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Alassio e D’Angieri, da Forbes: ‘Non è tra 601 uomini più ricchi al mondo’. Un figlio è ambasciatore del Belize in Vaticano

Scrive Giovanni Monaco, (Però) Torino: Abbiamo cercato mettendo la parola chiave del nome, quella del cognome. Entrambe. Eppure Nunzio D’Angieri, nella classifica online degli uomini più ricchi al mondo pubblicata da Forbes, non salta fuori.

Abbiamo anche scorso la lunga lista, arrivando sino al numero 601, quello indicato da tutti i giornali di oggi, che danno la notizia dell’interesse da parte di Nunzio (detto Pupi) a comprare il Torino Fc. Ma pure in questo modo lì il nome manca, non c’è, non pervenuto. Nunzio D’Angieri si dice juventino, ma con parenti granata e il suo soprannome sarebbe un omaggio a Paolino Pulici. Vorrebbe comprare lo stadio, dice, per fare un business. Il presidente del Toro sarebbe il figlio, che ha un nome ancora più curioso di Urbano.

Lui, Pupi Nunzio ma anche Alfred (ha tanti nomi) è stato consigliere di Arafat, petroliere, avvocato, collezionerebbe persino auto di lusso. Di certo gira soldi, ma su Forbes non c’è traccia di lui. Provate a verificare anche voi. P.s. Le posizioni intorno al seicentesimo posto di Forbes si riferiscono a persone che hanno patrimoni personali stimati intorno ai 4,5/4,6 miliardi di dollari.

Scrive Gianni C. (?) da Alassio: “Trucioli.it è l’unico ad aver diffamato il benemerito cittadino onorario (Alassino d’Oro) di Alassio di cui tutti (e se c’è qualcuno contrario abbia il coraggio di farsi avanti) siamo onorati. Forse c’è chi da vetero comunista è invidioso e va a scavare nella pattumiera e in un passato lontano di vicende giudiziarie. Il grande Pupi è sempre stato scagionato. E poteva con orgoglio vantare frequentazioni con un specchiato giornalista alassino. Cercate le foto. Spero che l’amico Pupi torni presto a frequentare la nostra amata Alassio e il dr. Enzo Canepa possa fregiarsi di aver premiato con la massima onorificenza chi la meritava.”

PICCOLA E RECENTE CRONISTORIA DI UN BIG CHE PUO’ FREGIARSI DELL’ALASSINO D’ORO

Ovvero “La Dolce Vita” vista da vicino nel best sellers numero 5 di Beppe Ghisolfi edito da Nino Aragno. Parliamo dell’Ambasciatore del Belize, persona dalle risorse straordinarie e fiabesche e divenuto nel tempo grande amico del Banchiere scrittore del quale ha elogiato pubblicamente l’impegno a favore dell’educazione finanziaria. “Pupi” per gli amici, Sua Eccellenza D’Angieri “è un personaggio misterioso e ricchissimo, protagonista del jet set mondiale” che annovera nel proprio infinito cursus honorum la collaborazione con Arafat e con gli entourages di Putin e della Regina Elisabetta“Vive tra Roma e Milano con una bellissima moglie e due figli. Spesso i media, in primis Dagospia, gli attribuiscono avventure e flirt che lui tiepidamente smentisce”. Allo stesso tempo, “organizza pranzi per i poveri sulla scia di Papa Francesco di cui è grande estimatore” e con il quale ha condiviso studi gesuitici.

Nunzio D’Angieri “possiede 35 Rolls Royces e guida personalmente l’auto con accanto autista e guardia del corpo – prosegue Ghisolfi nella propria narrazione biografica – Il figlio Stephan John Charles, Ambasciatore in Vaticano, non passa mai inosservato e se lo contendono le più belle ragazze della Terra”.  

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Leggiamo: “D’Angieri è ambasciatore del Belize. E’ stato il 601° più ricco al mondo per Forben’. ‘Con me il derby tornerebbe una sfida vera’. ‘Compro ad un prezzo congruo se il sindaco mi lascerà intervenire nello stadio l’affare può andare in porto. Mio figlio Teava farebbe il presidente”. Ma c’è un altro articolo sul quotidiano online TargatoCN che rivela: Pupi” D’Angieri, ovvero la Dolce Vita “Vista da vicino” da Beppe Ghisolfi. Il Banchiere scrittore narra il profilo misterioso, intrigante e fiabesco dell’Ambasciatore del Belize, del quale è grande amico e in cui grande ricchezza e alta umanità convivono come nella linea di unione dal sogno alla realtà.

DA PALERMO WEB -19 DICEMBRE 2019-

«Come ci insegna il Papa – afferma S.E. Stefan John Charles D’Angieri, rappresentante dell’Ambasciata del Belize presso la Santa Sede – abbiamo pensato di uscire da Roma e di andare nella periferia. Ci è sembrato che il territorio migliore fosse la Sicilia, dove giornalmente viviamo la presenza di profughi schiavizzati e trattati come merci, costretti a viaggi detti “della speranza”,  ma che nella realtà sono “della disperazione”. Condiviso questo pensiero con il sindaco di Modica, Ignazio Abbate,  e il vescovo della Diocesi di Modica, mons. Antonio Staglianò, ma anche con le associazioni benefiche del territorio, abbiamo pensato che quella proposta potesse essere la giornata ideale».

Un’idea accolta con gioia da tutti coloro i quali ne sono venuti a conoscenza e che stanno contribuendo a realizzarla, dedicando l’evento a circa 300 ospiti, invitati speciali che “come non ritenersi così poveri da non donare agli altri” .

Saranno presenti anche rappresentanti di diverse religioni del mondo, diplomatici e autorità governative che, durante la cena, si metteranno al servizio dei bisognosi, per ricordarci che “siamo tutti uguali” continuando a seguire le parole di Sua Santità  “nessuno può ritenersi inutile”.

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