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Torna la Gabanelli con Report cosa ci riserva

Notiziario Report primavera 2015. Torna Report, il programma cult condotto da Milena Gabanelli. Dal 12 aprile ogni domenica alle 21,45, come sempre su Rai3.

La stagione si aprirà con l’ANAS gestione Ciucci. Vedremo come viene amministrata la più importante stazione appaltante d’Italia, con i suoi 25.000 Km di strade. Focus sul viadotto Scorciavacche, inaugurato a Natale con 3 mesi d’anticipo, senza collaudo, e chiuso una settimana dopo a seguito del crollo della rampa d’accesso. Perché tanta fretta?

Perché i collaudatori si sono dimessi prima dell’inaugurazione?

ANAS ha già affidato l’appalto per la realizzazione della Maglie – Leuca, in Puglia. Si scopre che il tracciato copre una serie di discariche di cui non si conosceva l’esistenza. In Umbria gli operai che hanno lavorato alla costruzione di una galleria su un tratto non ancora terminato, dicono che le ditte scaricano meno calcestruzzo di quello che sta scritto sulle bolle.

La stessa cosa avviene sulla Salerno – Reggio Calabria.

Grandi opere: andremo a fondo dell’inchiesta giudiziaria sulla Tav che ha portato all’arresto di Ercole Incalza e alle dimissioni del ministro Lupi. Parla l’uomo delle autostrade del Nord, Burchi; confronto con l’amministratore delegato di Ferrovie Elia e con il sottosegretario del ministero infrastrutture con delega alle grandi opere Del Basso De Caro.

Province: tutti volevano la loro chiusura, e adesso cosa succede? In realtà esistono ancora e sono state riordinate dalla legge Delrio, che prevedeva che restassero loro poche funzioni fondamentali, strade e scuole, e trasferiva a comuni e regioni le altre. Succede che alcune province non hanno più fondi per fare la manutenzione alle strade provinciali, che diventano pericolose, e ne chiudono alcune isolando paesi. E poi sono saltati fuori 20.000 esuberi.

Sanità: il caso del Policlinico di Modena, dove medici pagati dalle case farmaceutiche effettuavano sperimentazioni non autorizzate su pazienti ignari.

Efficienza degli uffici pubblici locali: oltre 2500 imprese nella sola Roma avevano stabilito la propria sede legale in indirizzi virtuali, usati per dare la residenza ai senza fissa dimora. Un sistema che ha permesso per anni a molte società di risultare irreperibili. Società inesistenti hanno messo la loro sede addirittura presso la comunità di Sant’Egidio …

Derivati del ministero delle finanze, e di regioni, province e comuni.

Oggi paghiamo gli effetti collaterali di contratti stipulati a partire dagli anni 90: chi li ha firmati, per quanto, con quali banche e quanto stiamo perdendo?

L’Unità: per la seconda volta nella sua storia ha dovuto sospendere le pubblicazioni per la situazione finanziaria del proprio editore. Ci sono anche 100 milioni del vecchio debito che rischiano di essere accollati ai cittadini. Intanto molti giornalisti sono stati condannati per cause di cui non sapevano nulla.

Agon Channel: il primo caso di dislocazione in Albania di un canale TV italiano. Un investimento da oltre 40 milioni di euro dell’imprenditore romano Francesco Becchetti senza aiuto delle banche. Chi è Becchetti?

Energia: ragioni e conseguenze del calo del prezzo del petrolio, cambiamenti climatici e alternative sostenibili. Mentre nel mondo è in corso una rivoluzione che rende possibile il passaggio da una produzione centralizzata, ad una diffusa e rinnovabile, le nostre leggi rendono problematica ogni iniziativa. Intanto però vengono a galla le truffe internazionali dei certificati bianchi, verdi e neri.

Novità della prossima edizione è una rubrica fissa dedicata all’alimentazione. Report, da sempre attento alle tematiche della sostenibilità, non perderà l’occasione dell’Expo per “nutrire la conoscenza” e il consumo critico sulle questioni legate alla sicurezza alimentare e alla tradizione enogastronomica. Tra eccellenze, bufale, miti del Made in Italy veri e falsi. I contenuti come sempre verranno pubblicati sul sito www.report.rai.it, dove sono conservati 17 anni di inchieste con trascrizione integrale, anche in versione inglese per gli argomenti di interesse internazionale. Nella stagione autunnale 700.000 utenti hanno visitato il sito ogni mese. A quota 110.000 le visualizzazioni medie on demand delle inchieste, quella più seguita ha sfiorato il mezzo milione di spettatori online.

