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Viaggio nei Comuni / Andora stipendi e dall’A a Z

Inizia un piccolo viaggio per conoscere meglio i Comuni della provincia di Savona. Quanto guadagnano, ad esempio, il primo cittadino, gli assessori, la percentuale di raccolta della differenziata, ma anche pagine di storia spesso conosciute da pochi, l’economia, i tesori artistici non sempre valorizzati come meritano. Nessuna pretesa da scrittori di enciclopedia, anziani osservatori di un messaggio di informazione per gli adulti e speriamo per i giovani ai quali è affidato il futuro prossimo. Prima puntata Andora.

Messaggio del Sindaco Mauro Demichelis

 

Cari Andoresi, con entusiasmo e forte del vostro appoggio, inizio il cammino alla guida del Comune di Andora per farne una casa aperta ai cittadini con amministratori pronti al confronto ed a progettare un futuro in cui ogni andorese si possa riconoscere.

Andora è un comune a forte vocazione turistica, artigianale e agricola. Ha bellezze paesaggistiche straordinarie sia sulla costa che sull’entroterra. Ha una comunità pronta a lavorare per costruire insieme quella ripresa economica necessaria oggi per superare la congiuntura sfavorevole e per costruire un futuro certo per i nostri figli.

Il Comune sarà il primo alleato degli operatori turistici, economici, culturali, dei piccoli e grandi imprenditori, opportunità economiche e di lavoro, servizi, infrastrutture ed azioni di promozione che valorizzino il grande patrimonio culturale e di capacità dei suoi abitanti, le eccellenze paesaggistiche, agroalimentari, culturali e le realtà economiche di ogni zona di Andora e la rendano ancor più vivibile ed attraente per i turisti in ogni periodo dell’anno.

La crisi economica non ha spento le energie buone di questa comunità. Sono quelle energie che ci hanno portato ad amministrare oggi Andora. Ne sentiamo la responsabilità, ma anche la spinta ad operare.

Andora ha oggi un’Amministrazione a disposizione dei cittadini. Siamo pronti a lavorare insieme a tutti voi.

Indennità di carica Curriculum vitae

Sindaco Mauro Demichelis

mauro.demichelis@comunediandora.it

Indennità di carica di € 2.739,73 mensili pari a € 32.876,76 annuo.

 

Curriculum vitae

Nato il 17 novembre 1973, figlio di Giovanni e Olga Caviglia, fratello di Daniela. Andorese da generazioni, è sposato con Marcella e papà di Alessio. Laureato a pieni voti in Economia all’Università di Genova, dopo aver sostenuto

l’esame di stato, dal 2005 ha intrapreso la professione di Commercialista e Revisore Contabile, con studio in Andora. Accanto all’amore per la famiglia e all’impegno nel lavoro, ha la passione per la politica, consapevole che essa è un servizio per gli altri e non un mezzo per sistemare se stessi. Da sempre moderato, negli anni ha prestato ascolto alle idee di tutti e non a quelle di pochi, sostenendo il valore del merito.

Nel Giugno 2009 è stato eletto Consigliere provinciale per il Collegio di Andora, nelle liste del Popolo della Libertà, risultando il più votato di tutta la Provincia di Savona e assumendo il ruolo di Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione. L’ampio consenso elettorale ha favorito la sua indicazione nel Direttivo Nazionale dell’Unione Province d’Italia. Dal 4 luglio 2013 è stato eletto Presidente del Consiglio Provinciale, incarico che ricopre tuttora.

Nel tempo libero si occupa anche di volontariato e di servizio alla collettività: in particolare, l’Associazione Lions “Andora Valle di Merula” gli ha conferito il più alto riconoscimento internazionale per chi opera nel campo della solidarietà verso gli altri. Ha aderito ed ha condiviso i valori di Andorapiù e le sue proposte per il rilancio della nostra Città che lo hanno portato ad ottenere il consenso necessario a diventare Sindaco di Andora.

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Vice Sindaco Paolo Rossi

paolo.rossi@comunediandora.it

Indennità di carica di € 1.369,88 mensili – € 16.438,56 annuo.

