balzello che penalizza il comparto ricettivo. Assolutamente contrario alla tassa di soggiorno! Questa “gabella” sarebbe un danno incalcolabile per gli albergatori, e non risolverebbe i problemi del turismo!

Lo dico da cittadino, da ex amministratore locale e da albergatore: questa tassa di soggiorno non s’ha da pagare! Capisco che i Comuni hanno le casse vuote, e che non riescono a fare investimenti, soprattutto nel campo del Turismo, ma chiedere l’introduzione della tassa di soggiorno sarebbe come tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie!

In un momento di grave crisi economica, dove gli albergatori sono soggetti ai capricci del tempo (e quest’anno per fortuna è andata bene), dove la stagione invernale con gli anziani delle regioni del nord che svernavano è diventa un ricordo, dove si cerca la migliore offerta su internet per una camera per il fine settimana, dove sono anni che gli albergatori mantengono i prezzi invariati a fronte di aumenti di costi e di tassazione, anche solo due euro a cliente sarebbero un suicidio economico.

E pensare poi che con la tassa di soggiorno i Comuni possano fare promozione (e non riempire i buchi di bilancio) è veramente fantascienza… ci vuole ben altro… ci vuole programmazione, sinergia tra i vari comprensori turistici, una regia Regionale, idee nuove e innovative…

Dispiace che anche alcuni amministratori del centro-destra siano stati abbagliati da questa chimera…non è certo questa la soluzione del problema… anzi!

Per questi motivi ribadisco la mia contrarietà a questa tassa a rinnovo la mia vicinanza agli albergatori, oggi imprenditori quasi eroici!!!

Marco Melgrati, vice coordinatore regionale di Forza Italia

E QUELLA DI ANGELO GALTIERI GIA’ PRESIDENTE PROVINCIALE DEGLI ALBERGATORI

Angelo Galtieri albergatore e consigliere comunale

Un altro balzello ‘medievale’ si affaccia all’orizzonte: la Tassa di soggiorno!

Se la questione non fosse estremamente seria per il comparto turistico-alberghiero, sarebbe simpaticamente comica”

Considerando che il Dott. Enzo Canepa Sindaco “pro tempore” della città di Alassio ed il Presidente della Regione Liguria sono uomini di quel Centro-destra che rivendica la formula della “equazione liberale” per la crescita: meno tasse sulle famiglie, meno Tasse sulle imprese, meno Tasse sul lavoro, onestamente non si può che rimanere esterrefatti dalla loro volontà di reintrodurre la Tassa di soggiorno.

Tassa di soggiorno, un balzello istituito nell’ormai lontano 1910 per le sole stazioni termali, climatiche e balneari ed esteso nel 1938 alle altre località di “ interesse turistico”, in seguito poi abolito a decorrere dal 1º gennaio 1989. Una Tassa che all’epoca permetteva ai Comuni con limitate risorse, di poter rispondere alle esigenze del nascente fenomeno del Turismo di massa. ( ad oggi solo l’IMU alberghiera rende quanto una tassa di soggiorno ).

L’abolizione della Tassa di “soggiorno” nel 1989, come detto, coincise con la chiusura delle Aziende autonome di soggiorno, che incassavano la Tassa al fine di sostenere la promozione, l’informazione e le grandi manifestazioni in ambito turistico.

Oggi, in virtù di presunte criticità di cassa del Comune, si reintroduce un “balzello” di chiara ispirazione medioevale (pedatico o jus passi: per attraversare o percorrere a piedi strade, sentieri o proprietà private; sulle vie, sui confini del feudo, nei passi montani, ai ponti, ai guadi,anche pedaggio), per recuperare risorse finalizzate a coprire le incapacità di un’amministrazione, quella del sindaco Enzo Canepa, retta da personaggi di piccolo cabotaggio, supponenti e mediocri, che continuano a commettere errori grossolani, come investire in gemellaggi a finalità turistiche con paesi del centro Africa, dove il reddito medio mensile non supera i tre dollari e dove l’indice di penetrazione dell’infezione da Hiv è tra i più alti al mondo. ( vedi comunicato stampa gemellaggio Alassio – Zimbabwe del 12 febbraio 2015 ).

Inevitabile, quindi, esprimere un giudizio di totale contrarietà alla reintroduzione della “Tassa di soggiorno” e a qualunque altra ipotesi similare, che inevitabilmente si tradurrebbe per l’immagine e l’economia di Alassio, in uno degli “errori più gravi” che si possano annoverare negli ultimi decenni.

Chi conosce da vicino l’operatività delle imprese ricettive, di ristorazione, commerciali o inserite nel quadro dei “servizi turistici”, può verificare che, a causa dell’utilizzo di internet nel 65% dei casi, per la scelta della prenotazione da parte di clienti individuali o famiglie/piccoli gruppi nonché le modalità di “decisione” dei grandi Tour-Operator, bastano pochi euro (per la precisione 2/3 a persona per notte ) per far modificare le decisioni e “perdere clienti”.

Questa Tassa costringerebbe gli stessi Operatori turistici ad “accollarsi” questi ulteriori costi, pur di non perdere le commesse, innescando un meccanismo vizioso che porterebbe alla diminuzione del personale, degli investimenti e delle manutenzioni, con conseguente riduzione della qualità del prodotto offerto… .

Tutto il contrario di ciò che da tempo il Centro-destra stigmatizza come la ricetta indispensabile per la ripresa, lo sviluppo e il futuro del Turismo in Italia, quindi anche ad Alassio e nelle altre località turistiche, oggi in concorrenza con nuove strategie e nuovi standard di riferimento per un Turismo di livello ormai, planetario !

Angelo Galtieri consigliere comunale

capogruppo Lista “Insieme X

E UN SALTO NEL RECENTE PASSATO CON MALLY MAMBERTO

 

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