Anche quest’anno ci saranno le dirette Twitter delle inchieste, grazie alle quali Report ha raggiunto un milione di fan: Report è tra le trasmissioni Rai più seguite sui social media.

L’appuntamento è per domenica 12 aprile su Rai3 dalle 21,45 e, tutti i giorni, sul nostro sito www.report.rai.it e sui nostri profili social facebook.com/reportrai3 e twitter.com/reportrai3

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Per me memorabili, e da rivedere, sono state le puntate: del 5 ottobre 2014 ‘non bruciamoci la pizza’ e quella del 21 dicembre 2014 ‘va di lusso’.




All’inizio della puntata del 5 ottobre 2014 Milena Gabanelli ha detto: “Buonasera, ci manca solo che in un periodo come questo ce la prendiamo con le pizzerie! Allora, intanto devo chiedervi scusa che non ho una voce che è al massimo; sarà per via del fatto che ho cantato troppo. Nel corso della puntata di oggi parleremo anche dell’Istituto Superiore di Sanità e dei laboratori che vengono utilizzati per certificare dispositivi medicinali come pacemaker e defibrillatori. E speriamo che la nostra denuncia, domani, faccia saltare qualche poltrona. Torniamo alla pizza. Noi vogliamo che lavorino meglio, che così, lavorano di più. E’ il nostro marchio più noto nel mondo e investire sulla reputazione è una garanzia. Quindi le pizze. Ne mangiano milioni soltanto in Italia. Due milioni al giorno sono le pizze da asporto.

E’ un cibo naturale, nutre, costa poco; cotto nel forno a legna poi è garanzia di qualità. Chi è che va mai a vedere se sotto è un po’ bruciacchiata? E se anche fosse, che sarà mai? E in effetti è stata anche per noi una sorpresa quando abbiamo letto le analisi di un laboratorio specializzato che ci dicono che cosa c’è dentro queste croste.

Allora. Dicono che quello che non ammazza ingrassa. Sì, vabeh, però insomma, il cliente non è esattamente un animale che grugnisce a cui si rifilare qualunque cosa. Anche perché a casa, noi quando grigliamo la melanzana o la fiorentina, dalla griglia laviamo via i resti della salsiccia cotta la settimana precedente, e comunque si aspetta che si formino le braci e sia andato via il fumo. Poi se a uno piace mangiare la roba bruciata liberissimo; l’importante è che sappia che dentro ci sono i residui della combustione, e mangiare idrocarburi, perché così risulta dal laboratorio di analisi specializzato in questo, non è esattamente una botta di salute.

Quindi nessuno vieta di servire pizze bruciate, ma nessuno vi impedisce di mandarle indietro. Poi ci sono invece … questi sono i cartoni che servono per metterci le pizze da asporto. In Italia ogni giorno sono almeno due milioni quelli che utilizzano le pizze da asporto. Bene. I cartoni sono di tre tipi: uno è in pura cellulosa e lo si riconosce perché dentro è bianco; poi c’è quello semi chimico che dentro è marrone; e quindi il terzo che è in cartone riciclato e lo si riconosce perché il cartone dentro è grigio.

Uno di questi tre è illegale, ma è anche quello più usato quello più venduto perché è illegale e quale dei tre.

Bene. Allora: in Italia ogni giorno 2 milioni di persone si portano via la pizza dentro alla scatola da asporto. Sono 700 milioni di scatole l’anno; con questi numeri la concorrenza è ferocissima e si gioca sui centesimi. Quindi vende di più chi vende a meno queste scatole. Per noi qual’è il problema? E’ che dentro ci va la margherita a 90 gradi e siccome spesso viene usato anche come piatto, ci si affonda il coltello.

Tutte le farine contengono zuccheri, ma quelle raffinate contengono solo zuccheri e glutine. E molto glutine, nelle persone predisposte, favorisce la celiachia. Nella farina integrale invece rimangono tutti i micronutrienti che si perdono man mano che si raffina e si va verso lo 00. Per esempio i minerali: nella farina integrale sono 2,5 e si arriva con la 00 a 0,5. Il calcio: da 40 dell’integrale, si arriva a 15 con la 00. Il fosforo: da 400, quando si arriva alla farina 00, non c’è più. Ed è cruciale per il metabolismo, perché una carenza di fosforo può mandar via di testa. E’ vero che è in moltissimi alimenti, però la farina è alla base della nostra alimentazione. Poi ci sono le vitamine B1 e B2: da 0,40 dell’integrale si passa a 0,06. Quindi i polifenoli, che sono gli spazzini delle arterie: da 210, spariscono quando si arriva alla 00… che è la farina poi più usata. Perché? Perché non avendo più niente di vivo dentro è quella che dura di più e nella pizza semplifica la vita, perché con l’aggiunta dei miglioratori, la tiri e la stendi come ti pare.”