Assessore Patrizia Lanfredi

patrizia.lanfredi@comunediandora.it

Indennità di carica € 1.232,88 mensili – € 14.794,56 annuo.

Assessore Fabio Nicolini

fabio.nicolini@comunediandora.it

Indennità di carica € 1.232,88 mensili – € 14.794,56 annuo

Assessore Maria Teresa Nasi

mariateresa.nasi@comunediandora.it

Indennità di carica € 616,44 mese – € 7.397,28 annuo

Il Presidente del Consiglio Comunale

Manuela Marchiano

manuela.marchiano@comunediandora.it

Non percepisce alcun emolumento.

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Manuela Marchiano ha 26 anni, Laureata in Biologia, lavora come biologa ed è socia di esercizio pubblico. Consigliere comunale di maggioranza, alle ultime elezioni comunali è risultato il candidato più votato di tutte le liste.

Il Presidente del Consiglio è organo super partes garante del rispetto del ruolo dei consiglieri, siano essi di maggioranza o di opposizione, nonché delle norme dello Statuto e del Regolamento del Consiglio. E’ una figura di garanzia e di sostegno a tutti i gruppi consiliari, che assicura una equilibrata dialettica fra maggioranza ed opposizione.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Andora non percepisce alcun emolumento.

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I SINDACI dal 1914-1915 ad oggi

La Andora di oggi deve qualcosa anche a coloro che la hanno amministrata in passato. Perché la storia democratica di una nazione passa anche attraverso i gesti quotidiani delle amministrazioni locali. Per questo ci sembra giusto ricordare tutti i sindaci che fin qui hanno scritto, insieme ai cittadini, la storia di questa città:

anni 1914-1915, Marchese Giuseppe Maglioni – anni dal 1916-1920,

Giò Batta Musso, anno 1921, – Nicolò Marchiano anno 1922, – Tullio Musso, anni dal 1923-1925. Dopo il il ventennio fascista, il 14 agosto 1945, il Prefetto nomina Sindaco Vittorio Stalla, primo Sindaco del dopoguerra.

Il 7 aprile 1946 si svolgono le prime elezioni ufficiali: anni dal 1946-1951 Pier Giovanni Testa, – anni dal 1951-1956 Guido Siffredi, anni 1956-1960 Angelo Porcella, – anni dal 1960-1975 – Walter Momigliano, anni dal 1975-1995 – Francesco Bruno, anni dal 1995-2004, Franco Floris, anni dal 2004-2009 e dal 2009-2014, Mauro Demichelis dal 25 maggio 2014.

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Storia di Andora

 

Secondo le fonti storiche il castrum Andorae fu un antico possedimento d’epoca romana che, durante l’età dell’alto medioevo, trasferendosi dall’originaria ubicazione lungo la piana del torrente Merula si stanziò lungo l’altura del Castello; quest’ultimo fu caposaldo e locale di residenza marittima dei marchesi di Clavesana che qui vi innalzarono il loro castello, circondato da un nucleo fortificato. Nel 1252 il feudo di Andora venne venduto alla Repubblica di Genova che promosse il territorio a sede di podesteria, dipendente dal vicariato di Porto Maurizio, e dando vita ad un nuovo impulso economico e sociale per tutto il XIII e XIV secolo.

Fu nel corso del Quattrocento che il territorio e il castello andorese patì devastazione e danneggiamenti per la discesa in Liguria delle truppe dei Visconti, al comando del capitano Niccolò Piccinino, negli anni della dedizione della repubblica genovese verso il Ducato di Milano.

Le distruzioni del borgo causarono, inoltre, un lento ma progressivo abbandono dello stesso in favore dei nascenti nuclei lungo la piana del Merula. Nei secoli successivi però epidemie di malaria e di peste, e l’impaludamento del corso d’acqua, portò ad un lento fenomeno di spopolamento del territorio di Andora in favore del vicino centro costiero di Laigueglia. Lo stesso podestà trasferì, nel 1723, la sede della podesteria nella città laiguegliese, però con l’obbligo di recarsi almeno tre volte al mese ad Andora per amministrarvi la giustizia.

Durante questo periodo si svilupparono le coltivazioni dell’ulivo – da cui si ricaverà poi l’olio – nonché la pesca, e nacquero i primi cantieri navali.

Caduta la Repubblica di Genova, la nuova municipalità di San Giovanni d’Andora (nome ereditato dall’antica e omonima pieve) rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all’interno della Repubblica Ligure.

Dal 28 aprile del 1798 fece parte del II cantone, con capoluogo Laigueglia, della Giurisdizione del Capo delle Mele e dal 1803 centro principale del V cantone di Alassio nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, ed inserito nel Dipartimento di Montenotte, riottenne il nome di Andora.

Nel 1815 Andora fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento omonimo del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova, nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò per pochi mesi nel Circondario di Savona e infine sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana Ingauna, quest’ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010 e in vigore dal 1° maggio 2011.

Le origini del nome

Il nome della città sarebbe legato ad una tradizione popolare, un racconto che narra la triste storia di Andalora. La leggenda vuole che il principe saraceno Al Kadir, durante una razzia lungo le coste liguri, vide la bella Andalora (che significa landa d’oro) e la volle rapire, legandola all’albero maestro della propria nave. Il promesso sposo di lei, Stellanello, la raggiunse nottetempo, mentre la nave era ormeggiata presso Capo Mele, ma nel vano tentativo di liberarla venne scoperto e ucciso.

Andalora, per il dolore, e per non restare in mano dei Saraceni, si gettò in mare. Il sacrificio dei due giovani, sempre secondo la leggenda, spinse il principe Al Kadir a convertirsi alla fede cristiana. Da allora i due paesi limitrofi di Andora e stellanello portano questi nomi in memoria dei due giovani.


Evoluzione demografica

Nel 1861 i residenti andoresi erano 1.940. Nel 1911 il minimo storico

con 1.675 residenti. Nel 1931 erano 2.131 i residenti. Nei successivi censimenti decennali: 3.328 nel 1961, 4.695 nel 1971, 6.068 nel 1981, 6.564, nel 1991, 6.767 nel 2001, 7.470 nel 2011 e al 31 dicembre 2013, 7.523 i residenti.

 

Rifiuti Urbani – Raccolta Differenziata

 

La produzione di rifiuti urbani nell’anno 2013 è stata di 7.940 tonnellate e 17 kg. pari ad una produzione pro-capite del 1,04%.

I rifiuti urbani smaltiti in discarica nel 2013 sono stati 5.363,97 tonnellate e la percentuale della raccolta differenziata del 32,5%, meno di due terzi del totale.

La raccolta differenziata (in tonnellate e kg.) è stata: carta (366,54), vetro (461,23), plastica (156,30), legno ( 214,16 ), metalli (51,24), ingombranti [al netto degli scarti] (28,14), frazione organica (1.126,18), altri rifiuti [batterie incluse] (6,32), raccolta differenziata RAEE (n.a.*)

n.a.= Non applicabile perché il Comune non effettua la raccolta differenziata.

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o semplicemente rifiuti elettronici (talvolta citati anche semplicemente con l’acronimo RAEE), sono rifiuti di tipo particolare che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all’abbandono.

I principali problemi derivanti da questo tipo di rifiuti sono la presenza di sostanze considerate tossiche per l’ambiente e la non biodegradabilità di tali apparecchi. La crescente diffusione di apparecchiature elettroniche determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell’ambiente o in discariche e termovalorizzatori (inceneritori) con conseguenze di inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua con ripercussioni sulla salute umana. Questi prodotti vanno trattati correttamente e destinati al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti, come rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo e mercurio, evitando così uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature oltre alla sostenibilità ambientale.

Questo tipo di rifiuti sono comunemente definiti RAEE e sono regolamentati dalla Direttiva RAEE. E’ strettamente legata con la Normativa comunitaria RoHS 2002/95/CE.