non so a voi ma a me tutte queste infornate m’han fatto venire una gran voglia di pizza. E quello che si porta la bottiglietta da casa, sembra un po’ eccentrico. In realtà è uno che se l’è studiata bene. Allora: questa è la famosa ampollina del pizzaiolo, che utilizza per versare l’olio sopra la pizza. Ognuno ci mette dentro l’olio che gli pare e man mano che va giù, si rabbocca. Si capisce meglio il meccanismo con la bottiglia trasparente. Questa parte è sporca di olio che diventa… si ossida, diventa rancido.

Man mano che versi, il rancido va nel piatto. Rabbocchi, il rancido va dentro l’olio, che tu versi nel piatto. Rabbocchi, il rancido va dentro l’olio, che tu versi nel piatto, e così via negli anni perché questa ampollina nessuno la pulisce o almeno… a domanda la risposta è stata “ma quando mai?” Allora meglio chiedere “pizza senza olio grazie, mi porti la bottiglietta dell’extravergine in tavola” perché tanto tutte le pizzerie ce l’hanno. L’irresistibile pizza, sicuramente qualcuno in questo momento la sta mangiando e non vogliamo che gli si piazzi sullo stomaco perché possiamo pretendere e scegliere roba buona. Abbiamo il San Marzano, il miglior pomodoro al mondo, un concentrato di licopene che è una bomba di antiossidanti; la mozzarella l’abbiamo inventata qui più di 1000 anni fa; sarebbe ben da strani spezzettarci sopra il parallelelipido tedesco.

La pizza fatta con ingredienti giusti fa bene. Invece da Napoli a Roma, Milano, Venezia, Firenze, spesso non è digeribile e talvolta, può contenere elementi cancerogeni. I pizzaioli hanno l’abitudine di non pulire il forno, tra fumi e farina carbonizzata la pizza può rappresentare un rischio per la salute. Abbiamo fatto analizzare le pizze in un laboratorio specializzato sugli idrocarburi negli alimenti e i risultati verranno diffusi nel corso della trasmissione. Nell’inchiesta di Bernardo Iovene si affrontano anche il mercato delle pizze surgelate, le scatole per la pizza da asporto, ed emerge che il cartone più usato è illegale.

Si analizzano le farine usate, l’impasto, e gli ingredienti, nelle varie città italiane. Il prodotto italiano più diffuso al mondo, valutato dagli assaggiatori professionisti, è a volte di bassa qualità. Impariamo a riconoscere quello buono, visto che la differenza fra una pizza fatta con ingredienti genuini, cotta in un forno curato, rispetto a quella condita con olio di colza, lievitata 1 ora, con farina piena di glutine e mozzarelle estere di scarsa qualità, potrebbe essere di 40 centesimi.”

Avevano fatto anche un consorzio, per ottenere il marchio STG, che vuol dire “Specialità Tradizionale Garantita”: si era scomodata l’Europa, si era scomodato il ministero per l’Agricoltura, lo avevano ottenuto. Poi non ha aderito nessuno. Ora. Se non siamo capaci di tutelare e far fruttare le nostre eccellenze basta poi non lamentarsi. E anche la scuola alberghiera che insegna come si fa la pastasciutta, il risotto, non la pizza, nonostante le pizzerie siano fra i punti di ristorazione più diffusi. Possiamo solo noi consumatori cambiare l’andazzo, perché non è tutto un disastro: i posti dove lavorano bene ci sono e andrebbero premiati e anche la differenza di prezzo è veramente minima: si va da 40 centesimi a un massimo di un euro. Ne guadagna la salute e tutto l’indotto. E poi qualche pizzeria comincia a svuotarsi, magari cominciano a darsi da fare pulendo i forni e usando gli ingredienti che poi non ti si piazzano sullo stomaco..”

Un consiglio: non perdete le puntate di Report, il programma cult condotto da Milena Gabanelli che iniziano il 12 aprile 2015 ogni domenica alle 21:45, come sempre su Rai3.

Fonte: www.report.it

Gilberto Costanza

 

 

 

 

 

 


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