I RAEE sono rifiuti di AEE. Le AEE a loro volta sono apparecchiature che per un corretto funzionamento a tensioni fino a 1000 V AC o 1500 V CC, e appartengono a una delle seguenti categorie: 1 – Grandi elettrodomestici; 2 – Piccoli elettrodomestici; 3 – Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni; 4 – Apparecchiature di consumo; 5 – Apparecchiature di illuminazione; 6 – Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni; 7 – Giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero; 8 – Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati ed infetti); 9 – Strumenti di monitoraggio e controllo; 10 – Distributori automatici.

Architetture civili

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Castello di Andora. Edificato nel XII secolo e sede del primo insediamento abitativo nella borgata di Castello, l’edificio fu dapprima dimora dei marchesi di Clavesana e, dal 1252, del podestà locale genovese. Spopolato nel XVI secolo, i resti del “Paraxo2 (mura e parte dell’antica struttura, sono ancora visibili tra la vegetazione.

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La porta-torre del castello, eretta tra il 1220 e il 1240.

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Il bastione, edificato dai Genovesi nell’ XI secolo contro le invasioni da parte dei saraceni.

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Il ponte romano sul torrente Merula. Consistente in dieci arcate, di cui tre a schiena d’asino, il ponte collegava anticamente la strada romana tra la borgata di Colla Micheri direttamente con il castello andorese.

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L’acquedotto romano costruito in età traianea.


. Un secondo bastione posto a guardia dei mari edificato in prossimità del borgo di Colla Micheri, poco visibile da Marina di Andora.

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La fontana medioevale, costruita per dare ristoro ai pellegrini lungo il tracciato della via Julia Augusta, che si trova poco sotto il castello.


. Palazzo Tagliaferro, antica dimora di fine Settecento e inizio Ottocento ed ex-colonia marina di largo Milano, dopo un lungo periodo di abbandono è stato acquistato dal Comune di Andora nel 2001 per farne uno spazio culturale, didattico e ludico. I lavori della ristrutturazione hanno interessato il sito dal 2007 al 2009 e hanno permesso la riscoperta degli antichi affreschi e la conservazione delle pavimentazioni originarie. Il palazzo, composto da quattro piani di 360 metriquadrati ciascuno, ospita uno spazio espositivo di arte contemporanea e, al primo piano, il museo mineralogico “Luciano Dabroi”.

Etnie e minoranze straniere

 Secondo i dari Istat al 31 dicembre 2011 i cittadini stranieri residenti ad Andora sono 533, pari al 7,14% della popolazione comunale.

 

Unione dei comuni della Val Merula e di Monterosio

L’Unione dei comuni della Val Merula e di Monterosio è un’unione di comuni della Liguria, nelle province di Savona e Imperia, formata dai comuni di Andora, Cesio, Chiusanico, Stellanello e Testico.

L’unione è nata con atto costitutivo del 20 dicembre 2014 firmato nel municipio di Andora dai rappresentanti locali del territorio. L’ente locale ha sede ad Andora, presso il palazzo Tagliaferro. Il primo rappresentante locale, designato il giorno della firma dell’atto costitutivo, è Mauro Demichelis in qualità di Sindaco del comune – sede dell’Unione.

L’unione dei comuni comprende, unico caso in Liguria, quella parte del territorio andorese attraversato dal torrente Merula (Andora, Stellanello e Testico) e, già in territorio provinciale imperiese, quello dominato dalla vetta del monte Montarosio (Cesio e Chiusanico).

Per statuto l’Unione si occupa dei seguenti servizi:

. organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo.


. organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale;


. la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovra comunale;


. catasto;

. attività, in ambito comunale di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;


. organizzazione e gestione dei rifiuti e la riscossione dei relativi tributi;


. progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione relative prestazioni ai cittadini;


. edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici;


. polizia municipale e polizia amministrativa locale;


. servizi in materia statistica.

Fonte: it.Wikipedia.org

Nella prossima puntata: Storia – Economia – Architetture di Laigueglia.

 

Gilberto Costanza

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